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 Connessioni Inventive 1155x770

 Scimmie come critici d'arte, olio su tavola, Gabriel von Max (1840-1915), Neue Pinakothek, Monaco - Credito fotografico: Bayer & Mitko / Artothek/Archivi Alinari

 

Il MAN di Nuoro e la Fondazione ICA Milano presentano #Connessioninventive

Un progetto inedito di committenza e produzione che nasce come risposta alla necessità per una istituzione culturale di intercettare e individuare contenuti appropriati con il tempo che viviamo.

Connessioni Inventive è un progetto inedito di committenza e produzione di un calendario di conversazioni digitali pensate come momenti di formazione e approfondimento, realizzato in collaborazione tra due istituzioni italiane di arte e cultura contemporanee, il MAN Museo d'Arte della Provincia di Nuoro e Fondazione ICA Milano. Obiettivo del progetto è dare impulso a un percorso di promozione di conoscenza umanistica in termini interdisciplinari secondo modalità e linguaggi accessibili a tutti.

In un momento di distanza sociale e scarsità di rapporti interpersonali determinato da un rivolgimento globale destinato a segnare mutamenti importanti nel vivere civile, MAN e ICA danno vita a un programma di lecture digitali per offrire un contributo di analisi e interpretazione affidato a voci italiane autorevoli nei loro ambiti di operatività.

Nel progetto Connessioni Inventive, MAN e ICA condividono un piano di specifiche committenze a ricercatori provenienti da campi diversi e tra loro interrelati: l’ambito dell’indagine, ampio e versatile, proporrà contenuti in campo filosofico, sociale, artistico ed economico. Seguendo l'ispirazione della tradizione latina del sapere aude, dell’aver coraggio di conoscere, ripresa nel XVIII secolo come un asse fondativo della cultura moderna europea, le due istituzioni avviano con Connessioni Inventive un percorso finalizzato a ispirare un'idea di conoscenza come scelta di consapevolezza e di sviluppo di sé. 

Connessioni Inventive nasce come risposta alla necessità per una istituzione culturale di intercettare e individuare contenuti appropriati con il tempo che viviamo, unitamente a nuove e fertili modalità di condivisione. Esigenza che MAN e ICA interpretano come una opportunità progettuale a lungo termine e non occasionale, per stabilire un processo di produzione culturale condivisibile che possa andare oltre l’epoca del COVID19.  

Connessioni Inventive è un progetto ideato e curato da Luigi Fassi e Alberto Salvadori.

Ogni incontro sarà fruibile in diretta streaming sulla pagina Facebook di MAN_Museo d'Arte Provincia di Nuoro (@museoman) e sull’account Instagram di ICA (@ica_milano), ogni giovedì alle 11.00. I contributi saranno successivamente disponibili sul canale YouTube dedicato (Connessioni Inventive) al fine di costituire un archivio accessibile in ogni momento.

I prossimi appuntamenti in calendario sono: Alessandro Carrera giovedì 7 maggio, docente di Italian Studies e di World Cultures and Literatures alla University of Houston, in Texas; Francesca Recchia giovedì 14 maggio, ricercatrice e scrittrice che vive a Kabul, direttore dell’Istituto Afghano di Arti e Architettura; Maria Cristina Didero giovedì 21 maggio curatore indipendente, autore e giornalista; Anna Bortolan giovedì 28 maggio, docente di filosofia alla Swansea University in Galles, nel Regno Unito.

Programma di maggio 2020

Giovedì 7 maggio, ore 11.00

Alessandro Carrera, Per uno sguardo non gerarchico

Giovedì 14 maggio, ore 11.00

Francesca Recchia, Raccontare l’altrove

Giovedì 21 maggio, ore 11.00

Maria Cristina Didero, Design is about people and not about chairs

Giovedì 28 maggio, ore 11.00

Anna Bortolan, L’esperienza delle emozioni: sentire, valutare, raccontare

 

Morella Goccia leggero

 

Fulvio Morella porta la tornitura del legno nell'arte contemporanea

Il suo progetto Square the Circle è in mostra (virtualmente) alla mostra di Ventura Projects "Channelling Change: Inside A Designer’s Brain".

Fulvio Morella porta la tornitura del legno nell'arte contemporanea. Il suo progetto Square the Circle è in mostra (virtualmente) fino al 30 giugno alla mostra di Ventura Projects "Channelling Change: Inside A Designer’s Brain" all'interno della Virtual Design Festival promossa da Dezeen. Pochi gli italiani in protagonisti di questa prima edizione del Festival virtuale del design che sostituisce il Salone del Mobile per quest'anno. Fulvio Morella è stato selezionato da Cramum insieme a Ventura Projects per "esser riuscito a portare la secolare arte della tornitura nell'arte e nella contemporaneità". 
Con questo progetto di Fulvio Morella Cramum porta avanti la riflessione sull'intimo rapporto tra materia, arte e design che ha visto tra i precedenti artisti selezionati e supportati Maestri del calibro di Laura de Santillana per il vetro (da Gaggenau DesignElementi di Milano nel 2019) e di Franco Mazzucchelli per il PVC (da Ventura Centrale e Gaggenau DesignElementi di Milano nel 2018).

In inglese con l'espressione "square the circle" si intende il tentativo di unire elementi ritenuti tanto diversi da non poter coesistere. Fulvio Morella, caratterizzato dall'unione di una forte ricerca tecnica a un'estetica essenziale e minimalista, ha lavorato per unire elementi inediti e ritenuti "impossibili" nel settore della tornitura: queste nuove opere sono tutti esemplari unici, sculture che prendono la forma di piatti in legno torniti, che invece di essere rotondi sono quadrati. Ogni opera di questo ciclo è caratterizzata dall'inserimento di elementi circolari in metallo (acciaio marino e rame). Il risultato finale è una fusione di opposti tanto innovativa, quanto ipnotica: la brillantezza dei metalli, tagliati al laser e lucidati a mano dell'artista, risalta sulle essenze dei legni rari e pregiati, riflettendo in modo caleidoscopico lo spettatore e le venature del legno. Il quadrato e il cerchio, come nell'Uomo Vitruviano di Leonardo, trovano in queste opere una quadratura e un forte senso di armonia. Alla fine tutto è diverso, ma nulla stona e nulla è in eccesso. Qualcosa di nuovo è nato per sempre: "il cerchio quadrato".

 

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Tenda nuziale di cotone ricamata a mano con seta. Diffusa in alcuni centri urbani del Marocco Nord-occidentale tra le famiglie arabe dell’alta società. Marocco. Rabat. 1910. Cotone, seta, carminio, pigmenti. Tessitura e ricamo. 230×300 cm. Collezione Korolnik.

 

Riapre il MUSEC di Lugano "Ripartire con la cultura in totale sicurezza"

Il Museo delle Culture di Lugano (MUSEC) sarà nuovamente accessibile al pubblico a partire da lunedì prossimo 11 maggio.

Il Museo delle Culture di Lugano (MUSEC) sarà nuovamente accessibile al pubblico a partire da lunedì prossimo, 11 maggio, secondo i suoi orari regolari (11:00-18:00, chiusura settimanale il martedì).  La salvaguardia dei visitatori e dei collaboratori sarà garantita grazie all'adozione di rigorosi standard di distanziamento sociale. 

Il Museo riapre presentando al pubblico una nuova esposizione temporanea ("Fiori sul ciglio della strada. Tappeti e tessuti del Marocco. La Collezione Korolnik") , il cui allestimento è stato portato a termine nei mesi della tempesta virale. 

Le misure di distanziamento sociale  non ci permettono di organizzare una presentazione generale alla stampa. I curatori, Paolo Maiullari del MUSEC e Annette Korolnik, si tengono a disposizione per visite su appuntamento. 

 

Germano Celant

 

Morto Germano Celant, il critico dell’Arte povera: ucciso dal Coronavirus

Germano Celant è stato autore di oltre cinquanta pubblicazioni, tra cataloghi, approfondimenti sul lavoro di singoli artisti o scritti teorici come Conceptual Art, Arte Povera, Land Art del 1970.

Germano Celant è morto a 80 anni. È stato uno dei più celebri storici dell’arte contemporanea italiano. Nato a Genova nel 1940, si è spento all’Ospedale San Raffaele di Milano, dove era ricoverato perché contagiato dal Covid-19. La notizia è stata confermata da fonti museali e vicine al critico. Germano Celant era noto per essere il fondatore di Arte Povera, movimento artistico basato sulla riappropriazione del rapporto Uomo-Natura, sull’immanenza, sull’importanza del gesto artistico, in opposizione a un’arte patinata e consumista che stava prendendo piede alla fine degli anni ’60, quando si affermò 

Nel corso della sua lunga carriera il critico d'arte ha collaborato molto anche con gli artisti americani, diventando uno dei maggiori esperti della scena californiana. Negli anni Novanta divenne tra i più noti curatori del mondo e venne nominato direttore della 47 Biennale di Venezia. Attualmente era il curatore della Fondazione Prada e della Fondazione Emilio Vedova. Aveva collaborato nel 2015 con Expo per l’area Food in Art. Altre importanti rassegne furono da lui realizzate al Centre Pompidou, a Londra e a Palazzo Grassi. Tra le sue ultime mostre la magnifica retrospettiva su Jannis Kounellis a Venezia e quella su Vedova a Palazzo Reale a Milano. Celant è stato autore di oltre cinquanta pubblicazioni, tra cataloghi, approfondimenti sul lavoro di singoli artisti o scritti teorici come Conceptual Art, Arte Povera, Land Art del 1970.

 

exibart

 

Exibart prize

Exibart prize vuole essere una piattaforma di scambio e confronto creativo.

Pensato per dare voce ai nuovi talenti dell'arte italiana e internazionale, con una veste dinamica e innovativa, exibart prize vuole essere una piattaforma di scambio e confronto creativo,un sostegno ai giovani grazie agli strumenti di comunicazione messi in campo dal gruppo editoriale,creando una community di artisti italiani e internazionali. 

Attenzione, comunicazione, condivisione, sostegno contraddistinguono questo premio

nato dalla passione per i talenti emergenti e da 20 anni di storia nel mondo dell'arte contemporanea.

Le iscrizioni scadono il 22 novembre 2020

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LEGACY, RICCARDO BERETTA INSTAGRAM SHOW & CAMPAGNA A SCOPO BENEFICO

A causa dell'emergenza si è ripensato al format della mostra. Ogni giorno un post presenterà il progetto e le opere incluse nella mostra, accompagnate da una breve descrizione e da un esclusivo racconto dell’artista.

LOCONTE&PARTNERS studio tributario e legale e punto di riferimento nel settore wealth management per la gestione e pianificazione del patrimonio, ha il piacere di annunciare la mostra dell’artista Riccardo Beretta dal titolo Legacy, realizzata in collaborazione con la galleria Francesca Minini e il supporto tecnico di Art Defender Insurance.
Inizialmente pensata per gli spazi fisici dello studio di Milano, l’emergenza COVID-19 ha comportato la necessità di ripensare – almeno momentaneamente – il format della mostra, individuando una modalità alternativa di esposizione: nasce così la presentazione del progetto come Instagram show nel profilo @loconteandpartners, dove portare avanti l’hashtag #lartenonsiferma.
Ogni giorno un post presenterà il progetto e le opere incluse nella mostra, accompagnate da una breve descrizione e da un esclusivo racconto dell’artista.
In parallelo alla mostra, un'iniziativa benefica: l’artista, in collaborazione con Loconte&Partners, ha deciso di realizzare una serie di disegni inediti, che saranno acquistabili a un prezzo minimo di 200 euro, ma all’acquirente verrà lasciata la possibilità di destinare all’iniziativa una cifra più generosa, qualora volesse sostenerla maggiormente. 

Il ricavato della vendita, al netto delle spese di spedizione, sarà destinato al sostegno dell’Ospedale di Piacenza “Guglielmo da Saliceto”. Le opere verranno presentate nelle storie giornaliere del profilo @loconteandpartners Ogni opera nasce appositamente come risposta al momento che stiamo vivendo: i disegni, tratti dal libro di G. Bachelard “La terra e il riposo”, sono stati realizzati nell’originale font inventato dallo stesso artista Fontaine
(2009) e selezionati con l'idea che possano illuminare visioni di conforto o riflessioni, in chiunque voglia identificarsi in essi, e accoglierli emotivamente.
La mostra inaugura una serie di iniziative di Loconte&Partners come soggetto attivo nel sistema arte italiano.
Il nuovo dipartimento di Art Advisory va a completare l’offerta dei servizi wealth dello studio e si propone di assistere collezionisti e operatori nell’acquisizione, gestione, protezione e pianificazione del valore dei beni artistici o da collezione, rispondendo così in maniera unitaria alle esigenze di chi si muove nel mondo dell’arte per passione, lavoro e/o investimento.

LA MOSTRA
Il titolo Legacy indica un dialogo, un “legame”, un lineage, da cui nasce quell’ispirazione che indica la via per una continua evoluzione nella produzione creativa. Così per gli artisti, come in tante storie di imprenditori e family business.
Curata dalla consulente d’arte dello studio, Elisa Carollo, la mostra vede, infatti, al centro 6 piccoli colorati arazzi, della serie pressoché inedita MUSEUM arazzetti (2011 - ongoing), dove l’artista sceglie appunto di “legarsi” ad artiste precorritrici nella storia dell’arte: Anni Albers, Anna Maria Maiolino, Maria Lai, Georgia O’Keeffe e Jay DeFeo.
Altre opere altresì incluse sono invece più astratte, dove macchie di candeggina e pennellate di pigmento puro dipingono un depositarsi incontrollato di esperienze accidentali, metafora del processo di costruzione, e di cancellazione, delle nostre memorie. In Car nous sommes où nous ne sommes pas #01 (2018), un verso di poesia illumina sulla trama del tessuto improvvise possibilità narrative.
Infine, il tondo realizzato in bassorilievo negativo su Rose window (White) I (2015), condivide con le altre la stessa attenzione al materiale e alla  lavorazione del tutto artigianale, ma al contempo non lontana dagli insegnamenti del Bauhaus.
Artigianali e concettuali, le opere di Riccardo Beretta hanno qualcosa di intimo e personale, quasi domestico, ma sono al contempo capaci di instaurare un dialogo con dimensioni temporali ed esistenziali più profonde e universali. Una legacy, appunto, del tutto particolare, che le connette a un'identità della tradizione artigianale italiana, ma anche alla tradizione artistica internazionale.
La realizzazione di questa mostra/preview digitale non escluderà la realizzazione fisica dell’esposizione, che verrà organizzata non appena la situazione sanitaria del paese lo consentirà.

L’ARTISTA
Riccardo Beretta (1982) vive e lavora a Milano. Formatosi fra l’Accademia di Brera di Milano e l’Universität der Künste di Berlino, ha presto incontrato il gradimento del pubblico entrando in importanti collezioni come quella del Museo d’arte della Svizzera Italiana (MASI), Lugano, Deutsche Bank Collection, Putignano (BA), e quella di BACO – Arte Contemporanea di Bergamo.
Fra i solo show più importanti: Replaced Memories II, AZB Residency, Zurigo (2019); Replaced Memories I, Villa Ruffieux, Sierre (2019); Paravento Playground, Francesca Minini; Rose Windows, curata da Stefano Raimondi allo Spazio ALT - Arte Contemporanea, Alzano Lombardo (2016); Terrasanta Relief, Plutschow Gallery, Zurigo (2015); Exploiting me - Set Sound Session al MACRO, Roma (2013); Donnerwetter, ZERO…
(2012) legata all’omonima performance eseguita alla Galleria d’Arte Moderna di Milano lo stesso anno.
Numerose sono poi le sue partecipazioni a progetti collettivi anche in ambito museale come: Noi e il MASI, donazione Giancarlo e Danna Olgiati, al MASI di Lugano (2018); Art or Sound, curata da Germano Celant alla Fondazione Prada - Ca’ Corner della Regina, Venezia e Fuoriclasse presso la Galleria d’Arte Moderna di Milano (2012).
Oltreoceano il suo lavoro è stato esposto nella collettiva ESTATE: a project by Lucie Fontaine, presso la Marianne Boesky Gallery, New York, USA (2012) oltre ad aver partecipato sempre con Lucie Fontaine a PERFORMA 09 New York e No Soul for Sale - A Festival Of Independents, X INITIATIVE, New York, mentre dei lavori permanenti decorano la Buccellati townhouse in Upper East Side, New York.