L’arte della memoria al Multimedia Art Museum
 
 
 

QM Logo 

 

 

 

masebo

  

 

L’arte della memoria al Multimedia Art Museum

Il progetto del duo artistico MASBEDO al Multimedia Art Museum con il sostegno dell'Istituto Italiano di Cultura di Mosca.

Multimedia Art Museum con il sostegno dell’Istituto Italiano di Cultura di Mosca presenta il progetto del duo artistico MASBEDO L’arte della memoria   aperta al pubblico dal 12 ottobre al 18 novembre di cui fanno parte quattro video realizzati dagli artisti: “Madame Pinin (2017)”, “Fragile” (2016), “Handle With Care” (2016), “Ionesco Suite” (2013).

Il duo MASBEDO nasce a Milano nel 1999 dalla collaborazione tra Nicolò Massazza (1973) e Iacopo Bedogni (1970), artisti attivi nell’ambito della visual art e dell’arte installativa. Nelle loro opere gli artisti trattano tematiche e questioni di grande attualità: quali sono i rapporti tra gli artisti moderni e l’arte del passato? La storia dell’arte potrebbe essere una fonte di ispirazione per la giovane generazione?  È vero che nella società moderna c’è assenza di comunicazione?  Esiste la possibilità di compensarla?

Le opere dei MASBEDO sono caratterizzate dall’interazione tra differenti discipline artistiche, quali teatro, cinema, performance a architettura.

Le loro mostre personali trovano luogo nei musei e fondazioni più famosi d’Italia e del mondo: Museo nazionale delle arti del XXI secolo (2011), Galleria d’arte moderna di Torino (2010), Museo d’arte moderna di Bologna (2008), Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci (2007),  Museo di arte contemporanea di Roma MACRO (2004), Centro d’arte moderna di (Barcellona, 2006), Centro d’arte moderna al castello di Jauzda (Varsavia, 2010), Centro Fundacion Telefonica (Buenos Aires, 2010), Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia (Madrid, 2009), Museo d'arte di Tel Aviv (2007) tra i tanti.

Nel 2009 i MASBEDO hanno partecipato alla Biennale di Venezia e nel 2011 il loro progetto “Senza limiti” è stato esposto in occasione della fiera internazionale Art Basel. Recentemente i MASBEDO hanno partecipato al festival Romaeuropa con una performance audiovisiva realizzata grazie alla collaborazione con l’orchestra sinfonica dell’Accademia nazionale di Santa Cecilia diretta dal maestro Antonio Pappano.

Il tema centrale della mostra “L’arte della memoria” verte attorno all’idea di mondo inteso nella sua variegatezza e alle sue istanze di conservazione. La creatività come pulsazione / fermento / espressione si contrappone a tempo / ineluttabilità / conclusione. I lavori selezionati per la mostra rappresentano dei rimandi visivi e intellettuali, che hanno assunto una forma fisica, una sorta di ibrido fatto di sottotesti, performance, installazioni, video.

Madame Pinin (2017)

Video monocanale HD, muto 

courtesy the artists, SnaporazVerein St.Moritz, In Between Art Film Rome

La celebre restauratrice  Pinin Brambilla Barcilon ha impegnato cinquantamila ore della propria vita nel restauro del Cenacolo di Leonardo da Vinci, tra le più controverse e complesse operazioni mai realizzate nella storia del restauro. La donna, e la vicenda professionale ed esistenziale, oggi al centro del lavoro Madame Pinin concepito dai MASBEDO nel 2017 rimandano ad una riflessione sul concetto di bellezza e della sua conservazione, della cura e della fragilità intrinseca dell’oggetto d’arte. Al tempo e alla storia si affida la sua condizione, seppure è la storia dell’uomo che interviene a preservare la sopravvivenza della memoria attraverso la sua presenza fisica.

Fragile (2016)

Video monocanale HD, con suono

courtesy the artists, Galleria Sabauda Musei Reali Torino, In Between Art Film Rome, Sammlung Wemhöner Herford

Il video “Fragile” (2016) realizzato nelle sale della Galleria Sabauda di Torino, mette in scena la storia di un giovane mentre visita le sale della Galleria in compagnia di un pavone. Passeggiando tra i capolavori dell’antichità, oggetti simbolici di bellezza archetipica, la presenza del pavone sottolinea l’essenziale precarietà dell’animale vivente e della sua menomazione che lo rende inabile a rappresentare la sua stessa natura. L’immagine è altamente suggestiva perché resa ancor più drammatica nel vuoto delle sale, di fronte all’immobilità definitiva dei personaggi dipinti. Il tema principale di questi lavori è il concetto di “cura”: l’animale anziano, oggetto delle cure del suo padrone è una metafora della combinazione tra una vanità svanita e l’eterno viaggio nella bellezza, un viaggio che Rainer Maria Rilke definiva come "il tremendo al suo inizio". La fragilità dell’arte, a cui allude il titolo dell’opera, impegna lo sguardo dell’osservatore e ammonisce sulla necessità di provvedere alla salvaguardia dell’arte e del patrimonio culturale. Una metafora che rammenta la necessità della conservazione e della cura del nostro patrimonio artistico e culturale come forma di resistenza al tempo e all’incuria dell’uomo.

Handle With Care (2016)

Video installazione multicanale HD, con souno

Courtesy the artists, In Between Art Film Rome, Snaporazverein St.Moritz, Sammlung Wemhöner Herford

Gli artisti sono stati invitati da the classroom – centro di arte e educazione inaugurato da Paola Nicolin nell’aprile del 2016 a Milano – a sviluppare una riflessione sul tema della cura dell’immagine nella cornice di un progetto specifico, che li ha visti attraversare le più prestigiose istituzioni italiane di restauro e conservazione scelte come materiali di produzione.

“Handle with care” è infatti il titolo del video a più canali realizzato in questa occasione all’interno dell’Opificio delle Pietre Dure in Firenze e il Centro Conservazione e Restauro di Venaria, luoghi unici che per la prima volta sono stati svelati dallo sguardo dell’arte contemporanea. Qui gli artisti si sono trovati a diretto contatto con la materialità dell’oggetto artistico, il suo valore e la sua durata, con irituali e i gesti di conservatori e scienziati che si confrontano da secoli con la creazione, distruzione e ri-creazione dell’opera d’arte, trascendendone i confini culturali e temporali. Scelti  dagli artisti come set ideali di un ragionamento sull’origine dell’immagine, la sua distruzione e trasmissione nel tempo, tali eccellenze italiane sono lenti di ingrandimento per la comprensione del processo del fare arte, dalla materia prima sino all’oggetto finito.

È questo un ecosistema delicatissimo, un equilibrato e secolare sistema di convivenza tra opere e persone, reazioni chimiche ed emotive, temperature e suoni, tradizione e innovazione, artigianalità e tecnologia, storia e futuro che è stato portato alla luce da un lavoro altrettanto accurato e puntuale degli artisti.

Ionesco Suite (2013)

Video 2K trasferito su file file HD, musica Lagash

Courtesy the artists, Maccaferri Bologna, Antichi Modena, Galiani Milano, In Between Art Film Rome, Sammlung Wemhöner Herford

“Ionesco Suite” è l’ultimo di una serie di lavori realizzati nei paesaggi di sublime bellezza dell’Islanda e costituisce il secondo episodio di una trilogia che ha come punto di partenza il video Teorema di incompletezza, 2008, presente nella Collezione d’Arte Moderna e Contemporanea CRT, Torino – Castello di Rivoli.

Il nuovo progetto riprende una delle tematiche principali che hanno caratterizzato il percorso creativo dei MASBEDO: la natura sublime e potentissima, ostile e primordiale quale punto focale di una riflessione sulla condizione umana. In un ambiente domestico, all’interno di una casetta isolata, fiabesca, collocata a pochi passi dall’oceano, i MASBEDO mettono in scena l’assurdità dell’esistenza.

Come in Teorema di incompletezza, in un’atmosfera surreale, avviene la sublimazione di un gesto distruttivo. Ricompare lo stesso tavolo apparecchiato con vasi di cristallo che possono essere letti simbolicamente come elementi di perfezione e di purezza, vasi ancora da riempire e che possono contenere qualsiasi cosa, come la vita al suo inizio. Sul tavolo scende una pioggia di coriandoli, cui fanno seguito torte, caramelle e confetti ed infine una violenta colata di cemento distrugge ed invade l’intero ambiente. Alla colorata leggerezza dei coriandoli, che rappresenta la purezza dell’infanzia, viene contrapposta l’acromatica pesantezza del cemento, metafora dell’età adulta.

La mostra L’arte della memoria sarà a perta al pubblico dal 12 ottobre al 18 novembre con i seguenti orari: Da martedì a domenica dalle 12.00 alle 21.00

Giornata di chiusura lunedì.