ARTISTA GOLD
 
 
 

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MICHELE CIACCIOFERA
Nuoro (1969)
Artista 
 
Doing less is just the late option 2016 legno plastilina cm 45 x14x14 photo Hu Zhiheng
 
Doing less is just the late option, 2016, legno, plastilina, cm 45 x14x14, Foto Hu Zhiheng
 
 

Michele Ciacciofera (1969), sardo di nascita e siciliano di adozione, cosmopolita per elezione. Abita e tiene atelier a Parigi. La sua pratica artistica spazia tra una vasta gamma di mediums: disegno, pittura, scultura, installazione, video, suono. Il suo impegno si estende anche al teatro contemporaneo attraverso l’attività di scenografo.

 
Breve Biografia
 

Nasce a Nuoro il 15 marzo 1969 e si trasferisce sin dall’infanzia a PalermoSin dall’inizio dell’attività dedica la sua ricerca al rapporto tra uomo e natura, all’esplorazione di tematiche come la memoria soprattutto archetipale, alle relazioni sociali con un approccio antropologico. La sua opera si confronta con temi prima esistenziali poi più segnatamente politici e sociali, attraverso un linguaggio visivo complesso dalla forte valenza simbolica. Successivamente, la contaminazione tra il proprio linguaggio espressivo e altre discipline come la letteratura e la storia – concepita come presupposto interpretativo necessario per un’analisi della contemporaneità -  lo porta ad affrontare il tema del viaggio come momento meditativo, da cui deriva il ciclo dedicato a J. W. Goethe, esposto nel corso di due anni in Europa e USA. La rielaborazione di eventi personali traumatici, lo porta ad analizzare la persistenza della violenza e della tortura nelle società democratiche contemporanee. Le tematiche del suo impegno più recente riguardano: il ruolo dell’artista rispetto all’indifferenza secondo la concezione gramsciana; le emergenze culturali contemporanee dell’area mediterranea con particolare attenzione ai fenomeni migratori; il rapporto tra memoria archetipica e processi creativi.  

 

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GIORGIO ANDREOTTA CALÒ
Venezia, (1979)
Scultore
 
Medusa – Courtesy : GAC

 

La trasformazione, l’attraversamento e la processualità sono alcuni temi che caratterizzano la ricerca di Giorgio Andreotta Calò, artista che le trasla e traduce in un personale e vario registro di visioni, di gesti, sculture e interventi ambientali.

 
Breve Biografia
 

Nato a Venezia nel 1979. Vive e lavora tra Italia e Olanda. Ha studiato scultura all'Accademia di Belle Arti di Venezia e alla Kunsthochschule di Berlino, diplomandosi nel 2005 con una tesi su Gordon Matta - Clark. Tra il 2001 e il 2007 è stato assistente di Ilya ed Emilia Kabakov. Nel 2008 si è trasferito in Olanda dove è stato artista in residenza alla Rijksakademie van Beeldende Kunsten di Amsterdam (2009-2011). Nel 2011 il suo lavoro è stato presentato a ILLUMInazioni/ ILLUMInations, 54. Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia diretta da Bice Curiger. Nel 2012 ha vinto il Premio Italia per l'arte contemporanea promosso dal Museo MAXXI di Roma con l'opera Prima che sia notte. Tra il 2012 e il 2013 è stato artista in residenza presso il Centre National d'Art Contemporain di Villa Arson, Nizza, Francia. Nel 2014 vince il Premio New York, promosso dal Ministero per gli Affari Esteri Italiano. Artista presente alla 57.Biennale di Venezia presso il Padiglione Italia. 

EMILIO ISGRÒ
Barcellona Pozzo di Gotto (ME), (1937)
Artista concettuale
 
Var ve yok, 2010, 160 x 220 cm, acrilico su tela montato su legno
 
 

Emilio Isgrò è uno dei più importanti artisti concettuali a livello internazionale. Per quanto riguarda le sua lunga carriera, ricordiamo le sue numerose partecipazioni alla Biennale di Venezia (1972, 1978, 1986, 1993) e il primo premio alla Biennale di San Paolo (1977).

 
Breve Biografia
 

Artista a tutto tondo, Emilio Isgrò rappresenta una delle maggiori figure del concettuale italiano. Siciliano di nascita ma milanese di adozione, esordì molto giovane con una raccolta di poesie, Fiere del Sud, nel 1956. Nel 1964 realizzò le prime Cancellature, ovvero libri ed enciclopedie in cui parzialmente o completamente cancellati, che rappresentarono una delle prime manifestazioni dell'arte concettuale in Italia. Nel 1969 ideò la cancellatura applicata al cinema, con il film La jena più ne ha e più ne vuole, una pellicola quasi completamente nera tranne qualche secondo di immagini, ma il progetto fu rimandato. Partecipò diverse volte alla Biennale d'Arte di Venezia. Prese parte dal 1977 alla cooperativa di artisti Cooperarte, che univa alcuni tra i migliori artisti dell'epoca. Gli anni Ottanta videro le prime incursioni nel mondo musicale, del 183-85 è la trilogia L'Orestea di Gibellina, del 1985 La veglia di Bach un'installazione multimediale nella chiesa cittadina di San Carpoforo, commissionata dal Teatro alla Scala di Milano. Negli anni Novanta Isgrò fu consacrato da una mostra a New York presso il MoMA e presso la Peggy Guggenheim di Venezia. Anche la chiesa di Santa Maria dello Spasimo di Palermo ospitò una sua mostra, nel 2001.