Un'espressione artistica multiforme al Parco Reale della Reggia di Caserta

 

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Sasha Vinci ci racconta la sua poetica e il suo modo eclettico di creare arte: "I miei progetti sono dunque proiettati in diverse direzioni, perché diversi sono gli stimoli creativi da cui attingo".

By Camilla Delpero   

 

Come nasce Sasha Vinci?

Sasha come artista è sempre esistito. Creo da quando ne ho memoria.

Come mai il linguaggio performativo e non altri media?

Reputo la mia ricerca schizofrenica e multiforme, animata da diverse forme espressive che concorrono nel creare un’opera totale. La scultura e il disegno, in tutte le loro declinazioni, sono primi linguaggi con cui mi sono confrontato fin da piccolo. Con il passare del tempo la ricerca si è ampliata, oggi sperimento con numerose tecniche e media come la performance, la fotografia, il suono o la musica in combinazione alle parole. Quando penso a un’opera la concepisco così come un’entità unica, senza limiti o definizioni standardizzate. Per esempio, il progetto “Piccola Primavera Dorata” realizzato per la Reggia di Caserta ha origine da una performance che si concretizza poi in scultura nel Parco Reale. Allo stesso tempo per progettare la scultura mi sono servito del disegno e in seguito ho composto, insieme al musicista Vincent Migliorisi, una marcia apposita per accompagnare il corteo di partecipanti composto da cittadini e studenti. I miei progetti sono dunque proiettati in diverse direzioni, perché diversi sono gli stimoli creativi da cui attingo.

 

Sasha Vinci Piccola Primavera Dorata 2021 Courtesy lartista e aA29 Project Room

Sasha Vinci Piccola Primavera Dorata 2021 Courtesy lartista e aA29 Project Room.

 

Un medium modifica il messaggio e il significato dell’opera? Se la stessa opera fosse stata realizzata con un altro medium non sarebbe stata così efficace?

Ogni opera che creo, fin da subito mi suggerisce la tecnica con cui vuole essere espressa e portata al mondo. In ogni progetto utilizzo differenti linguaggi che si completano e si accordano tra loro.

Cos’è per te la bellezza?

La bellezza è menzogna e rivoluzione, un atto naturale che esiste al di là delle visioni o creazioni umane egocentriche e materialistiche. Non è l’estetica delle “cose”, ma un essere multiforme, un “delirio felice”, oscuro e luminoso. Un marasma confuso e chiassoso di casualità e discontinuità. È un abisso dentro il quale ci muoviamo senza una direzione logica. Nelle mie opere faccio spesso riferimento a una “bellezza multinaturale” che trasforma e supera le categorie culturali.

Cos’è per te l’arte contemporanea?

Il termine mi interessa poco. Diversi anni fa, quando sono stato invitato ad ArtVerona con Site Specific, una realtà indipendente no profit di Scicli che promuove progetti di arte contemporanea, ho deciso insieme ad un mio collaboratore di allora, Daniele Marranca, di non presentare un’opera, ma un concetto. Abbiamo così “esposto”, per provocazione, il neologismo “NONTEMPORANEA” che nega di per sé il concetto di tempo. Cosa vuol dire contemporaneo? Tutta l’arte può esserlo o non esserlo in quanto si dirama in tutte le estensioni temporali: passato, presente e futuro. L’arte è un respiro oltre il tempo.

 

Sasha Vinci Canta Napoli 2021 Installation View al MANN di Napoli Courtesy lartista e aA29 Project Room Credits Francesco Roviello

Sasha Vinci "Canta Napoli" 2021, Installation View al MANN di Napoli. Courtesy l'artista e aA29 Project Room. Credits Francesco Roviello.

 

Noto che nonostante le performance siano state affrontate a partire dagli Anni ’70, molta gente ha difficoltà nel capirle e accettarle. Perché la gente guarda ancora con diffidenza tutto ciò che è digitale? Forse perché è spiegata male al grande pubblico?

Entriamo in merito a un argomento sia politico che didattico. Oggi una moltitudine di persone non possiede i codici per decifrare la propria contemporaneità, basti pensare che in qualsiasi Istituto d’arte, Accademia o Liceo difficilmente si studia arte contemporanea. Com’è possibile comprendere la realtà quando non la si conosce? L’urgenza e il bisogno, per agire nel presente e proiettarsi nel futuro, è quello di studiare la Storia e la Storia dell’Arte degli ultimi dieci anni. Senza questi elementi fondamentali, le persone non riusciranno a sviluppare “anticorpi culturali”, nuove idee e soluzioni per l’oggi. Per questo immagino scuole con programmi improntati sul contemporaneo: storia contemporanea, educazione civica contemporanea, storia dell’arte contemporanea e così via. Nel mio quotidiano cerco di insegnare ai miei due nipoti Viola e Giona un approccio differente alla realtà. Li porto in studio e gli mostro i miei lavori: le sculture, i disegni, i video, talvolta parlo anche di questioni politiche, cerco di sensibilizzarli per educarli a guardare oltre.

Cosa hai “imparato” da questo periodo di chiusura?

In un momento così delicato e complesso come il lockdown, rimanere da solo nel mio studio è stato molto vantaggioso, sono riuscito a riunire diverse idee che mi hanno permesso di ampliare ancora di più i miei orizzonti di ricerca. Ho riscoperto le pause e il silenzio. Se rallentassimo il ritmo di vita anche solo per un mese all’anno, i benefici per noi e per la natura sarebbero sorprendenti, ma interrompere la frenesia quotidiana ci riesce ancora difficile ed entrare in contatto con la parte più recondita e sconosciuta di noi stessi ci fa ancora paura.

 

Sasha Vinci Canta Napoli dettaglio 2021 MANN di Napoli Courtesy lartista e aA29 Project Room Credits Francesco Roviello

Sasha Vinci, "Canta Napoli", dettaglio 2021, MANN di Napoli. Courtesy l'artista e aA29 Project Room. Credits Francesco Roviello.

 

Il dialogo tra diverse forme d’arte (scultura, musica, performance ecc.) è sempre vincente oppure può venire a mancare l’intensità del messaggio.

Nella mia ricerca dialogo continuamente tra diverse forme d’arte e non credo che questa scelta possa essere un limite alla forza o all’intensità del messaggio che intendo comunicare. Il progetto al MANN di Napoli, per esempio, è stato una sfida difficilissima, perché non si trattava di allestire una mostra in un “white cube” nudo e asettico, ma attraversare un luogo fortemente caratterizzato ed eloquente, che custodisce la storia artistica e culturale dell’umanità. Ho deciso così di creare sei opere esteticamente molto differenti tra loro, ciascuna con una propria autonomia e singolarità, ma tutte connesse ad un unico concetto e in equilibrio con il luogo.

 

Sasha Vinci Il corpo elettrico Performance al MANN di Napoli settembre 2021 Courtesy lartista e aA29 Project Room credits Francesco Natale

Sasha Vinci "Il corpo elettrico" Performance al MANN di Napoli, settembre 2021. Courtesy l'artista e aA29 Project Room. Credits Francesco Natale.

 

Come vedi l’influencer nel mondo dell’arte?

Questo nuovo mestiere ha delle possibilità straordinarie. Un influencer capace e competente, che conosce le dinamiche dei social, può raggiungere un pubblico molto ampio e questo è sicuramente un punto a favore, ma i contenuti che vengono veicolati mi sembrano il più delle volte superficiali, inconsistenti e intrisi di una banalità pericolosa. Quest’assenza di contenuti mi terrorizza.

Parlaci della tua visione del corpo come strumento per veicolare il tuo messaggio.

Dipende molto dal progetto. In “Piccola Primavera Dorata”, per esempio, il corpo reale e simbolico è l’albero. La visione che ho del corpo è cambiata nel tempo. Da ragazzo la mia ricerca era volta ad indagare la fragilità e le profondità della condizione umana. Oggi invece lo sguardo è radicalmente mutato, la visione si è dilatata, diventando plurale, il corpo è anche corpo dell’altro, umano e non umano. Inseguo quell’ideale, forse utopico, che chiamo Multinaturalismo.

 

Sasha Vinci Piccola Primavera Dorata 2021 performance Courtesy lartista e aA29 Project Room Credits Raffaele Ferraro

Sasha Vinci "Piccola Primavera Dorata" 2021 performance. Courtesy l'artista e aA29 Project Room. Credits Raffaele Ferraro.

 

Quando collabori con altri artisti es. con Vincent Migliorisi, l’intesa artistica comporta “diplomazia” in quanto ognuno ha una propria visione artistica oppure se c’è empatia tutto scorre?

Collaboro con Vincent da dieci anni, condividendo empatia e scontro. Siamo due personalità molto diverse, ma è proprio questa peculiarità che ci aiuta a navigare insieme sulla stessa rotta. Credo che solo da collaborazioni durature e sincere possano nascere progetti complessi. Non lavoro solo con artisti, ma anche con amici come quelli del gruppo “Le milizie” che sono i bardatori di una festa tradizionale di Scicli. Li considero degni compagni di viaggio, da cui ricevo una serie di imput che poi inevitabilmente riverso nel mio lavoro. 

Come nasce un progetto come “Mercurio”?

"Mercurio" nasce dal profondo amore per il cantautorato e dalla fortunata collaborazione con il musicista Vincent Migliorisi. Il confronto e la sperimentazione che coltiviamo da diversi anni, ci ha permesso di raggiungere un perfetto bilanciamento tra il suo mondo ed il mio. "Mercurio" è stato registrato durante il primo lockdown, in quei giorni di silenzio e chiusura quando eravamo “costretti” a stare insieme tutti i giorni. Grazie a questo confronto quotidiano e dalle nuove necessità ed esigenze dettate dalla condizione pandemica è sbocciato il progetto "Mercurio", un album di nove brani che non si esaurisce solo con l’esperienza della canzone, ma diventa anche video. Ogni brano infatti, è legato ad un video, i nove video infine daranno origine a un film d’artista. Per il progetto ho realizzato anche dei disegni e inciso un vinile. Grazie alla musica, così liquida e immediata, ho potuto raggiungere ogni persona, nonostante le barriere e le restrizioni. "Mercurio" è stato così condiviso su tutti gli store digitali per farlo scoprire e conoscere ad un pubblico diversificato. È stata un’esperienza nuova ed entusiasmante, che ci ha trasmesso nuovi stimoli, infatti stiamo già lavorando ad un secondo album, con un carattere stilistico completamente diverso.

 

Sasha Vinci Il corpo elettrico Performance al MANN di Napoli settembre 2021 courtesy lartista e aA29 Project Room credits Francesco Natale

Sasha Vinci "Il corpo elettrico", Performance al MANN di Napoli, settembre 2021. Courtesy l'artista e aA29 Project Room. Credits Francesco Natale.

 

Parlaci della performance che si è tenuta sabato 23 ottobre alla Reggia di Caserta.

Il progetto nasce grazie alla vincita del bando pubblico Creazione contemporanea e Museo Verde | Wooden Renaissance | A site-specific growth, ideato per realizzare una scultura con il legno degli alberi abbattuti del Parco Reale della Reggia di Caserta. Durante la genesi del progetto non riuscivo a pensare soltanto ad un’opera site specific da collocare nel Parco Reale, ma ambivo a qualcosa di più. Così ho immaginato un progetto che affonda le sue “radici” nel concetto di comunitas, ho scelto di dar vita ad una performance, un'azione civile per innescare un confronto autentico con la città e i suoi abitanti. Dopo tutte le ombre della pandemia "Piccola Primavera Dorata" doveva essere una piccola rinascita, per questo ho attivato diverse collaborazioni, con il Comune di Caserta, con la galleria che mi rappresenta aA29 Project Room e lo studio +ASUD architettura|arte|paesaggio, Claudio Calabritto + Linda Riccio architetti. Ho coinvolto attivamente nella creazione dell’opera, numerose persone e tantissimi studenti degli Istituti scolastici di Caserta, I.C. Dante Alighieri, I.C. De Amicis - Giannone, Istituto Mattei e l’I.T.I.S. / Liceo Scientifico Giordani. Nei giorni che hanno preceduto la performance, ho misurato altezza, larghezza e profondità del capo di ciascun partecipante. Le tre dimensioni ottenute hanno dato vita a un parallelepipedo regolare che rappresenta simbolicamente l’identità dell’individuo, un solido in legno, un’unità costruttiva risultato dell’impegno collettivo. Il giorno della performance è stato un momento entusiasmante perché centinaia di persone hanno partecipato al corteo, camminando insieme, come in una processione laica e portando ciascuno un solido. In testa al corteo la “Banda Blondeau” e la “Banda Città di Caserta” aprivano la strada suonando un componimento inedito, una marcia sinfonica composta dal musicista Vincent Migliorisi. Sabato 23 ottobre cittadini e studenti uniti dalle note della musica, hanno attraversato le vie del centro, fino a raggiungere il Bosco vecchio del Parco Reale, luogo in cui proprio in questi giorni sto installando l’opera. La scultura finale composta da tutti i solidi in legno, diventerà un monumento alla collettività. Un’alta torre che simboleggia l’Axis Mundi, l’Albero del mondo, per una società che aspira al cambiamento e alla condivisione. L’opera inoltre, non è più pensata per essere fruita e vissuta solo dall’essere umano, ma soprattutto da tutti gli esseri che abitano nel parco. L’edera, che sarà piantata lungo il perimetro dell’opera, pian piano crescerà, inglobando l’installazione stessa, trasformando "Piccola Primavera Dorata" in un micro-ecosistema verde in sintonia ed equilibrio con l’habitat naturale. Il processo di deperimento sarà molto rapido in quanto il legno non è stato trattato, ma è proprio questo l’aspetto che più mi interessa, che muti, che non sia eterna.

 

 Sasha Vinci Piccola Primavera Dorata Performance 2021 Courtesy lartista e aA29 Project Room Credits Raffaele Ferraro

Sasha Vinci, "Piccola Primavera Dorata", Performance 2021. Courtesy l'artista e aA29 Project Room. Credits Raffaele Ferraro.

 

La rivista si chiama Quid Magazine perché vuole indagare quella scintilla che rende uniche le cose. Nei tuoi lavori, nelle tue diverse espressioni dove lo trovi il quid?

Il quid lo ritrovo in tutti gli aspetti della vita, nelle persone che incontro, nei dettagli che osservo ogni giorno. Possono essere sia positivi che negativi. Queste scintille le riverso inevitabilmente nella mia ricerca e da lì che tutto prende fuoco e inizia ad ardere.