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miart 2021 APRE MIART: LA PRIMA FIERA IN ITALIA A TORNARE IN PRESENZA

La fiera internazionale d’arte moderna e contemporanea di Milano organizzata da Fiera Milano, giunta alla sua venticinquesima edizione e diretta per il primo anno da Nicola Ricciardi.

Dal 17 al 19 settembre 2021 (VIP preview 16 settembre) torna miart, la fiera internazionale d’arte moderna e contemporanea di Milano organizzata da Fiera Milano, giunta alla sua venticinquesima edizione e diretta per il primo anno da Nicola Ricciardi.

142 gallerie provenienti da 19 Paesi oltre all’Italia, tradizionalmente divise in 5 sezioni (Established Contemporary, Established Masters, Emergent, Decades, Generations), presenteranno nei padiglioni di fieramilanocity_MiCo opere di artisti contemporanei affermati, maestri moderni e giovani emergenti. Con un percorso ricco di dialoghi, scoperte e riscoperte dai primi del Novecento alle creazioni delle ultime generazioni, miart mantiene così il suo carattere internazionale confermandosi un appuntamento il cui elemento distintivo è l’ampia offerta cronologica.

La fiera, prima in Italia a tornare nella sua versione in presenza, sarà affiancata da miart digital, una piattaforma digitale che, attraverso la suddivisione in aree tematiche, permetterà di arricchire l’esperienza dei visitatori con contenuti multimediali originali e offrirà l’opportunità al pubblico di tutto il mondo – che non potrà essere fisicamente presente – di esplorare le opere esposte ed entrare in dialogo immediato con i galleristi attraverso una chat dedicata.

miart digital permetterà, inoltre, un collegamento web diretto con Investec Cape Town Art Fair, la fiera d’arte sudafricana organizzata da Fiera Milano che si svolgerà, esclusivamente in digitale, durante gli stessi giorni di miart (17-19 settembre 2021, preview su invito 15-16 settembre).

Quest’anno miart rivolge una particolare attenzione alla parola poetica – interpretata come forma di linguaggio universale – a partire dal titolo scelto per accompagnare l’edizione 2021: Dismantling the silence, dall’omonima raccolta di versi del poeta statunitense di origine serba Charles Simić, a cinquant’anni dalla sua pubblicazione. Questo interesse è stato declinato in una serie di iniziative pensate per valorizzare nuovi dialoghi tra passato e presente, storia e sperimentazione, e promuovere lo sbocciare di nuove forme di comunicazione tra tutti i soggetti che da sempre animano la fiera milanese.

Dopo il progetto editoriale And Flowers / Words che, negli scorsi mesi, ha messo in dialogo numerose personalità del mondo artistico e culturale italiano attorno al tema della poesia, miart presenta ora Starry Worlds, un’inedita proposta che trae ispirazione dalla poesia For Memory (1981) della poetessa e intellettuale americana Adrienne Rich (1929-2012) – e in particolare dai versi: Putting together, inch by inch | the starry worlds.

Animata dal desiderio di “mettere insieme, pezzo dopo pezzo, i mondi stellari”,   ha coinvolto molte delle realtà milanesi chiedendo agli artisti protagonisti delle mostre di settembre di condividere versi, citazioni e frammenti di poesie significativi o influenti per il loro lavoro. Questa antologia-costellazione sarà presentata all’interno di miart digital a partire da lunedì 13 settembre, in quella che sarà a tutti gli effetti una mappa poetica della città di Milano.

Gli artisti coinvolti nel progetto sono: Maurizio Cattelan per Pirelli Hangar Bicocca, Simon Fujiwara per Fondazione Prada, Alessandro Pessoli per i Chiostri di Sant’Eustorgio, Nairy Baghramian per Fondazione Furla, Zehra Dogan per PAC Padiglione d’Arte Contemporanea, Adrian Paci per ArtLine, Elisabetta Benassi per Fondazione Adolfo Pini, Simone Fattal per Fondazione ICA, Corrado Levi per Triennale Milano, Vincenzo Agnetti per Archivio Vincenzo Agnetti e Tõnu Kõrvits per MiTo Settembre Musica.

Starry Worlds di fatto anticipa e amplifica la Milano Art Week, il ricco calendario di inaugurazioni e progetti speciali promosso in collaborazione con Assessorato alla Cultura del Comune di Milano che — come da tradizione ormai consolidata — riunisce le maggiori istituzioni pubbliche e le fondazioni private della città.

Tra queste Artline Miano, Casa della Memoria, Casa Museo Boschi di Stefano, Chiostri di Sant’Eustorgio, Fondazione Adolfo Pini, Fondazione Arnaldo Pomodoro, Fondazione Furla, Fondazione ICA Milano, Fondazione Prada, Fondazione Stelline, Gallerie d’Italia, GAM, MUDEC Museo delle Culture, Museo del Novecento, Museo Diocesano, PAC Padiglione d’Arte Contemporanea, Pirelli Hangar Bicocca, Osservatorio Fondazione Prada, Studio Museo Francesco Messina, Triennale Milano.

miart è inoltre lieta di collaborare per la prima volta con C2C Festival, che in occasione della fiera presenta #C2CMLN shared by Gucci — un programma di due giorni (16-17 settembre) totalmente in presenza in tre diverse location: Cinema Beltrade, District 272 (ex Striptease), Casa degli Artisti.

All’interno del palinsesto, una conversazione tra l’artista e musicista Enrico Boccioletti e il giornalista e musicista Mattia Barro, la performance della poetessa tedesca Luzie Meyer, la proiezione del progetto fotografico Nightswimming di Giovanna Silva, il talk tra il curatore e direttore dell’Haus der Kunst di Monaco Andrea Lissoni e Forse Ora, la band di Caterina Barbieri, Lorenzo Senni e Jim C. Need, artisti d’eccellenza della scena musicale avanguardistica milanese. I Forse Ora presenteranno inoltre il loro nuovo progetto con prove aperte al pubblico – open rehearsal.

Si rinnova la collaborazione con Intesa Sanpaolo, che supporta miart in qualità di main partner: internazionalità, eccellenza e attenzione allo sviluppo culturale del territorio sono i valori che legano miart alla Banca, e che, attraverso la conferma di questa sinergia, contribuiranno a consolidare la centralità di Milano nel panorama nazionale e internazionale, offrendo un ulteriore volano di crescita e sviluppo economico, culturale e civile.

Per questa edizione, Gallerie d’Italia insieme a Intesa Sanpaolo Private Banking ha dato vita a un progetto speciale dedicato a una giovane artista italiana. Negli spazi di Fiera Milano è accolta la mostra Andante. Ritmo di uno spirito appassionato e lento, che presenta i lavori di Alice Visentin, un nucleo di dipinti inediti che trasmettono vitalità per dimensioni e colori e sono il racconto profondo di un tema – la comunità – quanto mai attuale.

Confermato anche per questa edizione il Fondo di Acquisizione di Fondazione Fiera Milano del valore di 50.000 Euro destinato a opere d'arte che andranno a implementare la collezione di Fondazione Fiera Milano,oggi ospitata all’interno della Palazzina degli Orafi, sede di Fondazione, che attualmente si compone di 99 lavori in rappresentanza di linguaggi artistici differenti.

Oltre al Fondo sono stati confermati anche iprincipali premi: il Premio Herno, nato dalla collaborazione tra miart ed Herno e giunto alla sua sesta edizione, assegnerà un riconoscimento di 10.000 Euro allo stand con il miglior progetto espositivo; il Premio LCA per Emergent, del valore di 4.000 Euro, istituito nel 2015 e nato dalla collaborazione tra miart e LCA Studio Legale, è destinato alla galleria con la migliore presentazione all'interno della sezione Emergent; il Premio Rotary Club Milano Brera per l’Arte Contemporanea e Giovani Artisti, giunto alla sua dodicesima edizione e istituito nel 2009 come primo riconoscimento nel contesto di miart, prevede l’acquisizione di un’opera di un artista emergente o mid-career da donarsi al Museo del Novecento di Milano.

Si rinnova anche la partnership, per il nono anno consecutivo, con la Maison Ruinart, che presenterà per la prima volta in Italia, all'interno della VIP Lounge della fiera, una selezione delle opere dell'artista britannico David Shrigley appartenenti al progetto Unconventional Bubbles.

Le opere, nate durante un periodo di residenza presso la sede di Ruinart a Reims, offrono un’interpretazione unica della Maison ad opera dell’artista, attraverso il suo umorismo eccentrico e senza compromessi.

La VIP Lounge sarà inoltre valorizzata dagli arredi di Kartell, grazie alla confermata partnership con Elle Decor.

Una nuova collaborazione vedrà infine protagonista Mutina, che arricchirà lo speciale programma dedicato ai VIP con una visita guidata alla mostra Luigi Ghirri – Between the Lines, a cura di Sarah Cosulich, concepita per gli spazi di Casa Mutina Milano.

Per garantire la partecipazione in totale sicurezza di visitatori, espositori e organizzatori, il Gruppo Fiera Milano ha predisposto un Protocollo per il contenimento dell'epidemia di COVID-19, che illustra le modalità per l'organizzazione delle manifestazioni nel pieno rispetto delle norme e dei protocolli di tutela della salute emanati a livello nazionale.

Maggiori informazioni su: https://www.fieramilano.it/sicurinsieme/ 

 

 




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Il MACTE – Museo di Arte Contemporanea di Termoli  presenta LISETTA CARMI  Voci allegre nel buio Fotografie in Sardegna 1962-1976

70 fotografie realizzate da Lisetta Carmi tra il 1962 e il 1976 in Sardegna, insieme a materiali d’archivio inediti compongono, nel primo museo di arte contemporanea del Molise, un racconto capace di travalicare i confini geografici. 

Dal 15 settembre 2021 al 16 gennaio 2022 la mostra LISETTA CARMI. Voci allegre nel buio, a cura di Luigi Fassi e Giovanni Battista Martini, in collaborazione con l'Archivio Lisetta Carmi, porta al MACTE Museo di Arte Contemporanea di Termoli il lavoro di una delle fotografe italiane più importanti del Novecento: un progetto ambizioso, testimone di un sentire comune, e di un paesaggio naturale e antropologico condiviso tra Sardegna e Molise.

70 fotografie realizzate da Lisetta Carmi tra il 1962 e il 1976 in Sardegna, insieme a materiali d’archivio inediti compongono, nel primo museo di arte contemporanea del Molise, un racconto capace di travalicare i confini geografici.

“Grazie a questa mostra costruiamo un ponte metaforico tra Sardegna e Molise – sottolinea Caterina Riva, Direttrice del MACTE – reso possibile dalle straordinarie immagini realizzate da Lisetta Carmi e dall'attenta curatela di Luigi Fassi e Giovanni Battista Martini. Sono felice che un nuovo pubblico possa scoprire il lavoro di una figura centrale del Novecento italiano, e abbracciare con lo sguardo un paesaggio naturale, sociale e antropologico comune"

La mostra viene riconfigurata per gli spazi del MACTE ponendo l’accento su quei tratti in comune che caratterizzano il paesaggio del Sud Italia: scatti del paesaggio che si modifica con l’intervento umano, i corsi d’acqua, la pastorizia e la montagna si accompagnano a ritratti di vita sociale, di lavoro e di celebrazioni.

Due sale del MACTE ospitano una selezione di opere della collezione permanente del museo che articolano diverse interpretazioni di “paesaggio”, come nelle opere della Collezione del Premio Termoli di Elisa Montessori, Luca Patella, Bianca Santilli, Mario Schifano, Giulio Turcato e di Eugenio Carmi, fratello di Lisetta.

Lisetta Carmi (Genova, 1924) nasce da una famiglia borghese di origini ebraiche e sarà per questo costretta all'esilio in Svizzera in tenera età. Dopo un lungo periodo dedicato alla musica e al pianoforte, Carmi abbandona la carriera di pianista per dedicarsi alla fotografia come mezzo di impegno politico e di personale ricerca interiore. Autodidatta, impara le basi del mestiere lavorando per tre anni come fotografa di scena al teatro Duse, nella sua città, quindi compie una serie di reportage, come quello sui lavoratori del porto di Genova. Il suo impegno nella fotografia prosegue compiendo numerosi viaggi in Israele tra il 1958 e il 1967, quindi in America Latina nel 1969, per spostarsi poi in Oriente, visitando l'Afghanistan, il Pakistan, l'India e il Nepal. Tra il 1962 e il 1974 si reca con frequenza in Sardegna, documentando con i suoi scatti la vita sociale dell'isola, in particolar modo in Barbagia.

Nel 1972 è pubblicato il volume I travestiti, che provoca un certo scandalo. In uno dei viaggi in Oriente conosce Babaji, un incontro che segna una svolta radicale nella sua vita e la porta nel 1979 a fondare l'ashram Bhole Baba a Cisternino in Puglia, dove si dedica alla pratica e alla divulgazione degli insegnamenti del suo maestro.

Presso il museo sarà possibile acquistare il catalogo della mostra edito da Marsilio.

 



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Fondazione Adolfo Pini presenta Elisabetta Benassi Lady and Gentlemen

L’opera di Elisabetta Benassi percorre uno spazio difficile, quello del nostro presente.

Dal 14 settembre 2021 la Fondazione Adolfo Pini presenta la mostra personale di Elisabetta Benassi, Lady and Gentlemen, a cura di Gabi Scardi.

Con riferimenti alla tradizione culturale, politica ed artistica del 900, ai temi controversi della contemporaneità, l’opera di Elisabetta Benassi percorre uno spazio difficile, quello del nostro presente. Sullo sfondo dei suoi lavori appare sempre una domanda sulla condizione e l’identità attuali, sui loro rapporti con il passato storico e una spinta a riconsiderarlo, guardandolo in controluce.

Il nuovo progetto, appositamente ideato per la dimora che fu in origine di Renzo Bongiovanni Radice e poi di Adolfo Pini, è incentrato sulla figura del gallerista torinese Luciano Anselmino, figura oggi dimenticata, animatore dell’ambiente artistico tra Roma e Milano negli anni Sessanta e Settanta: gli stessi anni in cui il palazzo milanese di Corso Garibaldi passava da Renzo Bongiovanni Radice, pittore schivo e riservatissimo, dedito per tutta la sua vita alla pittura con sguardo personale e introspettivo, al nipote Adolfo Pini, bon vivant, responsabile del lascito testamentario grazie al quale la Fondazione Adolfo Pini tuttora esiste. In quegli anni l’Italia vive un fermento culturale internazionale nel quale l’impetuosa attività di Anselmino, amico e sodale di grandi artisti del suo tempo, da Man Ray ad Andy Warhol, si inserisce perfettamente.

Elisabetta Benassi, con stile asciutto, fa riferimento alla figura di Anselmino, agli straordinari incontri artistici da lui innescati nel brevissimo arco della sua attività, alla sua morte prematura.

Elisabetta Benassi (Roma, 1966) è attiva sulla scena internazionale a partire dagli anni 2000. È la vincitrice della terza edizione del premio Italian Council nel 2018. Inoltre ha partecipato alla Biennale di Venezia tre volte, nel 2015 Personne et les Autres, Padiglione Belgio, a cura di Katerina Gregos, nel 2013 Viceversa, Padiglione Italia, a cura di Bartolomeo Pietromarchi e nel 2011 ILLUMInazioni | ILLUMInations, a cura di Bice Curiger. Ha esposto le sue opere in numerosi musei e istituzioni, sia in Italia sia all’estero, tra le mostre personali più recenti si ricordano: Empire, Museo Nazionale Romano, Crypta Balbi, Roma, Italia (2021); The Sovereign Individual, Galerie Jousse Entreprise, Parigi (2018); It Starts With The Firing, Collezione Maramotti, Reggio Emilia (2017); Voglio fare subito una mostra, Fondazione Merz, Torino (2013); Smog a Los Angeles, CRAC Alsace, Altkirch (2013). Alcune delle sue mostre collettive includono: CONGOVILLE a cura di Sandrine Colard, Middelheim Museum, Antwerp, Belgio (2021); Untitled, Peter Freeman, Inc. Gallery, New York (2019); ITALIANA. L’Italia vista dalla moda 1971-2001, a cura di Maria Luisa Frisa and Stefano Tonchi, Palazzo Reale, Milano (2018); Après, a cura di Erique Baudelair e Marcella Lista, Galerie 3, Centre George Pompidou, Parigi (2017)

Informazioni

Fondazione Adolfo Pini

Corso Garibaldi 2, Milano

T. +39 02 874502 www.fondazionepini.net 

 

 




cera dapi stefano 

Opera Honey Box Panel #1420 di Stefano Cescon (2020), vincitore dell'VIII Premio Cramum
   Copyright © 2021 Cramum Art & Ama Nutri Cresci, All rights reserved. 

 

 

STEFANO CESCON vince l'ottava edizione del premio Cramum per l'arte in Italia con le sue opere in cera d'api e paraffina

"Stefano Cescon ha vinto per la sua capacità riconosciuta di unire un acuto approccio al colore con una tecnica innovativa che nutre una profonda riflessione sull'ambivalenza natura e modernità che permea il nostro vivere contemporaneo". 

Proclamato il 7 settembre 2021 a Villa Mirabello di Milano in occasione dell'apertura della mostra internazionale "(LA) NATURA (E') MORTA?"  STEFANO CESCON quale vincitore della ottava edizione del Premio Cramum per l'arte in Italia. Secondo e terzo classificato sono risultate essere rispettivamente: Elisa Alberti e Miriam Montani.

Le opere saranno esposte fino a domenica 12 settembre.

Il 7 settembre 2021 a Villa Mirabello di Milano in occasione dell'apertura della mostra internazionale "(LA) NATURA (E') MORTA?" Stefano Cescon è stato proclamato il vincitore della ottava edizione del Premio Cramum per l'arte in Italia. Secondo e terzo classificato sono risultati essere rispettivamente: Elisa Alberti e Miriam Montani.

Il direttore del Premio Sabino Maria Frassà commenta così la vittoria: "Stefano Cescon ha vinto per la sua capacità riconosciuta di unire un acuto approccio al colore con una tecnica innovativa che nutre una profonda riflessione sull'ambivalenza natura e modernità che permea il nostro vivere contemporaneo".

Nato a Pordenone nel 1989, Stefano Cescon. Dopo aver conseguito il diploma con lode in Decorazione presso l’Accademia di Venezia concentra la sua ricerca artistica introno a un percorso atto a scoprire le potenzialità espressive della cera d’api.

L'artista spiega così l'opera che gli è valsa il titolo di vincitore dell'ottavo premio Cramum: "La serie Honey Boxes nasce dall’esigenza di proporre un modo per far dialogare la pratica quotidiana della pittura e l’esperienza estetica virtuale che ogni giorno ognuno di noi sperimenta all’interno delle vetrine social. Nella mia ricerca utilizzo paraffina (miscela artificiale derivata dal petrolio) cera d’api e pigmenti. L’equilibrio tra aspetti antitetici, naturale e artificiale, umano e meta-umano, diventa quindi la mia personale strada per un dialogo virtuoso tra le parti, non solo nell'arte"

La vittoria dà all'artista accesso a un percorso di mostre e pubblicazioni che si concluderà dopo due anni con la personale al Museo Francesco Messina di Milano. Al vincitore anche il cubo, simbolo del premio, quest'anno realizzato dalla Marini Marmi in Nuvolato di Gré e il pregiato vino moscato della Cantina Giacinto Gallina.

Gli altri finalisti del premio erano: Elisa Alberti, Maurizio Cariati, Matteo Di Ciommo, Jingge Dong, Clarissa Falco, Stefano Ferrari, Maxim Frank, Miriam Montani, il duo Andrea Sbra Perego & Federica Patera, Federica Zianni.  

La commissione che ha decretato il vincitore era composta dai 12 artisti di fama internazionale in mostra e fuori concorso: il duo Bloom&me (Carolina Trabattoni e Valeria Vaselli), Ludovico Bomben, Letizia Cariello, Gianluca Capozzi, Michele De Lucchi, David LaChapelle, Alberto Emiliano Durante, Ingar Krauss, Fulvio Morella, Paola Pezzi, Elena Salmistraro, Carla Tolomeo.

Oltre agli artisti ha votato il prestigioso comitato scientifico composto da noti galleristi, giornalisti, collezionisti e intellettuali: Valentina Ardia, Loredana Barillaro, Giulia Biafore, Paolo Bonacina, Ettore Buganza, Cristiana Campanini, Valeria Cerabolini, Jacqueline Ceresoli, Carolina Conforti, Stefano Contini, Camilla Delpero, Riccardo Fausone, Chiara Ferella Falda, Raffaella Ferrari, Antonio Frassà, Maria Fratelli, Giovanni Gazzaneo, Rosella Ghezzi, Pier Luigi Gibelli, Giulia Guzzini, Giuseppe Iannaccone, Alice Ioffrida, Gian Luigi Lenti, Angela Madesani, Achille Mauri, Fiorella Minervino, Fabio Muggia,  Annapaola Negri-Clementi, Antonella Palladino, Rischa Paterlini, Francesca Pini, Giovanni Pelloso, Ilenia e Bruno Paneghini,  Alessandra Quattordio, Fulvia Ramogida, Iolanda Ratti,  Alessandro Remia, Elisabetta Roncati, Livia Savorelli, Massimiliano Tonelli, Patrizia Varone, Nicla Vassallo, Giorgio Zanchetti, Emanuela Zanon. 

Il premio e la mostra sono resi possibili dalla collaborazione con Fondazione Mirabello Onlus, Istituto Confucio dell’Università degli Studi di Milano, Associazione Marmisti della Regione Lombardia, Marini Marmi Srl, Studio Museo Francesco Messina, The Art Talk e Ama Nutri Cresci.

CRAMUM è un progetto non profit che dal 2012 sostiene le eccellenze artistiche in Italia e nel Mondo. Il nome è stato scelto proprio perché significa “crema” la parte migliore (del latte) in latino, lingua da cui deriva l’italiano e su cui si è plasmata la nostra cultura. Cramum promuove attivamente mostre e progetti culturali volti a valorizzare Maestri dell’arte contemporanea non ancora noti al grande pubblico, sebbene affermati nel mondo dell’arte. Dal 2013 promuove l'omonimo premio vinto negli anni da: Daniele Salvalai, Paolo Peroni, Francesca Piovesan, Matteo Fato, Giulia Manfredi, Andreas Senoner, Ludovico Bomben. Dal 2014, sotto la direzione artistica di Sabino Maria Frassà, Cramum intraprende con successo un piano di sviluppo di progetti di Corporate Social Responsibility in ambito artistico, ottenendo numerosi riconoscimenti tra cui la Medaglia del Presidente della Repubblica. 

 

 




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 Technology, 2020, scultura tessile in turchese e blu di prussia con cavi elettrici, tecnica mista conwrapping

 

 

CASCINA I.D.E.A. presenta TECHNOLOGY (World – Nature) Thomas De Falco

La ricerca e la produzione artistica di Thomas De Falco si incentrano sulla realizzazione di arazzi ispirati all'antica arte della tessitura a telaio verticale. 

Immersa nelle campagne del novarese, dal 2 ottobre al 28 novembre 2021, CASCINA I.D.E.A. – il complesso rurale trasformato da Nicoletta Rusconi Art Projects in luogo dedicato all’arte e alla sperimentazione – presenta TECHNOLOGY (World – Nature), mostra personale di Thomas De Falco (1982).

Nata durante la residenza dell’artista negli spazi della cascina trascorsa nel periodo di giugno e luglio 2021, la mostra esplora la relazione tra la tecnologia, la natura e il mondo analizzando il constante cambiamento e la contaminazione della tecnologia sul nostro modo di vivere ed è accompagnata da un testo critico di Emanuele Coccia, filosofo e maître de conférences, École des Hautes Études en Sciences Sociales (EHESS, Parigi).

La trasformazione in atto obbliga ogni essere umano a riflettere sul fenomeno della pervasività e dell’uso di strumenti tecnologici. Miliardi di persone oggi sono dotate di smartphone usati come protesi. Non c’è più distinzione tra tecnologia e corpo umano. Il lavoro di De Falco evidenza la dipendenza e l’evoluzione legata alla tecnologia, sottolineando il legame tra natura, tecnologia e casa nel mondo.

La ricerca e la produzione artistica di Thomas De Falco si incentrano sulla realizzazione di arazzi ispirati all'antica arte della tessitura a telaio verticale. C'è qualcosa di magico nella capacità di cucire dell'artista, una sorta di ballata ancestrale tramandata negli anni; proprio nei materiali, come lana, cotone, lino, seta, canapa o ferro, si trasmette una sensazione di purezza al tatto e alla vista. De Falco lavora manualmente con la tecnica del wrapping, un’incessante moltiplicazione di nodi in fitti arazzi. Questa tecnica si basa sull'uso di cardi di lana che l'artista combina manualmente: a seconda di come viene avvolta, la lana può essere distribuita in modo tale da variare lo spessore e la forma dell'involucro scultoreo, ritenendolo l'elemento più caratteristico e personale dell'artista.

Ispirato dalla natura e dai sentimenti e dalle emozioni umane in relazione con i cambiamenti dettati dalla tecnologia, per la mostra presso CASCINA I.D.E.A. Thomas De Falco ha realizzato nuove sculture tessili, con fibra e cavi elettrici, arazzi ed elementi scultorei in cemento, inserendo in queste nuove produzioni elementi naturali del luogo, come ossa, rami d’albero e insetti.

Negli spazi di CASCINA I.D.E.A è possibile vedere i lavori di Marco Andrea Magni – accompagnati da un testo critico di Marco Tagliafierro – grazie alla collaborazione con Loom Gallery oltre a Bite&Go, la vetrina pop-up in cui sono esposte fisicamente le opere di ARTbite, il profilo Instagram lanciato da Nicoletta Rusconi Art Projects da oltre un anno e mezzo che dà la possibilità di conoscere e acquistare opere d’arte realizzate da grandi maestri o giovani emergenti, in modo semplice, immediato, a prezzi contenuti e che di solito vediamo pubblicate esclusivamente online.

Espressione dell’anima della sua ideatrice Nicoletta Rusconi, collezionista e mecenate il cui percorso nel sistema dell’arte è in continua evoluzione, Cascina I.D.E.A. è sostenuta da un’associazione composta da critici, collezionisti, studiosi, che la affiancano nella gestione di molti progetti come I.D.E.A. Salento, la seconda edizione pugliese di Cascina I.D.E.A., che grazie alla collaborazione di Davide Meretti – collezionista e patron di Cascina I.D.E.A. – ha preso forma Sotto Verde Manto, la mostra personale del duo artistico Genuardi/Ruta negli splendidi spazi di Masseria Canali e che resterà visibile fino al 7 novembre 2021.

 

 




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PISTOIA MUSEI presenta Fotografia come pretesto

Pistoia Musei propone Fotografia come pretesto, un ciclo di incontri dedicato al mondo della fotografia che coinvolge critici, scrittori, giornalisti e artisti.

In occasione degli ultimi mesi di apertura della grande mostra antologica Aurelio Amendola | Un’antologia dedicata a uno dei più grandi autori del nostro tempo, dal 10 settembre al 5 novembre 2021, Pistoia Musei propone Fotografia come pretesto, un ciclo di incontri dedicato al mondo della fotografia che coinvolge critici, scrittori, giornalisti e artisti.

Il viaggio prende il via dal lavoro e dalle fotografie di Aurelio Amendola, immagini che hanno una forza antica e allo stesso tempo trasmettono pura grazia, capaci di farci riflettere sulla relazione tra immagine e Arte, in un dialogo aperto tra passato, presente e futuro del nostro patrimonio culturale.

Il ciclo vede protagonisti oltre ad Aurelio Amendola, l’artista Roberto Barni, lo storico dell’arte Marco Bazzini, Massimo Bray Direttore Generale dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani, Francesca Cappelletti Direttrice della Galleria Borghese di Roma, l’artista e giornalista Gianluigi Colin cover editor de “La Lettura” del Corriere della Sera, il critico Bruno Corà Presidente della Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri - Città di Castello, lo storico dell’arte Tomaso Montanari Rettore dell’Università per Stranieri di Siena, lo storico della fotografica Walter Guadagnini Direttore di CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia di Torino, e l’artista Emilio Isgrò.

Ogni incontro è presentato da Monica Preti Direttrice di Pistoia Musei.

La mostra AURELIO AMENDOLA | Un’antologia. Michelangelo, Burri, Warhol e gli altri, è un omaggio da parte di Pistoia Musei alla carriera di un autore di grande intensità, capace di trasformare elementi naturali in metafore di sensualità e carnalità, saldamente ancorato al contesto culturale toscano e alla sua Pistoia in particolare; resta visibile a Palazzo Buontalenti fino al prossimo 7 novembre 2021.


PROGRAMMA

venerdì 10 settembre dalle ore 19.00

MASSIMO BRAY

Direttore Generale dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani

Aurelio Amendola e Treccani. Dall’editoria di pregio al catalogo di mostra

Un racconto del percorso di Aurelio Amendola con Treccani, dalle campagne fotografiche per i volumi di pregio pubblicati dall’Istituto, in parte confluite nella mostra di Pistoia Musei, alla realizzazione del catalogo-monografia che ha dato a Treccani l’opportunità di riarticolare i contenuti della mostra, insieme ai curatori, per raccontare la carriera del Maestro.

venerdì 17 settembre dalle ore 19.00

BRUNO CORÀ

Critico d’arte, Presidente Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri, Città di Castello

Dall’immagine fotografica ai mutamenti dell’arte

Riflessioni, fotografie e opere d’arte del XX e XXI secolo per mostrare i mutamenti avvenuti nell’ambito artistico e più ampiamente in quello cognitivo del pensiero, fino ad alcune espressioni dell’attualità che inducono a meditare sugli sviluppi della cultura in una fase storica come l’attuale.

giovedì 23 settembre dalle ore 19.00

TOMASO MONTANARI

Storico dell’arte, Rettore dell’Università per Stranieri di Siena

Quale sguardo sul patrimonio culturale?

Le fotografie di Aurelio Amendola ci ricordano che nessuno sguardo è neutrale: quale potrebbe essere lo sguardo collettivo con cui tornare a ‘vedere’ il nostro comune patrimonio culturale?

venerdì 1° ottobre dalle ore 19.00

FRANCESCA CAPPELLETTI

Direttrice Galleria Borghese, Roma

Immagini del passato, idee per il futuro: La Galleria Borghese

Il museo per sua stessa natura ci costringe a interrogarci sul concetto di Tempo: il tempo dell’opera, il tempo della collezione, il tempo nostro con le sue domande specifiche e pressanti, il tempo del progetto. In questa conversazione cercheremo di capire come nella Galleria Borghese si possa pensare a un tempo futuro per le opere ma anche per il concetto di museo e per quello di storia dell’arte.

venerdì 15 ottobre dalle ore 19.00

WALTER GUADAGNINI

Storico della fotografica, Direttore di CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia, Torino

Fotografare la Pop art. Da Ugo Mulas a Aurelio Amendola

Andy Warhol è stato l'ultimo vero artista popolare nel senso autentico del termine, sulla scia di figure come quelle di Picasso e Dalì, che hanno saputo sfruttare l’effetto moltiplicatore dell'immagine garantito dalla fotografia. Nel ritrarre l’autore delle Marilyn e delle Campbell Soup, Mulas e Amendola evidenziano le differenze del loro approccio alla fotografia e al ritratto d’artista.

venerdì 22 ottobre dalle ore 19.00

GIANLUIGI COLIN Artista, Cover editor de “La Lettura”

EMILIO ISGRÒ Artista

Fotografare l’arte. L’arte della fotografia

Il tema dell’incontro tocca il rapporto tra fotografia e rappresentazione dell’universo artistico, e il ritratto dell’artista come indagine di un mondo interiore. Il corpo dell’artista come metafora dell’Essere. Ma è davvero così?

venerdì 5 novembre dalle ore 19.00

AURELIO AMENDOLA Fotografo

ROBERTO BARNI Artista

MARCO BAZZINI Storico dell’arte

Due parole sulla scultura e tre sulla fotografia. Conversazione tra Aurelio Amendola, Roberto Barni e Marco Bazzini

Fotografia e scultura hanno avuto da sempre destini incrociati, proprio come i percorsi personali dei tre amici – un fotografo, uno scultore e uno storico dell’arte – che tra ipotesi, teorie e ricordi si ritrovano in pubblico per parlarne insieme.

 

INFO

Tutti gli incontri si tengono a Pistoia, Palazzo de’ Rossi, dalle ore 19.00

Ingresso gratuito, prenotazione obbligatoria

www.pistoiamusei.it – 0573 974267