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Elisabetta Di Maggio, Greetings from Venice

Elisabetta Di Maggio all’Event Pavilion del T Fondaco dei Tedeschi, Venezia dal 6 aprile al 25 novembre 2018

Dal 6 aprile l’Event Pavilion di T Fondaco dei Tedeschi presenta Greetings from Venice, un’installazione site-specific dell’artista Elisabetta Di Maggio, a cura di Chiara Bertola. Dopo il successo di pubblico ottenuto dall’opera di Fabrizio Plessi Under Water e dall’installazione Waterbones di Loris Cecchini, lo spazio dedicato alle proposte culturali – all’interno del nuovo lifestyle department store di DFS nel cuore di Venezia – torna all’arte contemporanea con un allestimento evocativo e profondo, dove la bellezza suggestiva e ipnotica del lavoro manuale dell’artista si intreccia con spunti di riflessione sul tempo e sulla natura delle relazioni.

Con questo terzo allestimento, il gruppo DFS conferma la sua volontà di far tornare il T Fondaco dei Tedeschi alla sua antica vocazione di luogo in cui convergono e si intrecciano cultura e commercio, tradizioni secolari e contemporaneità, visitatori locali e internazionali.

All’interno dello spazio reinterpretato dall’artista proseguiranno le attività culturali promosse dal T Fondaco dei Tedeschi: concerti, incontri letterari, performance di danza contemporanea e videoproiezioni, organizzate in collaborazione con le istituzioni culturali di Venezia.

Aperto gratuitamente al pubblico tutti i giorni, l’Event Pavilion ospiterà l’installazione Greetings from Venice di Elisabetta Di Maggio fino al 25 novembre 2018.

 

 

 

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Renato Guttuso: Fiasco, candela e bollitore 1940-41 olio su tela 54x73

 

LA COLLEZIONE ROBERTO CASAMONTI

Un nuovo luogo dedicato all’arte moderna e contemporanea in uno spazio collocato al Piano Nobile di Palazzo Bartolini Salimbeni

Dal mese di marzo 2018 Firenze avrà un nuovo luogo dedicato all’arte moderna e contemporanea in uno spazio collocato al Piano Nobile di Palazzo Bartolini Salimbeni. Lo storico edificio, capolavoro architettonico rinascimentale opera di Baccio d’Agnolo, si affaccia sull’asse visuale che congiunge piazza Santa Trinita con la prestigiosa via Tornabuoni.

L’antica dimora – attentamente restaurata – accoglierà la selezione delle opere che Roberto Casamonti, nella sua lunga attività nel mondo dell’arte, ha raccolto per costituire il corpus principale della propria Collezione.
I dipinti e le sculture esposte sono il frutto di anni di appassionate ricerche che danno vita ad un assieme in grado di rappresentare l’eccezionale evoluzione storico artistica che attraversa per intero il XX secolo.

“La Collezione, con le sue dotazioni in permanenza, si appresta a qualificarsi – sottolinea il critico Bruno Corà – come una delle maggiori raccolte d’arte moderna e contemporanea aperte al pubblico esistenti in Italia. La scelta di offrire questa sua Collezione a fiorentini e turisti – evidenzia ancora il curatore scientifico della Collezione – si esprime come un autentico gesto mecenatizio (…) l’atto di riconoscenza di un cultore appassionato d’arte, per la città che lo ha seguito nel corso della sua attività professionale e della sua stessa vita”.

Per precisa scelta dell’Associazione Culturale, appositamente costituita per gestire e animare questo nuovo spazio culturale, il pubblico potrà ammirare le opere esposte accedendovi gratuitamente, su semplice prenotazione.

La Collezione di opere d’arte italiane e straniere si articola in due grandi nuclei: il primo considera opere di artisti agli esordi del Novecento e sino ai primi anni Sessanta, il secondo, dal 1960 ai nostri giorni.
In Palazzo Bartolini Salimbeni, la Collezione sarà proposta per sezioni. Il primo nucleo, dal 24 marzo 2018 e sino alla primavera del ’19 e, a seguire, il secondo.
Al primo appartengono capolavori di Fattori, Boldini, Balla, Viani, Sironi, Severini, Marini, Morandi, de Chirico, Savinio, Prampolini, Casorati, Magnelli, Licini, Picasso, Leger, Soutine, Klee, Chagall, Ernst, Kandinsky, Hartung, Fautrier, Matta, Lam, Dorazio, Accardi, Afro, Vedova, Capogrossi, Burri, Klein, Fontana, Castellani, Manzoni, Lo Savio e numerosi altri.

L’Associazione per l’Arte e la Cultura, denominata “Collezione Roberto Casamonti” si propone l’obiettivo di organizzare mostre ed eventi multidisciplinari finalizzati a valorizzare il dialogo tra le arti con la sola motivazione di animare il dibattito culturale che interessa l’arte moderna e contemporanea.

“La nascita dell’Associazione – evidenzia Roberto Casamonti –sancisce il punto di arrivo di una lunga storia che attraversa e caratterizza la mia famiglia, raccontandosi oggi per mezzo del linguaggio vivo dell’arte. Ho pensato di voler condividere con la città di Firenze, alla quale sono da sempre affettivamente legato, la mia collezione per poter fare in modo che i valori di cui l’arte è portatrice possano essere condizioni non esclusive ma pubblicamente condivise. Sono fortemente convinto del potenziale educativo dell’arte, in grado di strutturare ed educare il pensiero, l’animo e la consistenza del nostro vivere. Perché anch’io sono convinto che la bellezza sia in grado di salvare il mondo, come affermava Dostoevskij”. La direzione è stata affidata a Sonia Zampini, storica dell’arte e da anni collaboratrice della galleria Tornabuoni Arte.

Informazioni e prenotazioni:

www.collezionecasamonti.com
tel. 055.602030
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
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Orari di apertura pubblico: mercoledì, giovedì, venerdì, sabato, domenica dalle ore 11.30 alle ore 19.00, chiusura biglietteria ore 18.30

 

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Laurel Holloman / Susi Kramer - COLOR FOREST

Alla Fondazione Matalon di Milano la bipersonale di Laurel Holloman e Susi Kramer

La Fondazione Luciana Matalon è lieta di presentare la mostra Color Forest, bipersonale di Laurel Holloman e Susi Kramer  (da venerdì 6 aprile a sabato 28 aprile 2018, inaugurazione giovedì 5 aprile dalle 18 alle 20). I grandi dipinti astratti di Holloman (USA, 1971) dialogheranno in una situazione del tutto inedita con le sculture in vetro acrilico di Kramer (Svizzera, 1947), raccontando così al pubblico dell’incontro tra due artiste che, pur appartenendo a mondi e generazioni diverse, hanno stabilito un dialogo ricco e di grande leggibilità.
 
Al centro del lavoro di entrambe c’è il colore: che sia dipinto in grandi campiture materiche e suggestive, come nei lavori di Holloman, o imprigionato in purezza di forme nel vetro acrilico che è la firma di Kramer, l’uso sapiente del colore condurrà il visitatore in un viaggio all’insegna della gioia di vivere, delle atmosfere mediterranee, della sensibilità femminile per la natura e i sentimenti unite a una costante sperimentazione e padronanza tecnica.
 
In mostra più di 30 opere, in gran parte pezzi realizzati appositamente per l’esposizione milanese o rappresentativi della produzione più recente di entrambe le artiste. Sia per Laurel Holloman che per Susi Kramer, quella alla Fondazione Matalon è la prima mostra a Milano, per Kramer in assoluto la prima in Italia. Holloman ha invece già esposto due volte a Venezia, nel 2012 in una personale curata da Lea Mattarella e nel 2013 invitata a una collettiva in occasione della Biennale d’Arte.
 
Laurel Holloman (www.laurelholloman.net) dopo 10 anni di carriera cinematografica, dal 2010 lavora come artista a tempo pieno a Los Angeles. È conosciuta per l’uso vibrante dei colori e per le opere di grandi dimensioni, capaci di catturare emozioni tumultuose con un movimento pittorico che crea quasi un’illusione tridimensionale. È stata protagonista di diverse mostre personali a Parigi e Londra e nel 2016 il Museo Jan van der Togt di Amsterdam l’ha invitata a realizzare la personale Everglow. Ha esposto due volte a Venezia, nel 2012 in un solo show e nel 2013 ha partecipato a un evento collaterale ufficiale della Biennale d’Arte. Ha avuto il privilegio, come lei stessa ricorda, di avere Lea Mattarella come curatrice di una sua personale a Berlino. “Con il suo incoraggiamento Lea mi ha aiutato ad andare più a fondo del mio lavoro e ad esplorarne il linguaggio simbolico. Ha saputo comprendere l’emozione e la spiritualità che stanno alla base e ha saputo consigliarmi e sostenermi”.
 
Susi Kramer (www.susikramer.ch) originaria della Svizzera tedesca, è un’artista internazionale e multimediale che lavora tra Obherof (Svizzera), Parigi e Cannes. Imprigiona colori nei suoi vetri acrilici da più di due decadi e i suoi lavori, sia in ambito artistico che architettonico, sono stati esposti in numerosi Paesi come Iran, Germania, Hong Kong, Francia e Germania. Recentemente a Basilea (Svizzera) le è stata dedicata una retrospettiva di tre mesi che ha celebrato i suoi oltre 40 anni di carriera con una selezione delle sue opere più significative, sia scultoree che pittoriche; per l’occasione è stato pubblicato il libro Artist Absolutely. La trasparenza del suo mezzo preferito, il vetro acrilico, riflette straordinariamente la stratificazione del suo lavoro e della sua poetica. Sotto il profilo visuale il medium crea un forte gioco tridimensionale con la complicità delle luci e delle ombre. I suoi famosi cubi, le steli e le altre figure in vetro acrilico danno vita così a un’atmosfera ariosa, fluttuante e sognante che vuole sospingere il visitatore verso un futuro visionario e di frontiera.
 

 

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Diego Marcon, Il malatino (film frame), 2017 Lavoro prodotto per la quinta edizione di Museo Chiama Artista, promosso da DGAAP - MiBACT e AMACI

 

PUBLIC PROGRAM

La nuova piattaforma di incontri, presentazioni, dibattiti e conferenze aperte al pubblico. Una delle maggiori novità della programmazione del 2018 della GAMeC.

Dal 12 marzo è partito Public Program, la nuova piattaforma di incontri, presentazioni, dibattiti e conferenze aperte al pubblico che costituisce una delle maggiori novità della programmazione del 2018 della GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo.

Nato dalla collaborazione tra la GAMeC e l’Accademia di Belle Arti G. Carrara di Bergamo, il progetto coinvolgerà numerosi protagonisti del panorama artistico nazionale e internazionale, andando a definirsi come uno strategico punto di convergenza tra le politiche formative dell’istituto bergamasco e le attività della Galleria sul fronte dell’aggiornamento e della mediazione.

Un programma che durante la prima parte del 2018 sperimenterà il format dell’“artist talk”, aprendosi al contributo di autori di generazioni e provenienze diverse coinvolti nell’attività delle due istituzioni, e che nella seconda parte dell’anno – in occasione della mostra Black Hole. Arte e matericità tra informe e invisibile e in concomitanza con l’apertura del nuovo anno accademico – avrà invece carattere interdisciplinare e rifletterà, in maniera trasversale, sul tema della materia e sul rapporto tra arti visive e scienza.

Venerdì 16 marzo, alle ore 11:00, Diego Marcon (Busto Arsizio, 1985) si confronterà invece con Fabiola Naldi nelle aule dell’Accademia.

Per l’occasione, dalle 15:00 alle 18:00 lo Spazio Caleidoscopio della GAMeC ospiterà

Il malatino (2017) il film di animazione in 16mm che Diego Marcon ha realizzato per la quinta edizione di Museo Chiama Artista.

Il progetto, promosso dalla Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane (DGAAP) del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e da AMACI – Associazione dei Musei d'Arte Contemporanea Italiani, è nato per sostenere attivamente il sistema del contemporaneo nel nostro Paese, attraverso la commissione ad artisti italiani di nuove opere che verranno presentate all'interno della rete museale.

PUBLIC PROGRAM 2018

Incontri aperti al pubblico.

Ingresso gratuito.

Sedi

GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo

Spazio ParolaImmagine

Via San Tomaso 53 – Bergamo

Tel. 035 270272

gamec.it

 

Accademia di Belle Arti G. Carrara

Piazza Giacomo Carrara, 82/d – Bergamo

Tel. 035 399563

accademiabellearti.bg.it

 

 

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I MERCANTI D'ARTE DI TEFAF MAASTRICHT 2018

La reputazione internazionale di TEFAF Maastricht e della sua offerta di opere di straordinaria e impareggiabile qualità continua a essere un cruciale punto di riferimento per i collezionisti globali.

L'edizione 2018 di Tefaf Maastricht, in corso dal 10 al 18 marzo e anticipata dall'Early Access dell'8 marzo e dall'Anteprima del 9 marzo, si è chiusa nell'unanime definizione di clamoroso successo, viste le numerose vendite riportate in ogni sezione della Fiera, che hanno interessato sia collezionisti privati che istituzionali. Quest'anno la Fiera ha accolto oltre 100 nuovi musei in aggiunta a quelli che già la visitano. La reputazione internazionale di TEFAF Maastricht e della sua offerta di opere di straordinaria e impareggiabile qualità continua a fare della Fiera un cruciale punto di riferimento per i collezionisti globali. Durante la Fiera,TEFAF Maastricht ha accolto oltre 68 mila visitatori.
Christian Hemmerle, tra i nuovi membri del Consiglio di Tefaf, nonché il più giovane, ha dichiarato: “Ogni anno gli espositori infondono grande impegno nella presentazione dei loro stand e quest'anno si sono superati sia come curatori che in termini di qualità delle opere in vendita, assolutamente altissima. Questo ha reso la Fiera uniformemente vivace e positiva”.

Le attente e curate esposizioni di ogni sezione della Fiera hanno portato risultati eccezionali per i mercanti d'arte. Tra questi, c'è il nuovo partecipante della sezione TEFAF Paintings, Lullo · Pampoulides (Stand 368). Durante la Fiera la giovane galleria, diretta da Andreas Pampoulides e Andrea Lullo, ha venduto prevalentemente a nuovi collezionisti, trovandosi a riorganizzare il proprio stand due volte a causa delle numerose opere acquistate. Tra queste, L'Assunzione di Santa Maria Maddalena, di Francesco Albani (1578 – 1660), olio su rame, datata ca.1630-1640, acquistata da un'istituzione statunitense. La galleria ha inoltre venduto una delle opere di punta del suo stand, San Francesco da Paola, olio su tela, ca.1625-1626, di Simon Vouet (1590-1649), il cui prezzo richiesto era di 250.000 euro. Acquistato venerdì da un collezionista privato, il dipinto aveva destato il forte interesse di ben quattro musei.
Stoppenbach & Delestre (Stand 333) ha presentato una mostra speciale intitolata La Bretagna dalla scuola di Pont-Aven al Post-Impressionismo che ha riscosso grande successo tra i collezionisti statunitensi in visita alla Fiera. La galleria ha venduto due opere di questa esposizione allo stesso collezionista americano: Pont Aven, Uscita dalla Messa delle Sette, 1923, olio su tela, di Gustave Loiseu (1865-1935), e La Vendemmia, ca.1890, olio su tavola, di Émile Bernard (1868-1941).
Jorge Coll e Nicolás Cortés, direttori di Colnaghi (Stand 306), hanno riportato finora 19 vendite, evidenziando la forte domanda dei collezionisti di opere degli Antichi Maestri. La galleria è stata inoltre felicemente sorpresa dal numero di compratori sia nuovi che di giovane età. Tra le opere vendute, una Testa di Donna Anziana, marmo bianco e bluastro, probabilmente di Luna (Carrara), proveniente dalla dinastia giulio-claudia, metà del I secolo d.C. L'opera è stata acquistata da un collezionista privato statunitense e aveva un prezzo richiesto di 700.000 euro.
Rupert Maas di The Maas Gallery (Stand 335) ha commentato così il fascino unico di Tefaf Maastricht: “...questa è la sola Fiera al mondo che conosco dove i musei si recano con il desiderio (i curatori), la decisione (i direttori) e i mezzi economici (sponsor e fiduciari) per far sì che il processo di acquisizione avvenga in un unico posto, con semplicità”.

La sezione TEFAF Modern ha visto la vendita di una delle opere più preziose dell'intera Fiera: Lillà, 1887, del maestro olandese Vincent Van Gogh (1853-1890), olio su tela, venduto da Hammer Galleries (Stand 406). Il dipinto, dal prezzo richiesto di 9,5 milioni di euro, è stato acquistato da un collezionista privato nonché nuovo cliente della galleria. Si è trattato di una vendita molto entusiasmante per Hammer, che quest'anno ha celebrato sia il novantesimo anniversario di attività che il nono anno di presenza a TEFAF Maastricht. Il quadro era inoltre la terza opera di Van Gogh che il presidente della galleriea Howard Shaw ha venduto nella sua carriera.
Thomas Salis (Stand 404) ha reso noto che tutte le sue vendite sono state concluse con nuovi clienti, sia privati che istituzionali. L’allée cavalière, Tour Eiffel, 1898, olio su tela, di Pierre Bonnard (1867-1947) è stata acquistata per una collezione privata svizzera, mentre la scultura di bronzo Cardinale seduto, progettata nel 1975 da Giacomo Manzù (1908-1991) è stata comprata da un importante collezionista spagnolo. Nel frattempo, due preminenti istituzioni americane stanno considerando l'acquisto di tre opere di Édouard Vuillard (1868-1940) – Portrait de Misia Natansson, olio su tavola; Modèle se déshabillant, boulevard Malesherbes, tempera su carta montata su tela; e Les tasses noires, tempera su tela.

La prima partecipazione a TEFAF Maastricht del nuovo espositore Mazzoleni (Stand 500) si è rivelata di grande successo, con numerose vendite riportate durante i primi giorni della Fiera. Tra le opere vendute, una di Gino Severini (1883 – 1966) del 1918. Luigi Mazzoleni ha sottolineato che i visitatori europei dello stand sono stati particolarmente numerosi, estremamente eruditi e ben consapevoli di ciò che stavano cercando.
J. Kugel (Stand 200) ha portato alla Fiera uno dei più straordinari esempi di arti decorative: L'Orologio Bulgari, orologio astronomico in avorio e argento dorato realizzato ad Asburgo nel 1637-1639, acquistato da un collezionista europeo. Il prezzo non è stato reso noto. La sezione TEFAF Antiques ha riportato diverse vendite a varie istituzioni: Christophe de Quénetain (Stand 108), ad esempio, ha venduto al Metropolitan Museum of Art degli Stati Uniti sei piatti e due da portata firmati, provenienti o dal laboratorio di Carlo Giuseppe Rampini o da quello di Antonio Francesco Imbres, dipinti da Siro Antonio all'interno dei suoi soggetti sull'architettura africana, ceramica smaltata a stagno, ca.1700. Inoltre, una scultura di marmo bianco intitolata Giovanna d'Arco, ca.1840, di Auguste Trouchaud dopo Sua Altezza Reale la Principessa Maria d’Orléans (1813-1839) è stata riservata dal Museo di Belle Arti d’Orléans.
L'importante mercante di argenterie Koopman Rare Art (Stand 156) ha riportato diverse vendite durante la Fiera, che hanno seguito quelle significative che la galleria ha chiuso negli ultimi sei mesi, a dimostrazione dello slancio che attualmente sta interessando questo segmento del mercato. Tra le opere vendute a TEFAF Maastricht, un paio di caraffe in argento dorato realizzato da Edward Farrell per il Duca di York (1763-1827), dal prezzo richiesto di 175.000 sterline, e un set di quattro candelieri in argento dorato di epoca Giorgio II, progettato da William Kent e realizzato in argento da Paul Crespin, il cui prezzo richiesto era di 450.000 sterline.

Rupert Wace Ancient Art (Stand 428) ha riportato numerose vendite durante tutta la Fiera. Tra le opere interessate, un coperchio con una scena di caccia, Villanova, VIII – VII secolo a.C., bronzo, acquistato per una collezione pubblica al prezzo di 150.000 euro. Inoltre, Sycomore Ancient Art (Stand 436) ha venduto a un collezionista privato mediorientale la sua opera più importante, dal prezzo a sei cifre. Si tratta di una testa egizia in vetro blu con intarsi, probabilmente raffigurante la divinità Nun, Nuovo Regno, 1570 – 1085 a.C.
I collezionisti privati hanno gremito la sezione TEFAF Tribal, che ha registrato diverse vendite tra i vari espositori. Il giorno di apertura la Galerie Meyer – Oceanic & Eskimo Art (Stand 135) ha venduto a dei collezionisti francesi un'importantissima figura Yipwon proveniente dall'area del fiume Korewori, mentre Bernard de Grunne Tribal Fine Arts (Stand 121) ha venduto a dei collezionisti privati uno dei pezzi più di richiamo della sezione, una figura Black Uli, proveniente dalla Nuova Irlanda, e anche una figura Kota Janus, Guardiano delle Reliquie, proveniente dal Gabon. Le esposizioni dedicate a un singolo artista sono state uno dei grandi successi della sezione TEFAF Paper. Il gallerista britannico James Butterwick (Stand 725) si è concentrato unicamente sulle opere di Boris Kosarev (1897-1994), con un'esposizione intitolata Il Laboratorio Kharkov (1918-1929), nomignolo attribuito dall'artista al proprio studio. La galleria ha venduto sette opere, tutte a collezionisti privati europei differenti. I prezzi di vendita andavano dai 1000 ai 25.000 euro.
La Galerie Tanakaya (Stand 727) si è a sua volta focalizzata su un artista in particolare, Foujita Tsuguharu (1886-1968), in occasione del cinquantesimo anniversario della sua morte e in concomitanza alle mostre a lui dedicate a Tokyo e Kyoto, Giappone, ma anche al Musée Maillol di Parigi. Durante TEFAF Maastricht la galleria Tanakaya ha venduto 23 opere di Foujita, tra cui Giovane ragazza con in mano tre ranuncoli, inchiostro nero e acquerello su carta, dal prezzo di 180.000 euro.

Il design scandinavo si è rivelato molto popolare durante questa edizione della Fiera. La Dansk Møbelkunst Gallery (Stand 600) ha venduto diverse opere prevalentemente a nuovi clienti. Tra queste, il tappeto intrecciato ad affresco “Park, Grön”, 1957, realizzato da Märta Måås-Fjetterström AB per Barbro Nilsson (1899-1983) ed acquistato da un nuovo cliente americano. Inoltre, ha venduto due rare lampade di Poul Henningsen (1894-1967), realizzate da Louis Poulsen, una da terra in rame dipinto, ottone e ferro dipinto,1926-1928, e l'altra da soffitto in ottone e rame dipinto, 1926. In condizioni originali, entrambe sono state acquistate da un nuovo cliente tedesco.
Il TEFAF Showcase di quest'anno è stato di forte impatto grazie all'impegno che ciascuno dei suoi cinque partecipanti ha profuso nella creazione di meravigliosi stand espositivi. I loro sforzi sono stati ripagati dalle vendite a nuovi clienti e dai complimenti ricevuti sia dai visitatori che da altri espositori. La Kallos Gallery (Stand 3) ha venduto solamente a nuovi collezionisti. Tra le opere più rilevanti, un anello mesopotamico acquistato per 14.000 euro da un collezionista privato appassionato di gioielleria bizantina.
TEFAF Maastricht 2019 avrà luogo dal 16 al 24 marzo, con le giornate di Early Access e di Anteprima previste rispettivamente il 14 e 15 marzo 2019.
La prossima Fiera targata TEFAF sarà TEFAF New York Spring 2018, che avrà luogo a Park Avenue Armory, New York, dal 4 all'8 maggio 2018, con la giornata di Early Access il 3 maggio. La lista degli espositori del 2018 e i biglietti della Fiera sono già disponibili su www.tefaf.com




 

Ad Reinhardt. Arte Satira

 

Ad Reinhardt. Arte + Satira

Mostra a cura di Diana Baldon presso la Galleria Civica di Modena

Dal 10 marzo al 20 maggio la Galleria Civica di Modena inaugura Ad Reinhardt. Arte + Satira, la prima mostra organizzata sotto l’egida della nuova FONDAZIONE MODENA ARTI VISIVE, di cui fa parte, a partire dallo scorso ottobre, la storica istituzione modenese.

La mostra, dedicata al celebre artista americano Ad Reinhardt (New York, 1913-1967), presenta per la prima volta in un’istituzione italiana un aspetto ancora poco studiato del suo lavoro. Benché l’artista americano sia noto principalmente come pittore astratto, questa esposizione raccoglie più di 250 opere tra fumetti a sfondo politico e vignette satiriche selezionati dagli archivi dell’Estate of Ad Reinhardt di New York. I lavori su carta sono accompagnati da una proiezione di diapositive scattate dall'artista in 35mm e ora digitalizzate, nonché da un considerevole numero di diari di viaggio, schizzi e pamphlet.

Conosciuto dal grande pubblico per i suoi black paintings, tele minimaliste, nere, realizzate negli anni Sessanta e venerate da un nutrito gruppo di artisti più giovani noti a livello internazionale – tra cui Sol LeWitt, Frank Stella, Robert Irwin, e Joseph Kosuth – l’eccezionale percorso di Reinhardt continua ancora oggi ad avere ampia risonanza. La pittrice sudafricana Marlene Dumas ha recentemente affermato: “Tutti coloro a cui interessa la differenza tra dipinti e immagini devono entrare in relazione con Ad Reinhardt. […] Chiunque trovi piacere nella critica d’arte e apprezzi l’ironia e lo humor […] non può che amare Ad Reinhardt”.

Reinhardt sviluppò il proprio interesse verso la pittura e il fumetto da bambino, mettendo a frutto questi talenti in numerose pubblicazioni scolastiche e durante i lavori estivi dalle scuole superiori al college. Nel corso degli anni Trenta e Quaranta, durante e dopo i quattro anni passati a lavorare in qualità di pittore astratto per la Easel Division del Federal Art Project degli Stati Uniti, Reinhardt creò più di 3.000 vignette satiriche e illustrazioni per copertine che apparvero su numerose pubblicazioni americane. Si ricordano i periodici New Masses, The Student Advocate e The Fight Against War and Fascism; svariate riviste tra cui Glamour, Listen e Ice Cream Field; nonché annuari di baseball e The Races of Mankind, pamphlet anti-razzista che vendette più di un milione di copie. Più notoriamente, Reinhardt lavorò nello staff artistico della redazione del quotidiano PM a partire dal 1943, realizzando le caratteristiche vignette-collage che uniscono elementi disegnati a mano a ritagli da libri di seconda mano, una tecnica inusuale mai apparsa prima sui quotidiani.

Dopo aver studiato e insegnato Storia dell’Arte per gran parte della sua vita, nel 1958 l’artista dichiarò: “Non credo nell’originalità. Io credo nella Storia dell’Arte”. Tale dichiarazione è comprovata nella sua serie di vignette sull’arte ampiamente omaggiata e riproposta, intitolata How to Look. La celebre serie apparve a pagina intera nell’edizione domenicale di PM nel corso del 1946 e fu utilizzata dall’artista come piattaforma per difendere in modo adamantino lo sviluppo e la comprensione dell’arte astratta in America. Il fumetto presenta un approccio didattico nel quale Reinhardt ironizza sul ruolo dell’intrattenitore pronto a spiegare tutto e che non era diretto unicamente ai lettori ma anche ai colleghi artisti. Dopo essersi assicurato una cattedra al Brooklyn College nel 1947, Reinhardt pubblicò occasionalmente altre vignette sull’arte nei periodici ARTnews, trans/formation e Art d’aujourd’hui, dove espresse le sue taglienti osservazioni satiriche sul mondo dell’arte contemporanea del tempo.

Nel 1952 Reinhardt cominciò a girare il mondo in lungo e in largo. Nei suoi numerosi viaggi in Europa, Medio Oriente, Giappone e Asia Sudorientale scattò più di 12.000 fotografie a colori che furono presentate in occasione dei suoi leggendari “Non-Happenings”. Queste conferenze visive, presentazioni di diapositive simili a maratone, riordinavano geografie e periodi storici in stupefacenti e imprevedibili sequenze, trasformando la lezione di storia dell’arte in una parodia umoristica del diario di viaggio dell’artista. Numerose immagini provenienti da culture lontane trovano così corrispettivi e giocosi accostamenti: le natiche delle statue fanno il verso alle geometrie di un idrante urbano. Le loro composizioni formali richiedono allo spettatore grande attenzione, come i dipinti e gli scritti di Reinhardt incoraggiano una consapevolezza attiva mentre li si guarda e se ne fa esperienza. Lungo tutto il lavoro di Reinhardt, incluse le opere presentate in questa occasione, risulta evidente un’incredibile capacità di allargare la nozione corrente di quale sia il dominio estetico dell’arte, e di quale possa essere.

Ad Reinhardt. Arte + Satira è realizzata in collaborazione con Ad Reinhardt Foundation, New York, e Mudam Luxembourg, e con un ringraziamento particolare a David Zwirner, New York/London/Hong Kong. La mostra curata da Diana Baldon è stata originariamente presentata dal 12 giugno al 6 settembre 2015 con il titolo Art vs. History alla Malmö Konsthall, Svezia.

Biografia

Ad Reinhardt (1913-1967) è stato uno dei più importanti artisti americani del XX secolo. I suoi dipinti incoraggiano la partecipazione attiva dello spettatore nell’atto di guardare ed esperire l’“arte per l’arte”. Come disse l’artista: “L’arte è arte. Tutto il resto è il resto”. Nel corso della sua vita con le sue opere ha preso parte a importanti esposizioni museali, tra cui Abstract Painting and Sculpture in America (1951-1952), Americans 1963 (1963-1964), e The Responsive Eye (1965-1966), The Museum of Modern Art, New York; The New Decade: 35 American Painters and Sculptors, Whitney Museum of American Art, New York (1955-1956); Abstract Expressionists Imagists, Solomon R. Guggenheim Museum, New York (1961); Painting and Sculpture of a Decade: 1954–64, Tate Gallery, Londra (1964); Black, White and Grey, Wadsworth Atheneum, Hartford, Connecticut (1964). Nel 1966, il Jewish Museum di New York organizzò la sua prima grande retrospettiva. Nel 1991 il Museum of Modern Art di New York inaugurò una retrospettiva del suo lavoro che in seguito fu esposta anche al Museum of Contemporary Art di Los Angeles. L’opera di Reinhardt è stata inclusa in recenti mostre presso il Whitney Museum of American Art, New York (2017), Haus der Kunst, Monaco di Baviera (2016-2017), National Gallery of Art, Washington, D.C. (2016-2017), Royal Academy of Arts, Londra (2016-2017) e Fondation Beyeler, Basilea (2016). Nel 2013, in occasione del centenario della nascita di Ad Reinhardt, David Zwirner ha presentato una mostra di vignette dell'artista, diapositive fotografiche e monocromi neri in collaborazione con la Ad Reinhardt Foundation e curata da Robert Storr. Le vignette, i fumetti sull'arte e le diapositive sono poi stati oggetto di una serie di mostre a cura di Diana Baldon presso Malmö Konsthall in Svezia (2015), EMMA – Espoo Museum of Modern Art in Finlandia (2016) e il museo Mudam Luxembourg in Lussemburgo (2017). Nel 2017 David Zwirner, New York, ha presentato una mostra dei blue paintings dell’artista in collaborazione con la Ad Reinhardt Foundation, la più vasta esposizione dedicata questo corpus di lavori di Reinhardt dal 1965.