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Lucie Richard Bertrand HARA HOUSE. Opera vincitrice del PREMIO ARTEARTE 2020 

 Lucie Richard-Bertrand, HARA HOUSE. Opera vincitrice del PREMIO ARTE&ARTE 2020

 

MINIARTEXTIL COMO 2020 Trentesima edizione

Dai grandi nomi dell’arte nazionale e internazionale ai giovani emergenti, la manifestazione ruota attorno all’esposizione di 54 opere di piccolo formato, i minitessili da cui prende il nome.

È dal 1991 che Miniartextil, mostra ideata da Mimmo Totaro con Nazzarena Bortolaso, porta a Como le visioni evocative e la creatività della Fiber Art.
Dai grandi nomi dell’arte nazionale e internazionale ai giovani emergenti, la manifestazione ruota attorno all’esposizione di 54 opere di piccolo formato (20x20 cm), i minitessili da cui prende il nome, cui dal 1997 si affiancano installazioni site-specific e opere di grandi artisti.
 
Nonostante le difficoltà dettate dall’emergenza sanitaria globale, l’organizzazione di Miniartextil non ha mai smesso di lavorare e, in accordo con il Comune di Como, ha deciso di spostare la data di inaugurazione in modo da costruire la migliore proposta culturale possibile.
Miniartextil, promossa e organizzata dall’Associazione ARTE&ARTE, avrà luogo dal 5 dicembre 2020 al 24 gennaio 2021 alla Pinacoteca Civica e al nuovo Padiglione Grossisti del Mercato Coperto.
 
La Pinacoteca Civica, accanto all’esposizione dei minitessili – selezionati da una giuria presieduta da Mimmo Totaro e composta da Paolo Bolpagni, Maria Luisa Frisa, Francesco Franchi e Giovanni Berera – ospiterà una mostra collettiva con una selezione di opere di grandi maestri messe in dialogo con i capolavori di Palazzo Volpi e una installazione site – specific di Guido Nosari.
L’opera è stata commissionata dai curatori insieme a quella di Stefano Ogliari Badessi che invece abiterà il nuovo Padiglione Grossisti del Mercato Coperto, il grande spazio nato a scopo commerciale, accanto al mercato alimentare cittadino, seconda sede della manifestazione.

Tra i 54 minitessili scelti per questa edizione, la giuria ha deciso di conferire il Premio ARTE&ARTE 2020, che ad ogni edizione premia un’opera che poi entra a far parte della Collezione Bertolaso – Totaro, all’artista francese Lucie Richard-Bertrand che ha presentato il minitessile HARA HOUSE. Accanto a questo lavoro, anche l’opera Nothing to be afraid of dell’artista tedesca Maike Jansen ha ricevuto una menzione speciale.

In occasione della trentesima edizione di Miniartextil, grazie alla collaborazione tra la Fondazione Bortolaso-Totaro-Sponga, l’associazione ARTE&ARTE e importanti istituzioni culturali nazionali, Villa Olmo, luogo centrale della vita culturale cittadina, torna dopo anni a ospitare una mostra: un regalo alla città in occasione di un anniversario così importante.
Dal 5 dicembre 2020 al 21 marzo 2021, la splendida villa settecentesca ospiterà una mostra di arte contemporanea, un evento capace di creare, insieme a Miniartextil, un percorso espositivo unico che si snoderà tra le Mura cittadine e il Lago.
 
Miniartextil, manifestazione attuale e pioneristica sin dalla sua ideazione, offrirà in occasione di un anniversario così importante una lettura profonda dei tempi, avendo attraversato le ultime tre decadi cercando sempre un confronto e un’interpretazione di quanto accadeva intorno a sé.
 
“In tutti questi lunghi anni si sono susseguiti momenti bellissimi, incontri incredibili, confronti accesi con chi ci ha aiutati e sostenuti, così come non sono mancati momenti difficili. – dicono Nazzarena Bortolaso e Mimmo Totaro ideatori e fondatori della manifestazione - Miniartextil è la nostra quotidianità degli ultimi trent’anni, un’unica, grande opera in cui si sono intrecciate vita e arte. A inizio 2020 abbiamo temuto di non potere festeggiare questo compleanno, ma ora siamo prontissimi a proporre un evento da condividere insieme a tutti coloro che vorranno venirci a trovare”.
 
“Miniartextil 2020 è un’edizione particolarmente significativa per due ragioni – commenta Stefano Bruno Galli Assessore all’Autonomia e Cultura della Regione Lombardia. - In primo luogo, si tratta del trentesimo anno consecutivo che si celebra questo rilevante concorso internazionale dedicato alla Fiber art. Una forma d’arte contemporanea che, proprio per la creatività e la secolare vocazione lariana per il tessile, trova a Como una sede alquanto felice. In secondo luogo, perché l’edizione è stata progettata in pieno lockdown, a dimostrazione della forte volontà degli organizzatori di farsi trovare pronti per dare il proprio contributo alla rinascita culturale e sociale, una volta terminata la fase acuta dell’emergenza sanitaria legata al Covid19. Una caparbietà, è giusto riconoscerlo, che rappresenta un elemento essenziale dello spirito lombardo, caratterizzato da una forte abnegazione e da una tenacia davvero fuori dal comune”.
 
“La cultura a Como, nonostante il periodo eccezionale che stiamo vivendo è saldamente presente e nei mesi scorsi non è mai venuto meno il dialogo con le diverse associazioni attive sul territorio. Con Miniartextil tornerà l’arte contemporanea in città, ma soprattutto restituiremo Villa Olmo, dopo anni, alla sua funzione principale, quella di essere cioè centro propulsore della cultura cittadina – afferma Carola Gentilini Assessore alla Cultura del Comune di Como. - E poi, c’è la grande sfida del rilancio del nuovo Padiglione del Mercato Coperto, in linea con quanto avviene nelle grandi città italiane ed europee, dove i mercati sono sempre più spesso luoghi di sistema economico e culturale. Particolare attenzione sarà dedicata alla Pinacoteca Civica, destinata a diventare sempre più il cuore dell’offerta culturale dentro le Mura Storiche”.
 
“Il nuovo Padiglione Grossisti del Mercato Coperto di Como potrebbe aprire le sue porte a una grande mostra, un esperimento culturale che potrebbe arrivare dopo importanti lavori di messa a norma, e questa per noi sarà una sfida – dice l’Assessore al Commercio Marco Butti. - Il Mercato Coperto è un luogo importantissimo per la nostra città, una risorsa unica al servizio della comunità. Ci stiamo sempre più impegnando per la sua riqualificazione, in parte già attivata dal Bando Multimisura del Distretto del Commercio dello scorso anno, che ha già visto l’erogazione di contributi per il rifacimento di alcune aree di vendita. In linea con quanto accade nelle grandi città, anche Como apre le porte a un progetto di ampio respiro a vantaggio dei cittadini, ma soprattutto di chi vive quotidianamente gli spazi del Mercato. Anche per questo evento non mancherà il dialogo con le Associazioni di Categoria che saranno pienamente coinvolte”.

 

amaci giornata contemporaneo 

 

 

SABATO 5 DICEMBRE 2020 torna la GIORNATA DEL CONTEMPORANEO promossa

Una sedicesima edizione ibrida online e offline e una grande campagna di comunicazione per favorire la partecipazione di più realtà possibili, promuovere e far emergere la rete del contemporaneo nazionale e internazionale. 

Sabato 5 dicembre torna la Giornata del Contemporaneo, la grande manifestazione promossa da AMACI, l’Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani, che da sedici anni coinvolge musei, fondazioni, istituzioni pubbliche e private, gallerie, studi e spazi d’artista per raccontare la vitalità dell’arte contemporanea nel nostro Paese.

Anche per questa edizione confermato il coinvolgimento della rete estera del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale – di cui fanno parte Ambasciate, Consolati e Istituti Italiani di Cultura – che darà vita da sabato 5 a venerdì 11 dicembre 2020 a una settimana di promozione dell’arte contemporanea italiana all’estero. La Giornata del Contemporaneo assume in questo 2020 una veste necessariamente diversa da quella tradizionale. In quest’anno complesso, profondamente condizionato dall’emergenza pandemica, la sedicesima edizione della manifestazione rimette al centro la comunità del contemporaneo – a partire dai Musei AMACI – e si ripensa proprio partendo dal concetto di community, da sempre alla base della manifestazione e oggi – in epoca Covid – tornato prepotentemente alla ribalta. Come possono, oggi, i musei d’arte contemporanea e tutti i soggetti e le realtà che si occupano di promuovere e far conoscere il contemporaneo fare comunità? Questa domanda ha ispirato le importanti novità della Giornata del Contemporaneo 2020, pensate per rispondere all’eccezionalità del momento che stiamo vivendo, che così fortemente influenza non solo la programmazione e lo svolgimento delle attività culturali, ma anche la percezione che ognuno di noi ha del significato dell’arte e della cultura oggi.

Oltre a far slittare la data della manifestazione da ottobre a dicembre, si è scelto di adottare un formato ibrido, con proposte online e offline: il contesto mutato ha infatti richiesto una sospensione del format tradizionale della manifestazione e un’edizione aggiornata con variazioni che ne garantiscano lo svolgimento su un doppio binario, favorendo tutti i partecipanti a contribuire su entrambi i piani, se le restrizioni dovute all’andamento delle condizioni sanitarie lo consentiranno, oppure su un piano unicamente digitale, aderendo alla grande campagna di comunicazione che il 5 dicembre verrà lanciata con l’hashtag #giornatadelcontemporaneo.

Se i DPCM in uscita permetteranno la riapertura di musei e mostre, il 5 dicembre i musei AMACI aderenti alla Giornata del Contemporaneo apriranno come di consueto gratuitamente al pubblico i loro spazi (con ingressi contingentati, nel massimo rispetto delle restrizioni vigenti), e affiancheranno all’apertura progetti e attività digitali. Inoltre, per raccontare le infinite sfaccettature del contemporaneo, si è voluto affidare l’identità stessa della manifestazione a un mosaico digitale composto dalle opere di 20 artisti, proposti da altrettanti musei AMACI, anziché utilizzare la tradizionale immagine guida realizzata da un artista.

La scelta di un’immagine guida composta dalle anteprime delle 20 opere di Paola Angelini (Ca’ Pesaro), Meris Angioletti (GAMeC), Barbara and Ale (PAC), Cristian Chironi (Museion), Comunità Artistica Nuovo Forno del Pane (MAMbo), Patrizio Di Massimo (Castello di Rivoli), Andrea Facco (GAM Verona), Giovanni Gaggia (Musma), Barbara Gamper (Kunst Merano), Silvia Giambrone (Museo del Novecento), Andrea Mastrovito (Palazzo Fabroni), Marzia Migliora (MA*GA), Nunzio (ICG), Nicola Pecoraro (MACRO), Luca Pozzi (FMAV), Alessandro Sambini (Mart), Marinella Senatore (Centro Pecci), Francesco Simeti (MAN), Justin Randolph Thompson (Madre), Emilio Vavarella (MAXXI) vuole essere un richiamo diretto a una pluralità, a quel senso di comunità che ha caratterizzato il lavoro di tanti musei nel difficile contesto del lockdown e continua a essere perno centrale delle loro attività per superare ostacoli e difficoltà dovuti a restrizioni e nuove regole della vita sociale.

Anche la Direzione Generale Creatività Contemporanea del MiBACT ha coinvolto la propria rete dei Luoghi del Contemporaneo (https://luoghidelcontemporaneo.beniculturali.it) proponendo loro un progetto ad hoc per questa sedicesima edizione – I #Luoghidelcontemporaneo per la #Giornatadelcontemporaneo – attraverso la realizzazione di 'pillole video' che racconteranno gli spazi, le mostre, le iniziative e tanto altro ancora. I contributi saranno visibili nel canale YouTube della DGCC, nella playlist dedicata alla Giornata del Contemporaneo.

Ad arricchire il programma della manifestazione, torna per il terzo anno Giornata del Contemporaneo – Italian Contemporary Art: si rinnova la partecipazione della rete estera del MAECI e in particolare degli Istituti Italiani di Cultura all’estero come sedi aderenti alla manifestazione, che promuoveranno – con un palinsesto di attività digitali – la creatività italiana fuori dai confini nazionali. Grazie alla collaborazione avviata in questi ultimi anni con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e grazie al coordinamento messo in campo a partire dall’anno scorso dalla DGSP – Direzione Generale per la Promozione del Sistema Paese del MAECI e dalla DGCC – Direzione Generale Creatività Contemporanea del MiBACT, dal 5 all’11 dicembre anche Ambasciate, Consolati e Istituti Italiani di Cultura all’estero organizzeranno nella propria circoscrizione di competenza (e nelle modalità consentite) dibattiti, conferenze, mostre e attività di valorizzazione dell’arte e della cultura italiana contemporanea. Hanno già confermato la loro partecipazione l’Ambasciata d’Italia in Vietnam, l’Istituto Italiano di Cultura di Abu Dhabi, l’Istituto Italiano di Cultura di Addis Abeba, l’Istituto Italiano di Cultura Copenaghen, l’Istituto Italiano di Cultura di Hanoi, l’Istituto Italiano di Cultura di Helsinki, l’Istituto Italiano di Lisbona, l’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles, l’Istituto Italiano di Cultura di Stoccolma, l’Istituto Italiano di Cultura di Tel Aviv, l’Istituto Italiano di Cultura di Tirana.

Anche quest’anno, come nelle passate edizioni, la rete estera MAECI coinvolgerà alcuni dei Direttori e Curatori dei Musei AMACI con incontri dedicati: Lorenzo Balbi, Direttore del MAMbo dialogherà con il Direttore dell’IIC di Praga; Elisabetta Barisoni, Responsabile di Ca’ Pesaro – Galleria Internazionale d’Arte Modena interverrà con il Direttore dell’IIC di Abu Dhabi in un incontro che vedrà coinvolta anche l’artista Paola Angelini; Cristiana Perrella, Direttrice del Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato si confronterà con il Direttore dell’IIC di Toronto; Luigi Fassi, Direttore del MAN di Nuoro, sarà protagonista di una tavola rotonda organizzata dall’IIC di Lisbona.

Per l’occasione proporrà inoltre incontri (webinar) con gli artisti censiti nel secondo volume de I Quaderni della Collezione – Elisa Giardina Papa converserà con la Direttrice dell’IIC di San Francisco; Martina Menegon con il Direttore dell’IIC di Vienna; Formafantasma con il Direttore dell’IIC di Amsterdam; Danilo Correale con il Direttore dell’IIC di Washington. Per partecipare all’edizione 2020 della Giornata del Contemporaneo non è necessaria l’iscrizione alla manifestazione sul sito amaci.org: è sufficiente scrivere ad AMACI per ricevere un social pack (con visual e pdf di spiegazione) con il quale promuovere le iniziative, comunicare la partecipazione e aderire alla Giornata del Contemporaneo utilizzando la grafica istituzionale.

Il social pack verrà inviato ai soggetti che ne faranno richiesta scrivendo all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

A oggi, già più di 500 realtà hanno aderito alla manifestazione richiedendo il social pack. La Giornata del Contemporaneo si conferma così, anche in un contesto di emergenza come quello che stiamo vivendo, uno degli appuntamenti più attesi del settore, che può contare su una partecipazione ampia, destinata a crescere nelle prossime due settimane e su un pubblico che ha già dimostrato interesse – sia online che offline – a conoscere musei, fondazioni, accademie e gallerie, luoghi d’arte pubblici e privati, prendendo parte attivamente a dibattiti e laboratori, ed entrando in contatto con gli artisti e l’arte del presente. Inoltre, grazie a questa modalità ibrida, per la prima volta la Giornata del Contemporaneo vede il coinvolgimento diretto nella campagna di comunicazione anche di realtà che promuovono l'arte contemporanea legate al mondo dell'editoria, della stampa, dei blog.

Dal 5 all’11 dicembre 2020 tutti i progetti digitali proposti dai Musei AMACI, i video della rete dei Luoghi del Contemporaneo della Direzione Generale Creatività Contemporanea del MiBACT, l’elenco di tutte le attività organizzate dalla rete estera del MAECI e i nomi di tutti gli aderenti alla Giornata del Contemporaneo saranno veicolati sulla pagina web www.giornatadelcontemporaneo.org e saranno promossi sui canali social dell’Associazione e di tutte le realtà coinvolte. Anche quest’anno la Giornata del Contemporaneo si avvale del sostegno della Direzione Generale Creatività Contemporanea del MiBACT, della collaborazione della Direzione Generale per la Promozione del Sistema Paese del MAECI e del patrocinio di Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Camera dei Deputati, Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, UPI – Unione Province d’Italia, ANCI – Associazione Nazionale Comuni Italiani e ICOM Italia.

AMACI Via San Tomaso, 53 24121 Bergamo tel. +39 035 270272

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fucina 

Still da film documentario VIADELLAFUCINA16. Courtesy Viadellafucina16

 

VIADELLAFUCINA16, un film documentario per raccontare il condominio-museo

Nel cuore del quartiere multietnico di Porta Palazzo a Torino c’è un palazzo abitato da oltre 200 inquilini, grazie all'artista Brice Coniglio è diventato teatro di un progetto artistico visionario.

Nel cuore del quartiere multietnico di Porta Palazzo a Torino, in via La Salle 16, c’è un palazzo abitato da oltre 200 inquilini provenienti da 20 paesi e da 5 continenti, che grazie all'artista Brice Coniglio (parte del duo ConiglioViola), è diventato teatro di un progetto artistico visionario: è viadellafucina16, al mondo il primo esperimento di condominio-museo: un luogo decisamente fuori dall’ordinario, protagonista assoluto del film documentario VIADELLAFUCINA16 (ITA 2018 – 18 min) di Lucio Viglierchio e Miha Sagadin.

A tre anni dalla sua nascita, martedì 1 dicembre 2020 dalle ore 22.00 sul sito di Artribune Television - testata di arte e cultura contemporanea - per 24 ore, sarà possibile vedere in anteprima il documentario, disponibile poi, dal giorno successivo anche su tutti i canali del progetto: www.condominiomuseo.it e www.facebook.com/viadellafucina16

Scritto e prodotto da Massimo Arvat per Zenit Arti Audiovisive e vincitore del bando Mibact Cineperiferie nel 2018, VIADELLAFUCINA16 racconta come un condominio multietnico sia diventato un microcosmo in cui, attraverso l’Arte, è possibile leggere le dinamiche sociali contemporanee.

Con il progetto viadellafucina16 Brice Coniglio ha messo alla prova se stesso e tutti gli inquilini del palazzo attraverso il potere trasformativo dell’arte, con un’idea tanto visionaria quanto semplice: invitare giovani artisti a trascorrere un periodo di residenza nell’edificio, per realizzare opere d'arte destinate agli spazi comuni, coinvolgendo i condòmini in tutte le fasi del processo creativo. La sua storia comincia nel 2016 con un bando a cui rispondono 400 artisti da tutto il mondo: con le prime residenze il vecchio palazzo – rinominato viadellafucina16, dall'antico nome della strada – diventa protagonista di una trasformazione per nulla scontata.

Oltre alle opere dei giovani artisti selezionati la collezione del condominio-museo ospita le opere di grandi maestri come Michelangelo Pistoletto e Giorgio Griffa che hanno fatto dono delle loro opere.

Grazie a questo progetto, infatti, uno spazio in stato di trentennale abbandono si è trasformato in luogo di condivisione di arte e bellezza.

Nel condominio-museo è ora in corso la mostra GentiliVicini a cura di Piera Valentina Gallov con le opere degli artisti che hanno preso parte al programma di residenza 2020 realizzato con il sostegno di MiBACT e SIAE nell’ambito di Perchicrea. La prima mostra chiusa al pubblico - nel rispetto delle regole imposte dall’ultimo DPCM - ma riservata ai circa 200 abitanti dello stabile.

 

 

Olimpia Zagnoli Dance Dance Dance The New Yorker 2017 

 Olimpia Zagnoli, Dance Dance Dance, The New Yorker, 2017

 

Fondazione Palazzo Magnani presenta CALEIDOSCOPICA. Il mondo illustrato di Olimpia Zagnoli

Fondazione Palazzo Magnani porta negli spazi espositivi dei Chiostri di San Pietro lo stile eclettico dell’illustratrice di fama internazionale Olimpia Zagnoli.

Dal 28 novembre 2020 al 28 febbraio 2021, la Fondazione Palazzo Magnani porta negli spazi espositivi dei Chiostri di San Pietro lo stile eclettico dell’illustratrice di fama internazionale Olimpia Zagnoli, raccontato dalla mostra CALEIDOSCOPICA. Il mondo illustrato di Olimpia Zagnoli, a cura di Melania Gazzotti.

La mostra è promossa dalla Fondazione Palazzo Magnani, in collaborazione con Comune di Reggio Emilia, Provincia di Reggio Emilia e Camera di Commercio di Reggio Emilia, con il patrocinio della Regione Emilia Romagna.

Dopo aver conquistato in pochissimi anni il mondo dell'editoria, della moda e della comunicazione, Olimpia Zagnoli torna a Reggio Emilia, città della sua infanzia, con un progetto espositivo capace di valorizzare le innumerevoli sfaccettature del suo lavoro e la capacità delle linee e dei colori delle sue figure, paesaggi, geometrie, di offrire all'immaginazione sempre nuovi stimoli.

CALEIDOSCOPICA. Il mondo illustrato di Olimpia Zagnoli ripercorre dieci anni della carriera dell'illustratrice mostrando il suo tratto inconfondibile declinato in disegni, stampe, neon, tessuti, sculture in ceramica, legno e plexiglas e oggetti di uso comune.

L’esposizione dimostra come questa artista sia in grado di esprimersi con la stessa disinvoltura con i linguaggi delle arti visive e con quelli del design e dell’editoria, raccontando in un ambiente immersivo la complessità dell'universo creativo dell'artista e le sue fonti d'ispirazione, che spaziano dalla storia dell'arte a quella del design e della grafica.

Negli spazi cinquecenteschi dei Chiostri di San Pietro, nei cui cortili esterni verrà allestito un “giardino di sculture” di grande formato realizzate grazie al contributo della casa di moda Marella, le opere sono accostate per “libera associazione” o per affinità di colore, soggetto e forma.

La selezione di lavori esposti include alcune delle sue immagini più iconiche, come il manifesto per l'azienda dei trasporti di New York MTA e le sue copertine per The New Yorker; non mancano alcuni disegni giovanili inediti e bozzetti, capaci di rivelare il suo processo creativo e il suo metodo di lavoro.

Accompagnano la mostra un catalogo edito da Lazy Dog Press, casa editrice specializzata in libri di illustrazione e grafica, e un programma di eventi collaterali progettati e realizzati anche in collaborazione con Reggio Children, l'istituzione promotrice del Reggio Approach, la filosofia educativa delle Scuole e Nidi d’infanzia di Reggio Emilia che la stessa artista ha frequentato.

La mostra si inserisce nell’ambito del programma di eventi promosso dal Comune di Reggio Emilia “La cultura non starà al suo posto. Reggio Emilia 2020-2021”

 

 

refocus 

 

 

REFOCUS #2 Open call fotografica sul territorio italiano all’epoca del post-lockdown

Selezionati i fotografi vincitori. Presentazione in diretta streaming mercoledì 2 dicembre 2020, ore 18.30

Tra le 245 candidature giunte da tutta Italia, venti progetti fotografici hanno saputo meglio raccontare la società italiana durante il periodo immediatamente successivo alla quarantena vissuta la scorsa primavera. La selezione pubblica REFOCUS #2. Open call fotografica sul territorio italiano all’epoca del post-lockdown, promossa dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo in collaborazione con il Museo di Fotografia Contemporanea e Triennale Milano, ha individuato come vincitori gli artisti: Fulvio Ambrosio, Giacomo Bianco, Alessandro Calabrese e Ilaria Tariello, Mara Callegaro, Sofiya Chotyrbok, Daniele Cimaglia e Giuseppe Odore, Antonio Colavito, Giulia De Gregori, Riccardo Dogana, Luigi Greco, Claudio Majorana, Luca Marianaccio, Matteo Montenero, Claudia Orsetti, Nunzia Pallante, Nicolò Panzeri, Claudia Petraroli, Giorgio Salimeni, Claudia Sinigaglia, Andrea Storni.

In continuità con la prima edizione, REFOCUS. Open call fotografica sul territorio italiano all’epoca del lockdown, che si è chiusa con altrettanti venti lavori fotografici riferiti ai mesi di lockdown, la call REFOCUS #2 ha inteso sostenere l’attività di fotografi, artisti, ricercatori visuali under 40, riconoscendone il ruolo fondamentale all’interno della società. Nel loro complesso i due progetti costituiscono un archivio visivo dell’attuale fase storica e stimolano una riflessione sulle trasformazioni in corso e gli scenari futuri.

Ai partecipanti, infatti, è stato chiesto di confrontarsi con l’idea di crisi e di trasformazione, mettendo alla prova gli stessi linguaggi e pratiche dell’immagine nella testimonianza e documentazione della situazione in atto, sullo sfondo delle questioni fondamentali – tecnologiche, politiche, psicologiche, economiche – che nell’attualità prefigurano la società futura.

La totalità delle candidature, omogenee per parità di genere e per fasce di età, è stata esaminata da una Commissione di esperti così composta: Matteo Balduzzi, curatore del Museo di Fotografia Contemporanea; Paolo Castelli, storico dell’arte, funzionario DGCC-MiBACT; Paola Di Bello, artista e direttrice del biennio specialistico di fotografia presso l’Accademia di Belle Arti di Brera; Davide Giannella, curatore indipendente; Elio Grazioli, critico d’arte contemporanea e docente presso l’Università degli Studi di Bergamo. La Commissione, riunita in sessione plenaria nelle giornate del 13 e 16 novembre 2020, ha selezionato per la qualità artistica e per l’originalità della proposta progettuale presentata 20 autori, cui sarà riconosciuto un contributo economico di 2.000 euro, quale corrispettivo per la cessione dei diritti di utilizzazione delle immagini per la pubblicazione online e cartacea.
 
Mercoledì 2 dicembre 2020, ore 18.30, un incontro online presenterà al pubblico i venti fotografi vincitori e i rispettivi progetti con interventi e commenti di Michele Smargiassi, giornalista per La Repubblica e autore del blog Fotocrazia, Matteo Piccioni, storico dell'arte DGCC-MiBACT, e Matteo Balduzzi. Introducono Giovanna Calvenzi, Presidente del Museo di Fotografia Contemporanea, e Fabio De Chirico, Dirigente DGCC-MiBACT.  La diretta sarà trasmessa in streaming sulla pagina Facebook della Direzione Generale Creatività Contemporanea @CreativitaContemporanea e sui canali Facebook e YouTube del Museo di Fotografia Contemporanea @mufoco.

Al fine di valorizzare l’intero progetto e i suoi autori, i lavori selezionati delle due edizioni REFOCUS saranno esposti in una mostra presso Triennale Milano nel corso del 2021 e un nucleo di opere prodotte, d’intesa con i singoli autori, potrà essere acquisita ed entrare a far parte delle collezioni del Museo di Fotografia Contemporanea.

I FOTOGRAFI 

Fulvio Ambrosio, ‘La cura’, per avere affrontato con grande intensità e sensibilità il tema del riavvicinamento ai propri cari dopo la lontananza imposta dal lockdown e per l’originalità dell’approccio in soggettiva come punto di incontro tra linguaggio e tecnologie di produzione delle immagini.
 
Giacomo Bianco, ‘2020, noi e la Laguna’, che riesce a mescolare tecniche, strumenti e linguaggi differenti in un lavoro stratificato sulla Laguna di Venezia, generando accostamenti delicati ed evocativi, in cui emerge con forza il bisogno di tornare a essere parte dell’ambiente naturale.
 
Alessandro Calabrese e Ilaria Tariello, ‘Welcome stranger’, per aver affrontato con una ricerca elaborata e originale il tema della ‘Sindrome della Capanna’, ampiamente discusso nella fase del post-lockdown, attraverso il prelievo di screenshot e immagini d’archivio, accostati a inserimenti testuali, rielaborazioni digitali e modellazione di oggetti.
 
Mara Callegaro, ‘20’s Special’, per aver interpretato il sentimento comune di un annus horribilis in modo ironico e antiretorico, con un impianto tuttavia rigoroso per composizione e grafica. L’ipotetica edizione speciale di francobolli commemorativi celebra questo 2020 trascorso all’insegna dell’incertezza e della quotidianità casalinga.
 
Sofiya Chotyrbok, ‘Gesti’, per il lavoro di ricerca sulla gestualità come cardine della comunicazione umana e tramite delle relazioni: attraverso processi di prelievo e di ingrandimento dell’immagine, viene sottolineata la distanza tra la condizione attuale e una memoria tattile che ancora riconosciamo come imprescindibile.
 
Daniele Cimaglia e Giuseppe Odore, ‘Storie dell’abitare’, che sottolineano l’importanza delle relazioni, in questo caso di vicinato, come risorsa di socialità e mutuo aiuto: un dispositivo semplice e consolidato come il set fotografico viene spostato nello spazio del cortile condominiale e genera un processo partecipativo e coinvolgente fatto di ritratti, memorie testuali e oggetti materiali.
 
Antonio Colavito, ‘Il visibile e l’invisibile’, per il reportage molto rigoroso e controllato con cui affronta uno dei temi più discussi in questo momento storico: la riconversione produttiva in funzione dei nuovi bisogni generati dalla pandemia, in questo caso una piccola-media industria del Mezzogiorno che ha così garantito la sopravvivenza economica dello stabilimento e della comunità.
 
Giulia De Gregori, ‘Nuova Arcadia’, per la riflessione simbolica sul processo di transizione verso un’esistenza sempre più digitale proposta con grande libertà di approccio: a partire dall’archivio fotografico familiare, con successive manipolazioni tra analogico e digitale, ha prodotto immagini ibride, frutto di sperimentazioni e manipolazioni.
 
Riccardo Dogana, ‘Wallpapers’, che si confronta con la difficoltà attuale e futura del mercato immobiliare nelle principali città italiane come cartina di tornasole delle grandi crisi economiche e sociali. L’esito visivo si configura come una serie di giustapposizioni e montaggi che sembrano richiamare i lavori concettuali degli anni Settanta.
 
Luigi Greco, ‘Missing ring’, per avere prodotto un lavoro irriverente e divertente, al limite del non-sense, riproponendo in chiave visiva alcune fake news circolate sui media durante la pandemia che vengono reinterpretate attraverso simulazioni, allestimenti, montaggi e manipolazioni.
 
Claudio Majorana, ‘All the things that seemed so important’, per la forza evocativa delle immagini che, in un dialogo delicato tra figura umana e paesaggio, raccontano la spensieratezza di un periodo e di una generazione: adolescenti che ritrovano tempo e spazio dopo il periodo di isolamento, in un ritorno alla normalità estiva fatto di complicità, confidenza, gioco e avventura.
 
Luca Marianaccio, ‘Effetto farfalla’, che con grande coerenza stilistica si muove tra le più attuali tendenze fotografiche contemporanee, in una narrazione per frammenti dove la realtà si mescola alla fiction nel delineare le vite di un territorio ai margini, quello di Grottaglie, toccando indirettamente questioni centrali e opposte come lo spopolamento dei centri storici e il ritorno ai borghi.
 
Matteo Montenero, ‘Valba Dë Carsaj’, che evoca le incertezze e le paure di una generazione in crisi di identità, attraverso immagini cupe e suggestive realizzate in un luogo ben delimitato, la Val di Susa. Lo stato d’animo sospeso dei ragazzi si rispecchia in un paesaggio incompiuto, tra natura e macerie.
 
Claudia Orsetti, ‘Vanished (Svanita)’, per avere affrontato il difficile tema della lontananza e della successiva scomparsa di un proprio caro a causa del Covid-19. Con un’esplorazione intima attraverso gli oggetti, il lavoro fotografico consente di riappropriarsi di una memoria svanita senza poter essere vissuta.
 
Nunzia Pallante, ‘Heracleum’, per una ricerca che si nutre dello scarto nella percezione dei luoghi tra la chiusura imposta dal lockdown e la successiva riapertura. Un nuovo confronto tra immaginazione e realtà viene reso attraverso un processo di creazione artistica in cui il materico si fonde con il fotografico.
 
Nicolò Panzeri, ‘Anatomy of a virus’, per la rielaborazione in chiave figurativa e ironica di alcuni degli elementi più ricorrenti durante l'intera pandemia, ossia grafici e diagrammi che interpretano l’andamento del contagio. Semplici strutture, create con l’assemblaggio di oggetti quotidiani, diventano composizioni stratificate e sorprendenti, in una serie di consapevoli still-life.
 
Claudia Petraroli, ‘L’arte, il geroglifico della potenza’, per aver affrontato in modo inaspettato, con immagini astratte e immaginifiche, una delle dinamiche più insidiose del lavoro a distanza, precario e senza tutele. Le tracce lasciate dalle prestazioni di postproduzione fotografica diventano simbolo dell’appropriazione di tempo e creatività che la pandemia ha contribuito ad accrescere.
 
Giorgio Salimeni, ‘Redeo’, perché ha saputo mostrare senza filtri né strumentalizzazioni, senza edulcorarla né spettacolarizzarla, una delle tante realtà di disagio - in questo caso una comunità terapeutica per soggetti con disturbi psichiatrici - rese ancora più fragili dalla pandemia e dimenticate dai media di fronte all’emergenza Covid-19.
 
Claudia Sinigaglia, ‘21 days monochrome series’, per una riflessione sui temi del cambiamento e dell’adattamento che avviene attraverso oggetti diventati parte della quotidianità e segno della convivenza con la minaccia di contagio. Una serie di riprese ravvicinate producono immagini monocrome e astratte, che tuttavia conservano una loro matericità autoreferenziale.
 
Andrea Storni, ‘Un affare di famiglia’, che muove da un’analisi personale, lucida e consapevole della difficile situazione familiare in atto, per sviluppare un progetto fotografico disomogeneo, libero da ogni costruzione estetica precostituita, capace di riassumere e giustapporre in maniera potente e non codificata generi, strumenti e linguaggi diversi della fotografia.

 

 

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SKY ARTE presenta THE SQUARE. SPAZIO ALLA CULTURA. La nuova serie che racconta le trasformazioni dell'arte in questo periodo storico

L'arte ha bisogno di una piazza, in questo periodo più che mai, per esprimersi e valorizzarsi.

L'arte ha bisogno di una piazza, in questo periodo più che mai, per esprimersi e valorizzarsi. Per questo da giovedì 26 novembre alle 20.45 parte The Square. Spazio alla cultura, la nuova serie condotta da Nicolas Ballario in onda su Sky Arte realizzata da Tiwi.

Dopo le serie Sipario! Storie di Teatro, Indie Jungle e Musei, in un momento di grande difficoltà per lo spettacolo e la cultura, Sky Arte mette a disposizione di tutti anche The Square che sarà disponibile in streaming gratuito su https://video.sky.it/arte e sui profili Facebook ed Instagram di Sky Arte.

The Square è un luogo in costruzione, i cui contenuti vengono dai palcoscenici del mondo dell'arte e della cultura, ora vuoti. La trasformazione in atto porta nuovi modi di fare attività culturale e di questi The Square si fa portavoce. Gli ospiti sono artisti, musicisti, registi, attori, danzatori che trovano un luogo in cui i loro progetti possano avere spazio e raggiungere il pubblico di cui hanno bisogno, e che ha bisogno di loro.

Nella prima puntata sarà raccontata l'evoluzione digitale di Artissima, la fiera di Arte contemporanea che si tiene ogni anno al lingotto di Torino ma che quest'anno si è spostata online, così come Visioni italiane, il festival organizzato dalla Cineteca di Bologna. A parlarne sarà una delle sue protagoniste: la regista Alice Rohrwacher, con il trailer del suo Omelia contadina.

Lo spazio ospiterà anche performance live. Per la prima puntata l'ospite è un'icona della musica e del fumetto italiani, il poliedrico Davide Toffolo, frontman dei Tre Allegri Ragazzi Morti, con una appassionante esibizione live.

Il viaggio attraverso il mondo dell'arte e della cultura che resistono continua con il Teatro Donizetti di Bergamo, di recente restaurato, la cui apertura è stata rimandata a causa dell'emergenza sanitaria in corso. L'omaggio di The Square a Donizetti è una clip in animazione che racconta una delle sue opere più famose: Elisir d'amore.

Persino il mondo dei comics ha subito una brusca frenata negli ultimi mesi, e lo dimostra il fatto che – per la prima volta dopo 27 anni – il più importante evento italiano del settore, Lucca Comics & Games, si è tenuto online. E per l'occasione ha cambiato nome in Lucca Changes: lo racconta Roberto Recchioni, storyteller della manifestazione e autore di uno dei fumetti più letti di sempre, Dylan Dog.