NEWS

QM Logo 

 

 

iannaccon

 

Collezione Giuseppe Iannaccone presenta: EX GRATIA

In occasione di miart 2018, l’avvocato Giuseppe Iannaccone inaugura il quinto appuntamento del progetto IN PRATICA

Sabato 14 aprile 2018, in occasione della ventitreesima edizione di miart - fiera internazionale d’arte moderna e contemporanea di Milano - inaugura il quinto appuntamento del progetto IN PRATICA, un ciclo di mostre ospitate nello studio legale dell’ avvocato Giuseppe Iannaccone, negli spazi in cui è conservata parte della sua raccolta di arte moderna e contemporanea. Dopo la presentazione degli artisti Davide Monaldi, Luca De Leva, Andrea Romano e Beatrice Marchi IN PRATICA prosegue nel suo intento di proporre, attraverso il susseguirsi di piccole mostre, un continuo confronto tra le opere degli artisti già consacrati nel panorama internazionale presenti in Collezione e quelle di artisti emergenti di talento, anche se ancora sconosciuti al grande pubblico, invitati per l'occasione a concepire progetti site-specific.

Sabato 14 aprile apre al pubblico per una visita speciale dello studio EX GRATIA, una mostra collettiva di DIECI GIOVANI ARTISTI ALBANESI in collaborazione con ART HOUSE SCHOOL, nata da un’idea di Giuseppe Iannaccone, curata da Adrian Paci e Rischa Paterlini, con la speciale collaborazione del Prof. Zef Paci.

In occasione di miart 2018, l’avvocato Giuseppe Iannaccone ha deciso di dedicare IN PRATICA #5 ad un progetto speciale con l’intento di far conoscere in Italia il lavoro realizzato con generosità da Adrian e Melisa Paci a Scutari, in Albania: ovvero una scuola per artisti. “Ciò che mi ha ispirato” – scrive Giuseppe Iannaccone - “è stato il gesto di generosità che tu, Adrian, hai compiuto verso la tua città natale, Scutari, e verso gli artisti albanesi: grazie ad Art House School hai infatti permesso a dieci di loro di incontrarsi e far si che potessero condividere le loro esperienze e discutere del loro lavoro, senza chiedere nulla in cambio, dandogli semplicemente l’opportunità di vivere a contatto con curatori e critici di livello internazionale”.

Art House è “Un luogo” – dice Adrian Paci – “che rende possibile il transito delle idee dove una casa privata si apre alla comunità della propria città e dove la comunità di una piccola città entra in dialogo con contributi intellettuali e culturali del grande mondo dell’arte senza perdere l’intimità e la natura ravvicinata del rapporto”. 

Negli spazi dello studio legale, tra le opere della Collezione Iannaccone riallestite per questo appuntamento, trovano quindi collocazione i lavori dei dieci artisti protagonisti di Art House School edizione 2017.

“Mai prima d’ora” – scrive Giuseppe Iannaccone - “immaginavo che un giorno avrei invitato contemporaneamente dieci artisti ad esporre le proprie opere, eppure adesso che le guardo tutte assieme mi accorgo ancora una volta che quando gli artisti sanno toccare le corde più intime dell’uomo, accade quasi un miracolo. La commovente bellezza dell’handicap di Marc Quinn sembra parlare lo stesso linguaggio d’amore del video di Alketa Ramaj. Le immagini dei ragazzi brasiliani ritratti da Jetmir Idrizi rimandano alla stessa ricerca attorno all’identità sessuale proposta dagli scatti di Nan Goldin; le fotografie tratte dalle azioni effimere di Stefano Romano dialogano con le salde figure di Massimo Bartolini; lo sguardo del volto catturato da Silva Agostini richiama quello intrappolato nell’opera di Dana Schutz. Il neon rosso nella foto di Remijon Pronja sembra contraddire il senso d’intimità domestica che si ritrova anche nelle opere di Paola Pivi; la delicatezza dei disegni di Bora Baboçi riappare in quelli realizzati da Andrea Romano; le rappresentazioni del divino pagano o cristiano di Alket Frashëri si accordano al pantheon di divinità ed eroi mitologici di Luigi Ontani; i paesaggi di Lek M Gjeloshi ricordano quelli di Hernan Bas; la pittura di Iva Lulashi si confronta con quella di Borremans; i disegni sognanti di Fatlum Doçi ricordano il paesaggio onirico di artisti indiani come Atul Dodiya.”

L’idea di questo progetto viene ben raccontato nel prezioso volume che accompagna la mostra, edito da Mousse Publishing, in lingua italiana, inglese e albanese in cui, oltre alle immagini delle opere e degli artisti che hanno vissuto in residenza ad Art house, vi sono raccolte una conversazione tra Adrian, Zef Paci e i dieci artisti protagonisti della mostra, e uno speciale racconto del viaggio intrapreso dalla curatrice della collezione nella residenza dei Paci.

La mostra è stata realizzata con il patrocinio del Ministero della Cultura Albanese e grazie al contributo di Kooness per i materiali audio e video, di Romanò cornici di Massimo Romanò per le cornici e di Open Care – servizi per l’arte, FARE e ARKA per l’ospitalità agli artisti che saranno tutti presenti il giorno dell’inaugurazione.

La mostra sarà poi visitabile nello studio legale dell’avvocato Giuseppe Iannaccone dal 15 aprile al 13 luglio 2018, solo su appuntamento, per piccoli gruppi di persone.

Opening sabato 14 aprile solo su invito e prenotazione.

Prenotazione sempre obbligatoria all'indirizzo:

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

 

di maggio

 

Elisabetta Di Maggio, Greetings from Venice

Elisabetta Di Maggio all’Event Pavilion del T Fondaco dei Tedeschi, Venezia dal 6 aprile al 25 novembre 2018

Dal 6 aprile l’Event Pavilion di T Fondaco dei Tedeschi presenta Greetings from Venice, un’installazione site-specific dell’artista Elisabetta Di Maggio, a cura di Chiara Bertola. Dopo il successo di pubblico ottenuto dall’opera di Fabrizio Plessi Under Water e dall’installazione Waterbones di Loris Cecchini, lo spazio dedicato alle proposte culturali – all’interno del nuovo lifestyle department store di DFS nel cuore di Venezia – torna all’arte contemporanea con un allestimento evocativo e profondo, dove la bellezza suggestiva e ipnotica del lavoro manuale dell’artista si intreccia con spunti di riflessione sul tempo e sulla natura delle relazioni.

Con questo terzo allestimento, il gruppo DFS conferma la sua volontà di far tornare il T Fondaco dei Tedeschi alla sua antica vocazione di luogo in cui convergono e si intrecciano cultura e commercio, tradizioni secolari e contemporaneità, visitatori locali e internazionali.

All’interno dello spazio reinterpretato dall’artista proseguiranno le attività culturali promosse dal T Fondaco dei Tedeschi: concerti, incontri letterari, performance di danza contemporanea e videoproiezioni, organizzate in collaborazione con le istituzioni culturali di Venezia.

Aperto gratuitamente al pubblico tutti i giorni, l’Event Pavilion ospiterà l’installazione Greetings from Venice di Elisabetta Di Maggio fino al 25 novembre 2018.

 

 

 

rsz 4 marclay basel 2018 photo daniel spehr

 Marclay basel 2018 photo Daniel Spehr

CHRISTIAN MARCLAY - Concerto Spaziale

Il Museo del Novecento e Fondazione Furla presentano "Concerto Spaziale" con Okkyung Lee e Luc Müller

In occasione della ventitreesima edizione di miart e dell’Art Week milanese, Museo del Novecento e Fondazione Furla presentano Concerto Spaziale, la performance di Christian Marclay appositamente ideata per l’ultimo appuntamento di Furla Series #01 - Time after Time, Space after Space in Sala Fontana.

Artista, musicista e compositore, Christian Marclay ha iniziato a intrecciare performance, suono e arte visiva alla fine degli anni Settanta, quando scandagliava il supporto fisico del disco per creare successivamente assemblaggi surreali e giochi visivi di parole, elementi divenuti subito ricorrenti nella sua produzione artistica. Da quel momento Marclay è diventato un virtuoso della tecnica del collage che applica tuttora a diversi livelli in sculture, installazioni e video, così come nella musica, nel cinema e nella performance. Componendo e sperimentando, ha creato negli anni quel “teatro del suono trovato” di influenza duchampiana che ha ispirato un’intera generazione di musicisti e artisti.

Dal 2011 Marclay ha messo da parte dischi in vinile e giradischi per concentrarsi unicamente sui suoni e la loro acustica naturale, in reazione alla percezione comune per cui ogni suono è mediato e amplificato. Usando come “strumenti” musicali oggetti quotidiani, l’artista porta la nostra attenzione sulle potenzialità sonore che tali oggetti hanno.

In Sala Fontana, Marclay presenta Concerto Spaziale, una performance musicale basata sull’improvvisazione in cui i suoni di strumenti si fondono con quelli riprodotti attraverso l’utilizzo, la percussione e lo sfregamento di svariati oggetti rinvenuti durante il suo soggiorno a Milano. Insieme a lui performano Okkyung Lee, violoncellista sudcoreana, e Luc Müller, percussionista svizzero, dando vita a una composizione senza regole prestabilite, in cui lo spazio stesso viene attivato dai performer mentre stimoli acustici e visivi si intrecciano tra loro. A differenza della musica concreta dove i suoni sono registrati e distorti durante la riproduzione – attraverso il rallentamento, l’accelerazione o l’amplificazione – Marclay crede nel naturale potenziale acustico di qualsiasi oggetto, che quindi non richiede di essere amplificato. Musicista senza strumenti, esegue un concerto in cui ogni rumore è musica.

Christian Marclay. Concerto Spaziale

con Okkyung Lee e Luc Müller

14 aprile 2018

Ingresso ore 20.00, con inizio performance ore 20.30

Sala Fontana, Museo del Novecento, Milano

Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria, fino a esaurimento posti

 

 

d9f3a4f788

 

Laurel Holloman / Susi Kramer - COLOR FOREST

Alla Fondazione Matalon di Milano la bipersonale di Laurel Holloman e Susi Kramer

La Fondazione Luciana Matalon è lieta di presentare la mostra Color Forest, bipersonale di Laurel Holloman e Susi Kramer  (da venerdì 6 aprile a sabato 28 aprile 2018, inaugurazione giovedì 5 aprile dalle 18 alle 20). I grandi dipinti astratti di Holloman (USA, 1971) dialogheranno in una situazione del tutto inedita con le sculture in vetro acrilico di Kramer (Svizzera, 1947), raccontando così al pubblico dell’incontro tra due artiste che, pur appartenendo a mondi e generazioni diverse, hanno stabilito un dialogo ricco e di grande leggibilità.
 
Al centro del lavoro di entrambe c’è il colore: che sia dipinto in grandi campiture materiche e suggestive, come nei lavori di Holloman, o imprigionato in purezza di forme nel vetro acrilico che è la firma di Kramer, l’uso sapiente del colore condurrà il visitatore in un viaggio all’insegna della gioia di vivere, delle atmosfere mediterranee, della sensibilità femminile per la natura e i sentimenti unite a una costante sperimentazione e padronanza tecnica.
 
In mostra più di 30 opere, in gran parte pezzi realizzati appositamente per l’esposizione milanese o rappresentativi della produzione più recente di entrambe le artiste. Sia per Laurel Holloman che per Susi Kramer, quella alla Fondazione Matalon è la prima mostra a Milano, per Kramer in assoluto la prima in Italia. Holloman ha invece già esposto due volte a Venezia, nel 2012 in una personale curata da Lea Mattarella e nel 2013 invitata a una collettiva in occasione della Biennale d’Arte.
 
Laurel Holloman (www.laurelholloman.net) dopo 10 anni di carriera cinematografica, dal 2010 lavora come artista a tempo pieno a Los Angeles. È conosciuta per l’uso vibrante dei colori e per le opere di grandi dimensioni, capaci di catturare emozioni tumultuose con un movimento pittorico che crea quasi un’illusione tridimensionale. È stata protagonista di diverse mostre personali a Parigi e Londra e nel 2016 il Museo Jan van der Togt di Amsterdam l’ha invitata a realizzare la personale Everglow. Ha esposto due volte a Venezia, nel 2012 in un solo show e nel 2013 ha partecipato a un evento collaterale ufficiale della Biennale d’Arte. Ha avuto il privilegio, come lei stessa ricorda, di avere Lea Mattarella come curatrice di una sua personale a Berlino. “Con il suo incoraggiamento Lea mi ha aiutato ad andare più a fondo del mio lavoro e ad esplorarne il linguaggio simbolico. Ha saputo comprendere l’emozione e la spiritualità che stanno alla base e ha saputo consigliarmi e sostenermi”.
 
Susi Kramer (www.susikramer.ch) originaria della Svizzera tedesca, è un’artista internazionale e multimediale che lavora tra Obherof (Svizzera), Parigi e Cannes. Imprigiona colori nei suoi vetri acrilici da più di due decadi e i suoi lavori, sia in ambito artistico che architettonico, sono stati esposti in numerosi Paesi come Iran, Germania, Hong Kong, Francia e Germania. Recentemente a Basilea (Svizzera) le è stata dedicata una retrospettiva di tre mesi che ha celebrato i suoi oltre 40 anni di carriera con una selezione delle sue opere più significative, sia scultoree che pittoriche; per l’occasione è stato pubblicato il libro Artist Absolutely. La trasparenza del suo mezzo preferito, il vetro acrilico, riflette straordinariamente la stratificazione del suo lavoro e della sua poetica. Sotto il profilo visuale il medium crea un forte gioco tridimensionale con la complicità delle luci e delle ombre. I suoi famosi cubi, le steli e le altre figure in vetro acrilico danno vita così a un’atmosfera ariosa, fluttuante e sognante che vuole sospingere il visitatore verso un futuro visionario e di frontiera.
 

 

pssst

 

PSST…A PLAY ON GOSSIP

Aprile 2018

 

Mercoledì 4 aprile e venerdì 20 aprile presso la Fondazione Guliani di Roma si teranno due serate di performance, gesti, atti dal vivo a cura di Adrienne Drake, Ilaria Gianni e Arnisa Zeqo.  Le serate si svolgeranno dalle 18:00 alle 21:30.

 

 

 

 

rsz entree bloemen lb

 

I MERCANTI D'ARTE DI TEFAF MAASTRICHT 2018

La reputazione internazionale di TEFAF Maastricht e della sua offerta di opere di straordinaria e impareggiabile qualità continua a essere un cruciale punto di riferimento per i collezionisti globali.

L'edizione 2018 di Tefaf Maastricht, in corso dal 10 al 18 marzo e anticipata dall'Early Access dell'8 marzo e dall'Anteprima del 9 marzo, si è chiusa nell'unanime definizione di clamoroso successo, viste le numerose vendite riportate in ogni sezione della Fiera, che hanno interessato sia collezionisti privati che istituzionali. Quest'anno la Fiera ha accolto oltre 100 nuovi musei in aggiunta a quelli che già la visitano. La reputazione internazionale di TEFAF Maastricht e della sua offerta di opere di straordinaria e impareggiabile qualità continua a fare della Fiera un cruciale punto di riferimento per i collezionisti globali. Durante la Fiera,TEFAF Maastricht ha accolto oltre 68 mila visitatori.
Christian Hemmerle, tra i nuovi membri del Consiglio di Tefaf, nonché il più giovane, ha dichiarato: “Ogni anno gli espositori infondono grande impegno nella presentazione dei loro stand e quest'anno si sono superati sia come curatori che in termini di qualità delle opere in vendita, assolutamente altissima. Questo ha reso la Fiera uniformemente vivace e positiva”.

Le attente e curate esposizioni di ogni sezione della Fiera hanno portato risultati eccezionali per i mercanti d'arte. Tra questi, c'è il nuovo partecipante della sezione TEFAF Paintings, Lullo · Pampoulides (Stand 368). Durante la Fiera la giovane galleria, diretta da Andreas Pampoulides e Andrea Lullo, ha venduto prevalentemente a nuovi collezionisti, trovandosi a riorganizzare il proprio stand due volte a causa delle numerose opere acquistate. Tra queste, L'Assunzione di Santa Maria Maddalena, di Francesco Albani (1578 – 1660), olio su rame, datata ca.1630-1640, acquistata da un'istituzione statunitense. La galleria ha inoltre venduto una delle opere di punta del suo stand, San Francesco da Paola, olio su tela, ca.1625-1626, di Simon Vouet (1590-1649), il cui prezzo richiesto era di 250.000 euro. Acquistato venerdì da un collezionista privato, il dipinto aveva destato il forte interesse di ben quattro musei.
Stoppenbach & Delestre (Stand 333) ha presentato una mostra speciale intitolata La Bretagna dalla scuola di Pont-Aven al Post-Impressionismo che ha riscosso grande successo tra i collezionisti statunitensi in visita alla Fiera. La galleria ha venduto due opere di questa esposizione allo stesso collezionista americano: Pont Aven, Uscita dalla Messa delle Sette, 1923, olio su tela, di Gustave Loiseu (1865-1935), e La Vendemmia, ca.1890, olio su tavola, di Émile Bernard (1868-1941).
Jorge Coll e Nicolás Cortés, direttori di Colnaghi (Stand 306), hanno riportato finora 19 vendite, evidenziando la forte domanda dei collezionisti di opere degli Antichi Maestri. La galleria è stata inoltre felicemente sorpresa dal numero di compratori sia nuovi che di giovane età. Tra le opere vendute, una Testa di Donna Anziana, marmo bianco e bluastro, probabilmente di Luna (Carrara), proveniente dalla dinastia giulio-claudia, metà del I secolo d.C. L'opera è stata acquistata da un collezionista privato statunitense e aveva un prezzo richiesto di 700.000 euro.
Rupert Maas di The Maas Gallery (Stand 335) ha commentato così il fascino unico di Tefaf Maastricht: “...questa è la sola Fiera al mondo che conosco dove i musei si recano con il desiderio (i curatori), la decisione (i direttori) e i mezzi economici (sponsor e fiduciari) per far sì che il processo di acquisizione avvenga in un unico posto, con semplicità”.

La sezione TEFAF Modern ha visto la vendita di una delle opere più preziose dell'intera Fiera: Lillà, 1887, del maestro olandese Vincent Van Gogh (1853-1890), olio su tela, venduto da Hammer Galleries (Stand 406). Il dipinto, dal prezzo richiesto di 9,5 milioni di euro, è stato acquistato da un collezionista privato nonché nuovo cliente della galleria. Si è trattato di una vendita molto entusiasmante per Hammer, che quest'anno ha celebrato sia il novantesimo anniversario di attività che il nono anno di presenza a TEFAF Maastricht. Il quadro era inoltre la terza opera di Van Gogh che il presidente della galleriea Howard Shaw ha venduto nella sua carriera.
Thomas Salis (Stand 404) ha reso noto che tutte le sue vendite sono state concluse con nuovi clienti, sia privati che istituzionali. L’allée cavalière, Tour Eiffel, 1898, olio su tela, di Pierre Bonnard (1867-1947) è stata acquistata per una collezione privata svizzera, mentre la scultura di bronzo Cardinale seduto, progettata nel 1975 da Giacomo Manzù (1908-1991) è stata comprata da un importante collezionista spagnolo. Nel frattempo, due preminenti istituzioni americane stanno considerando l'acquisto di tre opere di Édouard Vuillard (1868-1940) – Portrait de Misia Natansson, olio su tavola; Modèle se déshabillant, boulevard Malesherbes, tempera su carta montata su tela; e Les tasses noires, tempera su tela.

La prima partecipazione a TEFAF Maastricht del nuovo espositore Mazzoleni (Stand 500) si è rivelata di grande successo, con numerose vendite riportate durante i primi giorni della Fiera. Tra le opere vendute, una di Gino Severini (1883 – 1966) del 1918. Luigi Mazzoleni ha sottolineato che i visitatori europei dello stand sono stati particolarmente numerosi, estremamente eruditi e ben consapevoli di ciò che stavano cercando.
J. Kugel (Stand 200) ha portato alla Fiera uno dei più straordinari esempi di arti decorative: L'Orologio Bulgari, orologio astronomico in avorio e argento dorato realizzato ad Asburgo nel 1637-1639, acquistato da un collezionista europeo. Il prezzo non è stato reso noto. La sezione TEFAF Antiques ha riportato diverse vendite a varie istituzioni: Christophe de Quénetain (Stand 108), ad esempio, ha venduto al Metropolitan Museum of Art degli Stati Uniti sei piatti e due da portata firmati, provenienti o dal laboratorio di Carlo Giuseppe Rampini o da quello di Antonio Francesco Imbres, dipinti da Siro Antonio all'interno dei suoi soggetti sull'architettura africana, ceramica smaltata a stagno, ca.1700. Inoltre, una scultura di marmo bianco intitolata Giovanna d'Arco, ca.1840, di Auguste Trouchaud dopo Sua Altezza Reale la Principessa Maria d’Orléans (1813-1839) è stata riservata dal Museo di Belle Arti d’Orléans.
L'importante mercante di argenterie Koopman Rare Art (Stand 156) ha riportato diverse vendite durante la Fiera, che hanno seguito quelle significative che la galleria ha chiuso negli ultimi sei mesi, a dimostrazione dello slancio che attualmente sta interessando questo segmento del mercato. Tra le opere vendute a TEFAF Maastricht, un paio di caraffe in argento dorato realizzato da Edward Farrell per il Duca di York (1763-1827), dal prezzo richiesto di 175.000 sterline, e un set di quattro candelieri in argento dorato di epoca Giorgio II, progettato da William Kent e realizzato in argento da Paul Crespin, il cui prezzo richiesto era di 450.000 sterline.

Rupert Wace Ancient Art (Stand 428) ha riportato numerose vendite durante tutta la Fiera. Tra le opere interessate, un coperchio con una scena di caccia, Villanova, VIII – VII secolo a.C., bronzo, acquistato per una collezione pubblica al prezzo di 150.000 euro. Inoltre, Sycomore Ancient Art (Stand 436) ha venduto a un collezionista privato mediorientale la sua opera più importante, dal prezzo a sei cifre. Si tratta di una testa egizia in vetro blu con intarsi, probabilmente raffigurante la divinità Nun, Nuovo Regno, 1570 – 1085 a.C.
I collezionisti privati hanno gremito la sezione TEFAF Tribal, che ha registrato diverse vendite tra i vari espositori. Il giorno di apertura la Galerie Meyer – Oceanic & Eskimo Art (Stand 135) ha venduto a dei collezionisti francesi un'importantissima figura Yipwon proveniente dall'area del fiume Korewori, mentre Bernard de Grunne Tribal Fine Arts (Stand 121) ha venduto a dei collezionisti privati uno dei pezzi più di richiamo della sezione, una figura Black Uli, proveniente dalla Nuova Irlanda, e anche una figura Kota Janus, Guardiano delle Reliquie, proveniente dal Gabon. Le esposizioni dedicate a un singolo artista sono state uno dei grandi successi della sezione TEFAF Paper. Il gallerista britannico James Butterwick (Stand 725) si è concentrato unicamente sulle opere di Boris Kosarev (1897-1994), con un'esposizione intitolata Il Laboratorio Kharkov (1918-1929), nomignolo attribuito dall'artista al proprio studio. La galleria ha venduto sette opere, tutte a collezionisti privati europei differenti. I prezzi di vendita andavano dai 1000 ai 25.000 euro.
La Galerie Tanakaya (Stand 727) si è a sua volta focalizzata su un artista in particolare, Foujita Tsuguharu (1886-1968), in occasione del cinquantesimo anniversario della sua morte e in concomitanza alle mostre a lui dedicate a Tokyo e Kyoto, Giappone, ma anche al Musée Maillol di Parigi. Durante TEFAF Maastricht la galleria Tanakaya ha venduto 23 opere di Foujita, tra cui Giovane ragazza con in mano tre ranuncoli, inchiostro nero e acquerello su carta, dal prezzo di 180.000 euro.

Il design scandinavo si è rivelato molto popolare durante questa edizione della Fiera. La Dansk Møbelkunst Gallery (Stand 600) ha venduto diverse opere prevalentemente a nuovi clienti. Tra queste, il tappeto intrecciato ad affresco “Park, Grön”, 1957, realizzato da Märta Måås-Fjetterström AB per Barbro Nilsson (1899-1983) ed acquistato da un nuovo cliente americano. Inoltre, ha venduto due rare lampade di Poul Henningsen (1894-1967), realizzate da Louis Poulsen, una da terra in rame dipinto, ottone e ferro dipinto,1926-1928, e l'altra da soffitto in ottone e rame dipinto, 1926. In condizioni originali, entrambe sono state acquistate da un nuovo cliente tedesco.
Il TEFAF Showcase di quest'anno è stato di forte impatto grazie all'impegno che ciascuno dei suoi cinque partecipanti ha profuso nella creazione di meravigliosi stand espositivi. I loro sforzi sono stati ripagati dalle vendite a nuovi clienti e dai complimenti ricevuti sia dai visitatori che da altri espositori. La Kallos Gallery (Stand 3) ha venduto solamente a nuovi collezionisti. Tra le opere più rilevanti, un anello mesopotamico acquistato per 14.000 euro da un collezionista privato appassionato di gioielleria bizantina.
TEFAF Maastricht 2019 avrà luogo dal 16 al 24 marzo, con le giornate di Early Access e di Anteprima previste rispettivamente il 14 e 15 marzo 2019.
La prossima Fiera targata TEFAF sarà TEFAF New York Spring 2018, che avrà luogo a Park Avenue Armory, New York, dal 4 all'8 maggio 2018, con la giornata di Early Access il 3 maggio. La lista degli espositori del 2018 e i biglietti della Fiera sono già disponibili su www.tefaf.com