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 Joep van Lieshout, ph Ben Kleyn

 

Fondazione Golinelli partecipa ad ARTE FIERA 2018

Dal 2 al 5 febbraio sarà presente al Quartiere Fieristico (padiglione 25) con uno spazio espositivo dedicato al nuovo Centro Arti e Scienze Golinelli e alla mostra IMPREVEDIBILE

Fondazione Golinelli partecipa ad ARTE FIERA 2018. Dal 2 al 5 febbraio (ore 11>19) è presente al Quartiere Fieristico (padiglione 25) con uno spazio espositivo dedicato al nuovo Centro Arti e Scienze Golinelli e alla mostra IMPREVEDIBILE, essere pronti per il futuro senza sapere come sarà. Sarà proposta un’esperienza immersiva che, utilizzando le tecnologie 3D di Visual Art, offrirà la possibilità ai partecipanti di dare la propria interpretazione visiva dell’IMPREVEDIBILE, tema al centro della mostra.

ART CITY BOLOGNA 2018

Venerdì 2, sabato 3 e domenica 4 febbraio Fondazione Golinelli organizza incontri, attività interattive e visite guidate gratuite alla mostra IMPREVEDIBILE, essere pronti per il futuro senza sapere come sarà, in esposizione al Centro Arti e Scienze Golinelli (via Paolo Nanni Costa 14, Bologna) fino al 4 febbraio. Gli eventi sono segnalati da ART CITY Bologna 2018. 

Venerdì e domenica ore 10 >20, sabato ore 10>24

Apertura del Centro Arti e Scienze Golinelli, progettato da Mario Cucinella Architects, e della mostra di arte e scienza IMPREVEDIBILE, essere pronti al futuro senza sapere come sarà. In mostra opere di Pablo Bronstein, Martin Creed, Flavio Favelli, Martino Gamper, Tue Greenfort, Ryoji Ikeda, Christian Jankowski, Little Sun, Elena Mazzi e Sara Tirelli, Tabor Robak, Tomas Saraceno, Yinka Shonibare MBE, Superflex, Nasan Tur, Joep Van Lieshout, Ai Weiwei.

Venerdì 2 febbraio

ore 17.30 Visita guidata
ore 19 Aperitivo con l’artista: la curatrice Cristiana Perrella conversa con Joep Van Lieshout affrontando il tema dei cambiamenti che il futuro ci riserva e di come gli artisti possono aiutarci a immaginare nuovi modi di vivere

Sabato 3 febbraio

ore 12, 15, 16.30 Visite guidate

ore 15 e 16.30 Visite animate per bambini, seguite da due attività interattive dedicate ai piccoli visitatori:  I “grandi” di domani (dai 7 ai 10 anni) e I piccoli “viaggiatori” del futuro  (dai 4 ai 6 anni)

ore 18 Visita guidata in mostra e aperitivo

Domenica 4 febbraio

ore 12, 15, 16.30 Visite guidate

ore 15 e 16.30 Visite animate in mostra per bambini

ore 15 - 19.30 Festa per famiglie: visite guidate in mostra, laboratori e attività interattive per bambini e adulti.

 

 

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Conversation Piece | Part IV - Giant steps are what you take

Fondazione Memmo presenta  un ciclo di mostre, a cura di Marcello Smarrelli, dedicate agli artisti italiani e stranieri temporaneamente presenti a Roma o particolarmente legati alla città.

La Fondazione Memmo presenta Conversation Piece | Part IV - Giant steps are what you take, il nuovo appuntamento di un ciclo di mostre, a cura di Marcello Smarrelli, dedicate agli artisti italiani e stranieri temporaneamente presenti a Roma o particolarmente legati alla città.

Il sottotitolo della mostra cita il verso di una canzone della band britannica The Police (Walking on the moon, 1979); è dunque l’atto del camminare come atto creativo ed esercizio filosofico il motivo d’ispirazione per Conversation Piece | Part IV.
Gli artisti invitati sono Yto Barrada (Mary Miss Artist in Residence presso l’American Academy in Rome per l’autunno 2017), Eric Baudelaire (borsista presso l’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici), Rossella Biscotti, Jörg Herold (borsista presso l’Accademia Tedesca Roma Villa Massimo), Christoph Keller (borsista presso l’Accademia Tedesca Roma Villa Massimo) e Jakub Woynarowski.

L'inaugurazione è in programma sabato 16 dicembre dalle 18.00 alle 20.00.


 

2. Adelita Husni Bey Action for a Sandbag Brigade preview

 

ADELITA HUSNI-BEY Frangente/Breaker

Terzo appuntamento di FURLA SERIES #01 - Time after Time, Space after Space, a cura di Bruna Roccasalva e Vincenzo de Bellis

Museo del Novecento e Fondazione Furla il 17 e il 18 gennaio presentano Adelita Husni-Bey, artista italo-libica che per il terzo appuntamento di Furla Series #01 - Time after Time, Space after Space presenta Frangente/Breaker, una performance in tre atti che si snoda lungo un percorso all’interno e all’esterno degli spazi museali.

I rapporti di potere, le dinamiche relazionali e la pedagogia sono tematiche centrali nella ricerca di Adelita Husni-Bey che si declina in vari media e spesso si avvale di collaborazioni multidisciplinari. Basandosi su un’idea partecipativa di performance, l’artista organizza articolate situazioni laboratoriali, indagando il rapporto tra dimensione individuale e collettiva.

Frangente/Breaker è una performance in tre atti che mette insieme un intervento site-specific, la rielaborazione in chiave performativa di un lavoro sonoro del 2013 e un’azione pubblica del 2011 per creare un unico momento di riflessione sull’autorità, sull’idea di barriera e di confine, sul concetto di nazionalismo e la percezione dell’altro.

Il primo atto, Cementarmato (2018), è una performance di natura partecipativa che coinvolge il pubblico attivando una sua interazione con la collezione del museo. Invitando gli spettatori all’osservazione e alla lettura di una selezione di opere esposte, l’artista declina il suo interesse per la pedagogia anarco-collettivista e per il teatro, coinvolgendoli in un esercizio di immaginazione ispirato al Teatro dell’Oppresso.

Il secondo atto intitolato Sull’Esilio (2018) riflette in modo complesso sulle idee di patria, radicamento e lavoro. Basato su un’opera sonora realizzata da Husni-Bey nel 2013, la performance coinvolge alcuni residenti del centro di accoglienza per migranti presso l’ex-caserma Montello di Milano: tre coppie composte da un insegnante di italiano e da una persona recentemente migrata in Italia, leggono una serie di testi scritti da esiliati. Durante la lettura affiora il rapporto tra l’insegnante, che rappresenta il paese “d’accoglienza”, e la persona “esiliata” che chiede supporto nella lettura. Gli autori dei testi includono figure storiche quali lo scrittore palestinese Samih al-Qasim, l’agitatrice anarchica Emma Goldman e il poeta elegiaco Ovidio, attraversando così epoche e territori diversi.

Il terzo e ultimo atto, intitolato Azione per una Catena Umana (2011), prende spunto dalla costruzione dei muri anti-inondazione e vede protagonisti due gruppi di performer che lottano per la realizzazione della propria barriera di protezione, senza mai riuscire nel loro intento. 

Ispirata in parte al saggio Reflections on Exile (2002) in cui Edward W. Said afferma che “tra il nazionalismo e l’altro c’è la proscrizione - il ‘fuori’, dove chi non è benvenuto viene dimenticato. Questo è il pericoloso territorio della non-appartenenza”, Frangente/Breaker – termine dal molteplice significato che indica sia un’onda che la sua estensione, sia una barriera che una situazione difficile o una circostanza rischiosa – è un percorso all’interno delle dinamiche sociali e politiche che regolano la nostra relazione con l’“altro”, un invito a riflettere sulle nozioni di nazione, comunità e dislocamento all’interno del complesso scenario della contemporaneità.

Adelita Husni-Bey. Frangente/Breaker è il terzo appuntamento di Furla Series #01 - Time after Time, Space after Space, un programma dedicato alla performance che, attraverso cinque focus su altrettanti artisti di generazioni e provenienze differenti, presenta una pluralità di approcci a questa forma espressiva.

La programmazione, iniziata nell’autunno 2017 con i due eventi dedicati a Simone Forti e ad Alexandra Bachzetsis, prevede altri due appuntamenti con Paulina Olowska (6 marzo 2018) e Christian Marclay (13-14 aprile 2018).

Si ringraziano Zona 8 Solidale e il gruppo di teatro migranti Macao per la partecipazione alla performance. Zona 8 Solidale è una rete composta da associazioni, partiti, sindacati e singole persone con l’obiettivo di costruire un modello di accoglienza aperto e favorire lo scambio di esperienze dentro e fuori la caserma Montello di Milano, centro di accoglienza temporaneo per circa 270 richiedenti asilo, recentemente smantellato. Zona 8 Solidale si è opposta allo sradicamento dei residenti della Montello dal loro contesto lavorativo, sociale e culturale adottivo.

 

Adelita Husni-Bey. Frangente/Breaker

17 e 18 gennaio 2018 - ore 19.00

Museo del Novecento, Milano

Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria, fino a esaurimento posti
Le prenotazioni verranno aperte mercoledì 10 gennaio Registrazioni a questo link
https://www.eventbrite.it/d/italy--milan/furla-series-#01/?crt=regular&sort=best

Per informazioni:

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www.museodelnovecento.org

www.fondazionefurla.org

 


 

SoLong HOME

 

So Long (Arrivederci)

Fondazione Pastificio Cerere presenta una mostra di fine residenza degli artisti Thomas Berra, Elke Dreier, Corinna Gosmaro e Analía Martínez

Mercoledì 13 dicembre alle ore 19.00, la Fondazione Pastificio Cerere presenta So Long (Arrivederci) mostra di fine residenza degli artisti Thomas Berra, Elke Dreier, Corinna Gosmaro e Analía Martínez. La mostra sarà aperta al pubblico dal 14 dicembre 2017 al 14 febbraio 2018 e presenta i risultati della ricerca portata avanti da ogni artista durante i mesi di residenza tra Italia e Germania.

Thomas Berra e Corinna Gosmaro sono i vincitori della V edizione di 6ARTISTA. Progetto per giovani artisti, ideato nel 2009 dalla Fondazione Pastificio Cerere in collaborazione con l’Associazione Civita, quest'anno realizzato grazie al sostegno di SIAE | Sillumina – Copia privata per i giovani, per la cultura. I due artisti hanno trascorso tre mesi a Roma, all'interno del Pastificio Cerere, e tre a Frisinga, presso la Schafhof – European House of Art Upper Bavaria, che a sua volta ha selezionato le artiste Elke Dreier e Analía Martínez per artist-in-residence project (Transfer > Rome), programma di scambio grazie al quale hanno avuto la possibilità di trascorrere tre mesi in residenza al Pastificio Cerere.

I lavori dei quattro artisti saranno presentati anche presso la sede espositiva della Schafhof – European House of Art Upper Bavaria nella primavera 2018.

Thomas Berra (Milano, 1986), prendendo spunto dalle fotografie di famiglia, racconta la storia d’amore dello zio Franco e della zia Renata, una storia romantica che parla dell’esigenza di esistere e amare ma è anche lo spaccato di un’epoca, quella del dopoguerra, segnata da vicende politiche ed economiche che hanno condizionato il passato recente. Sul modello del fotoromanzo in stile "Grand Hotel", di cui Renata era lettrice accanita, l’artista ha elaborato un romanzo pittorico che sarà distribuito in circa 2000 copie attraverso un'edicola installata nel cortile del Pastificio Cerere.

Elke Dreier (Memmingen, 1984) studia il linguaggio del corpo come forma di interazione che, spesso al di fuori della nostra consapevolezza, tenta di spiegare il mondo attraverso i gesti. L'artista isola i processi quotidiani di comunicazione dal loro contesto abituale e li analizza da un punto di vista formale, restituendoli attraverso video-installazioni. In Explanation and Some Clouds, un astronomo illustra le costellazioni stellari davanti ad un cielo azzurro giocando sull'immaginazione dell'osservatore.

L'installazione di Corinna Gosmaro (Torino, 1987), è parte di un progetto più ampio che prevede la creazione di una serie di sculture ispirate a oggetti legati alla ritualità funebre, provenienti da differenti epoche storiche. Le sagome in mostra riprendono nello specifico la forma di alcune palette cosmetiche egiziane del periodo predinastico che rappresentano le prime forme di narrazione grazie alle quali abbiamo testimonianza di quel tempo. Una riflessione su come la consapevolezza della nostra caducità sia da sempre fondamento per la costituzione di civiltà e cultura e, quindi, di memoria storica.

Analía Martínez (Buenos Aires, 1986) presenta Orbita, una riflessione sul processo di copia e riproduzione. Le opere - ispirate da immagini di oggetti concavi e convessi, quali vasi o nicchie vuote - sono monotipi e dipinti che interpretano la mania inarrestabile per l’appropriazione, la conservazione e la clonazione, da sempre esistita nella storia della città di Roma.

Con So Long, parte finale di un progetto più ampio di scambio culturale e residenza - la Fondazione riconferma il suo ruolo di hub culturale, centro vitale di sperimentazione e formazione in cui si intersecano diverse discipline, uno spazio per la rigenerazione delle energie creative che operano e convivono nel territorio, con uno sguardo sempre attento alla scena artistica internazionale.

6ARTISTA. Progetto per giovani artisti

Iniziato nel 2009, 6ARTISTA. Progetto per giovani artisti è un programma di residenza ideato dalla Fondazione Pastificio Cerere di Roma con l'obiettivo di favorire opportunità di formazione e crescita per artisti under 35 residenti in Italia. Il premio - tra i primi ad offrire programmi di residenze a Roma per artisti italiani - prevede la selezione di due vincitori per ogni edizione cui viene offerta la possibilità di risiedere e lavorare all'interno del Pastificio Cerere con l'obiettivo di facilitare scambi di esperienze con gli artisti che vivono e frequentano il palazzo ma anche con curatori, critici, galleristi e collezionisti. Inoltre, grazie al prestigio dei vari partner coinvolti negli anni, il programma prevede una parte di residenza all'estero. Tra i vincitori delle passate edizioni ricordiamo Tomaso de Luca, Adelita Husni-Bey, Margherita Moscardini e molti altri.

artist-in-residence project (Transfer > Rome)

Il programma artist-in-residence project (Transfer > Rome) è promosso dalla Schafhof - European House of Art in Upper Bavaria, centro d'arte contemporanea situato a Frisinga, nell'area di Monaco. L'istituzione, grazie al sostegno del Distretto dell'Alta Baviera che dal 2005 ha istituito borse di studio per artisti contemporanei, organizza annualmente degli scambi di residenze con altri paesi europei. La posizione in mezzo alla natura, l'architettura eccezionale e un programma culturale versatile rendono lo Schafhof un centro unico nel suo genere in cui gli artisti possono concentrarsi sul proprio lavoro e allo stesso tempo conoscere la scena artistica di Monaco e dell'Alta Baviera. La programmazione culturale offre numerose occasioni di incontro dedicate all'arte contemporanea come conferenze, workshop, visite guidate e laboratori per bambini e adulti, ma anche eventi nel campo del cinema, della musica, del teatro e della letteratura.

 

ORARI DI APERTURA

Fondazione Pastificio Cerere
Via degli Ausoni 7, Roma
Lunedì – Venerdì 15.00-19.00, Sabato 16.00-20.00
INGRESSO LIBERO

CONTATTI

Fondazione Pastificio Cerere
Claudia Cavalieri, Emanuela Pigliacelli +39 06 45422960
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
www.pastificiocerere.it




 

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Aleksandra Ekster: Composizione. 1914. Olio su tela. 91,3 х 72,5. Mosca, Galleria Tret’jakovskaja

 

LA RIVOLUZIONE RUSSA. Da Djagilev all’Astrattismo (1898-1922)

A Palazzo Attems Petzenstein capolavori dai grandi musei russi per raccontare la Rivoluzione nel mondo delle arti

La mostra sarà visibile dal 21 dicembre al 25 marzo 2018 presso Palazzo Attems Petzenstein, Gorizia. Quest’anno ricorre il centenario della Rivoluzione d’Ottobre, che ha certamente marcato la storia mondiale del XX sec.

Esiste però, per quanto riguarda la cultura e le arti, un’altra, più ampia Rivoluzione Russa, che ha stabilmente mutato i canoni espressivi precedenti, dal teatro (Cečhov, Mejerchol’d, Stanislavskij) alla musica (Musorskij, Skrjabin, Stravinskij…), dal balletto (Djagilev) alla fotografia (Rodčenko), alle arti figurative, dove, tra molti altri, basterà ricordare alcuni nomi: Benois, Bakst, Kandinskij, Malevič, Končalovskij, Larionov, Tatlin, Gončarova, Stepanova, Ekster.

Mostrare questa “esplosione culturale” è l’ambizione del progetto di Silvia Burini e Giuseppe Barbieri, che dirigono il Centro Studi sulle Arti della Russia (CSAR) dell’Università Ca’ Foscari Venezia, affiancati da Faina Balachovskaja, della Galleria Tret’jakov di Mosca che l’ERPAC – l’Ente Regionale Patrimonio Culturale della Regione Friuli Venezia Giulia – ha accolto per la sua sede museale di Gorizia.
«Questa grande mostra presenta un’originale sequenza di opere emblematiche, ma anche assai poco viste in Italia, e vuole essere quindi l’insolita celebrazione di un evento storico che ha mutato per sempre il mondo contemporaneo. Indicandolo come l’esito di una complessiva dinamica che, poco prima e poco dopo il 1917, ha rivoluzionato radicalmente la cultura e la scena internazionale dell’arte». Ad affermarlo è Raffaella Sgubin, Direttore del Servizio Museo e Archivi Storici dell’ERPAC. I margini cronologici del percorso espositivo vanno dal 1898, l’anno di fondazione del gruppo Mir iskusstva (Il mondo dell’arte) e della rivista fondata e diretta da Djagilev, sino al 1922, la data di costituzione dell’Unione Sovietica. Il percorso espositivo si articola in 6 sezioni, ciascuna corrispondente a un anno specifico e cruciale, e ciascuna recante un sottotitolo tematico, che incrocia eventi storici, movimenti culturali, pratiche artistiche e opere concrete: dipinti, opere su carta, oggetti, documenti.
«Dalle ricerche che hanno sotteso questa esposizione – anticipano i Curatori – sono emersi anzitutto il valore e il ruolo “rivoluzionari” delle pratiche artistiche all’interno della società russa a cavallo tra XIX e XX sec., a partire dalla sotterranea e decisiva matrice letteraria della cultura russa ottocentesca, e qui basterà ricordare almeno i nomi di Blok, Achmatova, Mandel’stam, Pasternak, Majakovskij. Ma fu una rivoluzione complessiva, che si è estesa alla pittura (esiste un’arte prima dell’Astrattismo e una successiva, quella in cui ancora oggi viviamo) e poi alla grafica, alle scenografie, alla musica, per registrare infine le origini dell’esperienza del cinema, che qualche anno dopo si sarebbe concretata nel magistero di Ėjzenštejn e Vertov».
Questo affascinante percorso, fatto di continue intersezioni tra le Arti e la Storia, è offerto in mostra, all’interno del magnifico Palazzo Attems Petzenstein, con il ricorso a una sofisticata multimedialità, a complemento dell’esposizione di una sequenza spettacolare di oltre cento opere concesse da alcune delle principali istituzioni moscovite, in gran parte dalla Galleria Tret’jakov, cui si aggiungono il Museo delle arti decorative e applicate e il Museo di Storia contemporanea della Russia (già Museo della Rivoluzione), nonché il Fondo Alberto Sandretti presso la Fondazione Feltrinelli di Milano.


 

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Nick Hannes: Croatia. Dalla mostra Nick Hannes | Mediterranean. The continuity of man

 

Photolux Fetival 2017

Dal 18 Novembre prende avvio la biennale di Fotografia. Sino al 10 dicembre a Lucca, lo sguardo dei fotografi è puntato sul MEDITERRANEO 24 mostre, 9 workshop 15 Lettori portfolio, 18 talk.