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87923 Copia di Neuroni in oro 2010 mosaico 60x60 cm DPD8836 1

 Alberto Di Fabio, Neuroni in oro, 2010, mosaico, 60x60 cm

 

IN-MATERIAL - QUANDO LA MATERIA SI FA PENSIERO

Ciclo di quattro mostre a cura di Sabino Maria Frassà

Primo appuntamento: Trascendenza - personale di Alberto Di Fabio dal 12 febbraio, vernice alla presenza dell'artista. 

Martedì 12 febbraio alle ore 19:00 Gaggenau e Cramum presentano la mostra personale di Alberto Di Fabio "Trascendenza" a cura di Sabino Maria Frassà da Gaggenau DesignElementi HUB (Corso Magenta 2 - cortile interno - Milano). La mostra è l'occasione per conoscere una raccolta di opere provenienti dalla collezione privata dell'artista e incentrate sul legame tra materia e immaterialità . 

Come spiega il curatore Sabino Maria Frassà, "Alberto Di Fabio è il pittore dell'infinito invisibile. E’ un artista che non si accontenta di dipingere il cielo cosi come lo vediamo, ma va oltre e analizza l'infinito, sia esso interiore che astrale [...] L'oro delle opere di "Trascendenza" rappresenta la ricerca della luce, della purezza dell'anima, che permette di distaccarsi e infine trascendere la materia stessa. “Brain Stone”, “Corpo di luce”, “Corpo astrale”, “Corpo aurico”, “Veicoli di coscienza”, “Individuo magnetico" sono i titoli di alcune di queste opere, che ci introducono in un mondo di bellezza, energia matematica e spiritualità. Di fronte a queste opere lo spettatore riesce a sperimentare una sorta di trance visiva, trascendere il reale e intraprendere un viaggio onirico verso mondi paralleli lontani nello spazio e nel tempo".  La mostra è promossa dal noto brand del design Gaggenau insieme al progetto non-profit CRAMUM e sarà aperta al pubblico dal 13 febbraio al 1° aprile dal lunedì al venerdì (10:00-18:00).  

 In-Material è un progetto artistico e culturale ideato dal direttore artistico di CRAMUM, Sabino Maria Frassà, per indagare l'affascinante e incessante sforzo degli artisti nel rappresentare la parte immateriale e trascendente della propria esistenza. Il rapporto tra materia e immaterialità è il punto centrale di questo progetto, che trova in Gaggenau il partner e promotore ideale.

Gaggenau è azienda leader nel mondo del design, che unisce la sapienza della lavorazione di materiali quali acciaio, vetro e legno, all'eleganza di una linea essenziale e altamente performante: il valore di ciò che l’azienda produce va al di là della qualità degli elementi tangibili e va ricercato nel modo in cui sintetizza da 336 anni cultura, materia e tecnologia. Allo stesso modo, con materiali della "tradizione", gli artisti di In-Material travalicano il visibile, cogliendo e riportando l'essenza stessa e la parte immateriale e trascendente della realtà: Alberto Di Fabio con la pittura, Ingar Krauss con la fotografia, Laura de Santillana con la scultura, Paolo Scirpa con la luce. 

 

In-Material è un progetto artistico e culturale ideato dal direttore artistico di CRAMUM, Sabino Maria Frassà, per indagare l'affascinante e incessante sforzo degli artisti nel rappresentare la parte immateriale e trascendente della propria esistenza. Il rapporto tra materia e immaterialità è il punto centrale di questo progetto, che trova in Gaggenau il partner e promotore ideale.

Gaggenau è azienda leader nel mondo del design, che unisce la sapienza della lavorazione di materiali quali acciaio, vetro e legno, all'eleganza di una linea essenziale e altamente performante: il valore di ciò che l’azienda produce va al di là della qualità degli elementi tangibili e va ricercato nel modo in cui sintetizza da 336 anni cultura, materia e tecnologia. Allo stesso modo, con materiali della "tradizione", gli artisti di In-Material travalicano il visibile, cogliendo e riportando l'essenza stessa e la parte immateriale e trascendente della realtà: Alberto Di Fabio con la pittura, Ingar Krauss con la fotografia, Laura de Santillana con la scultura, Paolo Scirpa con la luce. 

 

 

malabotti

 

Marina Malabotti fotografa. Uno sguardo pubblico e privato alla Galleria Nazionale

La mostra è dedicata a una figura che ha sapientemente unito l’indagine etnografica e antropologica a una personale ricerca estetica nella fotografia.

La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea inaugura la mostra Marina Malabotti fotografa dal 5 febbraio al 31 marzo. Uno sguardo pubblico e privato, a cura di Giacomo Daniele Fragapane, dedicata a una figura che ha sapientemente unito l’indagine etnografica e antropologica a una personale ricerca estetica nella fotografia.
Il lavoro di Marina Malabotti, artista romana scomparsa prematuramente all’età di 41 anni nel 1988, viene riscoperto all’interno di un luogo per lei particolarmente significativo, un museo per cui ha sentito una affezione tale da farne oggetto di una preziosa e innovativa indagine nel 1980, attraverso un progetto rimasto incompiuto e inedito che voleva essere la documentazione di un anno di attività della Galleria Nazionale.

Questa mostra, suddivisa in due sezioni principali dedicate rispettivamente al progetto su quella che era allora la Galleria Nazionale d’Arte Moderna, dal titolo Un anno in Galleria: etnografia di uno spazio artistico (1981), e alle indagini etnografiche condotte sul campo, Indagini sul terreno: tra documentazione e sperimentazione (1970-1984), presenta per la prima volta un' articolata sintesi dell’attività fotografica di Marina Malabotti, integrando all’interno di un percorso di 170 immagini i progetti portati a termine e quelli incompiuti, nel tentativo di evidenziare le linee di continuità, sul piano dei temi indagati e del metodo fotografico perseguito, tra indagine etnografica del mondo popolare e osservazione “partecipante” di uno spazio artistico.

 Info pubblico

Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea

viale delle Belle Arti, 131 – 00197 Roma

Ingresso disabili Via Gramsci 71

T +39 06 3229 8221 

lagallerianazionale.com

 

 

 

Invito Lucamaleonte PatrimionioIndigeno FPC low

 

Patrimonio indigeno - una nuova opera di arte urbana di  Lucamaleonte

La Fondazione Pastificio Cerere e SCS SVILUPPO IMMOBILIARE SRL sono orgogliose di presentare "Patrimonio indigeno", un nuovo straordinario murales eseguito dall’artista Lucamaleonte.

Venerdì 8 febbraio alle ore 18 la Fondazione Pastificio Cerere e SCS SVILUPPO IMMOBILIARE SRL sono orgogliose di presentare Patrimonio indigeno, un nuovo straordinario murales eseguito dall’artista Lucamaleonte, a cura di Marcello Smarrelli, realizzato nel quartiere di San Lorenzo, uno dei principali punti di riferimento per la street art romana.

L'intervento interessa le facciate di un edificio sito tra Via dei Reti e Via dei Piceni - profondamente segnato dai bombardamenti che hanno ferito il quartiere durante la Seconda Guerra Mondiale - recentemente ricostruito ad opera di SCS SVILUPPO IMMOBILIARE SRL.

La Fondazione Pastifico Cerere – presidio culturale che ha caratterizzato la vita del quartiere sin dagli anni Settanta – ha accolto con entusiasmo la sfida di confrontarsi con una pratica artistica, come la pittura murale e la street art, attualmente molto popolare, ma indubbiamente ricca di contraddizioni riguardo alla sua valutazione e collocazione all’interno del sistema dell’arte contemporanea.

È nato così Patrimonio indigeno, un’opera monumentale (un dittico di m 9,50x7,90 e m 9,50x4,50) dedicata all'identità del quartiere di San Lorenzo, una mappa concettuale, un ritratto, che offre una chiave di lettura di questo luogo così importante per la storia di Roma. Attraverso simboli iconografici e topografici, inseriti all'interno di una composizione vegetale, Lucamaleonte ha creato un’opera che dialoga con il contesto urbano, con la sua identità attuale e la sua memoria storica.

La storia dell’arte e le fonti classiche, sono state una fonte vitale d’ispirazione per l’artista, insieme alla sua passione per la riproduzione di immagini di piante e di animali, mutuate dallo studio degli antichi erbari e dei libri illustrati di zoologia.

Dalla fitta vegetazione, che doveva caratterizzare l’antico agro verano, fuoriescono vari elementi: la graticola, strumento del martirio di San Lorenzo, un capitello dell’antica basilica, il corvo e i crisantemi in riferimento al vicino cimitero, la mano della dea Cerere, il picchio totemico dei Piceni, il papavero in memoria dei caduti in guerra, esplicito rimando all’indomito spirito partigiano e antifascista del quartiere, l’alloro e il serpente della Minerva, da sempre nume tutelare dell’Università la “Sapienza”.

In occasione dell'inaugurazione, Lucamaleonte ultimerà il murales dipingendo un icosaedro, figura regolare dai molteplici significati simbolici, che l’artista usa per firmare le sue opere.

Come ogni pratica artistica, anche la street art rappresenta un potente strumento di riqualificazione urbana e di diffusione della cultura, su cui vale la pena investire beneficiando della sua popolarità. Grazie ad un linguaggio immediato e trasversale la street art, intesa come intervento artistico nello spazio urbano, può raggiungere con più efficacia pubblici diversi ed eterogenei.

È di fondamentale importanza che tali interventi vengano inseriti in progetti ampi, basati sul dialogo tra artisti, cittadini e istituzioni realmente interessate a promuovere politiche di sviluppo e di integrazione. Grazie alla società proponente, che ha sostenuto la realizzazione dell’opera, alle istituzioni, agli abitanti del quartiere, e alla Fondazione Pastificio Cerere, che ha saputo far dialogare tutte queste entità eterogenee, crediamo di aver contribuito a diffondere un'immagine diversa e più positiva di San Lorenzo, rispetto alla drammaticità di quanto ultimamente i fatti di cronaca ci hanno restituito.

Come di consuetudine, la Fondazione Pastificio Cerere organizzerà visite guidate e laboratori didattici rivolti alle scuole e ai cittadini del territorio (per info: +39 06 45422960 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.).

Biografia

Lucamaleonte (1983) nasce a Roma dove vive e lavora. Laureato all'Istituto Centrale per il Restauro, approda al movimento della Street Art nel 2001. Appassionato studioso della Storia dell'arte, la pratica del disegno e della pittura lo accompagnano sin da piccolo. I suoi primi lavori che compaiono per strada sono degli stickers homemade, comincia così a utilizzare le prime maschere e capisce che lo stencil è la tecnica migliore per poter produrre le sue opere. Nel suo curriculum si contano oltre cinquanta mostre tra personali e collettive dal 2004 ad oggi: dal Cans Festival a Londra promosso dal guru della street art internazionale Tristan Manco, all’imponente street art group show Scala Mercalli all’Auditorium di Roma, all’esposizione itinerante Twenty Street Artists commissioned by Green Day negli States. Lucamaleonte è stato invitato a esporre in tutto il mondo, da Milano a Melbourne e Adelaide, passando per Berlino, Parigi, e New York. Con il collettivo francese Stencil History X, l’artista ha esposto nelle principali capitali europee, da Londra a Barcellona. Non solo artista, ma anche promotore della street art internazionale, insieme agli artisti Sten e Lex ha ideato e curato le tre edizioni del festival International Poster Art a Roma. Nel 2010 e nel 2011 è stato chiamato con gli Orticanoodles a tenere due workshop al MART di Trento e Rovereto. Recentemente è stato chiamato dall’ambasciata Italo Brasiliana per il progetto Mural Italia-Brasil, per il quale ha realizzato diversi interventi murali a Salvador in Brasile (2012). Grande successo ha avuto la mostra che la Casa dell’Architettura di Roma gli ha dedicato nel Marzo del 2012. Negli ultimi anni ha esposto in diversi musei in Europa e continua a viaggiare per dipingere murales in tutto il mondo.

CONTATTI

Fondazione Pastificio Cerere
Segreteria organizzativa: Claudia Cavalieri ed Emanuela Pigliacelli +39 06 45422960
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
www.pastificiocerere.it

 

 

ogr rivoli

 

 Cuore di tenebra / Heart of DarknessPuò l’arte prevenire gli errori?

Una mostra allestita al Binario 2 delle OGR Torino, a cura di Marcella Beccaria, Capo Curatore e Curatore delle Collezioni, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, con il supporto della Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT.

Dal 1 febbraio al 19 maggio 2019 le OGR – Officine Grandi Riparazioni di Torino in collaborazione con il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea presentano Cuore di tenebra / Heart of Darkness. Può l’arte prevenire gli errori? una mostra allestita al Binario 2 delle OGR Torino, a cura di Marcella Beccaria, Capo Curatore e Curatore delle Collezioni, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, con il supporto della Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT.

Citando il celebre romanzo di Joseph Conrad Cuore di tenebra (Heart of Darkness, 1899), questa mostra collettiva indaga aspetti irrazionali del contemporaneo, dove guerre, imperialismi, fanatismi religiosi, terrorismo, razzismo, disparità crescente, sfruttamento eccessivo delle risorse naturali e alcuni aspetti della tecnica e dell’Intelligenza Artificiale utilizzata in modo irresponsabile sembrano crescere in maniera esponenziale. Originariamente provenienti da Brasile, Cuba, Egitto, Israele, Italia, Libano, Messico, Polonia, Portogallo e Stati Uniti, e attivi in più parti del globo, gli artisti selezionati offrono molteplici punti di vista relativi alla complessità del mondo nel quale viviamo, interrogandosi sui lati oscuri del presente e analizzandoli attraverso riferimenti al passato oppure anticipando possibili scenari futuri. 

“Con riferimenti che spaziano dalla caduta dell’Impero degli Assiri nel VII a.C. per arrivare agli androidi che forse un giorno condivideranno la Terra con gli esseri umani, la mostra indaga il mondo contemporaneo scandagliandone alcuni aspetti bui e irrazionali”, spiega Marcella Beccaria. “Le opere selezionate propongono diverse forme di consapevolezza critica che non prescindono dalla capacità di aprire spazi di resistenza poetica, rispondendo alla violenza del presente con inarrestabile forza creativa”.

Le opere di Allora & Calzadilla, Maria Thereza Alves, Maurizio Cattelan, Roberto Cuoghi, Bracha L. Ettinger, Massimo Grimaldi, Mona Hatoum, Goshka Macuga, Teresa Margolles, Pedro Neves Marques e Wael Shawky selezionate per gli spazi delle OGR esprimono una vitale creatività che abbraccia più linguaggi e tecniche, tra cui performance, scultura, fotografia, pittura, film e installazioni multimediali e sonore.
Cuore di tenebra / Heart of Darkness presenta un nucleo selezionato di tredici importanti opere d’arte dalle Collezioni del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, per la maggior parte scelte tra quelle acquisite dalla Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT per il Museo.

In una visione sinergica, dal 2000 la Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT ha elaborato un progetto di acquisizioni per Torino e il Piemonte che integra le collezioni permanenti del Castello di Rivoli e della GAM-Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea e che oggi conta oltre 840 opere di artisti italiani e internazionali ospitate presso le due istituzioni. 

Questa mostra rappresenta il secondo capitolo nell’ambito delle azioni combinate tra le OGR Torino e il Castello di Rivoli iniziate in occasione dell’apertura delle OGR con la curatela e produzione dell’installazione pubblica Procession of Reparationists, 2017 di William Kentridge allestita nella Corte Est Commissions e interamente sostenuta dalla Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT. 

 

 

 

rottenberg

 Mika Rottenberg, Untitled Ceiling Projection (video still), 2018, videoinstallazione multicanale. Courtesy l'artista e Hauser & Wirth. Prodotta da Goldsmiths Centre for Contemporary Art, London; Kunsthaus Bregenz; MAMbo – Museo d'Arte Moderna di Bologna

 

Mika Rottenberg al MAMbo

Il MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna presenta la prima personale in un’istituzione italiana di Mika Rottenberg, a cura di Lorenzo Balbi

Dal 31 gennaio al 19 maggio 2019 MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna presenta la prima personale in un’istituzione italiana di Mika Rottenberg, a cura di Lorenzo Balbi. L’artista di origine argentina, cresciuta in Israele e oggi di base a New York, tra le principali protagoniste della scena contemporanea mondiale, si appropria degli imponenti volumi della Sala delle Ciminiere situata al piano terra del museo per animare dieci delle sue più recenti produzioni – oggetti scultorei e installazioni video – celebri per il loro registro narrativo sarcastico e bizzarro.

Rottenberg utilizza i diversi linguaggi del film, dell’installazione architettonica e della scultura per esplorare le idee di classe, lavoro, genere e valore attraverso immaginifici dispositivi visivi che illuminano le connessioni e i processi nascosti dietro economie globali apparentemente non correlate fra loro. Intrecciando elementi di finzione con dati documentali, in racconti in cui geografie e narrative collassano in non-sense surreali, l’artista crea complesse allegorie sul sistema capitalistico che regola le condizioni umane e i processi di produzione massiva delle merci.

In occasione della mostra vengono esposti tre nuovi lavori appositamente commissionati da MAMbo in collaborazione con due importanti istituzioni museali europee, Goldsmiths Centre for Contemporary Art London e Kunsthaus Bregenz: Ponytail (Orange#1), Study #4 e Untitled (Ceiling Projection). Sabato 2 febbraio alle h 11.00 l’artista sarà presente al MAMbo per un talk con Lorenzo Balbi e Germano Celant.

Inaugurazione mercoledì 30 gennaio, h 18.