Blood and Earth: Anish Kapoor realizza un’opera in edizione limitata a sostegno della campagna di raccolta fondi della Collezione Peggy Guggenheim
 
 
 

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Anish Kapoor realizza un’opera in edizione limitata a sostegno della campagna di raccolta fondi della Collezione Peggy Guggenheim

Si intitola Blood and Earth la fotoincisione su carta da matrice polimerica realizzata in edizione limitata dall’acclamato artista di fama internazionale Anish Kapoor per sostenere la campagna di raccolta fondi "Insieme per la PGC".

Si intitola Blood and Earth ed è una fotoincisione su carta da matrice polimerica, realizzata in edizione limitata dall’acclamato artista di fama internazionale Anish Kapoor, a sostegno della campagna di raccolta fondi "Insieme per la PGC". Membro del Comitato Consultivo della Collezione Peggy Guggenheim dal 2019, l’artista donerà 100 esemplari del suo enigmatico lavoro Blood and Earth ad altrettanti donatori che contribuiranno con una cifra pari o superiore a 5.000 euro alla campagna di fundraising avviata l’8 luglio scorso dal museo veneziano a seguito delle ingenti perdite economiche subite durante i tre mesi di chiusura, che ammontano a oltre 2 milioni di euro.

“Sono felice di poter sostenere con il mio lavoro un’istituzione come la Collezione Peggy Guggenheim, anche alla luce del mio legame con il museo e con una città unica al mondo come Venezia”, dichiara Kapoor. “Il lungo periodo di lockdown causato dalla pandemia del Covid-19 ha causato enormi danni a chiunque, anche al mondo della cultura, ed è nostro dovere oggi aiutare le istituzioni culturali a risollevarsi per far sì che tornino a rendere nuovamente accessibile a tutti il patrimonio artistico in esse custodito”.

“Siamo onorati ed estremamente grati ad Anish Kapoor per questo suo gesto di grande generosità nei confronti del nostro museo”, afferma la direttrice Karole P. B. Vail. “Stiamo portando avanti con tenacia la campagna a sostegno della PGC affinché la Collezione possa tornare a garantire non solo oggi ma in futuro, l’apertura quotidiana, il suo ricco programma di mostre e la gratuità delle tante attività che da sempre rivolge al pubblico. Ringraziamo chi, finora, ha creduto e sostenuto questa raccolta fondi. È anche grazie a questi primi incoraggianti risultati che oggi il museo è tornato a essere aperto 6 giorni la settimana. La strada per raggiungere l’obiettivo è ancora lunga, ma l’entusiasmo non ci manca, alimentato anche da gesti come quello di Anish, e confidando nel supporto di chi ama l’arte, perché sostenendo il museo si aiuta se stessi e gli altri nel costruire un mondo civile, inclusivo e accessibile”.

Due sono le opere di Kapoor presenti nel giardino della Collezione Peggy Guggenheim: la scultura in pietra arenaria Senza titolo (1993), parte della Collezione Hannelore B. e Rudolph B. Schulhof, e il monumentale granito nero Senza titolo (2007), prestito a lungo termine negli spazi museali.

Nato a Mumbay, India, il 12 marzo 1954, Anish Kapoor si trasferisce in Gran Bretagna all’età di diciannove anni, frequentando l’Hornsey College of Art di Londra (1973-77) e poi la Chelsea School of Art (1977-78). Terminati gli studi insegna nel 1979 al Wolverhampton Polytechnic. L’anno seguente tiene la sua prima personale a Parigi, presso lo studio di Patrice Alexandre, che segna l’inizio di un’intensa attività espositiva. All’inizio degli anni ottanta la sua ricerca scultorea, rivolta verso una molteplicità di forme nuove, in un continuo dialogo tra bidimensionalità e tridimensionalità, lo rende uno degli artisti più rappresentativi della New British Sculpture, di cui fanno parte artisti come Tony Cragg e Antony Gormley. In una continua indagine sulla dialettica degli opposti, negli anni ottanta crea sculture con forme in parte astratte e completamente ricoperte da pigmento puro. Negli anni novanta, invece, le sue opere assumono dimensioni sempre più monumentali, spesso incentrate sulla tematica del vuoto, reso tangibile da una cavità che si riempie o da una materia che si svuota. Con la partecipazione nel 1990 alla XLIV Biennale di Venezia, dove gli viene conferito il Premio Duemila, e il conseguimento nel 1991 del Turner Prize, Kapoor raggiunge la fama internazionale. Fanno seguito mostre in tutto il mondo, commissioni pubbliche e private, che spingono i confini già presenti nel suo lavoro tra scultura e architettura verso un panorama sempre più ampio. Nel 2004 Kapoor realizza su commissione il Cloud Gate per il Millennium Park di Chicago, un enorme arco ellittico in acciaio lucidato e riflettente, per la realizzazione del quale trae ispirazione dal mercurio liquido, divenuto non solo punto di riferimento iconico per la città, ma tra le opere pubbliche più celebri al mondo. Importanti esposizioni delle sue opere si sono tenute alla Royal Academy of Arts, Londra (2009); Martin–Gropius–Bau, Berlino (2012); Sakıp Sabancı Müzesi, Istanbul (2013); Museo Universitario Arte Contemporáneo, UNAM, Mexico City; Museo d’Arte Contemporanea, Roma (2016); CAFA Art Museum/Imperial Ancestral Temple, Beijing (2019). Anish Kapoor sarà il primo artista britannico ad esporre alle Gallerie dell’Accademia di Venezia in occasione di una grande personale a lui dedicata durante 59. Esposizione Internazionale d’Arte, nel 2022.