MODIGLIANI ARTISTA ITALIANO

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Modigliani artista italiano

 

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Amedeo Modigliani nacque a Livorno il 12 Luglio 1884.

L’unanimità e l’esattezza delle notizie biografiche consacrate a Modigliani si riducono a questa semplice constatazione di stato civile. (Jeanne Modigliani racconta Modigliani, Edizioni Graphis Arte, Livorno, 1884). Jeanne aggiunge come esempio che, nel catalogo del Esposizione d’Arte Moderna Italiana, organizzata nel 1950 a Parigi, nella nota biografica riferita ad Amedeo Modigliani si legge: Morto a Milano nel 1920.

Per essere attinente al titolo di questa rubrica voglio raccontare una storia personale che, anche attraverso scritti di nomi illustri testimonia quanto sopra citato da Jeanne Giovanna Modigliani e quanto di seguito esprimerò io. La mia tesi s’incentra principalmente sull’esame del rapporto tra il Maestro Guglielmo Micheli e l’allievo Amedeo Modigliani, il quale rappresenta l’archetipo dell’artista del Novecento. Modigliani è infatti l’incarnazione del mito romantico dell’artista bohemien anche per l’assonanza fonetica con il soprannome francese di Modì che ha la stessa pronuncia di Maudit cioè, maledetto; costantemente alla ricerca di una forma espressiva che gli sembrava irraggiungibile, tenendo presente che è morto alla giovane età di 36 anni. In considerazione del fatto che per decenni questo pittore e sculture è stato praticamente considerato francese, la non convenzionalità del mio pensiero e della storia che segue, deriva dal fatto che Modigliani ritorna italiano per affermazioni di storici e critici stranieri. Voglio iniziare da un significativo testo del Professor Raffaele Monti dal titolo Cara Italia, nel catalogo (Skira Editore, Milano, 1999) della mostra Amedeo Modigliani, a cura di Rudy Chiappini al Museo d’Arte Moderna della città di Lugano.

…L’origine dell’attività grafica di Modigliani è un argomento di difficilissima chiarificazione in quanto non abbiamo a disposizione sufficienti opere, tuttavia soprattutto nell’ultimo periodo, sperimenta e raffina le radici italiane che ormai si può tranquillamente dire generatrici del suo stile…da qui nasce il senso stesso e la supremazia di quel disegno lineare e strutturale che racchiude, allo stato incandescente, i vertici del suo linguaggio: un disegno nato dall’esercizio e dal metodo e dunque genialmente desunto dall’insegnamento del Micheli…in cotesto senso si comprende, nel Modigliani, l’amore per le antiche scuole senese e fiorentina. Scuole tutte di segno, e il colore vi nasce quasi profumo che il disegno irradia dai propri limiti.

Quindi da un museo svizzero, che a mio avviso ha allestito una delle più belle mostre su Modigliani arriva una delle maniere più definite a sostegno di quanto espresso nel titolo di questo articolo. Inoltre Jeanne Modigliani mi disse che se si fosse dovuto apprendere l’iter artistico di suo padre, si sarebbe potuto tranquillamente pensare che il percorso di Modigliani era iniziato in Francia per concludersi in Italia; infatti la definizione del suo stilema è indubbiamente riferibile alle opere dei Primitivi Senesi e non dobbiamo dimenticare che, per l’appunto, visse per 22 anni in Italia e che fin dall’adolescenza visitò musei italiani.

Sempre rimanendo attinente alle mie ricerche personali, posso dire che Marie Claire Mansencal, per ben tre volte venne nel mio paese ad intervistarmi condividendo la tesi da me sostenuta, tanto è vero che ha scritto più volte dei testi per delle mie pubblicazioni. Per di più Bernard Dorival, che era stato il suo professore e mentore m’inviò tramite lei questo scritto:…Ci fa piuttosto pensare ad uno spartito musicale che si svolge melodiosamente, si attenua e rinasce, si affievolisce per poi risorgere nuovamente. Sottile all’eccesso questa fragile linea che si distende senza mai finire possiede la finezza e l’eleganza dei Senesi del XIV Secolo con i queli condivide il gusto della preziosità.

Ecco ancora che, questa volta dalla Francia, ci viene restituito Modigliani. Avendo saputo, in seguito ad una mostra allestita al Museo Puskin, che il pensiero di un Direttore di questo Museo, Vladimir Gorianov, coincideva con il mio, presi contatto con quest’autorità, facendogli trovare un biglietto per l’Italia all’aereoporto di Mosca. Gorianov accettò l’invito e qui, augurandomi di non essere troppo prolisso, riporto parti dello scritto che lui fornì per essere pubblicato.

A molti amatori d'arte, soprattutto a coloro che non vivono in Italia o in Francia , sia la persona che l'opera di Amedeo Modigliani possono apparire estremamente misteriose. Nel corso della sua vita , fatta di difficoltà e spesso di miseria , in molti hanno messo in dubbio la sua arte, così innovativa e difficilmente comprensibile di primo acchito. Ma Modigliani ha sempre perseverato , portando avanti le sue geniali intuizioni nella ferma convinzione che l'arte sia fatta di ricerca e stravolgimenti, battendo nuove vie e segnando un punto di originalità totale nella storia dell'arte moderna, un merito che oggi tutti gli tributano…Quando giunse a Parigi entrò da subito in contatto con nuovi seguaci dell'avanguardia ma le sue convinzioni artistiche gli impedirono di entrare sia nel movimento Cubista che in quello Astrattista che in quello Futurista. Modigliani era un personaggio fuori dagli schemi ed in essi iscrivibile: la sua pittura e soprattutto la sua opera grafica erano modernissime seppur memori ed influenzate da un classicismo della tradizione italiana, quindi apparentemente convenzionali e formali per gli avanguardisti, in realtà troppo innovative per i tradizionalisti...Egli sceglieva a cosa ispirarsi e cosa studiare secondo il proprio giudizio estetico; per qualcosa mostrava interesse, per altro meno. Dunque sembra che sin da giovanissimo Modigliani sapesse con precisione quale doveva essere la sua strada nell'arte, si rendeva conto di una verità non accessibile agli altri...Però nel suo carattere non c'era quasi mai un atteggiamento critico verso quei pittori la cui arte non corrispondeva alle sue vedute: egli passava tranquillamente oltre e conferiva sempre stima alla ricerca creativa altrui. Questo aspetto della sua personalità lo portava a calarsi completamente nel vivo dei propri obbiettivi e compiti artistici; un atteggiamento che spesso poteva spaventare ma nello stesso tempo, per gli amici che lo conoscevano bene, destava ammirazione…Le opere di Amedeo non si iscrivevano nelle file né degli Impressionisti né in quelle dei Postimpressionisti, che già all'epoca erano molto quotati, cosi come nelle correnti d'avanguardia che si stavano moltiplicando…Infatti Amedeo ha sempre lavorato molto ed assai velocemente, quelli che lo conoscevano ricordano che non cessava mai di fare numerosi schizzi su fogli e pezzetti di carta trovati ovunque. Ma proprio questa rapidità d'esecuzione svalutava le sue opere agli occhi dei potenziali collezionisti che non conoscevano la profonda cultura e studio, base dell'arte di Modigliani, così i suoi quadri finivano per sembrare di scarsa importanza. Forse tutte queste circostanze hanno fatto sì che in molte collezioni private, e purtroppo anche nelle esposizioni dei musei che hanno avuto luogo all'inizio del XX secolo, l'opera di Modigliani sia rappresentata in modo insufficiente oppure con opere scelte senza un criterio storico-critico…Il mistero che avvolge la figura di Modigliani al di fuori dei confini dell'Italia  e della Francia è tuttora dettato inoltre da una domanda apparentemente di secondaria importanza, ma in sostanza importante: era davvero un pittore italiano? Naturalmente è nato in Italia, ed è fuori dubbio che abbia imparato a dipingere da artisti italiani a Livorno, a Firenze, a Venezia. Sempre in Italia ha studiato con entusiasmo le opere dei Maestri del colore di Siena. Eppure è proprio a Parigi che ha vissuto il massimo slancio creativo a partire dal 1906, venendo a trovarsi nell'ambiente di artisti geniali proiettati nel futuro come Picasso, Foujita, Derain, Kisling. E‘ a parigi che Modigliani ha perfezionato il suo sistema pittorico che lo ha collocato nel novero dei Maestri più eminenti dell'epoca moderna. Questo è sembrato sufficiente alla critica per accumunarlo, così come hanno scritto alcuni studiosi, alla cultura francese, collegando solidamente il giovane italiano all'Ecole de Paris. Ma questa classificazione è senza dubbio troppo semplicistica…Certo trovare riferimenti a Modigliani in un'Italia novecentesca è assai arduo, ma lo stesso vale anche per la produzione artistica della Francia. In sostanza, Modigliani era nell'arte un personaggio talmente unico e solitario che il suo talento non poteva essere circoscritto a limiti nazionali o di stile. Soltanto oggi si sta attuando una reale e profonda comprensione del linguaggio artistico delle opere di Modigliani e questo fortunatamente sta avvenendo a livello internazionale. Le mostre che espongono sue opere (comprese le recenti a Mosca, in Serbia oppure la mostra…a Madrid presso il Museo Thyssen-Bornemisza e la Fundacion Caja Madrid) raccolgono numerose file di ammiratori...Questo successo non è il risultato della contrapposizione dell'eredità artistica di Modigliani all'arte della stretta contemporaneità, ma piuttosto una nuova affermazione del valore delle sue scoperte pittoriche la cui importanza non si è esaurita nel secolo trascorso. In sostanza, le sue opere sono la risposta ad una domanda basilare: può esistere nella nostra epoca un'arte figurativa che presenti caratteristiche formali memori di un retaggio storico? Modigliani ha risposto in modo affermativo a questa domanda, poichè ha reso centrale ed essenziale nella sua pittura e nel suo disegno non la raffigurazione di un qualche soggetto,bensì la rielaborazione di un modello ideale della forma, sia esso plastico o lineare, per il quale i dettagli particolareggiati, i problemi della somiglianza alla natura o le caratteristiche dell'ambiente fisico circostante vengono relegati in secondo piano. E là dove riesce a scorgere i modelli di una simile perfezione di forma – si tratti della scultura africana, di un quadro di Simone Martini o dei ritmi lineari nei ritratti di Picasso-vi trova ispirazione e sente che questi imput rappresentano per la sua arte un dono dall'alto, stimoli che arricchiscono la propria opera creativa. E ritornando alla fatale domanda degli intenditori d'arte straniera: Amedeo Modigliani è un pittore italiano? Evidentemente possiamo rispondere: una persona che in tal modo comprende la forza magica della forma pittorica, si questi è un pittore italiano!

Quando ci si riferisce  alla formazione pittorica di Modigliani derivata dalla pittura italiana a lui contemporanea, di solito l’esempio è quello dell’ultima produzione di Giovanni Fattori. Dal momento però che ho letto il libro Tempi andati di Lewelyn Lloyd sono venuto a conoscenza che tutti i giovani artisti livornesi guardavano a Silvestro Lega; di conseguenza un riferimento che a mio avviso è venuto a mancare è proprio quello con l’opera di questo Maestro. Ho anche ritrovato un disegno eseguito da Guglielmo Micheli rappresentante persone ai tavoli dei Bagni Pancaldi, realizzato proprio quando Modigliani giovanissimo, incontrò per la prima volta Lega. Ricordiamo inoltre che Micheli mandò i suoi allievi a Firenze, non solo per incontrare Fattori e Signorini, ma per osservare le opere del Masaccio e degli altri grandi del passato. 

Antonio Paolucci scrive: Alle ragioni della stagione artistica Macchiaiola (ed il Lega più che in ogni altro) c’è la memoria dell’antico:un antico che in Toscana voleva dire le chiare partiture cromatiche di Piero della Francesca, l’essenzialità composita di Masaccio, il nitore prospettico dell’Angelico e di Paolo Uccello. Nelle parole di questo grande storico, è nuovamente riassunto il mio pensiero in quanto si riferisce agli antichi Maestri ed a Silvestro Lega; quindi un punto di confluenza tra Lega e Modigliani fu il forte e necessario riferimento alla pittura antica, così come nei Macchiaioli c’è la memora del Quattrocento, Dedo volendo sintetizzare al massimo, si rifà anche ai Maestri del Trecento, nella loro espressione di volumetrie circondate dal vuoto.

Ricordo che quando mi presentai per un appuntamento alla Pinacoteca Nazionale di Siena, inizialmente provocai una certa perplessità ma, quando scontornammo le icone dei Primitivi ed i ritratti di Modigliani, la sovrapposizione di questi due elementi, fu quasi coincidente. Un altro grande artista dei tempi passati al quale spesso Modigliani è associato è Tino da Camaino, in verità non avevo mai trovato pubblicate opere significativamente corrispondenti fino a quando, parlandone con Massimo Pivetti, uno storico dell’arte degli Uffizi, da lui mi venne detto che mi portava a vedere Modigliani. Siamo andati al Museo di Santa Maria del Fiore e lì mi disse: Ecco Modigliani, eravamo di fronte ad una scultura di Tino da Camaino, tra l’altro riprodotta su una cartolina postale.

Ecco Modigliani fu il titolo di un servizio a due pagine sul giornale La Repubblica dove, nell’ampio articolo vi erano le riproduzioni di reperti archeologici trai quali alcune statuette, una in particolare, ricordava in maniera precisa l’opera scultorea di Modigliani. Partì con una delle mie figlie e con una delle mie nipoti per la Lucchesia e mi recai al Museo Archeologico per guardare dal vero questi reperti. In base agli esempi citati mi è venuto anche il dubbio che sicuramente l’arte africana vista in Francia ha avuto la sua influenza ma anche che Amedeo Modigliani avesse avuto esempi analoghi in Italia; non dimenticando le sculture delle nostre chiese romaniche.  

Gregorio Rossi

Vladimir Gorianov