THE SZECHWAN TALE. China, Theatre and History

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THE SZECHWAN TALE. China, Theatre and History

La mostra ripercorre la storia delle relazioni tra Oriente e Occidente attraverso i grandi temi del Teatro e della Storia, concepita come un meta-teatro in cui più di trenta di artisti internazionali e cinesi forniscono una decostruzione degli strumenti della macchina teatrale

 

Dal 12 aprile al 15 luglio FM Centro per l’Arte Contemporanea presenta The Szechwan Tale. China, Theater and History (Cina, Teatro e Storia), una nuova grande mostra a cura di Marco Scotini – direttore artistico di FM – che si rivolge al contesto cinese, proseguendo la linea d’indagine tracciata con le mostre Non-Aligned Modernity, dedicata all’arte dell’Est Europa, e Il Cacciatore Bianco/The White Hunter, sull’arte africana.

La mostra ripercorre la storia delle relazioni tra Oriente e Occidente attraverso i grandi temi del Teatro e della Storia, trattando questi argomenti all’interno di un percorso espositivo unico, concepito come un meta-teatro in cui più di trenta di artisti internazionali e cinesi forniscono una decostruzione degli strumenti della macchina teatrale – il pubblico, il sipario, l’attore (l’automa, il puppet, il teatro delle ombre), i costumi e la scenografia (ambiente mutabile e immutabile), il testo e la musica – come metafora di altrettanti fenomeni sociali e del loro carattere storico.

La mostra è una evoluzione del progetto che il curatore Marco Scotini ha realizzato ad Anren, antica città del Sichuan in Cina, all'interno della prima Biennale di Anren (ottobre 2017 – febbraio 2018), intitolata Today’s Yesterday, con l'aggiunta di ulteriori artisti cinesi di fama internazionale. Le opere d'arte in mostra spaziano dalla pittura alla fotografia, dall'installazione ai video e ai film/documentari e provengono da prestigiose collezioni private.

Il titolo della mostra è un riferimento all'opera teatrale The Good Person of Szechwan (L'anima buona del Sezuan) di Bertolt Brecht del 1938, messa in scena a Milano al Piccolo Teatro da Strehler nel 1957-58. Altra figura importante per la mostra è Mei Lanfang (1894-1961), uno dei più importanti attori della storia del teatro cinese moderno, che ha influenzato il teatro d'avanguardia russo e poi tedesco. Non mancano i riferimenti all’opera lirica, con la presenza in mostra del costume della soprano Gina Cigna, indossato negli anni ’30 per la Turandot di Puccini al Teatro alla Scala.

Artisti: Cao Fei, Cornelius Cardew, Chen Zhen, Chia-Wei Hsu, Céline Condorelli, Peter Friedl, Yervant Gianikian & Angela Ricci Lucchi, Piero Gilardi, Dan Graham, Joris Ivens, Jia Zhangke, Joan Jonas, William Kentridge, Lin Yilin, Liu Ding, Mao Tongqiang, Rithy Panh, Michelangelo Pistoletto, Lisl Ponger, Qiu Zhijie, Pedro Reyes, Santiago Sierra, Sun Xun, Marko Tadić, Ulla von Brandenburg, Clemens von Wedemeyer & Maya Schweizer, Wei Minglun, Yang Yuanyuan, Zhang Huan, Zhuang Hui, Mei Lanfang and the Russian Proletarian Theatre (research curator Andris Brinkmanis).

Collezioni: Collezione Alessandra e Paolo Barillari, Collezione Enrico Bonanate, Collezione Serena e Paolo Gori, Collezione E. Righi.

Main partner: Biennale di Anren. Con il patrocinio del Comune di Milano.

La mostra è realizzata in collaborazione con Mei Lanfang Memorial Museum - Pechino, Istituto Culturale Italo-Cinese e NABA Nuova Accademia di Belle Arti - Milano.

Si ringraziano: Archivio Piccolo Teatro – Milano, Charim Galerie – Vienna, Cittadellarte-Fondazione Pistoletto, European Foundation Joris Ivens, Fondazione Centro Studi Piero Gilardi, Galerie Art : Concept – Parigi, Galerie Edouard Malingue – Hong Kong, GALLERIA CONTINUA – San Gimignano / Beijing / Les Moulins / Habana, Galleria Lia Rumma – Milano/Napoli, Galleria Raffaella Cortese – Milano, Guido Costa Projects – Torino, Laura Bulian Gallery – Milano, Museo Teatrale alla Scala – Milano, ProjectB Gallery – Milano, Prometeogallery di Ida Pisani – Milano, Wei Minglun Literature Museum.