Intervista a Nicoletta Castellaneta della Fondazione Rivoli2 | QM
 
 
 

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Creare il futuro investendo sul presente

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La Fondazione Rivoli2 di Milano si impegna a promuovere talenti della scena artistica con esposizioni e progetti speciali. Nicoletta Castellaneta, in qualità di direttrice, ci racconta la sua esperienza.

By Camilla Delpero

 

Cos'è l'arte contemporanea, la identifichiamo solo perché é l'arte del nostro tempo o c'è una qualità che la identifica? 

Definire il contemporaneo è complesso ci sono diverse interpretazioni, contemporaneo vuole dire contingente, oggi si può dire che definisce un genere. Ogni arte è contemporanea al suo tempo ma il termine non è mai stato usato come definizione di un genere; tutta l'arte ha in se il tempo, quella degna di essere chiamata così, riesce a vincerlo. Dal mio punto di vista il concetto di contemporaneo nasce con il dadaismo, dove Duchamp stravolge l'oggetto artistico e il suo processo di ideazione/costruzione.  Ma il ''contemporaneo'' come genere si identifica oltre che nel dato generazionale anche nel fatto che oggi si può usare tutto per fare arte, gli artisti utilizzano più linguaggi, più tecniche, tutto quello che la realtà offre sia come spunto che come supporto può diventare “prodotto” artistico. L'arte è sempre più spesso oggi multidisciplinare e l'artista si avvale di tutto per offrirci la sua “visione”. Se c’è una caratteristica che credo accomuni l’arte contemporanea è che è ontologica.

Quindi, detto questo, introducendo il concetto di contemporaneo in un fattore quasi di produzione, c'è differenza tra arte e artigianato?

L'arte oggi non appartiene più solo ad una capacità, ad una tecnica. In particolar modo noi italiani siamo stati educati e abituati “all'homo faber”, l’artista come colui che sa fare, quindi cerchiamo di istinto nelle sue espressioni questa capacità ma l’arte è un’altra cosa.  Oggi siamo condizionati dal background a considerare un oggetto più o meno artistico. Nell'opera l'artista esprime il proprio background dove non c'è più solo un tema, si cerca di imprimere un proprio linguaggio e una propria visione che va oltre l'oggetto stesso. L’attuale complessità della struttura gestionale dell’arte che ha cercato di sistematizzare questo ambito ponendo dei confini ben precisi tra l’artigianato e l’arte ora si sta ponendo nuove domande …

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Oggi si parla di spazi alternativi per quanto riguarda mostre in cui gli artisti posso esporre il proprio lavoro e realizzare i propri progetti. Gli spazi alternativi vengono riconosciuti, oppure l'artista non può considerarsi affermato finché non entra dentro prestigiose gallerie o musei?

L'arte ha bisogno di sperimentazione, i giovani artisti hanno bisogno di confrontarsi per consolidare il percorso della ricerca. Il “luogo alternativo” se vogliamo chiamarlo così, in alternanza a ciò che esiste come punto d'arrivo che sono i musei e le grandi gallerie è un luogo di libertà. Se si vuole essere riconosciuti dal “sistema dell’arte “ si è costretti a  raggiungere questo un punto di arrivo, un riconoscimento , l’arte è un sistema referenziale, questo è innegabile, a meno che uno non decida di lavorare ai margini e quindi esserne libero .  I musei sono nati per proteggere un patrimonio di un popolo e dare l'opportunità allo stesso popolo di poter fruire di una “esperienza culturale”  . Un artista se vuole essere riconosciuto ha la necessità di stare dentro questo sistema che collega gallerie, fiere, premi, musei e farsi conoscere possibilmente in vita, oggi c'è molta più competitività rispetto al passato. C’è un esempio oggi che posso citare, quello di  Christò che autofinanzia la sua installazione sul lago d’Iseo e auto promuove i suoi progetti e che è diventato un imprenditore di sè stesso, come lo è stato a suo tempo e modo  Raffaello,  è un esempio della libertà di operare. Il sostegno all’artista e alla sua ricerca rappresenta un costo, nella crisi del mecenatismo, nella contrazione economica delle istituzioni, oltre alla scomparsa dei grandi collezionisti almeno in Italia, dove per ora non c’è un ricambio generazionale disposto a sostenere l’immaginazione, questo rappresenta un problema che porta l’artista a dover raggiungere dei compromessi. La crisi dei mercati è trasversale ai diversi settori e questa si e' consolidata in termini importanti in Italia. Ma nei momenti di crisi c'e anche la scoperta di nuovi modi e mondi; l'arte dalla crisi si rigenera.

Rivoli2 è un laboratorio d’incontro/confronto tra artisti e curatori, un luogo dove far confluire creatività e originalità, dove sviluppare progetti di ricerca artistica e di espressività. Qualè l'obiettivo più importante per un centro come il vostro per l'arte contemporanea?

Il nostro obiettivo, quello che sin dall’inizio ci siamo posti e che il Presidente della Fondazione ha immaginato è proprio quello di dare spazio libero all’Arte nelle sue diverse espressioni; proporre progetti nella libertà dei linguaggi e delle ricerche e infine una collezione. La Fondazione, attraverso le sue scelte, crea una collezione anziché proteggerne una esistente. La parola Fondazione dà seguito all'idea di un istituzione che protegge un bene, noi lo attuiamo attraverso la scommessa sui giovani artisti che esponendo da noi fanno il lascito di un’opera, chiediamo in collezione un'opera che è vincolata alla Fondazione quindi inalienabile, in questo modo attualizziamo il bene, la collezione che la Fondazione sarà tenuta a proteggere. Diamo agli artisti l'opportunità di esprimersi supportandoli nella costruzione di un progetto espositivo; fondamentale è che emerga il processo della ricerca. Non sappiamo se gli artisti da noi scelti e ospitati si consolideranno; facciamo una scommessa sul futuro, per questo concettualmente siamo più assimilabili alle Fondazioni che operano in ambito scientifico; usiamo la parola ricerca perché ricerchiamo senza la certezza di risultati, ma la ricerca è necessaria e apre sempre nuovi percorsi. La Fondazione si sostiene grazie a Navigando Turismo e Cultura, società che opera nel campo di viaggi e scambi  linguistico culturali di giovani studenti ; l’arte è un linguaggio universale che permette di avvicinare mondi apparentemente lontani.

 

 

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La nostra rivista si chiama Quid Magazine in quanto vuole indagare sul "perché" delle cose. In un artista com'è possibile riconoscere il talento in quanto oggi non basta solo saper rappresentare con i mezzi tecnici la figura reale?

Definire il talento è da sempre un atto referenziale, i fattori determinano la scelta di un artista sono complessi ma partono comunque dalla sensibilità e dalla valutazione di chi sceglie. Il talento è la somma di tanti talenti, sono diverse caratteristiche legate profondamente all’essere uomo dell’artista, alla sua esperienza di vita, alle sue capacità di immaginative, alle sue capacità tecniche … Dal mio punto di vista il talento corrisponde a un'inquietudine, l’artista deve essere in grado di concepire l'opera come qualcosa che  deve avere la capacità di smuovere, creare delle aperture, aprire finestre sull’interpretazione della realtà.  L'opera più interessante è quella che ti fa pensare e ritornare a pensarci; che ti lascia inquieto perché sa dire la verità, come rivelazione, su quello che vuole comunicare. La questione della verità è un punto fondamentale a mio modo di vedere nell’arte oggi. Ipotesi attuali del passato (tre anni di attività svolta) - Futuri anteriori. Se possiamo racchiudere in una frase questa considerazione direi … “ Scommettiamo sul futuro e costruiamo il futuro con le scelte fatte nel presente. Questa strada l'abbiamo definita all'inizio per dare fiducia ai giovani “

Come scegliete le opere?

Diciamo che scegliamo l’artista e di conseguenza le opere, abbiamo costituito un comitato scientifico  formato da persone del settore e da persone appassionate all’arte, per usare una parola forse abusata  “trasversale”,  sia per generazione che per competenze , al comitato vengono sottoposti i progetti che selezioniamo. La scelta del comitato è stata fatta pensando proprio alla trasversalità dei linguaggi e all'apertura contro la ghettizzazione a certe interpretazioni. Collaboriamo anche con le Università e tutte le realtà  che si occupano di formazione in questo ambito. L'arte ha molti punti di convergenza con gli altri mondi. L'artista oggi attinge a mondi anche molto lontani dal suo.