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"Bill Viola. The road to St. Paul's": terzo appuntamento della rassegna "L'arte sullo schermo"  

 

Bill Viola. The road to St. Paul’s

“L’arte sullo schermo” arriva al tuo terzo appuntamento presso la Fondazione Ragghianti.

La rassegna “L’arte sullo schermo” arriva al tuo terzo appuntamento, sabato 26 gennaio alle ore 17:30, con la proiezione del film del 2017 di Gerald Fox The road to St. Paul’s, dedicato al grande videoartista statunitense di origine italiana Bill Viola. Nel documentario è lui stesso, celebrato nei principali spazi museali dei cinque continenti, a guidarci nella genesi delle due grandi videoinstallazioni realizzate su commissione per la Cattedrale di Saint Paul a Londra, debitrici dell’iconografia rinascimentale toscana, che costituisce la fonte d’ispirazione di molti suoi lavori.

Ulteriori dettagli sul sito della Fondazione Ragghianti.

Considerando il grande afflusso di pubblico che si è registrato ai due precedenti appuntamenti della rassegna, si consiglia di arrivare in orario o con anticipo per trovar posto a sedere.

 

PROSSIMI APPUNTAMENTI

Sabato 26 gennaio, ore 17:30

Bill Viola. The road to St. Paul’s, di Gerald Fox, 2017

 

Sabato 2 febbraio, ore 17:30

Maurizio Cattelan: be right back, di Maura Axelrod, 2016


Fondazione Centro Studi sull’Arte Licia e Carlo Ludovico Ragghianti

Complesso monumentale di San Micheletto

Via San Micheletto 3, Lucca

 

 

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tel. 0583 467205

 

 

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BITS & BYTES - Dall'infinitamente grande all'infinitamente piccolo:  l’arte di Ryoichi Kurokawa

La terza lezione del ciclo BITS & BYTES, pensato per approfondire l’impatto delle tecnologie digitali nel campo dell’arte contemporanea e parte del programma collaterale delle mostre Jon Rafman.

Sabato 19 gennaio alle ore 17 si terrà la terza lezione del ciclo BITS & BYTES, pensato per approfondire l’impatto delle tecnologie digitali nel campo dell’arte contemporanea e parte del programma collaterale delle mostre Jon Rafman. Il viaggiatore mentale e Ryoichi Kurokawa. al-jabr (algebra), prodotte da FONDAZIONE MODENA ARTI VISIVE e attualmente in corso, rispettivamente alla Palazzina dei Giardini e a Palazzo Santa Margherita, fino al 24 febbraio 2019.

L'incontro dal titolo Dall'infinitamente grande all'infinitamente piccolo: l’arte di Ryoichi Kurokawa vedrà la partecipazione del critico e curatore Marco Mancuso e dell'artista Ryochi Kurokawa e verterà sull'analisi e la conoscenza del lavoro di uno dei più grandi esponenti della sensibilità digitale contemporanea, partendo dalle opere esposte all'interno della mostra al-jabr (algebra) per allargare i confini della discussione alla sua pratica artistica e la sua ricerca a cavallo tra tecnologia e natura, suono e immagine, astrazione e poesia, impianto estetico e modellazione algebrica.

Ryoichi Kurokawa, nato ad Osaka nel 1978, è un musicista e artista visivo e multimediale che vive e lavora a Berlino. A partire dal 1999 le sue opere sono state presentate in festival e centri d'arte internazionali tra cui Centre Pompidou (Parigi, 2018), Palais de Tokyo (Parigi, 2017), FACT (Liverpool, 2016), Biennale di Venezia (2011), Transmediale (Berlino, 2009), Tate Modern (Londra, 2007). L’interesse verso la scienza lo ha portato a collaborare con l’astrofisico Vincent Minier e con il Laboratorio internazionale di nanotecnologia iberica.

Marco Mancuso è critico, curatore, docente ed editore indipendente che focalizza la sua ricerca sull’impatto delle tecnologie e della scienza sull’arte, il design e la cultura contemporanea. Fondatore e direttore dal 2005 della piattaforma Digicult.it, del Digimag Journal, dell’agenzia Digicult Agency e della casa editrice Digicult Editions, insegna Culture Digitali e Fenomenologia dell'arte contemporanea presso NABA e IED a Milano, Sistemi editoriali per l'arte presso l'Accademia Carrara di Bergamo ed è visiting lecturer alla RUFA di Roma. Fa ricerca e cura mostre e progetti sul rapporto arte-tecnologia ed è stato partner di molte delle più importanti istituzioni del settore. Tiene conferenze e prende parte a tavole rotonde e incontri. Collabora con lo spazio per l’arte Adiacenze di Bologna e ha recentemente pubblicato per Mimesis il libro Arte, tecnologia e scienza. Le Art Industries e i nuovi paradigmi di produzione nella New Media Art contemporanea.

I quattro appuntamenti di BITS & BYTES, nati con l’obiettivo di raccontare l'evoluzione che le tecnologie digitali hanno avuto nell’arte dalla loro nascita ai giorni nostri, e di fornire degli strumenti di lettura per comprendere il contesto culturale e artistico in cui si muovono artisti quali Jon Rafman e Ryoichi Kurokawa, hanno visto finora la partecipazione di Valentina Tanni, Docente di Digital Art al Politecnico di Milano e  Claudia D’Alonzo, Docente di Net Art all'Accademia di Brera di Milano.

La quarta e ultima lezione di BITS & BYTES si terrà giovedì 14 febbraio 2019, alle ore 18. L'incontro dal titolo Il viaggiatore mentale: l’arte post-internet di Jon Rafman vedrà la partecipazione dell'artista canadese e di Domenico Quaranta, Docente di Sistemi Interattivi all'Accademia di Belle Arti di Carrara. 

Tutti gli incontri si svolgono alla Galleria Civica di Modena, presso Palazzo Santa Margherita.

Informazioni

tel. +39 059 2032911/2032940 - fax +39 059 2032932

www.galleriacivicadimodena.it

 

 

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A perdita d’occhio. Visibilità e invisibilità nell’arte contemporanea

Presentazione del volume di Francesca Alfano Miglietti "A perdita d’occhio. Visibilità e invisibilità nell’arte contemporanea".

Giovedì 24 gennaio alle 18.30 alla Feltrinelli p.zza Piemonte si terrà la presentazione del volume di Francesca Alfano Miglietti "A perdita d’occhio. Visibilità e invisibilità nell’arte contemporanea" (Skira editore).

Con l’autrice intervengono Gianni Canova, Romeo Gigli e Marco Pesatori.

Una serie di appunti sulle questioni sollevate dal problema della “visione” attraverso le opere di un nucleo di artisti contemporanei. Un saggio che diventa indagine linguistica imprescindibile da quella visiva, essendo suo tema costante lo “sguardo”, il “guardare”. Parole e opere che interagiscono spingendo il lettore a farsi obbligatoriamente anche “osservatore”.

Spesso, quanto accomuna questi autori – Fabio Mauri, Gino De Dominicis, Jannis Kounellis, Oscar Muñoz, Claudio Parmiggiani, On Kawara tra gli altri – è apparentemente un pretesto, uno strumento, un segnale. In realtà, a renderli vicini è una potente onnipotenza: far vedere quello che non c’è, far vedere un presagio, una memoria, un amore, un tempo, un disagio,tutte “cose” che non si vedono e tuttavia si sentono, si percepiscono, coinvolgono, inquietano, attraggono.

Con un’introduzione di Franco “Bifo” Berardi e un testo di Filippo Timi.

Francesca Alfano Miglietti (fam), teorico e critico d’arte, docente all’Accademia di Brera, autrice di libri e saggi sull’arte contemporanea, ha incentrato la sua ricerca sulle contaminazioni dei

linguaggi, il corpo e le sue modificazioni, la performance, il rapporto tra visibile e invisibile. Ideatrice e direttrice della rivista “Virus”, con Skira ha pubblicato Nessun tempo, nessun corpo (2001), Virus Art (2003), Virus Moda (2005), Manuale delle passioni (2007) e Percorsi di arte contemporanea (2011).

INGRESSO LIBERO FINO AD ESAURIMENTO POSTI.

 

 

 

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Franco Cardinali, Fossile lunaire, 1967

 

 

Franco Cardinali. Inquietudine necessaria

A trent'anni dalla mostra postuma all'Accademia di Brera, la città di Milano rende omaggio alla figura di Franco Cardinali, artista di grande spessore, nella storica cornice del Palazzo Giureconsulti.

A trent'anni dalla mostra postuma all'Accademia di Brera, la città di Milano rende omaggio alla figura di Franco Cardinali, artista di grande spessore, nella storica cornice del Palazzo Giureconsulti con un'antologica dal titolo "Franco Cardinali. Inquietudine necessaria" dall'11 gennaio al 14 febbraio, a cura di Raffaella Resch.

Gli oltre cinquanta lavori esposti offrono una panoramica sulla produzione dell'artista ligure, formatosi nell'ambiente parigino di Montparnasse nell'ambito dell'École de Paris, l'ampio gruppo di artisti e intellettuali che operarono a Parigi tra le due guerre. Cardinali risente inizialmente di influenze picassiane e modiglianesche, come rivela l'olio su tela Enfant au jardin (1955) dalle forme primitive, per evolvere verso l'informale e le correnti sperimentali degli anni Settanta, come sottolinea la curatrice Raffaella Resch, «in maniera autonoma e matura, con una sorta di nomadismo degli stili, con un'inquietudine che contraddistingue anche la sua intera esistenza». L'artista, in continua ricerca di nuove tecniche e forme espressive, vive e condivide intensamente i fermenti artistici con gli spiriti più originali della sua epoca, seguendo poi un percorso individuale con esiti assolutamente unici e peculiari. Fra le amicizie si ricorda il legame con Jean Cocteau, con il quale intrattiene scambi epistolari, e con Jacques Prévert, che dedica una poesia ad una sua opera pittorica; conosce anche Pablo Picasso, da cui è stimolato a lavorare con la ceramica.

Con le parole del celebre amico Cocteau, come nelle proprie opere un artista esprime sempre se stesso, in una sorta di involontario autoportraitisme, così nella produzione del pittore nato in terra ligure, il poeta francese ravvedeva la figura massiccia di Cardinali, «sa figure montagnarde de tailleur de pierre» (la sua figura montanara di 'tagliatore di pietra').

Artisticamente Cardinali procede quindi in un percorso che va dal figurativo, interpretato con toni e linee forti, ad un astratto materico ispirato al mondo naturale, composto da ambienti, animali ed elementi simbolici della realtà e della sua fantasia. L'arte di Franco Cardinali è permeata di questa "inquietudine necessaria", come rivela il titolo della mostra: nelle sue opere si legge infatti un'insoddisfazione personale e artistica che si evince nel tratteggio profondo, nei paesaggi inquieti - come in Fragments de cathédral (1983) - e nell'increspamento delle superfici, come in Chant d'amour sur la falaise (1985), per esprimere «il suo bisogno di assoluta e libera autodeterminazione - afferma Resch - in qualunque tempo e rispetto a qualsiasi contesto; una libertà percepita come necessità furiosa di seguire l'ispirazione del momento, perché l'arte secondo Cardinali, per essere autentica e personale, non è altro che confronto interiore con i propri fantasmi».

L'arte per Franco Cardinali è una riflessione costante, un'evoluzione permanente, un'introspezione continua, un lavoro senza fine per perfezionare la propria tecnica pittorica e il proprio messaggio. Impasta colori tradizionali ad olio con materiali terrosi e argillosi per creare superfici spesse, composite, vissute, che rivelano anche un contatto con la natura intenso e profondo. Da qui nascono lavori su tela quali il Fossile lunaire (1967) ad olio con sabbia e caseina, o prima ancora l'olio Crustacés (1962), fino ad Ancienne écriture (1982) ad olio e sabbia, che ritraggono bestiari curiosi e inquietanti come fossero fossili impressi sulla trama. La materia pittorica scava oltre la dimensione esterna, va al di là della tela, e ci restituisce il mondo esplorato da Cardinali, in quel sottile ed effimero equilibrio tra arte e vita.

Organizzata dall'Associazione Culturale Franco Cardinali in collaborazione con la Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi, l'esposizione mette in luce la poetica di un artista le cui opere appartengono ad importanti istituzioni pubbliche e collezioni private in Italia, Europa e negli Stati Uniti, in prevalenza a New York e Los Angeles.

La rassegna gode del patrocinio del Club per l'UNESCO di Aquileia, dei Comuni di Chiusi della Verna e Città di Castello e dell'Unione Artigiani della Provincia di Milano e della Provincia di Monza e Brianza. Arricchisce l'esposizione un esaustivo catalogo bilingue italiano e inglese edito da Scalpendi Editore, che presenta tutte le opere in mostra oltre ad una ricca selezione della produzione dell'artista, con testo critico di Raffaella Resch e una testimonianza dell'amico Benito Boschetto.

Franco Cardinali (1926-1985), nasce in Liguria, a Rapallo, nel 1926 e si trasferisce a Parigi nel 1950. Nel '53 esordisce a Milano con una personale alla Galleria San Babila e due anni più tardi espone con gli artisti della Cité Vercingetorix, sotto il patrocinio di Jean Cocteau, con il quale instaura una solida amicizia, ed incontra Jacques Prévert: entrambi lo promuoveranno presso gli ambienti artistici parigini e della Costa Azzurra. Cardinali partecipa quindi nelle estati del 1955 e del 1956 all'esuberante attività artistica di Vallauris ed espone alla Galleria Charpentier nel gruppo École de Paris, con opere selezionate da Raymond Nacenta. Conosce poi il grande Pablo Picasso.

Si divide tra Vallauris e Parigi fino al 1968, quando un profondo bisogno di solitudine lo conduce a ritirarsi in Toscana in un villaggio di montagna, La Rocca della Verna, dove costruisce la sua casa e il suo atelier, e prosegue per dodici anni le sue ricerche. Nel novembre del 1980, ancora lacerato dall'insoddisfazione, parte alla volta di un viaggio in Costa Azzurra per ritrovare l'amico Jean Haechler, il quale diventerà suo mentore e mecenate. Si stabilisce quindi a Saint Paul de Vence nel 1982 e a dicembre tiene una personale a Nizza, seguita nel febbraio del 1983 da Ginevra, in marzo da Parigi e in aprile da Sion, in Svizzera. La sua ultima esposizione lo vede a giugno con una personale a Saint Paul de Vence. Si suicida il 12 aprile 1985, a soli 59 anni.

Un ringraziamento particolare va al Main Sponsor Aboca per il sostegno alla mostra.

 

Coordinate mostra

Titolo Franco Cardinali. Inquietudine necessaria

A cura di Raffaella Resch

Sede Palazzo Giureconsulti, Piazza Mercanti 2, Milano

Date 11 gennaio - 14 febbraio 2019

Inaugurazione giovedì 10 gennaio, ore 18

Orari lunedì - venerdì ore 10-18.30

Ingresso libero

Catalogo Scalpendi Editore

Info pubblico Tel. +39 02 8515.5920 | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. | www.palazzogiureconsulti.it

 





 

 

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Marina Abramović. The artist is present

Secondo appuntamento della rassegna “L’arte sullo schermo”, a cura di Alessandro Romanini

Archiviato con grande partecipazione di pubblico il primo appuntamento della rassegna “L’arte sullo schermo”, dedicato a Marcel Duchamp e a Andy Warhol, sabato 19 gennaio, sempre alle ore 17:30 presso la Fondazione Centro Studi sull’Arte Licia e Carlo Ludovico Ragghianti, sarà la volta del documentario The artist is present, sulla madre della performing art Marina Abramović, di cui è in corso, ancora per qualche giorno, la mostra “The Cleaner” a Firenze a Palazzo Strozzi. Il regista Matthew Akers segue l’artista serba durante il periodo di preparazione della grande retrospettiva dedicatale dal Museum of Modern Art di New York nel 2010, conducendoci alla scoperta di tutti gli aspetti della carriera quasi cinquantennale di questa donna carismatica e magnetica, che è diventata una delle icone dell’arte contemporanea. Ulteriori dettagli sul sito della Fondazione.

 

PROSSIMI APPUNTAMENTI

Sabato 19 gennaio, ore 17:30

Marina Abramović. The artist is present, di Matthew Akers, 2012

Sabato 26 gennaio, ore 17:30

Bill Viola. The road to St. Paul’s, di Gerald Fox, 2017

Sabato 2 febbraio, ore 17:30

Maurizio Cattelan: be right back, di Maura Axelrod, 2016

 

Fondazione Centro Studi sull’Arte Licia e Carlo Ludovico Ragghianti

Complesso monumentale di San Micheletto

Via San Micheletto 3, Lucca

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tel. 0583 467205

 

 

 

Con Pura Forma tecniche miste su tela 200x200 cm 2018

Con Pura Forma tecniche miste su tela 200x200 cm 2018

 

 

Daniele Bongiovanni - Con Pura Forma

Il concept della mostra è un'accurata selezione di dipinti legati al ciclo Aesthetica, oggi meglio riconosciuto come il ciclo dei cieli bianchi.

Il 30 gennaio alle ore 18.30  inaugura alla Raffaella De Chirico Arte Contemporanea "Con Pura Forma", personale dell’artista Daniele Bongiovanni a cura di Francesco Poli.

Il concept della mostra è un'accurata selezione di dipinti legati al ciclo Aesthetica, oggi meglio riconosciuto come il ciclo dei cieli bianchi; ovvero un percorso che in questi anni ha permesso all'artista di perseguire, anche con nuove sperimentazioni cromatiche e stilistiche, uno studio sulla forma ''classica'' del paesaggio, un’indagine che ha come costante l'esigenza di rendere rappresentato in forma onirica e a tratti imponderabile ciò che più può risultarci concreto e troppo previsto: lo spazio naturale. Tra le tante opere inedite e quelle più o meno recenti, realizzate tra il 2015 e il 2017, in questa nostra sarà presente uno dei lavori di Bongiovanni esposto alla 57ima Biennale d'Arte di Venezia, Natura con Deus, una composizione di trenta tavole di legno (15x15cm ognuna) in cui si ritrova una natura vissuta e pensata dall’uomo, ma esente da corpi artificiali ed estranei.

Lo storico dell’arte Marzia Ratti, presente con un testo a catalogo, definisce le opere presentate da Daniele Bongiovanni in questa mostra come un'evoluzione naturale della sua ipotesi pittorica che parte dalla figurazione, intesa e filtrata da sue esigenze di progressiva destrutturazione che in parte coincidono anche con i suoi interessi di studio, per approdare a un operare minimo che raggiunge la dimensione del silenzio e del mistero per vie di sola luce colorata. I bianchi, la rarefazione, le atmosfere luminose, il trattamento nebbioso della materia racchiudono le riflessioni che con continuità Bongiovanni conduce sul senso della ricerca pittorica che, pur ricordando analoghi risultati di tanti autori contemporanei sui versanti della pittura analitica e del concettuale, attingono con sottigliezza alla tradizione storico-artistica, dando vita a un'astrazione che pare un frammento ripensato del ‘donatore in abisso’ di medievale memoria.

Daniele Bongiovanni è nato a Palermo nel 1986, laureato in Arti visive presso l'Accademia di Belle Arti di Palermo, nel corso della sua carriera ha esposto in numerose mostre personali e collettive. Tra gli spazi e le istituzioni che hanno ospitato le sue opere si ricordano: Università Ca' Foscari Venezia (nell'ambito della 53.ma Biennale d'Arte di Venezia), Fondazione Whitaker di Palermo, Palazzo Bollani a Venezia, Caroline Spring Gallery a Melbourne, MACRO - Museo d'Arte Contemporanea di Roma, CD Arts Gallery di Lugano, Centro Svizzero di Milano, 57.ma Biennale d'Arte Venezia, Ambasciata d'Italia a Londra, RISO - Museo d'Arte Contemporanea della Sicilia, Palazzo Sant'Elia di Palermo, Palazzo Broletto di Pavia.

 

Daniele Bongiovanni

Con Pura Forma

Opening 30 gennaio 2019

18.30 – 21.00

Dal 30 gennaio al 9 marzo 2019

Raffaella De Chirico Arte Contemporanea

Via Della Rocca, 19 10123 Torino

www.dechiricogalleriadarte.com

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mercoledi – venerdi 15.00-19.00

sabato 11.00-19.00

su appuntamento al +39 3928972581