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sisyu

 

Satori, la percezione dello spirito

Una selezione di circa 40 opere fra cui grandi dipinti su tela che reinterpretano l’arte classica (anche quella erotica) giapponese

La Fondazione Luciana Matalon ospita dal 11 maggio al 23 giugno la prima personale in Italia dell’artista e calligrafa giapponese Sisyu dal titolo “Satori, la percezione dello spirito”, che con un approccio filosofico unisce tradizione e innovazione. L’esposizione, a cura di Nello Taietti, presenta una selezione di circa 40 opere fra cui grandi dipinti su tela che reinterpretano l’arte classica (anche quella erotica) giapponese; sculture calligrafiche sospese che proiettano le loro lunghe ombre sulle pareti dando un valore aggiunto alla tridimensionalità; una grande installazione video, che mette in scena le scritture attraverso suggestivi giochi di luci e ombre, svelano nel complesso la versatilità dell’arte di Sisyu. Nota infatti per aver incorporato la calligrafia giapponese in altre forme d'arte quali la scultura, le arti multimediali e la pittura, considera l’arte come un processo in continuo divenire in cui si uniscono e mescolano sculture, luci e ombre.

Le sue opere traspongono l’arte calligrafica in un linguaggio contemporaneo, offrendo una nuova dimensione, nuove prospettive artistiche. Lo si osserva sia negli inchiostri su carta come Shatter the Past Tear the Present (2011) in cui il tratto costituisce l’elemento dominante, sia nelle sculture in ferro Solitude (2007), You have loved me (2009) e Beauty (2011) dove gli idiomi nella loro forma tridimensionale, sospesi in aria o su piedistallo, creano ombre con le quali si istituisce un legame imprescindibile. Un dialogo che si ritrova anche nei lavori composti da acrilici su tela e da sottili sculture in ferro, che ne riprendono alcuni dettagli e forme, completandosi vicendevolmente in una visione d’insieme di forte impatto. Ne sono esempio Ukiyoe Seven (2017) che ritrae una donna truccata e abbigliata nel tradizionale stile giapponese i cui tratti del volto e la parte alta del corpo sono ripresi nella scultura antistante o analogamente in Shunga celebrates the pleasure of lovemaking (2018) dove sono rappresentati i corpi di due amanti uniti in un vorticoso abbraccio. Afferma Vittoria Coen nel testo critico dedicato alla mostra: “Sisyu si esprime, così, con l’ausilio di media differenti, da quelli più antichi a quelli virtuali, con esiti ed effetti di forte suggestione, generata da colori accesi e da un senso della luce particolari. Le esplosioni cromatiche generate da pennellate mosse e sfumate, in cui il linguaggio calligrafico si sovrappone, ci raccontano una specie di metamorfosi che i soggetti vivono. Creature fantastiche popolano il mondo interiore dell’artista che gioca su movimenti ondulati e spiraliformi”. Nella ricerca di Sisyu fondamentale è la fusione delle differenti tecniche espressive veicolo di energia, vitalità, in una costante tensione verso la spiritualità come sostiene il curatore Nello Taietti: “Le opere di Sisyu esprimono l’infinito partendo dal finito e rispondendo a quel bisogno di eternità di cui è espressione la vita spirituale di ognuno”. Una spiritualità che traspare da molte opere fra cui l’imponente Feasting crow, feasted crow (2017) composta da 6 pannelli (cm 175,5x370) che affronta il tema legato alla vita e alla morte; l’immagine di un corvo intento a nutrirsi allude alla lotta per rimanere in vita e rappresenta la vita stessa in contrapposizione alla morte. L’acrilico su tela dai toni molto scuri e le sculture sospese di colore rosso, contribuiscono ulteriormente a esprimere l’intensità del momento.

Tramite i suoi lavori l’artista crea un messaggio capace di raggiungere un pubblico internazionale, senza la necessità di conoscere i caratteri giapponesi e i codici calligrafici. Lei stessa parla della sua arte sottolineando come la calligrafia sia, per lei, un modo per trovare la calma nel caos della vita: "Il pennello non è facile da controllare. Hai bisogno di un elevato livello di concentrazione. Quando sei in grado di comandare il pennello, padroneggi quella concentrazione, sei in grado di liberarti da tutto ciò che ti lega. Puoi concentrarti solo su quel momento". Infine, per Sisyu la componente tecnologica è fondamentale perché, essendo il Giappone un paese di cultura e tecnologia, ritiene che combinare questi due elementi sia il modo migliore per trasmettere il suo vissuto al mondo. La mostra gode del patrocinio del Comune di Milano, del Consolato Generale del Giappone a Milano e della Camera di Commercio e Industria Giapponese in Italia. Accompagna l’esposizione una piccola pubblicazione con i contributi critici del curatore Nello Taietti e di Vittoria Coen. Cenni biografici. Sisyu si dedica all’arte calligrafica dall’età di sei anni e dopo essersi trasferita a Tokyo inizia la sua carriera come artista e calligrafa professionista. Sue mostre personali sono esposte in numerose sedi pubbliche e private internazionali; fra tutte si ricordano nel 2012 quelle in Svezia in occasione della Nobel Prize Cerimony e in Svizzera alla Riunione annuale del Forum economico mondiale di Davos; in Giappone a Tokyo espone nel 2013 al National Art Center, nel 2014 al National Museum of Modern Art e nel 2015 al Tokyo Metropolitan Art Museum. La vediamo inoltre negli Stati Uniti al Florida Morikami Museum e in Francia al Carrousel du Louvre - Museo del Louvre. In Italia le sue opere sono esposte alla Biennale di Venezia (2005/2011) e a Milano in occasione del Salone del Mobile 2014 e presso il Padiglione del Giappone per Expo 2015. Molteplici le collaborazioni con grandi aziende, tra le quali Gucci Giappone, Japan Airlines e Shiseido che dedica all’artista una linea di make-up in edizione limitata. Nel corso della sua carriera riceve diversi premi e riconoscimenti tra cui quelli al Salon SNBA del Carrousel du Louvre a Parigi; è riconosciuta ufficialmente dal governo giapponese e nel 2017 ha il grande privilegio di mostrare personalmente le sue opere d’arte all’imperatore e all’imperatrice del Giappone.

 

 

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Stand Pimo Marella Gallery ph. Paolo Valentini

 

MIART 2018: ancora in crescita la Fiera d'arte moderna e contemporanea

La ventitreesima edizione si chiude con un importante successo di vendite e un incremento di presenze di collezionisti, giornalisti e operatori di settore da tutto il mondo

Si è conclusa domenica 15 aprile la ventitreesima edizione di miart, la fiera internazionale di arte moderna e contemporanea organizzata da Fiera Milano e diretta per il secondo anno da Alessandro Rabottini. Con questa edizione miart si è confermata l’appuntamento fieristico di riferimento  in Italia e con l’offerta cronologica di opere più completa, registrando un alto grado di apprezzamento da parte dei collezionisti, degli operatori del settore e della stampa.

L’edizione del 2018 ha registrato un incremento delle vendite in tutte le sette sezioni della fiera già a partire dalle prime ore della preview di giovedì 12 aprile, creando da subito un clima positivo e di grande fermento. Le vendite sono poi proseguite per tutte le giornate della manifestazione grazie all’aumento di presenze di collezionisti provenienti da 25 paesi. 11.396 sono state le presenze di VIP internazionali registrati tra collezionisti, consulenti d’arte, curatori e direttori di museo, fondazioni private. Più di 1.500 i giornalisti accreditati.

Il pubblico internazionale di miart 2018 ha apprezzato l’altissima progettualità espressa dalle 184 gallerie: un elemento distintivo che ha caratterizzato l’edizione appena conclusasi è stata, infatti, la qualità delle opere e dei progetti espositivi, in alcuni casi di livello museale.

“Sono estremamente grato nei confronti dei nostri espositori per l’impegno che hanno profuso nella realizzazione degli stand, portando una qualità e un rigore che hanno entusiasmato il nostro pubblico. Desidero, inoltre, ringraziare i moltissimi collezionisti italiani e stranieri che ci hanno gratificato con la loro presenza per l’energia e l’interesse che hanno portato tra i corridoi della fiera. La mia gratitudine va anche alle istitituzioni pubbliche, alle fondazioni private e agli spazi non-profit che hanno animato una incredibile e densissima edizione della Milano Art Week. Il loro lavoro ha confermato lo statuto di Milano come una destinazione culturale ormai saldamente presente nella geografia internazionale” Alessandro Rabottini, Direttore Artistico miart.

Questi alcuni dei commenti raccolti tra le gallerie presenti:

“miart conferma la sua capacità espansiva con significative presenze internazionali che hanno dato un forte dinamismo alla fiera. Sono molto felice dei risultati conseguiti, questo sicuramente è frutto dello sforzo fatto dalle gallerie e che un pubblico all’altezza ha premiato.”

Alfonso Artiaco, Galleria Alfonso Artiaco, Napoli (sezione Established Contemporary)

“miart è la nuova piattaforma per l’arte moderna e contemporanea in Italia. La fiera è il connubio perfetto di attenzione curatoriale ed efficacia commerciale.”

Simone Battisti, Gladstone Gallery, New York – Bruxelles (sezione Established Contemporary)

“Abbiamo partecipato per la seconda volta a miart presentando le opere di Matt Mullican e un cabinet dedicato alle fotografie vintage di Luigi Ghirri. Questa edizione dimostra la solidità che la fiera ha acquisito negli ultimi anni affermandosi come leader in Italia per la sua capacità di attrarre gli attori del mercato italiano dell'arte moderna e contemporanea. In concomitanza con la fiera, la città di Milano offre molte mostre interessanti e di alta qualità e la sensazione è che in futuro nessuno voglia mancare questo appuntamento.”

Victor Gisler, MAI 36, Zurigo (sezione Established Contemporary)

“Abbiamo partecipato a miart per la prima volta e sicuramente torneremo il prossimo anno! La qualità della fiera e la partecipazione dei visitatori riflette pienamente il carattere internazionale e il dinamismo di Milano, offrendo un grande potenziale di visibilità e di vendite.”

Yuli Karatsiki, Kalfayan Galleries, Atene – Salonicco (sezione Established Contemporary)

“Da qualche anno Milano sta vivendo un nuovo Rinascimento. La città è diventata più attraente sia per i visitatori italiani sia per quelli internazionali e si è resa sempre più cosmopolita. miart si svolge in un momento vibrante per la vita culturale milanese, subito prima del Salone del Mobile, evento che da anni attrae visitatori da tutto il mondo. Lavoriamo già con alcuni collezionisti italiani molto attivi e miart è per noi l’occasione perfetta per estendere ulteriormente le nostre conoscenze. I collezionisti italiani sono molto interessati al programma della galleria sia per quanto riguarda gli artisti emergenti sia per quelli consolidati.”

Almine Rech, Almine Rech Gallery, Parigi – Bruxelles – Londra – New York (sezione Established Contemporary)

“miart è diventata definitivamente una fiera internazionale. Il percorso iniziato anni fa si è rivelato vincente: abbiamo registrato visite dai grandi collezionisti italiani e europei e anche da direttori di musei d’oltreoceano. È stato un successo!”

Marco Voena, Robilant + Voena, Milano – Londra – St. Moritz (sezione Established Masters)

“Con buona pace di altre destinazioni internazionali, io preferisco stare a Milano, città moderna, efficiente e gradevole, animata da una rete molto varia di musei e con un’ottima accoglienza. La fiera è bella ed è ormai la prima in Italia.”

Gian Enzo Sperone, Gian Enzo Sperone, Sent – New York (sezioni Established Masters e Decades)

“Questa edizione di miart è stata un’ottima occasione per presentare per la prima volta in Italia opere di Jarbas Lopes e per trasmettere lo spirito della galleria. Abbiamo incontrato un pubblico attento e curioso e siamo felici di aver creato nuove relazioni.”

Elsa Ravazzolo Botner, A Gentil Carioca, Rio de Janeiro (sezione Generations)

“Sono molto felice di questa edizione, tutto il team di miart ha fatto un ottimo lavoro. Le vendite sono state molto buone e ho conosciuto nuovi collezionisti stranieri.”

Ilaria Leoni, Ermes-Ermes, Vienna (sezione Emergent)

“Abbiamo partecipato quest’anno per la prima volta a miart e l’esperienza è stata molto positiva. La curatela per la sezione Object ha reso questa parte della fiera una delle più interessanti nell'ambito del design da collezione. La presenza di sezioni tra loro diverse all’interno della stessa manifestazione crea un modello di fiera molto forte.” Martin Arno M. Feldt, Galleri Feldt, Copenhagen (sezione Object)

Come da tradizione, miart 2018 ha assegnato un importante numero di premi conferiti da giurie composte da curatori e direttori di musei internazionali:

- Fondo di Acquisizione di Fondazione Fiera Milano:

Opere acquisite per un valore di 100.000 euro dei seguenti artisti: June Crespo (P420, Bologna), Lisa Dalfino e Sacha Kanah (Clima, Milano), Paolo Icaro (Francesca Minini, Milano), Jochen Lempert (ProjecteSD, Barcellona), Diego Marcon (Ermes-Ermes, Vienna), Luca Monterastelli (Deweer, Otegem), Matt Mullican (MAI 36, Zurigo), Torbjørn Rødland (Rodolphe Janssen, Bruxelles).

- Premio Herno: assegnato alla galleria Jocelyn Wolff, Parigi presente all’interno della sezione “Decades” con la mostra personale dedicata a William Anastasi, per un valore di 10.000 euro.

- Premio Fidenza Village per Generations: assegnato al dialogo tra le artiste Lisetta Carmi (Martini & Ronchetti, Genova) e Birgit Megerle (Galerie Emanuel Layr, Vienna – Roma), per un valore di 10.000 euro.

- Premio On Demand by Snaporazverein: assegnato all’artista Admire Kamudzengerere (Tyburn Gallery, Londra), per un valore di 10.000 euro da destinarsi a una futura produzione.

- Premio LCA per Emergent: assegnato alla galleria Sophie Tappeiner (Vienna), per un valore di 4.000 euro.

- Premio CEDIT per Object: assegnato all’opera di Studio Nucleo (ammann//gallery, Colonia), da destinarsi alla collezione permanente del Triennale Design Museum di Milano.

- Premio Rotary Club Milano Brera per l’Arte Contemporanea e i Giovani Artisti: assegnato all’artista Alfredo Aceto (Galleria Levy Delval, Bruxelles) in forma di acquisizione, da destinarsi a una prestigiosa istituzionale museale milanese.

Gli espositori hanno inoltre apprezzato la presenza significativa di curatori, direttori e gruppi di mecenati provenienti da diversi musei del mondo come il Guggenheim Museum e Foundation, Palais de Tokyo, Centre Pompidou, Serpentine Gallery e le numerose acquisizioni da parte di istituzioni e collezioni, tra le quali l’acquisto dell’opera Untitled (Bosch) di Ciprian Muresan (Prometeogallery di Ida Pisani) da parte di nctm e l'arte, progetto dedicato all'arte di Nctm Studio Legaleper la propria collezione l'opera.

Importante afflusso di pubblico anche per le 3 intense giornate dei miartalks, organizzati per il terzo anno consecutivo in collaborazione con In Between Art Film, che hanno visto la partecipazione di oltre 40 artisti, curatori, direttori di museo, collezionisti e autori internazionali chiamati a esplorare la dimensione dell'immaginazione come una forza che crea e trasforma la realtà e non come una fuga dal presente.

Grande successo anche per miarteducational, il nuovo servizio di mediazione gratuita per il pubblico organizzato da miart in collaborazione con Fidenza Village, che nelle 3 giornate di apertura al pubblico ha registrato il tutto esaurito.

miart 2018 è stato generosamente supportato da Intesa Sanpaolo, per il primo anno main partner della manifestazione.

Nuovi importanti partner hanno inoltre sostenuto la ventritreesima edizione della fiera d’arte moderna e contemporanea di Milano in molteplici forme: FLOS, azienda leader a livello internazionale nel settore dell’illuminazione residenziale e architetturale, in qualità di partner tecnico ha realizzato un’installazione luminosa site-specific del designer londinese di origine cipriota Michael Anastassiades all’interno della VIP Lounge, nel ristorante tre stelle Michelin da Vittorio – partner di miart dal 2013; Elle Decor, per la prima volta ha affiancato miart per la concezione dell’interior design della VIP Lounge, i cui arredi sono stati realizzati in collaborazione con B&B Italia e Kartell.

Hanno infine confermato il loro sostegno a miart partner che accompagnano la fiera dal 2012, come lo champagne Ruinart, che ha arricchito la VIP lounge con uno scrigno interamente dedicato a un’installazione di Liu Bolin; the Westin Palace Milan, partner per l'ospitalità, e NAVA Press, che anche quest’anno ha curato in collaborazione con Mousse Agency la realizzazione dei materiali stampati.

miart vi aspetta per la sua ventitreesima edizione dal 5 al 7 aprile 2019, con anteprima il 4 aprile.

 

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Presentazione del libro Giulio Paolini

La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea ospita la presentazione del volume di Ilaria Bernardi, Giulio Paolini. 

Mercoledì 2 maggio, alle ore 17.30 nella Sala delle Colonne la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea ospita la presentazione del volume di Ilaria Bernardi, Giulio Paolini. Opere su carta: un laboratorio gestuale per la percezione dell’immagine, edito da Prinp – Editoria d’Arte 2.0.

Intervengono Ilaria Bernardi, Simonetta Lux, Maria Grazia Messina, Massimo Mininni.

Il corpus delle opere su carta - dai disegni ai collages di piccole e medie dimensioni - di Giulio Paolini, uno degli artisti italiani più noti e importanti a livello internazionale, è finora rimasto sorprendentemente inesplorato, in buona parte inedito e mai oggetto di ricerche scientifiche, né di pubblicazioni, né di una catalogazione ragionata. 

La monografia di Ilaria Bernardi costituisce il primo studio sull’argomento, focalizzandosi sul primo ventennio di attività su carta dell’artista, dal 1960 al 1980, quando l’autore è maggiormente autonomo dagli altri tipi di produzione da lui realizzati negli stessi anni: quadri, sculture, installazioni ed edizioni grafiche. 

Numerose e inedite dichiarazioni di Paolini raccolte dall’autrice completano la lettura delle opere prese in esame, permettendo di individuare per la prima volta le fonti iconografiche e concettuali, la valenza dei materiali utilizzati e i gesti distintivi che svelano il funzionamento visivo di ogni opera.

Ilaria Bernardi è storica dell’arte e curatrice indipendente. Attualmente è la curatrice, assieme a Daniela Lancioni, della prima retrospettiva dedicata a Cesare Tacchi in corso al Palazzo delle Esposizioni di Roma. Tra i suoi precedenti incarichi, si annoverano le collaborazioni con la Fondazione Giulio e Anna Paolini e con il Dipartimento Curatoriale del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, sotto la direzione di Carolyn Christov-Bakargiev.

 

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Fondazione Nicola Trussardi, Jeremy Deller / Sacrilege, 2012 / Installation view, CityLife, Milan, 2018 / Commissioned by the Glasgow International Festival and the Mayor of London / Courtesy The Artist and The Modern Institute/Toby Webster Ltd, Glasgow / Photo: Marco De Scalzi

 

La Fondazione Nicola Trussardi presenta Sacrilege

Dal 12 al 15 aprile 2018, in occasione della ventitreesima edizione di miart e dell’Art Week milanese

Dal 12 al 15 aprile 2018, in occasione della ventitreesima edizione di miart e dell’Art Week milanese, la Fondazione Nicola Trussardi presenta Sacrilege, una delle più famose installazioni del celebre artista inglese Jeremy Deller, a cura di Massimiliano Gioni.

La Fondazione Nicola Trussardi  ha invitato l’artista – già vincitore del Turner Prize nel 2004 – a collaborare per la prima volta con un’istituzione italiana per un progetto personale, portando nel cuore del parco delle sculture di CityLife il gigantesco gonfiabile che ricostruisce in scala 1:1 il sito archeologico di Stonehenge, uno dei luoghi fondanti dell’identità e della cultura britannica, dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO nel 1986.

L'installazione Sacrilege è stata originariamente commissionata dal Sindaco di Londra e dal Glasgow International Festival of Visual Art per il London 2012 Festival. La presentazione a Milano, nell'ambito di miart 2018 e dell'Art Week milanese, è un progetto ideato e sostenuto dalla Fondazione Nicola Trussardi in collaborazione con CityLife, società del Gruppo Generali che gestisce l’area dove verrà posizionata temporaneamente l’installazione.

Il Parco di CityLife ospiterà inoltre le opere di ArtLine, progetto di arte pubblica del Comune di Milano: una collezione a cielo aperto che si svilupperà all'interno di questo nuovo distretto cittadino e il cui primo gruppo di opere verrà presentato il 15 aprile alle ore 12.

Sacrilege è un progetto promosso da Fondazione Nicola Trussardi in collaborazione con CityLife, società del Gruppo Generali, e la partnership tecnica di Gruppo Spinelli.

venerdì 13 aprile h. 12.30

TALK

Jeremy Deller in conversazione con Massimiliano Gioni

miart - fiera internazione di arte moderna e contemporanea

Fieramilanocity

Viale Scarampo - Gate 5 - area miartalks

Dal 12 al 15 aprile 2018

dalle 11.00 alle 20.00

ingresso libero

 

 

Etnik ph. I

 

WITHOUT FRONTIERS - LUNETTA A COLORI

Capitolo III a cura di Simona Gavioli e Giulia Giliberti

Il 26 aprile alle ore 11:30, presso la Sala Consigliare del Comune di Mantova, in via Roma 39, si terrà la conferenza stampa di “Without Frontiers – Lunetta a colori – Capitolo III”, promosso dal Comune di Mantova, a cura di Simona Gavioli e Giulia Giliberti e in collaborazione con l’associazione culturale torinese “Il Cerchio e le Gocce". L’evento, di arte urbana e arte pubblica, che si svolge a Mantova nel quartiere Lunetta, a partire da aprile fino a giugno, ha preso il via con Mantova Capitale Italiana della Cultura 2016 ed è parte integrante del Festival “Mantova Cambia” promosso dal Comune di Mantova.

“Una nuova pelle” è il nome della prima fase dei lavori che si svoglerà dal 26 aprile al 4 maggio 2018. Il protagonista di questo importante intervento sarà JOYS il quale realizzerà un’opera di circa 800 mq sulla facciata del palazzo di Viale Piemonte.

In conferenza stampa interverranno:

-Nicola Martinelli - Assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Mantova;

-Joys - Urban artist;

-Simona Gavioli - Curatrice del progetto

 

iannaccon

 

Collezione Giuseppe Iannaccone presenta: EX GRATIA

In occasione di miart 2018, l’avvocato Giuseppe Iannaccone inaugura il quinto appuntamento del progetto IN PRATICA

Sabato 14 aprile 2018, in occasione della ventitreesima edizione di miart - fiera internazionale d’arte moderna e contemporanea di Milano - inaugura il quinto appuntamento del progetto IN PRATICA, un ciclo di mostre ospitate nello studio legale dell’ avvocato Giuseppe Iannaccone, negli spazi in cui è conservata parte della sua raccolta di arte moderna e contemporanea. Dopo la presentazione degli artisti Davide Monaldi, Luca De Leva, Andrea Romano e Beatrice Marchi IN PRATICA prosegue nel suo intento di proporre, attraverso il susseguirsi di piccole mostre, un continuo confronto tra le opere degli artisti già consacrati nel panorama internazionale presenti in Collezione e quelle di artisti emergenti di talento, anche se ancora sconosciuti al grande pubblico, invitati per l'occasione a concepire progetti site-specific.

Sabato 14 aprile apre al pubblico per una visita speciale dello studio EX GRATIA, una mostra collettiva di DIECI GIOVANI ARTISTI ALBANESI in collaborazione con ART HOUSE SCHOOL, nata da un’idea di Giuseppe Iannaccone, curata da Adrian Paci e Rischa Paterlini, con la speciale collaborazione del Prof. Zef Paci.

In occasione di miart 2018, l’avvocato Giuseppe Iannaccone ha deciso di dedicare IN PRATICA #5 ad un progetto speciale con l’intento di far conoscere in Italia il lavoro realizzato con generosità da Adrian e Melisa Paci a Scutari, in Albania: ovvero una scuola per artisti. “Ciò che mi ha ispirato” – scrive Giuseppe Iannaccone - “è stato il gesto di generosità che tu, Adrian, hai compiuto verso la tua città natale, Scutari, e verso gli artisti albanesi: grazie ad Art House School hai infatti permesso a dieci di loro di incontrarsi e far si che potessero condividere le loro esperienze e discutere del loro lavoro, senza chiedere nulla in cambio, dandogli semplicemente l’opportunità di vivere a contatto con curatori e critici di livello internazionale”.

Art House è “Un luogo” – dice Adrian Paci – “che rende possibile il transito delle idee dove una casa privata si apre alla comunità della propria città e dove la comunità di una piccola città entra in dialogo con contributi intellettuali e culturali del grande mondo dell’arte senza perdere l’intimità e la natura ravvicinata del rapporto”. 

Negli spazi dello studio legale, tra le opere della Collezione Iannaccone riallestite per questo appuntamento, trovano quindi collocazione i lavori dei dieci artisti protagonisti di Art House School edizione 2017.

“Mai prima d’ora” – scrive Giuseppe Iannaccone - “immaginavo che un giorno avrei invitato contemporaneamente dieci artisti ad esporre le proprie opere, eppure adesso che le guardo tutte assieme mi accorgo ancora una volta che quando gli artisti sanno toccare le corde più intime dell’uomo, accade quasi un miracolo. La commovente bellezza dell’handicap di Marc Quinn sembra parlare lo stesso linguaggio d’amore del video di Alketa Ramaj. Le immagini dei ragazzi brasiliani ritratti da Jetmir Idrizi rimandano alla stessa ricerca attorno all’identità sessuale proposta dagli scatti di Nan Goldin; le fotografie tratte dalle azioni effimere di Stefano Romano dialogano con le salde figure di Massimo Bartolini; lo sguardo del volto catturato da Silva Agostini richiama quello intrappolato nell’opera di Dana Schutz. Il neon rosso nella foto di Remijon Pronja sembra contraddire il senso d’intimità domestica che si ritrova anche nelle opere di Paola Pivi; la delicatezza dei disegni di Bora Baboçi riappare in quelli realizzati da Andrea Romano; le rappresentazioni del divino pagano o cristiano di Alket Frashëri si accordano al pantheon di divinità ed eroi mitologici di Luigi Ontani; i paesaggi di Lek M Gjeloshi ricordano quelli di Hernan Bas; la pittura di Iva Lulashi si confronta con quella di Borremans; i disegni sognanti di Fatlum Doçi ricordano il paesaggio onirico di artisti indiani come Atul Dodiya.”

L’idea di questo progetto viene ben raccontato nel prezioso volume che accompagna la mostra, edito da Mousse Publishing, in lingua italiana, inglese e albanese in cui, oltre alle immagini delle opere e degli artisti che hanno vissuto in residenza ad Art house, vi sono raccolte una conversazione tra Adrian, Zef Paci e i dieci artisti protagonisti della mostra, e uno speciale racconto del viaggio intrapreso dalla curatrice della collezione nella residenza dei Paci.

La mostra è stata realizzata con il patrocinio del Ministero della Cultura Albanese e grazie al contributo di Kooness per i materiali audio e video, di Romanò cornici di Massimo Romanò per le cornici e di Open Care – servizi per l’arte, FARE e ARKA per l’ospitalità agli artisti che saranno tutti presenti il giorno dell’inaugurazione.

La mostra sarà poi visitabile nello studio legale dell’avvocato Giuseppe Iannaccone dal 15 aprile al 13 luglio 2018, solo su appuntamento, per piccoli gruppi di persone.

Opening sabato 14 aprile solo su invito e prenotazione.

Prenotazione sempre obbligatoria all'indirizzo:

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