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Centro Pecci in collaborazione con Lightbox presenta la prima edizione di My Art Guide Tuscany

"My Art Guide Tuscany" è per la prima volta in doppia lingua, inglese e italiano, e nasce dal desiderio di esplorare la Regione Toscana attraverso l’arte contemporanea. 

My Art Guide Tuscany aggiunge un’importante area geografica alla collana delle My Art Guides; il volume, edito da Lightbox, è curato dal Centro Pecci con il sostegno della Regione Toscana. My Art Guide Tuscany è per la prima volta in doppia lingua, inglese e italiano, e nasce dal desiderio di esplorare la Regione Toscana attraverso l’arte contemporanea.

La guida presenta un’istantanea della scena artistica contemporanea presente sul territorio, segnalando gli spazi d’arte più interessanti tra musei, gallerie, collezioni private, senza tralasciare i festival, le residenze, i giardini d’artista, le opere di land art e di arte pubblica, ma non solo. My Art Guide Tuscany è anche un itinerario alla scoperta delle numerose cantine disseminate sul territorio, dei laboratori e dei centri culturali, nella convinzione che l’arte, soprattutto in questa terra, possa abbracciare più ambiti. Nello stile delle My Art Guides, troviamo anche una breve selezione di ristoranti e hotel per accompagnare ulteriormente il viaggiatore nelle aree d’interesse in cui è stata suddivisa la guida.

Il territorio infatti non è stato analizzato per province, ma per aree d’interesse, pensando al visitatore che, trovandosi in un certo punto della Regione, possa e voglia esplorare anche ciò che gli è intorno. Con questo criterio, partendo da nord e andando verso sud, abbiamo tracciato otto zone: Versilia, Pisa, Lucca e Livorno; Pistoiese e Bassa Valdarno; Chianti, San Gimignano e Volterra; Aretino e Alta Valdarno; Senese e Val d’Orcia; Maremma, Isola d’Elba e Isola del Giglio; abbiamo dedicato, infine, un capitolo autonomo a Prato e uno a Firenze, che rimangono i centri principali del contemporaneo in Regione.

My Art Guide Tuscany è dunque l’ultima nata nella serie My Art Guides, le guide ai maggiori eventi di arte contemporanea e alle mete più interessanti del mondo dell’arte, pubblicate da Lightbox. Ogni guida viene pubblicata in tre formati - cartaceo, digitale e app per iOS e Android e sarà in distribuzione presso il centro Pecci e in una selezione di gallerie e musei in Regione.

 

 cieli impossibili


 

CIELI IMPOSSIBILI di Davide Tranchina

L’artista e fotografo Davide Tranchina, affiancato del curatore Sabino Maria Frassà, presenta la sua mostra “Cieli Impossibili” in scena al Gaggenau DesignElementi Hub di Milano fino al 22 settembre 2020.

L’artista e fotografo Davide Tranchina, affiancato del curatore Sabino Maria Frassà, presenta la sua mostra “Cieli Impossibili” in scena al Gaggenau DesignElementi Hub di Milano fino al 22 settembre 2020. I partecipanti potranno inviare le loro domande e messaggi ai protagonsisti tramite un form presente nella piattaforma web che ospiterà il vernissage digitale. Seguirà la possibilità di effettuare un tour virtuale 360° della mostra all’interno dello spazio Gaggenau. Durata dell'evento 30 minuti.

 Inaugurazione solo Digitale mercoledì 8 luglio ore 19:00
-> per partecipare clicca QUI

Mostra aperta al pubblico dal 9 luglio su appuntamento
Gaggenau DesignElementi Hub, Corso Magenta 2, Milano
lunedì-venerdì 10:00 - 19:00

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+39 02 29015250

 museocity


 

Milano MuseoCity 2020 LE NUOVE DATE: 31 luglio – 2 agosto 2020

Per tre giorni i musei milanesi saranno protagonisti di incontri, mostre e iniziative digitali tutti accomunati dal tema DONNE PROTAGONISTE. 

 

Artiste, collezioniste, intellettuali o figure femminili ritratte in dipinti e sculture sono state scelte per celebrare il “talento delle donne” e il patrimonio artistico dei musei milanesi. 

31 luglio - 2 agosto 2020: queste sono le nuove date della quarta edizione di Milano MuseoCity, la tre giorni promossa dal Comune di Milano | Cultura e realizzata in collaborazione con l’Associazione MuseoCity per far conoscere la ricchezza dei musei milanesi e valorizzarne la funzione culturale.

Milano MuseoCity 2020 è parte del programma Aria di Cultura, il palinsensto delle attività culturali dell'estate di Milano.

La manifestazione diffusa – che negli anni è arrivata a coinvolgere in città e nell'area metropolitana oltre 85 tra musei d’arte, di storia, musei scientifici, case museo, case d’artista, archivi e musei d’impresa, protagonisti di incontri, mostre ed eventi per valorizzare la funzione culturale del proprio straordinario patrimonio– vede abitualmente l'affluenza in tre giorni di circa 80.000 persone.

Proprio per garantire la più ampia partecipazione del pubblico nel rispetto della sicurezza di tutti, le istituzioni pubbliche e private che aderiscono a questa edizione di Milano MuseoCity propongono anche numerose iniziative digitali e un programma declinato sulle nuove necessità di ingressi contingentati e distanziamento all’interno delle sale.

Da venerdì 31 luglio i musei coinvolti aprono le porte al pubblico (ove possibile in presenza, in alternativa in modo virtuale e digitale) proponendo centinaia di appuntamenti tra visite guidate, aperture straordinarie e iniziative speciali, tutte caratterizzate da un unico filo conduttore: DONNE PROTAGONISTE, tema che si accorda perfettamente con quello del Palinsesto culturale 2020 dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano, I talenti delle donne. L’edizione di quest’anno di Milano MuseoCity infatti punta a mettere in luce non solo le doti di artiste, collezioniste, intellettuali, ma anche a valorizzare opere delle collezioni museali milanesi che raffigurano donne: un modo per portare all'attenzione del pubblico l'impegno, la creatività e l'intuito femminile, con la doppia finalità di valorizzare il patrimonio dei musei e promuovere una cultura che riconosca l'importante contributo delle donne alla storia e alla società contemporanea.

Come ogni anno l’Associazione MuseoCity cura alcune tra le più importanti iniziative speciali: l’incontro MUSEO INVISIBILE, grazie al quale i musei hanno l'occasione di presentarsi e raccontarsi al pubblico, sarà un podcast che verrà caricato sui canali di MuseoCity a partire da venerdì 31 luglio; dal 31 luglio al 2 agosto l’itinerario MUSEO SEGRETO, a cura di Gemma Sena Chiesa, dedicato a Le signore dei musei, che permette ad ogni istituzione partecipante di far conoscere una o più opere della propria collezione ispirate al mondo femminile in un’accezione molto ampia: dalla donna raffigurata nell’arte alle collezioniste e donatrici di opere d’arte, dalle testimonianze dell’amore per l’arte di grandi personaggi femminili all’attenzione dedicata alle pari opportunità nelle collezioni d’impresa e scientifiche; sabato 1 agosto la conferenza internazionale dal titolo Donne e Innovazione nel Museo contemporaneo, trasmessa con dei video caricati sul canale Youtube dell’Associazione: un dibattito pubblico dedicato alle best practices di tutte quelle donne impegnate a cambiare la percezione comune del museo, rendendolo un luogo di accoglienza e di formazione per pubblici diversi.

Il podcast di Museo Invisibile e i video della Conferenza Internazionale saranno disponibili online anche dopo la tre giorni.

Inoltre l’edizione di quest’anno sarà arricchita da MUSEO DIFFUSO, un percorso per conoscere i Musei aderenti a Milano MuseoCity: una APP con tutte le informazioni sui musei partecipanti, sulle opere d'arte presenti sulle facciate degli edifici milanesi del Ventesimo secolo e su oltre 40 opere di Street Art in realtà aumentata, concesse da MAUA-Museo Arte Urbana Aumentata, per scoprire itinerari cittadini fuori dal centro e dai circuiti ordinari dell'arte. Tra gli edifici milanesi: Palazzo Castiglioni, in corso Venezia, con le sculture di Ernesto Bazzaro;  Palazzo dell'Informazione, in piazza Cavour, con i bassorilievi di Sironi;  Palazzo Mezzanotte, in piazza Affari, con sculture di Leone Lodi e, all'interno, decorazioni di Gio Ponti.

Il programma completo di tutte le iniziative sarà disponibile su www.museocity.it e www.yesmilano.it.

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FABIO VIALE, Laocoonte, 2020, marmo bianco e pigmenti, 198,5x134x87 cm. Photo credite Courtesy Fabio Viale Studio,Torino

 

La città di Pietrasanta presenta "Truly" mostra personale di Fabio Viale

Da sabato 27 giugno 2020 i più suggestivi spazi pubblici della città di Pietrasanta saranno “abitati” dalle opere monumentali dello scultore. 

La piazza del Duomo, la Chiesa di Sant’Agostino e il suo Chiostro: da sabato 27 giugno 2020 i più suggestivi spazi pubblici della città di Pietrasanta saranno “abitati” dalle opere monumentali dello scultore Fabio Viale (Cuneo 1975).

Con Truly – mostra a cura di Enrico Mattei realizzata con il sostegno della Galleria Poggiali – l’artista risponde a un invito che gli è stato rivolto direttamente dal Sindaco Alberto Stefano Giovannetti e dall’Assessore alla Cultura e al Turismo, Senatore Massimo Mallegni, esponendo fino al 4 ottobre 2020 una serie di opere pensate in dialogo con alcuni spazi cittadini.

Quest’estate Truly sarà “il principale evento espositivo dell'Estate 2020 di Pietrasanta – sottolinea l’Assessore Mallegni – a rivendicare il ruolo della cultura quale motore di civiltà e impulso sociale irrinunciabile. Grazie a un artista di fama internazionale, la mostra offrirà un’interpretazione imprescindibile della voglia di ripartenza del nostro territorio, nel rispetto delle regole e con attenzione rigorosa alla sicurezzas”.

Dopo la personale al Glyptothek Museum di Monaco di Baviera, la partecipazione al Padiglione Venezia dell’ultima Biennale di Venezia e l’esposizione al Pushkin Museum di Mosca, con questa mostra Fabio Viale interpreta il senso dei nostri giorni di forzato isolamento, presentando – tra le altre opere – la scultura Le Tre Grazie, allestita in anteprima assoluta all’interno della Chiesa di Sant’Agostino.

In marmo bianco e dal panneggio estremamente dettagliato, la scultura ha come soggetti tre donne originarie di Ghardaia, città algerina di religione islamica ibadita dove la donna indossa il tradizionale haik, un’ampia veste bianca lunga fino ai piedi, avvolta intorno al corpo e al viso che lascia scoperto un solo occhio. Viale, entrato in contatto con questa città durante uno dei suoi frequenti viaggi, desidera porre particolare attenzione sul tema della libertà negata e al contempo sulla percezione scontata che ne hanno gli occidentali, i quali, proprio adesso, in momenti di forte limitazione, ne avvertono la misura.

Rispondendo allo stimolo della nuova iconografia cui tutti noi siamo sottoposti – i cosiddetti dispositivi di protezione individuale, in particolare le mascherine sul volto, con cui abbiamo e avremo ampia familiarità, ma a cui non eravamo abituati – Le Tre Grazie creano un cortocircuito visivo e semantico che, a dispetto del titolo, non ha alcun riferimento classico: connettendosi alla simbologia del velo e all’esperienza del distanziamento sociale, basato sulla diffidenza verso il prossimo, specie se coperto, la scultura si apre a significati religiosi e comportamentali.

La collocazione della scultura nella Chiesa di Sant’Agostino ne acuisce il portato mistico e simbolico evocando un dialogo sui temi della spiritualità, libertà personale, di culto e meditativa, suggerito anche dalla scelta allestitiva che la vede giustapposta a Star Gate, scultura realizzata in marmo arabescato dell’Altissimo che raffigura due cassette per la frutta monumentali (2 metri di altezza), che unite lasciano un varco nello spazio, un passaggio, e al tempo stesso, un limite da oltrepassare cui si associano portati di nuova spiritualità ed emancipazione.

Come sostiene Sergio Risaliti – Direttore del Museo Novecento di Firenze e autore di un saggio in catalogo – “alla base del lavoro di Viale esiste sempre una conoscenza rispettosa della materia, ed è grazie a questa relazione virtuosa, coltivata negli anni, tra tecnica e poesia, tra materiali e strumenti, tra uomo e natura, che si è perfezionato un processo creativo il cui scopo è, al netto di altre considerazioni, l’esaltazione delle proprietà formali della pietra e di quelle concettuali e figurative nella fantasia umana.”

In occasione della mostra, Fabio Viale, legato fin da giovane alla Versilia per la selezione e la lavorazione del marmo, ha previsto l’allestimento nella piazza del Duomo di alcuni marmi tatuati, di grande dimensione. I segni realizzati sul marmo sono una combinazione personale delle più attuali tendenze del tatuaggio, da quelli già sperimentati del mondo criminale e giapponese, ai nuovi orientamenti provenienti dal mondo sudamericano e dei Trapper. Confermando l’attitudine dell’artista a decodificare la sensibilità dei nostri giorni, Viale compone un inedito linguaggio trasversale, che attinge a una sorta di universo segnico Old Style. Tra questi lavori spiccano Souvenir David – un magistrale volto cavo, una sorta di maschera monumentale delDaviddi Michelangelo, su cui l’artista ha sperimentato per la prima voltaquesto nuovo tipo di tatuaggio – un grande torso ispirato al Torso Belvedere e un'opera inedita: un torso ispirato al Torso Gaddi che vedrà la collaborazione del famoso Direttore Creativo Marcelo Burlon. Sulla superficie marmorea, saranno tatuati i suoi noti motivi, un mix audace di elementi naturali e stilemi contemporanei.

 

Nel Chiostro di Sant’Agostino e nelle sale adiacenti al piano terra sono allestiti, inoltre, una serie di lavori che hanno scandito il percorso dell’artista: da Infinito – scultura in marmo nero che rappresenta le ruote di un SUV intrecciate – a una versione de La Suprema che ritrae due cassette per la frutta con impeccabile effetto legno.

 

A Marina di Pietrasantainfine, posta proprio sul Pontile di Marinacomunemente detto "la Piazza al mare” ancora un’opera in marmo bianco.

 

In occasione della mostra sarà edito un catalogo con testi di Enrico Mattei, Sergio Risaliti e Massimiliano Simoni, la cui presentazione al pubblico avverrà sabato 1 agosto 2020.

 

 braglia

Giacomo Jack Braglia, Same Outcome, Ph: Barbara Cardini


 

GIACOMO “JACK” BRAGLIA Conversations with a Changing World

Il giovane artista e fotografo svizzero Giacomo “Jack” Braglia torna in Italia per presentare Conversations with a Changing World: un nuovo progetto di sculture e installazioni ambientali a cielo aperto 

Dopo la partecipazione alla 58ma Biennale di Venezia con la mostra #MayYouLiveToHelpWalkers e la vincita del Visvamitra International Award of Excellence 2019, il giovane artista e fotografo svizzero Giacomo “Jack” Braglia torna in Italia per presentare Conversations with a Changing World: un nuovo progetto di sculture e installazioni ambientali a cielo aperto, a cura di Beatrice Audrito, esposte sul lungomare di Forte dei Marmi da Giugno a Settembre 2020.

Da alcuni anni Giacomo “Jack” Braglia conduce una ricerca molto interessante al confine tra fotografia e scultura. Servendosi di una tecnica innovativa, l'artista travalica il concetto di immagine bidimensionale dando corpo alla fotografia tradizionale, utilizzando supporti fotografici alternativi: busti in gesso, scudi, sfere e altre forme scultoree che Braglia riveste di immagini fotografiche per permettere alla fotografia di conquistare la terza dimensione, superandone i limiti. La ricerca di Giacomo “Jack” Braglia si occupa da sempre di temi sociali di stringente attualità come l'inquinamento ambientale e la migrazione dei popoli, raccontando le contraddizioni del nostro tempo. Una narrazione visiva condotta servendosi di medium diversi come la fotografia, la scultura, il colore, che confluiscono in un unico output per instaurare cortocircuiti semantici tra oggetto e soggetto rappresentato.

Il progetto Conversations with a Changing World, promosso dalla Fondazione Gabriele e Anna Braglia e curato da Beatrice Audrito, presenta tre grandi sculture site-specific, frutto dell’ultima fase di ricerca dell'artista, che riflette ancora su temi di straordinaria attualità come la salvaguardia dell’ambiente. “Le nuove opere Same Outcome e Pollution Suppliers sono il frutto di alcuni miei viaggi in Paesi dove la natura è costantemente violentata”, spiega l'artista. “Mari invasi dalla plastica, impianti industriali inquinanti, cemento che giorno dopo giorno sottrae spazio all'agricoltura”. In mostra anche la grande scultura ambientale The Twin Bottles. Message in a Bottle, un'installazione realizzata a quattro mani insieme allo scultore internazionale Helidon Xhixha, che raffigura in scala aumentata due bottiglie di plastica schiacciate e gettate come rifiuti abbandonati, per lanciare un forte messaggio di denuncia dell'inquinamento dei mari a causa della dispersione della plastica. L'opera, presentata lo scorso luglio a Venezia, in Canal Grande di fronte a Ca' Vendramin Calergi, grazie al suo messaggio di straordinaria attualità e alla grande attenzione ricevuta dai media internazionali, è divenuta il simbolo della lotta contro la plastica nei mari. Esposta a dicembre 2019 nel prestigioso giardino della Triennale di Milano -che ogni anno ospita l'osservatorio sui cambiamenti climatici condotto da LifeGate-, e poi nello spazio acqueo dello Yacht Club de Monaco Marina, l'opera oggi raggiunge Forte dei Marmi per portare il suo messaggio per un mondo più pulito.

Giacomo “Jack” Braglia è un giovane artista e fotografo svizzero (Lugano, 1996) che vive a Londra. Jack ha collaborato con fotografi svizzeri e con un fotografo della rivista National Geographic, e nonostante la giovane età, ha già presentato mostre personali a Londra, Venezia e Cortina d’Ampezzo con la Galleria d’Arte Contini, ed anche partecipato ad ArtRooms a Londra. Attraverso la sua passione per immagini, fotografia e l’arte Jack ha trovato un nuovo modo di usare la macchina fotografica e creare conversazioni tra il mondo esterno e le sue emozioni interiori. Rende le foto 3-D utilizzando materiali e forme diverse come gesso, alluminio, ferro e acciaio per costruire diverse forme ispirate al periodo ellenico e più recentemente scudi e sfere. Con le sue fotografie 3-D è in grado di inviare un messaggio molto forte e di creare sentimenti profondi in ogni persona che osserva le sue opere. In 2019, Jack ha presentato le sue opere #MayYouLiveToHelpWalkers alla 58ma Biennale di Venezia al Padiglione della Repubblica Araba Siriana (11 maggio – 24 novembre), attraverso le quali, grazie alla sua esperienza di viaggi e di volontariato in Africa, analizza i contrasti del nostro tempo ed in particolare, l’importanza del problema irrisolto dell’emigrazione che affligge molte zone del mondo segnatamente l’Africa, il Medio Oriente e la Siria. L’"#" è presente come didascalia in tutti i lavori precedenti di Jack che quale Millennial si rifà alle tecnologie come uso quotidiano e non come dipendenza. #MayYouLiveToHelpWalkers è un grido immaginario per far capire al pubblico la necessità di trovare un aiuto a casa loro di milioni di “Walkers” che camminando lasciano i loro paesi di origine verso mete di aiuto per un miglior presente e futuro. Nel 2019, Jack e lo scultore Helidon Xhixha hanno voluto lanciare un importante messaggio ambientalista, presentando prima in Canal Grande a Venezia, e successivamente nel Giardino della Triennale Milano, due grandi sculture metalliche raffiguranti due bottiglie galleggianti, The Twin Bottles: Message in a Bottle, per sensibilizzare sul problema dell’inquinamento dei mari a causa dalle innumerevoli bottiglie in plastica gettate da consumatori superficiali e da gestori di rifiuti irresponsabili. Nel novembre 2019, il Visvamitra Award Internazionale 2019, Eccellenza in Arte viene assegnato a Giacomo “Jack” Braglia, a Siracusa, Sicilia.

20 giugno | 20 settembre 2020

GIACOMO “JACK” BRAGLIA

Conversations with a Changing World

a cura di Beatrice Audrito

Inaugurazione: Sabato 11 luglio, ore 19.30

Piazza Garibaldi, Forte dei Marmi

 

 triennale estate

 

 In occasione di Triennale Estate – Un giardino di voci e colori

I NUMERI NON VENGONO CHIAMATI IN ORDINE NUMERICO è una riflessione sulle possibilità di sintesi e interconnessione di diverse formule linguistiche ed espressive.

Oltre due mesi di lockdown hanno portato tutti noi a rivedere e ripensare la relazione con gli ambienti che ci circondano e gli strumenti tecnologici a nostra disposizione. Gli schermi di computer e telefoni sono diventati le nostre finestre sul mondo, dando vita a una percezione sempre più distorta e del tutto personale della realtà. Una condizione che porta a rileggere e a indagare nuove formule relazionali tra individui e strumenti tecnologici.

In occasione di Triennale Estate, Alterazioni Video e No Text si uniscono per la prima volta in un Turbo Film al quadrato: I NUMERI NON VENGONO CHIAMATI IN ORDINE NUMERICO. Lunedì 22 giugno 2020, ore 21.00 in Triennale Milano.

La linearità tra pre-produzione, produzione e post produzione salta, lasciando ampio margine alla performance dal vivo e a uno stato di emergenza temporanea che richiama quella del mondo mutato dalla pandemia. La posta in gioco viene moltiplicata infatti in un tripudio di arti visive e mediatiche. Uno scenario post pandemico senza ritorno, descritto da una regia multipla e remota.

Triennale Milano – in occasione di questo appuntamento – diviene a tutti gli effetti un set cinematografico: attori e performer si muovono all’interno dei suoi spazi mentre il film viene montato e sonorizzato in diretta dagli artisti, divisi tra New York, Berlino, Faro, Palermo e Milano.
Un organismo informe fatto di pixel, suoni e sudore nato in pieno lockdown, si è diffuso attraverso le piattaforme digitali spostandosi e incamerando dati, immagini e tabù nella penombra di molteplici appartamenti sparsi per il pianeta. Ora approda nel Palazzo dell’Arte, dando vita a un racconto distopico e allucinato del contemporaneo e delle sue idiosincrasie.

A condurci tra stanze e visioni è Gigi Veritas – l’ultimo alter ego del poeta e interprete Loris Gentile – che, come un odierno Virgilio, finisce per perdersi dentro una foresta di smartphone che ricorda la foresta dei suicidi di Aokigahara in Giappone, scomodando Nietzsche, i trapper della porta accanto, sirene ammaliatrici e le divinità maya meno raccomandabili.

I NUMERI NON VENGONO CHIAMATI IN ORDINE NUMERICO è una riflessione sulle possibilità di sintesi e interconnessione di diverse formule linguistiche ed espressive. Una reazione necessaria e improvvisa al conformismo dilagante del linguaggio contemporaneo nell’attuale società medializzata. Un’analisi sullo spazio museale ed i suoi potenziali. Un film che non ha paura di tuffarsi nel buio.

“Il Turbo Film è un genere cinematografico tra gli spaghetti western e il neorealismo di YouTube. Spesso improvvisato e partecipato, richiama gli albori del cinema pur nascondendosi tra le pieghe dell’arte contemporanea." Alterazioni Video

Alterazioni Video è un collettivo di cinque artisti fondato a Milano nel 2004 con base a New York e Berlino. I membri del collettivo sono: Paololuca Barbieri Marchi, Alberto Caffarelli, Andrea Masu, Giacomo Porfiri, Matteo Erenbourg. Il loro lavoro è stato esibito internazionalmente in musei e istituzioni dell’arte, quali, tra le altre, la Biennale di Venezia, Manifesta, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino, MAXXI di Roma, PAC – Padiglione d'Arte Contemporanea di Milano e il Museo Hamburger Bahnhof di Berlino. Negli ultimi dieci anni il collettivo ha prodotto dodici film, raccolti sotto il nome di Turbo Film ed esposti in Festival del Cinema e spazi dell’arte, tra i quali Cairo Film Festival, Performa New York, Ramiken Crucible Gallery, New York, NADA Art Basel Miami, Milano Film Festival, Greene Naftali Gallery New York, Kunstraum Bethanien Berlin, Hamburger Banhof Museum, Berlin. Il TurboFilm Per Troppo Amore ha ricevuto il premio della giuria allo Schermo dell’Arte di Firenze.
www.alterazionivideo.com

Triennale Estate – Un giardino di voci e colori
www.triennale.org
Evento a ingresso gratuito