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1 Geumhyung Jeong Small Upgrade 2019 Photo Ksenia Popova 

Geumhyung Jeong, Small Upgrade,2019, installazione.
Foto: Ksenia Popova.Courtesy5th Ural Industrial Biennial of Contemporary Art.

 

Upgrade in Progress, la prima personale di Geumhyung Jeong alla Fondazione Modena Arti Visive

Presenta una nuova installazione site-specific commissionata da Fondazione Modena Arti Visive e incentrata sul progetto più recente dell'artista coreana. 

Upgrade in Progress, la prima personale, dal 28 febbraio al 02 giugno, di Geumhyung Jeong in un’istituzione d’arte contemporanea italiana, presenta una nuova installazione site-specific commissionata da Fondazione Modena Arti Visive e incentrata sul progetto più recente dell'artista coreana.

L’artista si è distinta a livello internazionale nell’ambito delle arti performative per le sue coreografie allo stesso tempo divertenti e inquietanti in cui si esibisce con apparecchi elettronici con sembianze umanoidi. Combinando diversi mezzi espressivi – danza, teatro, film e scultura – realizza le sue opere con una varietà di dispositivi protesici, strumenti hardware meccanici e tecnologici, cosmetici, manichini medici, inserendo performance dal vivo che “dimostrano” come i suoi oggetti possano essere utilizzati. Quando li presenta in contesti dedicati alle arti visive, l’artista dispone gli oggetti secondo strane sequenze e li ordina su piedistalliall’interno di ambienti molto illuminati che fanno il verso agli archivi scientifici e alle collezioni museali.

Upgrade in Progress è l’ulteriore sviluppo di Homemade RC Toy, una serie di sculture meccaniche a controllo remoto realizzate dall’artista nel 2019 per la sua personale alla Kunsthalle Basel, e di Small Upgrade, presentato lo stesso anno alla 5° Ural Industrial Biennial of Contemporary Art (Russia). Per via della loro realizzazione fai-da-te con componenti acquistati su siti web specializzati, i “robot” di Jeong risultano estremamente amatoriali. Avendo imparato da autodidatta codici meccanici e di programmazione, l’artista ha infuso in questi oggetti movimenti alchemicamente imprevedibili e sgraziati a causa della loro limitata gamma di funzionamenti.

Come suggerisce il titolo della mostra, questo nuovo gruppo di opere è il prosieguo di una narrativa allegorica intrapresa lo scorso anno. Questi robot meccanici a controllo remoto sono costruiti con caratteristiche visive e strutturali simili a quelle dei “modelli” precedenti, ma possiedono una maggiore varietà di movimenti grazie a una progettazione che, oltre ad aumentarne l’agilità, controlla anche lo strano aspetto di alcune parti del loro corpo. Le sculture sono collocate su una serie di piani di lavoro modulari che trasformano le sale della Palazzina dei Giardini in un unico palcoscenico. Grazie a questa specifica ambientazione spaziale, l’opera non è solo la mera rappresentazione del luogo in cui l’artista svolge test ed esperimenti sui propri “giocattoli” ma si trasferisce tramite l’azione dell’artista nella serie di video disposti lungo il percorso espositivo.


Domenica 1 e 29 marzo alle ore 17, l’artista sarà protagonista di due live action: demonstration tour pensate appositamente per Upgrade in Progress, in cui interagirà con gli oggetti che compongono l’installazione alla Palazzina dei Giardini

In parallelo alla mostra modenese, il focus su Geumhyung Jeong si estende su Bologna attraverso la collaborazione con Live Arts Week IX (26 marzo al 4 aprile 2020), evento dedicato alle live arts a cura di Xing, che presenta per la prima volta in Italia la performance Rehab Training (26 e 27 marzo presso la galleria P420)

Info

FMAV - Palazzina dei Giardini: Corso Cavour, 2, 41121 Modena

Orario

Inaugurazione: venerdì 28 febbraio 2020, ore 18

Mercoledì, giovedì e venerdì: 11-13 / 16-19
Sabato, domenica e festivi: 11-19

Live actions
1 e 29 marzo: 17

Tel. +39 059 2033166 (in orario di mostra)| www.fmav.org

 

pecci20 

 

Il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci presenta il programma espositivo per il 2020

Con il programma del 2020, il Centro Pecci conferma la sua missione di luogo di ricerca aperto alle contaminazioni, alla molteplicità di sguardi, al dialogo di più voci.

Con il programma del 2020, il Centro Pecci conferma la sua missione di luogo di ricerca aperto alle contaminazioni, alla molteplicità di sguardi, al dialogo di più voci. Creazione, conoscenza, innovazione sono obiettivi che il nostro museo si propone da sempre. L’intenzione è ora di perseguirli con un’attenzione particolare ai grandi temi del presente, alle “forze sismiche della contemporaneità”, convinti che l’arte possa darne una lettura illuminante.” Cristiana Perrella, Direttrice Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci

La programmazione del Centro Pecci per il 2020 è caratterizzata dalla presenza di alcuni artisti italiani di fama internazionale - Gio Ponti, Francesco Vezzoli, Martino Gamper, Chiara Fumai - scelti per la loro capacità di guardare al proprio tempo, interpretarlo, incidere su di esso.

Attraverso le più recenti generazioni di artisti nelle mostre Protext! e Chinese Whispers, verranno indagate le diverse espressioni del contemporaneo che avvicinano le persone ai grandi temi della vita e della nostra società

Verranno proposte inoltre grandi personali di due artiste famose nel mondo: saranno festeggiati infatti, con una mostra progettata insieme all’artista stessa, gli 85 anni di Simone Forti (Firenze, 1935), artista, danzatrice, coreografa, la cui famiglia era di Prato; e verrà presentato per la prima volta con una retrospettiva in Italia il lavoro di Sister Corita Kent (Fort Dodge, Iowa, 1918 – Boston, 1986), suora della congregazione religiosa del Cuore Immacolato di Maria, artista, educatrice e attivista della giustizia sociale nella California degli anni Sessanta e Settanta.

Dal 20 al 22 marzo il Centro Pecci promuoverà Lo stato dell’arte. Il festival di Toscaincontemporanea, un evento speciale dedicato alle realtà artistiche già attive in Toscana per permettere un proficuo scambio culturale. 

Prosegue anche nel 2020 la valorizzazione del patrimonio del Centro Pecci, non solo le opere della collezione - protagoniste di una nuova serie di allestimenti a tema - ma anche gli archivi, la biblioteca, risorse preziose per la comunità che devono diventare sempre più accessibili e produttive in termini di ricerca generata.

L’obiettivo rimane quello di affermarsi come un centro di riferimento nazionale e internazionale per la creatività contemporanea, ma anche di coinvolgere in modo attivo la comunità intorno al museo, di aprirlo alla città e farne uno spazio comune.

 

morris 

 

Presentazione del Catalogo "Robert Morris. Monumentum 2015 - 2018"

La mostra, dedicata a Morris e curata da Saretto Cincinelli alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, ha segnato una tappa di grande importanza per il panorama culturale italiano.

Giovedì 13 febbraio, si presenta al pubblico il catalogo Robert Morris. Monumentum 2015 - 2018, edito da Silvana Editoriale. Il ricco corredo di 100 immagini realizzate da Emanuele Becheri, Maris Sebastian Croatto, Mariagrazia Grella, Inga Knölke e  Anton Giulio Onofri restituisce la grandiosità dei gruppi scultorei appartenenti alle due serie MOLTINGSEXOSKELETONSSHROUDS, opere realizzate in tela belga bagnata in una particolare resina e apposta su modelli per ottenerne la forma, e Boustrophedons, opere in fibra di carbonio, che racchiudono l’estrema riflessione dell’artista sulla morte, consegnata a sculture dall’impatto visivo e emotivo straordinario. È presente, inoltre, un ritratto di Robert Morris di Miro Zagnoli.

Il catalogo contiene i contributi di Saretto Cincinelli, Lucia Corrain, Federico Ferrari, Pepe Karmel, oltre ad una preziosa testimonianza dello stesso Morris.

La mostra, dedicata a Morris e curata da Saretto Cincinelli alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, ha segnato una tappa di grande importanza per il panorama culturale italiano. La prima mostra dedicata a questo maestro dell’arte contemporanea dopo la sua morte, avvenuta nel novembre 2018, ha reso visibili opere mai esposte prima in Europa, dando forma a quella che era stata la volontà dello stesso Morris di presentarle proprio presso la Galleria Nazionale nella forma che abbiamo potuto vedere.

Attraverso i testi in catalogo, questa pubblicazione ha il merito di gettare nuova luce sul lavoro legato all’ultima stagione dell’artista, un’estrema ricerca avviata da quesiti di carattere esistenziale che si riverbera sulle possibilità tecniche con cui ha esplorato il corpo in movimento nella scultura, nel contesto di un confronto personale con grandi artisti del passato, sentiti come ultimi e fondamentali riferimenti.

In occasione della presentazione, sarà possibile acquistare il catalogo con uno sconto del 15% sul prezzo di copertina presso il bookshop della Galleria Nazionale per le prime 25 persone che si prenoteranno per partecipare all’evento scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Sarà ancora possibile visitare la mostra Monumentum. Robert Morris 2015 – 2018 fino a domenica 1 marzo.

 

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La mostra colletiva SCREENSHOT nella ex chiesa di San Bernardino da Siena di Luzzana

La mostra collettiva presenta opere di Emanuele Bresciani e di numerosissimi giovani artisti provenienti dalle accademie di belle arti di Bergamo e Verona.

La splendida cornice della ex chiesa di San Bernardino da Siena di Luzzana ospita la mostra collettiva SCREENSHOT, con opere di Emanuele Bresciani e di numerosissimi giovani artisti provenienti dalle accademie di belle arti di Bergamo e Verona. In questo spazio, le riproduzioni presenti sono frutto di ricerche nel mondo digitale, fermi immagine rintracciati da ambienti virtuali specifici. In perfetto stile duchampiano, ciascun artista compie un’operazione di readymade contemporanea: una sostanziale scelta del fotogramma perfetto, ricavato da prodotti realizzati da terzi ma qui elevati al rango di opera d’arte. Il curatore della mostra è Bruno Ghislandi.

Emanuele Bresciani interviene con la tecnica della Virtual Photography per riprodurre immagini selezionate da alcuni videogiochi presenti in commercio, in seguito trasferite su supporto rigido. La Fotografia Virtuale è qualcosa di radicalmente nuovo nella storia della fotografia, non solo perché utilizza fotocamere virtuali (Photo Mode) per acquisire immagini di ambienti virtuali, ma perché permette di ritrarre personaggi e luoghi autentici di una storia di fantasia. Solo i videogiochi permettono questo.

I giovani artisti dell’Accademia di belle arti G. Carrara di Bergamo e dell’Accademia di belle arti di Verona intraprendono un viaggio virtuale su Google Street View con lo scopo di identificare ciascuno immagini dimenticate. L’opera di appropriazione rivela frammenti di immagini alla deriva in attesa dello sguardo dell’artista che le salverà, divulgandone l’esistenza. I partecipanti hanno realizzato uno specifico sito web in cui è conservata la corposa selezione di inquadrature perdute, contribuendo in questo modo a generare un grande archivio delle immagini rintracciate: screenshot.artescienza.eu. Inoltre, partendo dallo stesso progetto, alcuni degli artisti propongono lavori che vanno oltre la semplice rappresentazione digitale dello scatto, formalizzando con una visione personale lo screenshot catturato. Progetto e coordinamento a cura del prof. Agustín Sánchez.

Una doppia galleria, quindi, con un unico filo conduttore: un concreto fermo-immagine per riflettere su immagini che sono state precedentemente create dagli sviluppatori di videogiochi o rintracciate dentro grandi contenitori di mappe e fotografie presenti nella rete e che sono state dadaisticamente ‘scelte’ e qui ricollocate in un sorprendente spazio fisico dalla sacralità architettonica barocca.

“La creatività dei Virtual Photographer è arte, una ulteriore nuova arte all’interno delle Game Art che si sta affermando nel XXI secolo. La sempre più stretta connessione fra nuove tecnologie e arte è un marchio decisamente Made in Italy pronto a sviluppare nuovi obiettivi e a superare nuove frontiere dentro e fuori lo schermo”. (Debora Ferrari, Luca Traini)

Emanuele Bresciani si può definire come uno dei pionieri a livello mondiale di una nuova arte: la Virtual Photography, conosciuta anche come In-Game Photography. La Virtual Photography nasce come esperimento di riproduzione della fotografia classica all’interno dei mondi virtuali dei videogame tramite un software interno ai giochi stessi: il Photo Mode.

Bresciani si considera quindi un reporter da nuovi mondi, quelli virtuali, le cui mappe si propagano ogni giorno di più nelle cartografie terrestri, nella vita, nel lavoro, nell’arte. I suoi sono reportage nelle sterminate lande retroilluminate dei videogame dove andare attraverso lo schermo – lo specchio contemporaneo di Alice –, e fare ritorno con la giusta provvista di immagini alle quali in seguito dedicarsi.  “Un fenomeno diventato di massa negli ultimissimi anni, specie fra i giovani. Con l’avvertenza che, come per la fotografia in generale non basta avere in mano una macchina per diventare veri fotografi, per essere dei fotografi virtual in-game, non è nemmeno sufficiente congelare in uno scatto uno screenshot qualsiasi. Anche in questa dimensione virtuale bisogna saper cogliere l’attimo di una scena cruciale, l’istante e i chiaroscuri che rivelano la psicologia di un protagonista, il momento particolare di un’atmosfera che emana da una relazione fra personaggi o da un paesaggio che può anche esulare dal percorso abituale del gioco”. E Bresciani.

 Gli studenti partecipanti al progetto:

Accademia di belle arti G. Carrara di Bergamo

Giulia Arioli / Giorgio Ettore Artaria / Isabella Azzola / Alessandro Berti / Barbara Bestetti / Roberta Bonavolta / Roberta Bonfanti / Diego Cappuccio / Boris Cassanmagnago / Alice Consoli /Marco Di Dio / Alexandru Viorel Dobre / Andrea Istvan Franzini / Milena Galizzi / Valentina Ghidoni / Gianluca Giarrusso / Massimiliano Goggia / Iuliana Grecu / Chiara Lodrini / Leonardo Loreti / Alex Magni / Samuele Magri / Raia Pavlinova Strandzhalieva /Simone Pentimone / Marika Pezzotta / Francesca Piazza / Anna Piccinelli / Giacomo Pirotta / Martina Premazzi / Corbetta Elena Presciani / Federica Robustellini / Giada Rondi / Francesca Rusconi / Giuseppe Sciabica / Lorenzo Villa / Indira Elena Villa Diaz

 Accademia di belle arti di Verona

Anna Bonvicini / Claudia Cabassi / Paola Calvarese / Gabriele Conzato / Chiara Cortelazzo / Sofia Dal Lago / Paolo D’Amato / Paolo D’Aquino / Marco Faes / Angela Franceschi / Andrea Gibertoni / Sara Maccaferri / Andrea Magalini / Eleonora Manzo / Elisa Moretti / Chiara Nicoletti / Emy Ongaro / Sara Paganotto / Filippo Perelli / Leonardo Perlini / Francesca Pezzo / Francesco Promenzio / Alessia Scapini / Kevin Scinicariello / Elisa Turri

 

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PEGGY GUGGENHEIM – DONNA ALLO SPECCHIO di Lanie Robertson

Peggy è l’icona del mecenatismo e dell’amore per l’arte contemporanea.

Figlia di Benjamin Guggenheim – vittima del Titanic – e nipote di Solomon Guggenheim (fondatore del museo di New York), Peggy è l’icona del mecenatismo e dell’amore per l’arte contemporanea.

L’eccezionale biografia di questa donna, instradata da Samuel Beckett al mondo del collezionismo d’arte e divenuta presto la grande mater magistra dei maggiori artisti del suo tempo, è ricostruita dall’autore americano Lanie Robertson in Peggy Guggenheim - Donna allo specchio.

Il testo, ambientato a Venezia nell’ abitazione di Peggy – Palazzo Venier dei Leoni, sul Canal Grande – durante la metà degli anni ’60, vive ora sul palcoscenico del Teatro Due, nello spettacolo interpretato da Fiorella Ceccacci Rubino diretta da Alessandro Maggi, in scena dal 21 febbraio al 4 marzo 2020, prodotto da Fondazione Teatro Due.

Nel dipanarsi del testo è la voce della stessa Peggy a ricordare i momenti salienti della sua incredibile vita, dipingendo un bellissimo ritratto di un’Europa a cavallo della Seconda Guerra Mondiale. Entriamo così nel mondo di questa donna, un universo che mescola passione per la vita a spietata concretezza nelle relazioni, in un vibrante porsi continuamente in rapporto con il conflitto interno e le contraddizioni di un essere umano teso per indole a entrare nella Storia.

“In una Venezia che odora della presenza necessaria degli artisti scoperti, usati e protetti da una grande e, per certi versi, spietata Mecenate dell’arte contemporanea, lo spettacolo è un grido a difesa di uno slancio verso la creazione artistica che ha all’origine risvolti pieni di un’umanità generalmente ignorata” racconta il regista Alessandro Maggi. “In tal senso, si approda a un racconto che diviene anche visione, cruda, intensa, urgente, evocazione di un mondo la cui esistenza si rivela necessità, contro il fiorire di istanze sempre più lontane dall’alimentarsi di quel tumultuoso godimento cerebro-carnale rappresentato dall’arte. A questo pianoforte di colori che è la vita di Peggy – mecenate, affarista, moglie, madre, amante, intenditrice per istinto e per vocazione – si addice la mescolanza di altre presenze evocate come quella della amata figlia Pegeen; ma anche di visioni, di suoni che sono musica: in sintesi è quell’interazione di arti che è la vita".

Informazioni e biglietteria: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. – Tel- 0521230242 – www.teatrodue.org

Un progetto di e con Fiorella Ceccacci Rubino, regia Alessandro Maggi scene e costumi Marta Crisolini Malatesta, luci Luca Bronzo, video Alessandro Papa; musiche Pierluigi Pietroniro; produzione Fondazione Teatro Due.

Teatro Due

22, 26, 27, 28, 29 febbraio, 3 e 4 marzo ore 20.30

23 febbraio e 1 marzo, ore 16.00

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IL DIRITTO DELL’ARTE a Villa Necchi Campiglio

Il presente convegno intende analizzare il tema relativo alla corretta gestione delle singole opere e/o di intere collezioni d’arte in caso di trasferimento per atto tra vivi o mortis causa, dal punto di vista legale e fiscale.

Martedì 11 febbraio 2020 alle ore 14.30, presso le meravigliose sale di Villa Necchi Campiglio (via Mozart 14, Milano), si terrà il convegno “Il diritto dell’arte. Trasferimento dell’opera d’arte per atto tra vivi e mortis causa.

Il presente convegno intende analizzare il tema relativo alla corretta gestione delle singole opere e/o di intere collezioni d’arte in caso di trasferimento per atto tra vivi o mortis causa, dal punto di vista legale e fiscale.

Gestire e pianificare il passaggio generazionale di un’opera o di una collezione d’arte non è questione semplice da eseguire; le motivazioni si possono indagare nella scarsa lungimiranza e accortezza dei collezionisti, o, più semplicemente, nella mancanza delle giuste informazioni. Una corretta pianificazione del passaggio generazionale – che deve essere affidata a professionisti specializzati quali avvocati, commercialisti e notai –, consente una migliore tutela del patrimonio (anche artistico) famigliare, oltre che la possibilità di ottimizzare la pianificazione successoria anche sotto il profilo fiscale.

Obiettivo del convegno è quello di fornire una panoramica, il più possibile completa ed aggiornata, della tematica relativa al trasferimento di singole opere e/o di intere collezioni d’arte per atto tra vivi o mortis causa. Ad approfondire questi stessi argomenti saranno tre figure che, in queste specifiche circostanze, giocano un ruolo chiave: avvocato, commercialista e notaio.

Il contributo legale approfondirà il tema dell’acquisto in sicurezza dell’opera d’arte fornendo una panoramica dei più recenti casi di giurisprudenza esplicativi dei possibili rimedi giudiziali in caso di acquisto di opera “non autentica” o “non correttamente attribuita”; successivamente i commercialisti si focalizzeranno sui profili fiscali legati alla pianificazione di una collezione d’arte e all’eventuale trasferimento volontario di opera; a concludere con il contributo notarile su testamento e successione dell’asset artistico.

La seconda parte del convegno, strutturata a tavola rotonda e focalizzata su “L’arte di valorizzare l’arte”, ha l’obiettivo di approfondire i metodi e le modalità con cui le opere d’arte vengono oggi valorizzate e promosse. A tal fine è stato riunito un panel di riconosciuti professionisti e operatori del settore arte che delineerà il tema, ciascuno in rappresentanza della propria specifica area di appartenenza.

Presiederà i lavori il Dott. Marco Carminati – Giornalista e Responsabile dell’inserto culturale “Domenica” de Il Sole 24 Ore.

L’evento è gratuito e rivolto a tutti, professionisti, appassionati e curiosi. La partecipazione è valida ai fini del riconoscimento di 4 CFP presso il Consiglio Nazionale del Notariato e di 3 CFP presso l'Ordine degli Avvocati di Milano.

È possibile iscriversi gratuitamente all’evento cliccando qui.

Al termine del pomeriggio di lavori, per chi lo desidera, possibilità di visita esclusiva di Villa Necchi Campiglio e delle sue collezioni.

 

IL DIRITTO DELL’ARTE

Trasferimento dell’opera d’arte per atto tra vivi o mortis causa