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Museo Novecento presenta "Kawita Vatanajyankur Body, Labour, Consumption" 

Per la prima volta a Firenze il lavoro della performer e videoartista tailandese Kawita Vatanajyankur.

In occasione della Florence Art Week il Museo Novecento, dal 23 settembre al 16 ottobre, ospita per la prima volta a Firenze il lavoro della performer e videoartista tailandese Kawita Vatanajyankur (Bangkok, 1987).

La mostra Body, Labour, Consumption, a cura di Sergio Risaliti e Stefania Rispoli e nata in collaborazione con ThAI, Thai Art Initative e CP group, presenta una selezione di video tratti dalle serie Performing Textiles e Field Work legati all’industria della moda e, in particolare, al lavoro femminile.

Tutta la ricerca di Kawita Vatanajyankursi concentra su tematiche dal forte contenuto politico legate alle questioni di genere, all’ecologia, all’economia dei consumi, che vengono veicolate attraverso l’uso di un linguaggio pop, esteticamente accattivante ma allo stesso tempo perturbante. L’artista si appropria del lessico patinato e sensuale della pubblicità per mettere in luce le diseguaglianze e le criticità di un’economia globalizzata e rendere tangibile quell’umanità invisibile che si cela e rende possibile il mercato del lavoro.

All’interno dei suoi video, l’artista trasforma il suo corpo in uno strumento (un utensile, un macchinario o un ingranaggio) che meccanicamente ripete dei compiti, mettendo alla prova la propria resistenza fisica, mentale ed emotiva. Ciascun esercizio gioca su un equilibrio provvisorio che spinge il suo corpo allo strenuo delle forze. Opere come Spinning Wheel, Shuttle, Dye, Knit, The Scale of Injustice, The Spade, ad esempio, nascono da una riflessione sulla filiera di produzione internazionale legata alla moda, dalla Nuova Zelanda alla Tailandia, e ‘mettono in scena’ le attività legate alla lavorazione delle materie prime e dei filati. Con uno sguardo estremamente originale Vatanajyankur apre ad una riflessione sulle condizioni spesso vulnerabili e precarie di lavoratrici e lavoratori di tutto il mondo in un mercato di produzioni e consumi sempre più interconnesso.

Kawita Vatanajyankur A partire dalla laurea RMIT University (BA, Fine Art) nel 2011, Kawita Vatanajyankur ha ottenuto importanti riconoscimenti. Nel 2015 è stata finalista al Jaguar Asia Pacific Tech Art Prize e ha curato la mostra Thailand Eyealla Saatchi Gallery di Londra. Nel 2017, il suo lavoro è stato presentato nella mostra Islands in the Stream a Venezia in occasione della 57a Biennale di Venezia, all'Asia Triennale of Performing Arts al Melbourne Arts Centre, nonché all’interno della Asian Art Biennial Taiwan. Nel 2018 ha esposto le sue opere nell'ambito della Bangkok Art Biennale e l’anno successo ha esposto in una mostra personale alla Albright Knox Art Gallery di New York. Nel 2021, Vatanajyankur espone le sue opere come parte di "Collecting Entanglements and Embodied Histories" al Maiam Museum of Contemporary Art di Chiang Mai, Thailandia e Hamburger Bahnhof a Berlino. Vatanajyankur ha esposto ampiamente in Australia, Asia, Stati Uniti ed Europa. Il suo lavoro è entrato a far parte di prestigiose collezioni come quelle di: National Collection of Thailand; Singapore Art Museum, Dunedin Public Art Gallery (Dunedin Art Museum), Maiam Contemporary Art Museum, MOCA Museum of Contemporary Art (Bangkok), oltre a collezioni universitarie e private. 

 



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BRUCE NAUMAN "Neons Corridors Rooms" al Pirelli Hangar Bicocca 

La mostra si caratterizza per un focus specifico sulla ricerca spaziale e architettonica di Nauman.  

Tra gli artisti viventi di maggior rilievo, Bruce Nauman (Fort Wayne, Indiana, 1941; vive e lavora in New Mexico) ha segnato la storia dell’arte contemporanea dalla metà degli anni sessanta ad oggi, con una ricerca pionieristica che abbraccia diversi media: installazione, video, scultura, performance, fotografia, disegno e suono. La sua produzione artistica denota un singolare interesse per la comprensione dell’esperienza umana, delle sue convenzioni e degli aspetti più profondi della psiche, indagati attraverso la percezione del corpo, la relazione con lo spazio, il tempo e il linguaggio. Nella sua pratica emerge anche un frequente uso di giochi di parole che esplorano metodi di comunicazione alternativi.

Organizzata in collaborazione con Tate Modern di Londra (7 ottobre 2020 – 21 febbraio 2021) e Stedelijk Museum di Amsterdam (5 giugno – 24 ottobre 2021) la mostra (visibile dal 15 SETTEMBRE al 26 FEBBRAIO) in Pirelli HangarBicocca si caratterizza per un focus specifico sulla ricerca spaziale e architettonica di Nauman. In aggiunta a diversi lavori già esposti a Londra e Amsterdam, l’esposizione include una considerevole selezione di suoi celebri corridoi e stanze. Mettendo in luce le relazioni, gli sviluppi e le variazioni formali, la mostra esplora per la prima volta nella loro interezza le sperimentazioni compiute da Nauman in termini di esperienza spaziale, approccio architettonico, uso della luce, suono, linguaggio e video.

L’accesso all’opera Kassel Corridor: Elliptical Space è consentito a una persona alla volta per la durata di un’ora. Per verificare le disponibilità degli slot e richiedere la chiave di accesso rivolgersi all’Info Point in atrio.

Numerose delle più importanti istituzioni internazionali hanno ospitato esposizioni e progetti personali di Bruce Nauman, quali Punta della Dogana, Venezia (2021-2022); Stedelijk Museum Amsterdam (2021); Tate Modern, Londra (2020-2021); Museo Picasso Malaga (2019); Schaulager, Basilea, MoMA Museum of Modern Art e MoMA PS1, New York (2018–2019); Philadelphia Museum of Art (2016); Fondation Cartier, Parigi (2015); Museum of Contemporary Art, San Diego (2008); “A Rose Has No Teeth” presso Berkeley Art Museum, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Torino, e Menil Collection (2007-2008); e “Raw Materials” presso Tate Modern, Londra (2004), oltre alla grande retrospettiva organizzata nel 1993-1995 dal Walker Art Center, Minneapolis e Hirshhorn Museum, Washington D.C. La sua prima retrospettiva è stata presentata presso Los Angeles County Museum of Art e ha viaggiato al Whitney Museum of American Art, New York, e in altre istituzioni internazionali (1972-1974).

Nauman ha inoltre partecipato a numerose mostre collettive e biennali, tra cui Biennale di Venezia (2015, 2013, 2007, 1999, 1987, 1980 e 1978); e documenta, Kassel (1992, 1982, 1977, 1972 e 1968). Ha ricevuto numerosi premi, tra i quali Frederick Kiesler Prize for Architecture and the Arts, Austria (2014); Centennial Medal Laureates, American Academy, Roma (2009); Beaux-Arts Magazine Art Awards: Best International Artist, Parigi, Praemium Imperiale Prize for Visual Arts, Giappone (2004); Honorary Doctor of Arts, California Institute of the Arts, Valencia (2000); e il Wolf Foundation Prize in Arts (Sculpture), Israele (1993). Nel 2009 ha rappresentato gli Stati Uniti alla 53. Biennale di Venezia vincendo il Leone d’oro per la migliore partecipazione nazionale, mentre nel 1999 ha vinto il Leone d’oro alla carriera alla 48. Biennale di Venezia.

Il catalogo, che verrà pubblicato in occasione della mostra, presenterà gli ultimi studi sulla ricerca spaziale e architettonica di Nauman nella sua interezza, approfondendo e mettendone in luce gli sviluppi concettuali, le varazioni formali e le incessanti sperimentazioni. Tra gli autori invitati Francesca Esmay, Gloria Sutton e Joan Simon.

“Neons Corridors Rooms” è supportata anche da TERRA Foundation for American Art.

 



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Museion – museo d'arte moderna e contemporanea di Bolzano presenta K̶I̶N̶G̶D̶O̶M̶ OF THE ILL 

La mostra indaga la relazione tra l'individuo e i sistemi sociali, aziendali e istituzionali contemporanei che influenzano la nostra esperienza di guarigione e benessere.

Inaugurerà il 30 settembre 2022 K̶i̶n̶g̶d̶o̶m̶ of the Ill, a cura di Sara Cluggish e Pavel S. Pyś, secondo capitolo di TECHNO HUMANITIES, il programma di ricerca a lungo termine avviato dal Direttore Bart van der Heide, mostra collettiva internazionale che interverrà su tutti gli spazi dell'intero edificio di MUSEION. La mostra sarà visibile dal 1 ottobre fino al 5 marzo.

K̶i̶n̶g̶d̶o̶m̶ of the III indaga la relazione tra l'individuo e i sistemi sociali, aziendali e istituzionali contemporanei che influenzano la nostra esperienza di guarigione e benessere. La mostra cerca di rispondere all'attuale dibattito su salute e malattia, contaminazione e purezza, cura e abbandono chiedendosi come e da chi un corpo sia definito sano o malato.

In che modo i sistemi di welfare e l'assistenza aziendale determinano l'assistenza sanitaria e come possiamo mettere in discussione le definizioni comuni di buona salute? In tempi di pandemia globale, crescente ansia sociale, aumento dei costi sanitari, maggiore monitoraggio delle informazioni mediche e crescente precarietà sotto la classe creativa, possiamo ancora dire di essere veramente sani?

La mostra è composta dai lavori di: Enrico Boccioletti, Brothers Sick (Ezra and Noah Benus), Shu Lea Cheang, Heather Dewey-Hagborg & Phillip Andrew Lewis, Julia Frank, Sharona Franklin, Barbara Gamper, Nan Goldin, Johanna Hedva, Ingrid Hora, Adelita Husni-Bey, Ian Law, Carolyn Lazard, Lynn Hershman Leeson, Juliana Cerqueira Leite & Zoë Claire Miller, Mary Maggic, Mattia Marzorati, Prescription Addiction Intervention Now (P.A.I.N.), Erin M. Riley, P. Staff, e Lauryn Youden.

K̶i̶n̶g̶d̶o̶m̶ of the Ill codifica un momento significativo in cui sono diventate evidenti le iniquità, che ci ha portato a re-immaginare i metodi di cura fondamentali, le reti di sostegno, benessere e amicizia.

 

K̶i̶n̶g̶d̶o̶m̶ of the Ill

a cura di Sara Cluggish e Pavel S. Pyś

allestimento a cura di Diogo Passarinho Studio

Una mostra di Museion, Bolzano con il supporto di Embassy of Canada to Italy/Avec le soutien de l’Ambassade du Canada en Italie.

 



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Stefano Arienti "Altana" 

Tre distinti interventi site specific sulle pendici del Titano, realizzati in importanti sedi pubbliche museali istituzionali per l’arte contemporanea. 

Nella Repubblica di San Marino dal 18 settembre 2022 prende corpo la mostra Altana di Stefano Arienti, a cura di Fabio Cavallucci. Il progetto espositivo, fortemente voluto da Claudio Poleschi - mancato purtroppo qualche settimana fa - e dedicato alla sua memoria, trova l’ospitalità e la collaborazione della Segreteria di Stato per l’Istruzione e la Cultura, degli Istituti Culturali – Musei di Stato – Galleria Nazionale di San Marino.

Tre distinti interventi site specific sulle pendici del Titano, realizzati in importanti sedi pubbliche museali istituzionali per l’arte contemporanea – la Galleria Nazionale, le Cisterne di Palazzo Pubblico e la Ex Galleria Ferroviaria Il Montale –, sono la sostanziale premessa dell’esposizione presso la Claudio Poleschi Arte Contemporanea situata sul confine del piccolo Stato.

Stefano Arienti è uno dei maggiori artisti italiani contemporanei che ha caratterizzato la scena artistica italiana degli anni Novanta. Arienti è già parte del percorso e della storia artistica di San Marino nella cui Galleria Nazionale, nel 1995, ha esposto nella mostra Le Mille e una Volta curata da Giacinto Di Pietrantonio e Laura Cherubini.

Alla Galleria Nazionale, che nelle sue sale presenta opere della collezione permanente – da Vedova, Cagli, Birolli e Guttuso a Enzo Mari e Luigi Ontani – Stefano Arienti interviene sulle grandi finestre con una serie di disegni disposti come tende, visibili in controluce. Intitolati Viste, sono vedute di paesaggi osservati dal Titano. Lo sguardo a volo d’uccello ricorda i paesaggi che non lontano da qui, sullo sfondo dei ritratti di Piero dei Duchi di Urbino, aprivano a una cultura nuova, moderna, europea, la cui concezione prospettica avrebbe ben presto unificato le varie visioni locali medievali.

Nelle antiche Cisterne del Palazzo Pubblico, che fino agli anni Sessanta hanno rappresentato la principale fonte di approvvigionamento d’acqua della Repubblica e che da poco hanno ospitato School of waters – Young Artists Biennial MEDITERRANEA19, Arienti gioca sugli effetti di luccicanza del vetro costruendo una sagoma d’Europa attraverso l’accostamento di contenitori di forme e riflessi diversi. Gocce, vista dall’alto, baluginante nell’oscurità degli antri sotterranei, nel cuore profondo del piccolo stato, sembra suggerire l’anelito di tante diverse individualità che aspirano a riconoscersi come un’unica comunità.

Arienti interviene inoltre nell‘Ex Galleria Ferroviaria Il Montale, celebre per avere ospitato, durante la Seconda guerra mondiale, migliaia di rifugiati del comprensorio per salvarsi dai bombardamenti sotto l’ombrello di neutralità del Governo del Titano. Nel primo tunnel che venne riaperto per ospitare una delle prime manifestazioni dedicate all’arte pubblica site specific nel 1991 – Provoc’Arte a cura di Roberto Daolio – Arienti erige Castello, una struttura di pietre e libri, resi coesi da miele e strutto. Nel cuore della terra, in un anfratto da cui si apre un corridoio che consente uno sguardo verso l’esterno, sul paesaggio, la struttura è una sorta di omaggio a Joseph Beuys e raccoglie gli elementi fondamentali di cui il mondo è costituito: il pensiero e la materia, la res cogitans e la res extensa, quasi a rappresentare la base, il cuore pulsante dell’esistenza.

Infine, alla Claudio Poleschi Arte Contemporanea Arienti espone esempi di gran parte del suo percorso artistico.

Diverse sono le tipologie di lavori, dai più recenti, come le immagini stampate su microciniglia o i paesaggi riprodotti su carta poi stropicciata per conferirle una materica tridimensionalità, dalle immagini perforate e mostrate solo dal retro a quelle, di invenzione recentissima, con coaguli di gocce che filtrano vedute fotografiche, fino ai più vecchi, come gli storici poster di celebri dipinti ritoccati con plastilina che sono diventati una sorta di cifra stilistica dell’artista. Arienti non limita la sua presenza nelle sale espositive, ma la espande negli uffici e nei magazzini, invadendo con i suoi lavori gli spazi dove continuano a essere collocate le opere della collezione della galleria, da Licini a Schnabel, da Uncini a Paladino, con le quali entra in dialogo.

Il progetto raccoglie dunque una serie di interventi diversi, precisi e meditati, in cui l’artista rivisita tecniche e metodi sviluppati nel corso della sua carriera e rilancia il suo interesse per l’intervento negli spazi pubblici, rinnovando la tradizione italiana che ha visto sempre l’arte nascere in chiese e in palazzi piuttosto che in musei. È un’occupazione discreta quella di Stefano Arienti a San Marino, che l’artista ama pensare come l’”altana d’Europa”, dalla cui altezza, la vista del mondo che cambia si allarga, collocando le vicende della cronaca nella dimensione ampia della storia umana.

Gli interventi negli spazi istituzionali e la mostra in galleria resteranno visibili fino al 31 gennaio 2023.

Altana di Stefano Arienti non è un progetto isolato, ma il primo appuntamento di una serie di iniziative intitolata SM-Art. Sensibilità artistiche dagli anni Novanta, promosso dalla Claudio Poleschi Arte Contemporanea che nel corso del tempo punterà a esporre alcuni dei più significativi artisti di quella generazione e a farli dialogare con il territorio e le sue istituzioni. SM-Art. Sensibilità artistiche dagli anni Novanta si avvale di un comitato scientifico composto da Fabio Cavallucci, Giacinto Di Pietrantonio e Angela Vettese.

INFO

Stefano Arienti - Altana

a cura di Fabio Cavallucci

dal 18 settembre 2022 al 31 gennaio 2023

San Marino:

– Galleria Nazionale di San Marino

dalle 9 alle 16.30, tutti i giorni compresi i festivi (tranne 2 novembre, 25 dicembre, 1 gennaio)

– Antiche Cisterne del Palazzo Pubblico

(prenotazione necessaria 0549 888241, visite a piccoli gruppi)

– Ex Galleria Ferroviaria Il Montale

aperta al pubblico in ogni orario

– Claudio Poleschi Arte Contemporanea

dal lunedì al venerdì dalle ore 10.00 alle ore 16.00 e su prenotazione

 



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Aldo Rossi. Design 1960-1997, Installation view at Museo del Novecento. Ph: Francesco Carlini

 

Prorogata la mostra di "ALDO ROSSI. DESIGN 1960-1997" al Museo del Novecento

 

Prosegue anche il public program che fino al 4 novembre approfondisce la figura di uno dei protagonisti della cultura visiva del XX secolo con talk, proiezioni di film e documentari.

Il Museo del Novecento annuncia la proroga fino al 6 novembre 2022 di Aldo Rossi. Design 1960-1997 a cura di Chiara Spangaro.

La mostra - che racconta l’universo di Aldo Rossi in nove sale, in cui emerge la relazione tra opere grafiche e prodotti artigianali e industriali, con riferimenti alle sue architetture e al suo spazio privato - espone per la prima volta più di 350 tra arredi e oggetti d’uso, prototipi e modelli, dipinti, disegni e studi progettati e realizzati da Rossi dal 1960 al 1997.

Accanto alla mostra, realizzata in collaborazione con la Fondazione Aldo Rossi e Silvana Editoriale, con un progetto di allestimento firmato da Morris Adjmi - MA Architects - collaboratore e associato di Rossi a New York – prosegue anche il public program con talk e proiezioni di film e documentari che, attraverso un dialogo interdisciplinare tra le arti, approfondiscono la figura di Rossi architetto, designer, teorico e critico, tra i maggiori protagonisti della cultura visiva del XX secolo.

 

20 settembre 2022, ore 19.00 | PROIEZIONE - Aldo Rossi Design (2022) e Ornamento e delitto (1973)

Cinema Arlecchino

via San Pietro all’Orto 9 - Milano

Ingresso libero fino a esaurimento posti

4 ottobre 2022, ore 18.00 | TALK - Aldo Rossi, Milano, Il Duomo e l’anima della città

Museo del Novecento, piano terra

Piazza Duomo 8 - Milano

Ingresso gratuito con prenotazione

19 ottobre 2022, ore 18.00 | PROIEZIONE - Aldo Rossi Design (2022)

Museo del Novecento, piano terra

Piazza Duomo 8 - Milano

Ingresso gratuito con prenotazione

4 novembre 2022, ore 18.00 | TALK - Aldo Rossi. Piccole e grandi architetture

Museo del Novecento, piano terra

Piazza Duomo 8 - Milano

Ingresso gratuito con prenotazione

Aldo Rossi. Design 1960-1997

a cura di Chiara Spangaro

Museo del Novecento

Fino al 6 novembre 2022

Ingresso compreso nel biglietto di accesso al Museo Intero € 10,00 | Ridotto € 8,00

Sede

piazza Duomo 8, Milano

Orari

Da martedì a domenica dalle 10.00 alle 19.30 Giovedì orario prolungato alle 22.30

Lunedì chiuso

Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura

Contatti

tel. 02 88444061 | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

per prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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