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art week

 San Costanzo (PU), Marche. Ph. Wilson Santinelli 

 

UNA BOCCATA D'ARTE: 20 artisti 20 borghi 20 regioni

 

Il progetto d’arte contemporanea che promuove installazioni, mostre e performance di 20 artisti in 20 borghi, uno per ogni regione, valorizzando l’incontro tra arte e patrimonio storico, artistico e paesaggistico.

Al via in tutta Italia dal 25 giugno al 18 settembre 2022 la terza edizione di Una Boccata d’Arte, il progetto d’arte contemporanea di Fondazione Elpis realizzato in collaborazione con Galleria Continua e la partecipazione di Threes Productions, che promuove installazioni, mostre e performance di 20 artisti in 20 borghi, uno per ogni regione, valorizzando l’incontro tra arte e patrimonio storico, artistico e paesaggistico.

Per tutta l’estate, da nord a sud, dalla Valle d’Aosta alla Sardegna, la terza edizione di Una Boccata d’Arte presenta gli interventi di 20 artiste e artisti di differenti età, culture e provenienze geografiche: Antonio Della Guardia a Morgex (AO) in Valle d’Aosta; Natália Trejbalová a Neive (CN) in Piemonte; Alice Ronchi a Montemarcello (SP) in Liguria; Alina Kleytman a Cigognola (PV) in Lombardia; Giulia Mangoni a San Lorenzo Dorsino (TN) in Trentino-Alto Adige; Lucia Cantò a Malamocco (VE) in Veneto; Riccardo Benassi a Pesariis (UD) in Friuli-Venezia Giulia; Diana Policarpo a Montegridolfo (RN) in Emilia-Romagna; Serhiy Horobets a Sorano (GR) in Toscana; Luis López-Chávez a Panicale (PG) in Umbria; Eva Marisaldi a San Costanzo (PU) nelle Marche; Dessislava Madanska a Fumone (FR) nel Lazio; Victor Fotso Nyie a Rocca San Giovanni (CH) in Abruzzo; Tommaso Spazzini Villa a Castropignano (CB) in Molise; Fabrizio Bellomo ad Albori (SA) in Campania; Simone Bacco a Spinazzola (BT) in Puglia; Hanne Lippard a Grottole (MT) in Basilicata; Anna Zvyagintseva a San Donato di Ninea (CS) in Calabria; Isaac Chong Wai a Castiglione di Sicilia (CT) in Sicilia; Ludovica Carbotta ad Aggius (SS) in Sardegna.

Progetto corale e originale, nato nel 2020 in piena pandemia, Una Boccata d’Arte si configura come uno speciale itinerario culturale che invita il pubblico a scoprire ogni anno 20 nuovi borghi italiani, ricchi di tradizioni secolari e bellezze paesaggistiche. Grazie alla loro dimensione raccolta, i borghi diventano il luogo privilegiato per dar vita a un incontro autentico e ravvicinato con l’arte contemporanea, reso unico dal sorprendente dialogo che si genera fra territorio, opere d’arte, abitanti e visitatori. Le installazioni realizzate contribuiscono alla crescita del turismo rivolto alle aree interne, lontane dai principali flussi turistici e dai circuiti dell’arte, e invitano a riscoprire, con uno sguardo nuovo, storie e angoli di bellezza in tutta Italia.

“Una Boccata d’Arte è un progetto diffuso, di respiro nazionale e di partecipazione collettiva alla bellezza e alla cultura che, dalla sua nascita in piena pandemia, ha saputo progressivamente consolidare la propria vocazione iniziale di incoraggiamento alle comunità locali e al mondo dell'arte, fino a riunire oggi una vera e propria rete di artisti, curatori, associazioni e realtà locali che si ingrandisce anno dopo anno” spiega Marina Nissim, Presidente di Fondazione Elpis. “Un dialogo che dall’Italia apre sempre più lo sguardo anche all'attuale situazione internazionale, con il coinvolgimento di numerosi artisti stranieri per questa terza edizione in avvio”.

Racconta Maurizio Rigillo, Direttore di Galleria Continua: "I borghi e gli artisti costituiscono il nucleo centrale del progetto, che deriva da un’attenta osservazione della storia e del paesaggio dei primi e della ricerca e del lavoro dei secondi. Il tempo di un sopralluogo, una breve residenza degli artisti per la prima volta nei borghi si sviluppa in un proficuo dialogo, dando vita a interventi e progetti artistici fortemente legati al territorio che li ospita. E proprio i valori dell’incontro e del dialogo ci hanno in particolare portato a ricercare e coinvolgere tre artisti ucraini, che per diversità di esperienze personali e di linguaggio, hanno arricchito con i loro progetti e la loro testimonianza, la terza edizione di Una Boccata d’Arte".

Selezionati per il loro talento e la loro ricerca tra voci emergenti e nomi più affermati, gli artisti sono stati invitati a progettare 20 interventi site-specific ispirati alla storia e all’identità dei borghi. Dopo un breve periodo di residenza, affiancati in ogni fase progettuale da un coordinatore locale, hanno dato vita a venti progetti che abbracciano le diverse forme d’arte, dalla pittura alla scultura fino alla fotografia, al video, al suono e alla performance, frutto del dialogo e dell’incontro con la comunità, le maestranze e gli artigiani locali.

Partendo dal Nord Italia, nel borgo di Morgex in Valle d’Aosta l’installazione “Ai camminatori di storie” di Antonio Della Guardia è composta da sette bastoni da passeggio che si rifanno alla tradizione locale di intaglio del legno e invitano chi li utilizza a intraprendere comportamenti performativi; a Neive in Piemonte “Pic nic sul ciglio della strada” di Natália Trejbalová è un’installazione che intreccia la fantascienza con la ricchezza del sottosuolo e la biodiversità del territorio, creando un parallelismo tra alieni e funghi; con “Endless Shine of Human Violence” Alina Kleytman porta a Cigognola in Lombardia alcune macerie e oggetti di uso quotidiano raccolti in Ucraina dopo i bombardamenti, rivisitati in un’installazione che attiva un dialogo con il Monumento ai caduti delle due Guerre Mondiali; con “Caro Montemarcello” Alice Ronchi ha coinvolto gli abitanti di Montemarcello in Liguria nel racconto del senso di comunità e amore che pervade il borgo, attraverso una performance partecipativa e una scritta in acciaio posizionata sul portale delle mura difensive; nel borgo di San Lorenzo Dorsino in Trentino-Alto Adige “Il Salmerino Viandante” di Giulia Mangoni è un percorso diffuso composto da dieci sculture in bronzo e un dipinto dedicati al Salmerino, pesce simbolo del territorio alpino, aprendo una riflessione sul cambiamento climatico e la preservazione della biodiversità; a Malamocco in Veneto “Restrizione emotiva” di Lucia Cantò è un’installazione diffusa composta da dodici sculture, ognuna delle quali raccoglie una frase pronunciata dagli abitanti del borgo; “Così per dire” di Riccardo Benassi a Pesariis in Friuli Venezia Giulia è una performance incorporea composta da un monologo proiettato sulla facciata di una scuola abbandonata attraverso un laser bianco che si sincronizza quotidianamente come un orologio - simbolo del borgo - ai cicli di luce diurna della valle.

Proseguendo in centro Italia, a Montegridolfo in Emilia Romagna “Hyperbolic Dreams” di Diana Policarpo è un invito a compiere passeggiate botaniche in compagnia di una guida turistica locale e l’ausilio di tracce sonore progettate per la meditazione, insieme a una scultura che accoglie il visitatore all’ingresso del borgo; “Il dolce dolore” di Serhiy Horobets a Sorano in Toscana è una mostra diffusa di fotografia e scultura nella quale è protagonista un busto femminile deformato, metafora delle ferite del tempo, della globalizzazione, della guerra; a Panicale in Umbria “Nadine in Panicale” di Luis López-Chávez è un progetto di quattro dipinti che portano in questo contesto una sintesi dell’architettura e la società di Cuba e due video basati sulle esperienze e le amicizie sorte all’interno del borgo durante la sua residenza; “Per vari motivi” di Eva Marisaldi è un intervento diffuso nel borgo di San Costanzo nelle Marche, dove luoghi simbolici come il teatro e il forno comunale ospitano installazioni video, sonore e luminose in un percorso tracciato a terra con disegni a gessetto; a Fumone nel Lazio “INTANGIBLE” di Dessislava Madanska è un’esperienza percettiva che racconta il borgo attraverso tre sculture viventi ispirate alla nebbia, al campanile e alla cava di calcare locale; con l’installazione “Il pomeriggio della vita” Tommaso Spazzini Villa ridona nuova vita al Castello d’Evoli di Castropignano in Molise, permeando i suoi spazi con disegni, suoni e luci; “Tesori e Meraviglie” di Victor Fotso Nyie a Rocca San Giovanni in Abruzzo è un intervento diffuso di sculture e installazioni in ceramica che nascono dal passato medievale del borgo e dal ritrovamento di un carapace sulle sue spiagge.

Nel Sud Italia e nelle isole, ad Albori in Campania l’opera “Albori è destinata a scomparire?” di Fabrizio Bellomo fa riaffiorare memorie e storie del borgo grazie a un intervento corale che coinvolge gli abitanti e gli artigiani della ceramica; “Maratona” di Simone Bacco a Spinazzola in Puglia è una performance collettiva, una vera e propria competizione agonistica, aperta a residenti e visitatori caratterizzata dall’impossibilità di vincere (il perimetro del borgo è di soli 700 metri); a Grottole in Basilicata “Ruin” di Hanne Lippard è un’installazione sonora site-specific in dialogo con la Chiesa Diruta, monumento-rovina caratterizzato da una cupola ellittica che unisce il cielo alla terra; “To the rocks that hold roofs and to the plants that grow through stones” di Anna Zvyagintseva a San Donato di Ninea in Calabria è una grande bandiera stampata a mano dall’artista e cucita sulla spontaneità della natura e dell’architettura sandonatese, un omaggio alla resistenza privo di significati politici; nel borgo di Castiglione di Sicilia in Sicilia “Post-Mythical Accidents” di Isaac Chong Wai è una mostra diffusa di cinque installazioni che intrecciano realtà, mito, religione e magia; “Paphos” di Ludovica Carbotta ad Aggius in Sardegna è una installazione architettonica di natura partecipativa, assemblata con materiali naturali e artificiali come legno, sughero, lana e materiali di recupero, soggetta a una progressiva evoluzione nel tempo.

Una Boccata d’Arte si riconferma un’esperienza espositiva unica che porta il pubblico a intraprendere un viaggio straordinario alla scoperta dell’arte contemporanea e del patrimonio più autentico del nostro Paese, un vero e proprio museo a cielo aperto che anno dopo anno offre una inedita esperienza culturale rivolta a tutti, non solo agli addetti ai lavori ma soprattutto a turisti, curiosi e appassionati.

Le inaugurazioni della terza edizione di Una Boccata d’Arte

Valle d’Aosta, Morgex (AO)

Antonio Della Guardia – Ai camminatori di storie

Inaugurazione: sabato 25 giugno ore 11.00, Place de l'Archet, Morgex

Piemonte, Neive (CN)

Natália Trejbalová – Pic nic sul ciglio della strada

Inaugurazione: sabato 25 giugno ore 18.00, Piazza Negro, Neive

Liguria, Montemarcello, frazione di Ameglia (SP)

Alice Ronchi – Caro Montemarcello

Inaugurazione: sabato 25 giugno ore 18.30, Piazza XIII Dicembre, Montemarcello

Lombardia, Cigognola (PV)

Alina Kleytman – Endless Shine of Human Violence

Inaugurazione: domenica 26 giugno ore 18.00, Belvedere di Cigognola, Cigognola

Trentino-Alto Adige, San Lorenzo Dorsino (TN)

Giulia Mangoni – Il Salmerino Viandante

Inaugurazione: sabato 25 giugno ore 17.00, Piazza delle Sette Ville 4, San Lorenzo Dorsino

Veneto, Malamocco, frazione di Venezia (VE)

Lucia Cantò – Restrizione emotiva

Inaugurazione: sabato 25 giugno ore 19.30, Patronato di Malamocco, Rio Terà 36, Lido

Friuli-Venezia Giulia, Pesariis, frazione di Prato Carnico (UD)

Riccardo Benassi – Così per dire

Inaugurazione: sabato 25 giugno ore 20.00, Bar Ristorante da Sardo, via Pesariis 123, Prato Carnico

Emilia-Romagna, Montegridolfo (RN)

Diana Policarpo - Hyperbolic Dreams

Inaugurazione: sabato 25 giugno ore 16.30, Via Roma 2, Montegridolfo

Toscana, Sorano (GR)

Serhiy Horobets - Il dolce dolore

Inaugurazione: sabato 25 giugno ore 18.00, Piazza Cairoli all’interno della Fortezza Orsini, via Giuditta Finetti, Sorano

Umbria, Panicale (PG)

Luis López-Chávez - Nadine in Panicale

Inaugurazione: sabato 25 giugno ore 18.00, L'Arca di Pan, viale Regina Margherita 11, Panicale

Marche, San Costanzo (PU)

Eva Marisaldi – Per vari motivi

Inaugurazione: sabato 25 giugno ore 18.00, Piazza San Pio da Pietrelcina, San Costanzo

Lazio, Fumone (FR)

Dessislava Madanska – INTANGIBLE

Inaugurazione: sabato 25 giugno ore 12.00, Collegiata di Maria SS. Annunziata, Fumone

Abruzzo, Rocca San Giovanni (CH)

Victor Fotso Nyie – Tesori e meraviglie

Inaugurazione: domenica 26 giugno ore 10.00, Piazza degli Eroi, Rocca San Giovanni

Molise, Castropignano (CB)

Tommaso Spazzini Villa – Il pomeriggio della vita

Inaugurazione: sabato 25 giugno ore 18.30, Castello d'Evoli, Castropignano

Campania, Albori, frazione di Vietri sul Mare (SA)

Fabrizio Bellomo – Albori è destinata a scomparire?

Inaugurazione: domenica 26 giugno ore 19.00, Via Capo di muro 31, Albori

Puglia, Spinazzola (BT)

Simone Bacco – Maratona

Inaugurazione: sabato 25 giugno ore 18.00, Angolo tra Via Primo Maggio e Largo Pignatelli, fronte rovine del Castello, Spinazzola

Basilicata, Grottole (MT)

Hanne Lippard - Ruin

Inaugurazione: domenica 26 giugno ore 18.30, Chiesa Diruta - ingresso da Via Giuseppe Garibaldi, Grottole

Calabria, San Donato di Ninea (CS)

Anna Zvyagintseva – To the rocks that hold roofs and to the plants that grow through stones

Inaugurazione: sabato 25 giugno ore 18.00, Piazzale Motta, San Donato di Ninea

Sicilia, Castiglione di Sicilia (CT)

Isaac Chong Wai – Post-Mythical Accidents

Inaugurazione: domenica 26 giugno ore 18.00, Castello di Lauria, Via Edoardo Pantano, Castiglione di Sicilia

Sardegna, Aggius (SS)

Ludovica Carbotta - Paphos

Inaugurazione: domenica 26 giugno ore 18.00, Parco Alvinu, Piazza Alvinu, Aggius

GRJB Gabriella Rhodeen & Jesse Bonnell, Flag Semaphores 2020-21, Pietragalla (PZ), Basilicata. Una Boccata d’Arte 2021. Foto Giovanni Lancellotti.

Fondazione Elpis

Costituita nel 2020 da Marina Nissim, imprenditrice e collezionista d’arte contemporanea, ha tra le sue finalità la tutela, la valorizzazione e la promozione delle forme espressive delle arti e della creatività contemporanee. Attraverso la realizzazione di progetti - fra cui in particolare Una Boccata d’Arte - mostre, residenze e incontri, la sua azione si concentra in particolare sul sostegno di artisti giovani ed emergenti, provenienti da Paesi e culture differenti, il cui talento meriti opportunità di visibilità e supporto.

La nuova sede espositiva, in via di ristrutturazione, aprirà al pubblico a Milano nell’autunno 2022.

www.fondazioneelpis.it

Galleria Continua

Galleria d’arte contemporanea fondata nel 1990 da Mario Cristiani, Lorenzo Fiaschi e Maurizio Rigillo, ad oggi conta sette sedi in tutto il mondo: nel 1990 apre a San Gimignano, piccolo borgo toscano; nel 2004 a Pechino, nel distretto 798; nel 2007 a Les Moulins, nella campagna parigina; nel 2015 a La Habana, Cuba; nel 2020 a Roma, all’interno del The St. Regis Rome, e a São Paulo, in Brasile, nel complesso sportivo di Pacaembu. Nel gennaio 2021 ha inaugurato un nuovo spazio espositivo a Parigi, nel quartiere Le Marais. Nel novembre 2021 ha aperto uno spazio espositivo temporaneo a Dubai all’interno del Burj Al Arab, Jumeirah.

www.galleriacontinua.com

Threes Productions

Team curatoriale e agenzia creativa con base a Milano, concentra la propria pratica su progetti che intersecano suono, arte e paesaggio. Per la terza edizione di Una Boccata d'Arte, Threes cura gli interventi di Riccardo Benassi in Friuli Venezia Giulia, Eva Marisaldi nelle Marche e Hanne Lippard in Basilicata.

www.threesproductions.com

Informazioni

Una Boccata d’Arte - III edizione

20 artisti, 20 borghi, 20 regioni

25.06 – 18.09.2022

Inaugurazioni: 25 e 26 giugno 2022

Un progetto di Fondazione Elpis, in collaborazione con Galleria Continua,

con la partecipazione di Threes Productions.

www.unaboccatadarte.it

Per informazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Social

IG: @unaboccatadarte | FB: Una Boccata d’Arte | #unaboccatadarte

Artisti della terza edizione

Simone Bacco (1995, Roma, Italia), Fabrizio Bellomo (1982, Bari, Italia), Riccardo Benassi (1982, Cremona, Italia), Lucia Cantò (1995, Pescara, Italia), Ludovica Carbotta (1982, Torino, Italia), Isaac Chong Wai (1990, Guangdong, Cina), Antonio Della Guardia (1990, Salerno, Italia), Victor Fotso Nyie (1990, Douala, Camerun), Serhiy Horobets (1985, Lviv, Ucraina), Alina Kleytman (1991, Kharkiv, Ucraina), Hanne Lippard (1984, Milton Keynes, Gran Bretagna), Luis López-Chávez (1988, Manzanillo, Cuba), Dessislava Madanska (1991, Smolyan, Bulgaria), Giulia Mangoni (1991, Isola del Liri, Frosinone, Italia), Eva Marisaldi (1966, Bologna, Italia ), Diana Policarpo (1986, Lisbona, Portogallo), Alice Ronchi (1989, Ponte dell’Olio, Piacenza, Italia), Tommaso Spazzini Villa (1986, Milano, Italia), Natália Trejbalová (1989, Košice, Slovacchia), Anna Zvyagintseva (1986, Dnipro, Ucraina).

Borghi della terza edizione

Albori (SA), Aggius (SS), Castiglione di Sicilia (CT), Castropignano (CB), Cigognola (PV), Fumone (FR), Grottole (MT), Malamocco (VE), Montegridolfo (RN), Montemarcello (SP), Morgex (AO), Neive (CN), Panicale (PG), Pesariis (UD), Rocca San Giovanni (CH), San Costanzo (PU), San Donato di Ninea (CS), San Lorenzo Dorsino (TN), Sorano (GR), Spinazzola (BT).

 



art week

Kelly Robert, Coraggio, 2021, terraglia bianca italiana e smalto, 60x33x35 cm.

 

"THE SCULPTURE SHOW" Peter Simon Mühlhäußer, Alex Rane, Kelly Robert, Bruno Walpoth

 

Un nucleo di circa dieci opere di medie e grandi dimensioni realizzate appositamente per l’esposizione a partire dall’invito della stessa galleria a creare sculture che li allontanassero dalla loro “comfort zone” per dare alla luce pezzi inusuali e innovativi.

È interamente dedicata alla scultura la mostra che la Accesso Galleria di Pietrasanta propone per la stagione estiva 2022: sono infatti quattro gli scultori figurativi protagonisti della collettiva “The Sculpture Show”, esposta dal 26 giugno al 7 agosto 2022.

Peter Simon Mühlhäußer, Alex Rane, Kelly Robert e Bruno Walpoth presentano un nucleo di circa dieci opere di medie e grandi dimensioni, in bronzo, marmo, terraglia, legno e sabbia, realizzate appositamente per l’esposizione a partire dall’invito della stessa galleria a creare sculture che li allontanassero dalla loro “comfort zone” per dare alla luce pezzi inusuali e innovativi.

La spinta a muoversi su territori nuovi è stata interpretata da ciascun artista in modi differenti: chi ha rivoluzionato i propri soggetti, chi ha sperimentato sui materiali, chi sulle dimensioni.

Sulle grandi misure ha per esempio lavorato l’artista tedesco Peter Simon Mühlhäußer che in mostra presenta tre sculture di cui due calchi in bronzo ondulato e un’opera in sabbia, la più grande mai creata dall’artista.

Nelle nuove sculture si ritrovano però anche alcuni punti fermi del suo stile: la necessità di raccontare attraverso di esse una storia o di riflettere su un tema di attualità, oppure di concentrarsi talvolta sulla pura armonia estetica delle forme sperimentando nuovi materiali in modo che risultino sempre funzionali al messaggio che l’opera intende trasmettere.

L’elemento di novità nelle opere del newyorchese Alex Rane è rappresentato dalle posizioni inconsuete che per questa occasione ha fatto assumere alle sue figure. Una delle due sculture in marmo è inusualmente seduta, quasi compressa in se stessa, ed è affiancata a una scultura in piedi che risulta così spiccare in modo esagerato. Da sempre, del resto, Rane indaga con il suo lavoro la gestualità esprimendo attraverso di essa la sua personale visione della spiritualità.

Per la prima volta nel suo percorso artistico Kelly Robert dà vita a un soggetto dalle sembianze maschili. Come nelle sue sculture femminili, anche qui l’artista californiana esaspera forme e posture per esprimere energia e potenza: profili sinuosi si alternano a repentini spigoli che guidano lo sguardo dell’osservatore lungo la silhouette delle forme da lei create.

Il colore, spesso vivace, asseconda il messaggio di forza e vitalità che Robert intende lanciare con il suo lavoro.

Si reinventa nei materiali lo scultore trentino Bruno Walpoth che espone a Pietrasanta due sculture, di cui una a grandezza naturale, che accostano al legno, suo materiale d’elezione, la carta cinese.

Come nel lavoro degli altri autori presenti in mostra, anche in Walpoth l’elemento di novità si affianca a una continuità nella poetica e nello stile: nelle opere in mostra si ritrovano infatti quella caratteristica introspezione e distanza psicologica per cui le figure di Walpoth sono già note e amate dal pubblico.

Accompagna l’esposizione un catalogo, con le immagini delle opere in mostra e apparati bio-bibliografici aggiornati.

 



art week

 

PISTOLETTO PISTOIA Costellazione: 5 passi tra creazione e memoria

 

Un progetto che si presenta come mostra costellazione e, veicolando azioni in tutta la città e nel suo territorio, indica la strada per una ridefinizione del tessuto urbano e sociale.

Nel 1994 Michelangelo Pistoletto scelse Pistoia per presentare Progetto Arte, progetto utopico che trovò poi la sua realizzazione a Biella con Cittadellarte. Oggi, a distanza di quasi trent’anni, in occasione del suo ottantanovesimo compleanno, il Maestro torna nella città toscana per l’apertura di PISTOLETTO PISTOIA. Costellazione: 5 passi tra creazione e memoria, mostra realizzata da Pistoia Musei in collaborazione con Fondazione Pistoletto Cittadellarte, che dal 25 giugno al 25 settembre 2022 abiterà palazzi e luoghi pubblici della città.

Un progetto che si presenta come mostra costellazione e, veicolando azioni in tutta la città e nel suo territorio, indica la strada per una ridefinizione del tessuto urbano e sociale.

In mostra alcune delle opere più iconiche del maestro accanto ad altre create appositamente per la mostra, tutte allestite in edifici di valore storico e identitario di Pistoia, dall’Antico Palazzo dei Vescovi alla Chiesa di San Leone, dalla Biblioteca Fabroniana al Museo del Novecento e del Contemporaneo di Palazzo Fabroni, e l’Osservatorio Astronomico della Montagna pistoiese.

Intervengono:

Lorenzo Zogheri, Presidente Fondazione Caript

Monica Preti, Direttrice Pistoia Musei, curatrice della mostra

Michelangelo Pistoletto

Auditorium, Antico Palazzo dei Vescovi

Pistoia, Piazza del Duomo

 

Pistoia Musei

Antico Palazzo dei Vescovi, Chiesa di San Leone,

Biblioteca Fabroniana, Museo del Novecento e del Contemporaneo di Palazzo Fabroni, Osservatorio Astronomico della Montagna pistoiese

www.pistoiamusei.it

 



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 Octavio Floreal INDAGINE II’22, 2022 Ferro cm 150x130x12 Photo Courtesy Max Tomasinelli

 

Villa Occhetti presenta la mostra INDAGINE VI ‘22 dell’artista Octavio Floreal 

 

La mostra è patrocinata dalla Regione Piemonte, dalla Città Metropolitana di Torino e dal Comune di Mazzè.

Sabato 25 giugno 2022, all’interno del parco della prestigiosa Villa Occhetti, storica residenza situata a Mazzè (TO) nel Canavese, inaugura INDAGINE VI ’22, mostra scultorea a cielo aperto di Octavio Floreal a cura dell’Associazione Culturale ANABASI e con il supporto del team arte di Pavesio e Associati with Negri-Clementi. La mostra patrocinata dalla Regione Piemonte, dalla Città Metropolitana di Torino e dal Comune di Mazzè è visitabile tutti i fine settimana o su appuntamento fino a domenica 4 settembre 2022

Il progetto espositivo INDAGINE VI ’22 il cui titolo fa riferimento al mese e all’anno di inaugurazione della mostra – è il frutto della lunga ricerca artistica di Octavio Floreal che, iniziata nel 1993, lo ha portato a produrre numerosi disegni a matita dal piccolo formato fino a grandi sculture e installazioni in ferro e legno.

Il percorso espositivo che l’artista presenta a Mazzè intesse un dialogo rispettoso e armonico con gli spazi esterni di Villa Occhetti, che si apre al pubblico portando l’arte contemporanea fuori dagli itinerari più tradizionali. Partendo dall’ampio giardino, il pubblico potrà usufruire di grandi installazioni proseguendo poi negli ambienti dell’orangerie, dove le sculture si smaterializzano tra le pareti in un gioco di luci e ombre. La visita si conclude con un passaggio nel viale dei ciliegi, che culmina sulla terrazza panoramica da cui è possibile ammirare dall’alto il paese e il territorio circostante.

La ricerca artistica di Octavio Floreal ruota intorno a quattro macro temi, indagati dall’artista fin dalla sua prima mostra personale in Belgio nel 1994. La mostra concepita per Villa Occhetti è incentrata sul filone denominato dall’artista INDAGINE, che racchiude in sé gli altri tre macro temi (SEGUNDO ORIGEN, IL NUOVO MONDO, SENTIO ERGO SUM) e la cui etimologia latina vuole rappresentare l’impossibilità di decifrare e conoscere l’operato di un artista se non attraverso l’osservazione della sua intera ricerca.

Le opere presentate in INDAGINE VI ’22 nascono dal concetto di icona e di archetipo che Octavio Floreal traduce in sculture in filo di ferro intrecciato rappresentanti quegli elementi, per l’appunto, archetipici che compongono l’immaginario creativo dell’artista; questi elementi, in parte rievocati da diversi periodi del percorso dell’artista, in parte reinterpretazioni di opere di ogni tempo che ne hanno segnato la ricerca e la

produzione, concorrono a definire l’idea di mitologia dell’artista, ossia quel corpus di elementi che ne caratterizzano inconfondibilmente la storia e l’identità.

Il filo di ferro, tratto scuro e netto come quello di una penna su carta, concorre anch’esso a rendere le sculture metafora di una narrazione intrinseca agli archetipi stessi, che l’artista tesse e intreccia sovrapponendo e accostando i vari elementi.

Attraverso sculture di varie dimensioni e installazioni ambientali o luminose, dove l’opera materiale si trasforma in pensiero immateriale, Octavio Floreal mira a mettere in evidenza le diverse sfaccettature del sentire, vedere e percepire l’arte e i suoi costanti mutamenti.

Durante i mesi di apertura la mostra accoglierà un ricco programma di attività culturali che spazieranno dalle visite guidate a eventi. «Siamo orgogliosi di sostenere questa suggestiva iniziativa culturale e artistica e onorati che sia ospitata proprio a Mazzè, nella splendida cornice di Villa Occhetti – sottolinea Annalisa Actis, Assessore alla Cultura del Comune di Mazzè – Grazie alla manifestazione la Villa sarà un centro vitale e attrattivo non solo per Mazzè, ma anche per il territorio e consentirà ai visitatori di scoprirne le bellezze storico culturali e paesaggistiche».

OCTAVIO FLOREAL (Las Palmas, 1966) è un artista visivo che si avvale di diversi linguaggi e media, attualmente di base a Torino dove ha stabilito il proprio studio presso gli spazi dei Docks Dora. Floreal nasce a Las Palmas de Gran Canaria, un porto di scambio culturale fra tre continenti che segna profondamente la sua ricerca artistica. Si laurea in Belle Arti nella sezione di Pittura all’Università La Laguna di Tenerife (1993), successivamente continua i suoi studi ad Anversa, dove consegue il diploma in Arti Grafiche presso la Reale Accademia di Belle Arti (1997). Resta sempre molto legato alle Isole Canarie, dedicando il titolo della sua prima personale tenutasi in Belgio (1994) NW 27°-25°-15°-13° alle coordinate della sua terra d’origine. Nel 2002 si sposta a Roma, dove presenta la prima mostra in Italia Il Nuovo Mondo (2005) alla Galleria L’Union Arte Contemporanea, mostra co-prodotta dalla Fondazione VOLUME!. La sperimentazione artistica di Floreal prende vita a partire dalle sue esperienze personali; con le parole dell’artista: “Sono frammenti di significati che poi ricompongo, trasportando questi aspetti della realtà fino all’esperienza visuale, utilizzando gli elementi che – a una prima vista – assecondano la comprensione collettiva, ma allo stesso tempo entrano nel gioco dell’invisibile dei nostri sentimenti e quindi dell’incomprensibile.

VILLA OCCHETTI è una residenza ottocentesca costruita dai Signori Tecchia, poi acquistata nel 1836 dal Cavaliere Giovanni Battista Basco, ricco borghese di Torino, che la ristrutturò e ne ampliò la superficie. Alla sua morte passò in eredità alla figlia Virginia che, con il supporto progettuale del Cavalier Capello, completò i lavori del parco. Nel corso del tempo, i grandi saloni della Villa, affrescati dai pittori Luigi Morgari e Giorgio Ceragioli, hanno ospitato personalità illustri, tra cui Francesco De Sanctis, noto letterato italiano e amico della proprietaria, e il suo allievo Benedetto Croce che, in onore del maestro, curò la raccolta "Lettere a Virginia", in cui la Villa è spesso citata e descritta.

Oggi la tenuta si estende dal piano basso del paese fino all’apice della collina, detta Bicocca, che è il sito più alto dell’area, da cui si gode di uno splendido panorama sulla Dora e sulle colline di Masino e della Serra di Ivrea. Le famiglie Occhetti e Quaglino, proprietarie dal 1942, continuano a conservare lo storico complesso residenziale nella sua integrità e a valorizzarlo attraverso iniziative culturali che spaziano dal cinema a spettacoli all’aperto, dalla presentazione di libri e rassegne fino all’arte contemporanea, in dialogo continuo con il territorio circostante.

ANABASI è un’associazione culturale no profit, fondata nel 2019, che s’impegna a promuovere, valorizzare e difendere l’arte in tutte le sue forme, mossa dall’intenzione di costituire un ponte tra le idee e la loro concreta realizzazione, attraverso eventi espositivi, di ricerca e progettazione partecipata.

PAVESIO E ASSOCIATI WITH NEGRI-CLEMENTI è uno studio legale con sede a Torino, Milano e Roma, specializzato in ambito stragiudiziale e contenzioso, nel diritto societario e commerciale, diritto del lavoro, diritto amministrativo, diritto

della proprietà intellettuale e nuove tecnologie, nonché nel diritto bancario e finanziario. Ha, inoltre, una specifica esperienza in materia di diritto dell’arte e dei beni culturali e in ambito art consulting e art wealth management e – grazie a un team interno dedicato con competenze giuridiche, economiche e storico-artistiche – offre soluzioni indipendenti, riservate e mirate per la creazione, la gestione, la valorizzazione, la protezione e il mantenimento del patrimonio artistico dei propri clienti.

Pluripremiati ogni anno per l’attività in campo artistico, sia come singoli professionisti sia come studio, Pavesio e Associati with Negri-Clementi rappresenta un punto di riferimento per chiunque si approcci al mondo dell’arte e del collezionismo. Lo Studio è inoltre, protagonista di un importante progetto editoriale, ART&LAW, che approfondisce temi a tutto tondo riguardanti il settore fine art.

Informazioni mostra

INDAGINE VI ’22

Mostra personale di Octavio Floreal

Dal 25 giugno al 4 settembre 2022

A cura di Associazione Culturale ANABASI

Realizzata con il supporto del team arte di Pavesio e Associati with Negri-Clementi

 



art week

 

 

I capolavori della collezione del Mecenate marchigiano Antonelli in mostra all’Istituto di cultura di Bruxelles 

 

Inaugurata il 14 giugno l’esposizione terminerà il 30. Tra le opere degli artisti quelle di Guttuso, Schifano, Fontana. Investire per valorizzare scienza ricerca ed arte è la via più diretta per ricominciare a vivere

Le Marche autentiche protagoniste all’Istituto Italiano di cultura di Bruxelles, diretto dal marchigiano Paolo Sabbatini, con 33 capolavori della collezione privata di Umberto Antonelli, un vero e proprio Mecenate dei nostri giorni, un imprenditore che ha pienamente compreso il valore universale dell’arte ospitata nelle proprie dimore ed ora una loro preziosa selezione è in mostra a Bruxelles, dal 14 al 30 giugno, con il Patrocinio della Regione Marche, della Provincia di Fermo, del Comune di Servigliano e della Città di Civitanova.

Un evento di grande respiro artistico che celebra la pittura italiana grazie all’iniziativa, alla curiosità, all’intrapresa di una figura come quella di Antonelli, pressoché unica sul territorio regionale, capace di fondere impresa e cultura come sintesi perfetta di bellezza e genio italiano. Una collezione ricca e di elevato spessore che a Bruxelles ha trovato una ‘casa’ di grande prestigio per quindici giorni. Investire e valorizzare la cultura, la scienza, la ricerca è la via più diretta per ricominciare a vivere dopo questi anni di chiusura forzata, compresa quella delle più autorevoli istituzioni culturali mondiali. Ed ora la città belga ha aperto le proprie porte, in particolare quelle dell’Istituto Italiano di Cultura, ad un illuminato e curioso conoscitore dell’arte e dei suoi attori, attraverso quel concetto di ‘cultura circolare’, come la definisce Paolo Sabbatini, Direttore dell’Istituto e curatore della mostra, ispirandosi direttamente al Rinascimento, dove arte, filosofia e scienza concorrevano, insieme, al progresso e alla civilizzazione.

Si tratta di un momento magico proprio per la presenza di numerosi ospiti e per il valore di questa mostra che è una fotografia del novecento. Per questo abbiamo voluto abbinare alla pittura la musica con un concerto per flauto e pianoforte con il principe dei flautisti Massimo Mercelli, una serata davvero speciale”, ha spiegato   il Direttore Paolo Sabbatini.

Quando sono entrato ho visto tutte le opere e mi sono sentito veramente come a casa. Sono particolarmente orgoglioso di quanto è stato costruito e di aver portato al pubblico in visione il dipinto la Fuga In Abruzzo di Cascella”, ha detto Umberto Antonelli.

Tra le 33 opere, mirabile, appunto, l’”Esodo del popolo d’Abruzzo verso un ignoto destino” di Tommaso Cascella, con le relative allegorie bibliche e suggestioni storiche: il grande dipinto rappresenta infatti una transumanza in tempo di guerra sotto gli sguardi dei soldati tedeschi, al cui fianco sfilano carri agricoli carichi di una umanità dolente che si accinge ad abbandonare la propria terra. La mostra è poi arricchita, tra le altre, dalle opere come il ‘Concetto spaziale’ di Lucio Fontana, l’olio su tela senza titolo di Mario Schifano, il ‘Nudo’ di Renato Guttuso, ‘La donna con ventaglio’ di Ennio Calabria, le opere di Luigi Montanarini e quelle dell’allievo Sandro Trotti. Insomma la collezione si compone di esemplari splendidi per bellezza e creatività, una lunga galleria di opere che sintetizzano la migliore cultura italiana del novecento. Ma non solo italiana, fanno parte della collezione, esempio perfetto di quella circolarità cui ha fatto cenno il Direttore dell’Istituto Sabbatini, le tele di Pascual Blanco, la cui rappresentazioni grafiche hanno spesso come oggetto un cerchio e la figura femminile, intesa come testimonianza del ciclo di vita o le opere dell’albanese Ilir Zefi che fa assumere alla circolarità il tono di emergenza. Di fatto cultura e creatività appaiono inseparabili ed il collezionista Mecenate Umberto Antonelli incarna la figura di quel filantropo contemporaneo, visionario e illuminato, la cui storia, spiega sempre il Direttore Sabbatini nell’introduzione al catalogo, insegna che arte, bellezza e impresa possono convivere, creare lavoro e sensibilizzare i popoli alle sfide che il futuro riserva.