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 menochiaraChiaro2005 Maria Cristina Carlini Senza Confine tecnica mista su ferro cm180x80x5 tre elementi Dettaglio

 Maria Cristina Carlini, Senza Confine, 2005, dettaglio

 

MARIA CRISTINA CARLINI - ALFABETO MATERICO

Online sulla piattaforma kunstmatrix.com dove si ammirano, dal 25 maggio al 29 settembre, una selezione di sculture a parete, opere su carta e un video commentato dall’artista.

Un appassionante viaggio virtuale in 3D approfondisce il lavoro della scultrice Maria Cristina Carlini nella mostra “MARIA CRISTINA CARLINI. ALFABETO MATERICO. Sculture a parete, opere su carta e video” online sulla piattaforma kunstmatrix.com dove si ammirano, dal 25 maggio al 29 settembre, una selezione di sculture a parete, opere su carta e un video commentato dall’artista.

L’esposizione, organizzata dalla galleria Artespressione a cura di Matteo Pacini e ideata da IBC Irma Bianchi Communication, mette in risalto espressioni artistiche diverse, che come lettere vanno a costituire un alfabeto caratterizzato da lavori materici che spaziano dal grès alla carta, al ferro.

In mostra alcune sculture a parete sono rappresentative di una matericità che emerge in maniera immediata e forte, come si osserva nei due trittici Ignoto, in grès e foglia d’oro e Senza confine, a tecnica mista. Di particolare rilievo Cuciture, in cui l’artista tramite un filo di ferro unisce frammenti di un’ipotetica pelle fatta di grès; anche in Le stanze di Galileo superfici in grès sono collegate con interventi in ferro. Paesaggio etrusco, attraverso piani sovrapposti ciascuno caratterizzato da una trama e da un colore diverso, pone invece l’accento sul legame dell’artista con la terra e con le sue caratteristiche naturali.

Nelle carte attraverso pigmenti e polveri prevalgono la leggerezza delle forme e le tonalità delle terre, del grigio e dell’ocra infatti, come sottolinea il curatore Matteo Pacini, “Maria Cristina Carlini affronta da scultrice ogni genere di materia: che sia grès, metallo, legno, seguendo una vocazione atavica che la spinge verso la tridimensionalità anche nelle opere su carta, creando forme impeccabili nella loro imperfezione”.

L’artista trova, infatti, nelle diverse tipologie di carta: riciclata, fatta a mano, velina e cartone valori tattili, cromatici, plastici e crea, all’interno della composizione, movimenti armonici ed equilibri espressivi, come si può osservare nella serie Carte appoggiate su supporto in ferro.

Sono inoltre presenti nel percorso espositivo alcuni collages di grandi dimensioni (cm 100x150 ca), dove forme geometriche interagiscono con proporzioni, simmetrie e colore. Da composizioni cromaticamente più contrastate come Iliade e Divinità domestiche si giunge a La Divina Commedia e a Georghiche dai toni molto uniformi.

Spessori lisci, ondulati con irregolarità e imperfezioni si sovrappongono, mantenendo il racconto originale della materia. Questa tendenza a non modificare lo stato e le caratteristiche dei materiali, a non voler cercare la perfezione delle forme è un aspetto che contraddistingue il fare arte di Maria Cristina Carlini sia nelle carte, sia nelle sculture di piccole e grandi dimensioni.

Le sfaccettature della carta sono spesso simili a quelle della terra che l’artista ama in ogni suo mutamento soprattutto laddove viene a contatto con elementi naturali come l’acqua, il vento, il fuoco, che aggiungono una storia alla condizione di partenza.

Nel video in mostra sono presenti numerose opere fra cui installazioni e sculture monumentali esposte e collocate in permanenza nel mondo; l’artista parla del suo lavoro, sottolinea la sua ricerca continua sui materiali e il fascino esercitato dagli elementi di recupero, soprattutto da quelli che hanno un ingombrante vissuto. Afferma infatti Maria Cristina Carlini: “quando lavoro sento la necessità di raccontare una storia e più il materiale è tormentato più mi suggerisce qualcosa, nella creazione delle opere la ricerca della perfezione passa in secondo piano, non mi attira, preferisco l’autenticità del gesto artistico”.

Cenni biografici

Maria Cristina Carlini inizia il suo percorso artistico con la lavorazione della ceramica a Palo Alto in California, successivamente prosegue la sua attività a Bruxelles dove contemporaneamente insegna a lavorare al tornio; si trasferisce poi a Milano e si dedica esclusivamente alla scultura.

Da questo momento, oltre al grès e alla terra entrano a far parte della sua espressività materiali come il ferro, la lamiera, l’acciaio corten, la resina, la carta e il legno di recupero.

Maria Cristina Carlini dà vita a opere che spaziano dalle piccole dimensioni alle monumentali, la sua carriera è costellata da riconoscimenti, mostre personali e collettive in diverse sedi pubbliche e private, nazionali e internazionali, e le sue sculture monumentali sono presenti in permanenza in Europa, America e Asia.

Ha inoltre conseguito diversi premi e hanno scritto di lei importanti critici quali: Luciano Caramel, Guo Xiao Chuan, Claudio Cerritelli, Martina Corgnati, Philippe Daverio, Gillo Dorfles, Carlo Franza, Flaminio Gualdoni, Paolo Levi, Laurence Pauliac, Yacouba Konaté, Frédérique Malaval, Elena Pontiggia, Cortney Stell.

Attualmente vive e lavora a Milano, dove il suo atelier è una fucina attiva in cui l’artista prosegue la sua attività creativa, oltre a continuare ad esporre in tutto il mondo. www.mariacristinacarlini.com

 

 

 giuliani

 Foto di Dario Tettamanzi

Riapre la Fondazione Giuliani

La mostra personale di Esther Kläs, "Maybe it can be different", sarà prolungata fino al 13 giugno 2020, in modo da consentire ai visitatori che non l'hanno ancora vista di godere di questa opportunità.

La Fondazione Giuliani riaprirà lunedì 18 maggio. La mostra personale di Esther Kläs, "Maybe it can be different", sarà prolungata fino al 13 giugno 2020, in modo da consentire ai visitatori che non l'hanno ancora vista di godere di questa opportunità.

Ovviamente, la salute dei nostri visitatori e del nostro team è nostra priorità assoluta e seguiremo le misure di social distancing e di igiene per la sicurezza e per la protezione di tutti. La Fondazione, inoltre, per poter prendere tutte le precauzioni necessarie, adotterà temporaneamente nuovi orari di apertura: dal giovedì al sabato dalle 15.00 alle19.30.

Se desiderate visitare la mostra al di fuori del normale orario di apertura, vi preghiamo di inviarci una email a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Inoltre, siamo felici di comunicare che dal 21 giugno 2020 presso la Fondazione, ci sarà "Permanente", terza tappa del tour della mostra personale di Caroline Achaintre, organizzata in collaborazione con Belvedere Museum, Vienna, MO.CO. Montpellier Contemporain e CAPC Musée d'Art Contemporain, Bordeaux.

La mostra della Fondazione è realizzata grazie anche al sostegno della Fondazione Nuovi Mecenati.

Per motivi di salute e sicurezza, per accedere ai locali della Fondazione è necessario essere forniti di mascherina. Ci prenderemo cura personalmente di fornire il pubblico di guanti e di gel disinfettante.

 

 summerin

 

FuturDome A-I-R SUMMER IN

Gli spazi espositivi e di lavoro non prevedono l’ingresso al pubblico, ma permettono agli artisti di risiedere e di soggiornare, in piena sicurezza e autonomia, all’interno dei 2000 mq.

FuturDome A-I-R, Artist In Residence, presenta Summer In, programma di residenza che dal 18 maggio al 31 luglio 2020 concede l’accesso ai propri spazi a quattro artisti italiani: quattro artefici che lavoreranno in quattro diversi ambienti del palazzo, selezionati a seconda di diverse esigenze compositive e tecniche.

Gli spazi espositivi e di lavoro non prevedono l’ingresso al pubblico, ma permettono agli artisti di risiedere e di soggiornare, in piena sicurezza e autonomia, all’interno dei 2000 mq, dell’edificio di via Giovanni Paisiello 6. La residenza permetterà, su appuntamento, a curatori, collezionisti, giornalisti ma anche a visitatori esterni di poter assistere sia dal vivo, sia attraverso conversazioni via Instagram e Facebook, al processo di elaborazione di quattro progetti inediti.

Silvia Hell (1983, Bolzano), Domenico Antonio Mancini (1980, Napoli), Fabrizio Perghem (1981, Rovereto) e Sara Ravelli (1993, Crema) avranno la possibilità di sviluppare nuovi lavori che saranno parte di un primo percorso di avvicinamento e di familiarizzazione con gli spazi di FuturDome, in vista di futuri progetti espositivi monografici.

Durante la residenza, i quattro artisti avranno modo di utilizzare ogni elemento del palazzo e ogni materiale di cui potranno appropriarsi, appoggiandosi anche, per le loro produzioni, alle diverse aziende che hanno interagito, in questi anni, con FuturDome.

A fine della residenza verranno presentati i lavori definitivi, che saranno stati scanditi e arricchiti da sei diversi incontri, programmati ogni dieci giorni, con diversi professionisti tra cui: Diego Bergamaschi (collezionista, art manager), Elena Bordignon (direttore ATP Diary), Barbara Casavecchia (docente, curatore, critico), Annette Hofmann (art dealer, ricercatrice), Claudia Santeroni (curatrice, coordinatrice di The Blank), Mauro Mattei (collezionista, fondatore di MMAT), Maria Chiara Valacchi (critico, curatore).

Le date degli incontri tra artisti e professionisti sono: venerdì 29 maggio; mercoledì 10 giugno; giovedì 18 giugno; martedì 30 giugno; giovedì 9 luglio; martedì 21 luglio e giovedì 30 luglio.

Summer In, negli spazi domestici di FuturDome, si sviluppa come un programma di isolamento dedicato.

Oggi, attraverso una ricerca sulla luce di Silvia Hell, un progetto di delocalizzazione del proprio studio di Domenico Antonio Mancini, un’installazione sonora di Fabrizio Perghem e le nuove sculture di Sara Ravelli, come potremmo tornare a percepire lo spazio e come ricorderemo l’esperienza di avvicinamento a un’opera d’arte? Quale nuovo messaggio, quale nuova opera artistica percettiva i media dovrebbero veicolare a un piccolo gruppo di persone? Se la realtà virtuale sarà, mese dopo mese, sovrapposta ai progetti dedicati alla realtà stessa, quale sarà il suo risultato finale, la sua materia finale? Quando un’opera d’arte sarà finita, pronta per essere esposta e quando sarà considerata non finita?

E come si può stare al passo con le aspettative del pubblico, quando il solo fatto di visitare una mostra sarà considerato uno sforzo notevole? 

 

 ArtVerona 2020. Grafica Studio Temp 1 1

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Verso ARTVERONA 2020: Un Team curatoriale nuovo e dinamico al lavoro per la 16a edizione

Una nuova esposizione temporanea dedicata alla collezione di tappeti e tessuti tradizionali del Marocco di Annette Korolnik.

È già al lavoro per ridisegnare i contenuti e le prospettive della 16a edizione della fiera il nuovo team curatoriale di ArtVerona, la manifestazione dedicata all’arte moderna e contemporanea in programma dall’11 al 13 dicembre 2020 e diretta da Stefano Raimondi. Importanti professionisti del settore sia nazionali che internazionali affiancano infatti quest’anno la squadra ormai consolidata di Veronafiere e stanno contribuendo a delineare un progetto dinamico, che vuole accogliere la sfida di questo momento, pur fra le tante incertezze legate alla diffusione del Coronavirus, guardando anche alle nuove possibilità con concretezza e inventiva.

Veronafiere, polo fieristico tra i più importanti e solidi in Italia, sta definendo nuovi modelli di fruizione che possano consentire lo svolgimento in sicurezza, sia per gli espositori che per i visitatori, di tutte le fiere in programma dall’autunno, nel pieno rispetto delle regolamentazioni che saranno vigenti, continuando così a sostenere anche il progetto culturale ed espositivo alla base di ArtVerona. Questa riprogettazione non interessa comunque solo gli spazi del quartiere fieristico ma anche quelli digitali, e la manifestazione potrà beneficiare anche di una nuova e strutturata piattaforma online che Veronafiere sta sviluppando per tutti i suoi prodotti e che potrà offrire ulteriori occasioni di incontro, dialogo e business.

Proprio con la volontà di consolidare il concept della fiera è stata composta la nuova squadra di curatori e collaboratori, scelti per il loro bagaglio di esperienza e per la capacità di dare un contributo sostanziale all’attività di networking che da sempre ha reso ArtVerona occasione di scambio di qualità, in qualsiasi forma – fisica o digitale – esso possa e potrà avvenire, in particolare a livello italiano.

Le gallerie hanno tempo fino al 31 luglio per presentare la domanda di partecipazione a un’edizione le cui nuove date sono eccezionalmente state scelte proprio per accogliere le esigenze degli operatori e concentrare tutti gli sforzi nel progettare e cercare di attuare una manifestazione di qualità, capace di contribuire al rilancio del sistema dell’arte italiano.

Accanto a Main, la sezione dedicata alle principali gallerie d’arte moderna e contemporanea, ArtVerona intende mettere al centro dell’edizione 2020 due nuovi progetti, entrambi su invito: Introduction e Pages. In Introduction, con la prestigiosa curatela di Giacinto Di Pietrantonio, gallerie storiche introdurranno gallerie più giovani a cui hanno fatto da “mentori”. Pages invece, curato da Andrew Berardini, darà a una selezione di importanti riviste di settore sia italiane che straniere la possibilità di presentare la loro storia e i collegamenti con il sistema dell’arte italiano.

Evolution, anch’essa novità 2020, punta a presentare gallerie che lavorano con artisti che conducono la propria ricerca attraverso le varie sfaccettature del digitale, ambito quanto mai attuale in questo momento, dalla realtà virtuale a big data e nanotecnologie. Next è riservata alle gallerie che presentano ciascuna fino a tre talenti delle generazioni più recenti, mentre Solo è concepita come una serie di spazi aperti che permettono agli espositori di valorizzare con un progetto monografico un artista italiano nato a partire dagli anni ’90.

Nuovi contenuti sono allo studio anche per gli appuntamenti e i format, insieme ai nuovi curatori Maria Chiara Valacchi (il programma di Talks), Giulia Floris (LAB1, un focus sulle realtà no-profit più sperimentali con un progetto dedicato alle residenze d’artista), Saverio Verini (StandChat, gli incontri con gli artisti). La centralità dei collezionisti italiani nel progetto alla base di ArtVerona viene ribadita poi con l’ingresso nel team di Edoardo Monti, nel doppio ruolo di VIP manager e Digital strategist, di Elena Forin per la parte Corporate oltre che dall’edizione del quinquennale di Critical Collecting, progetto editoriale ideato e sviluppato da Antonio Grulli.

Contenuti aggiornati e nuovi curatori anche per Art & The City, programma coordinato di eventi che animerà e coinvolgerà i luoghi e le istituzioni più significative della città di Verona, strutturato in sezioni tematiche: Performance & The City, curato da Claudia Santeroni e Marzia Minelli; Video & The City, curato da Jessica Bianchera e Marta Ferretti; Collection & The City, con una mostra curata da Irene Sofia Comi; Sculpture & The City, inedito progetto di scultura pubblica curato da Elena Forin e realizzato in collaborazione con Marmomac, la più grande manifestazione al mondo dedicata al settore lapideo e alle sue tecnologie.

Si registrano nuovi ingressi anche nell’Advisory Board: Maria Grazia Longoni Palmigiano, avvocato, partner di LCA Studio Legale e collezionista, e Alessia Zorloni, fondatrice di Art Wealth Advisory e docente, affiancano ora Diego Bergamaschi, collezionista, vicepresidente CLUBGAMeC, fondatore di Seven Gravity Collection e Collection of Collections (CoC), Antonio Coppola, imprenditore, collezionista e presidente della Fondazione Coppola, Giorgio Fasol, collezionista e presidente di AGI Verona Associazione Culturale e Mirko Rizzi, direttore creativo e presidente dell’Associazione Marsèlleria.

 

 LABIRINTO 035foto di Dario Tettamanzi

 Foto di Dario Tettamanzi

Fondazione Arnaldo Pomodoro presenta Digital tour alla scoperta del Labirinto di Pomodoro

La Fondazione presenta il suo primo digital tour gratuito.

La Fondazione Arnaldo Pomodoro presenta il suo primo digital tour gratuito, ALLA SCOPERTA DEL LABIRINTO DI ARNALDO POMODORO: un viaggio interattivo alla scoperta dell’opera ambientale Ingresso nel Labirinto di Arnaldo Pomodoro.

Il digital tour è la nuova tappa di un percorso intrapreso qualche anno fa dalla Fondazione per favorire una sempre più ampia conoscenza dell’opera di Arnaldo Pomodoro e rendere accessibile al grande pubblico la propria Collezione, il corpus dei lavori dell’artista, i suoi carteggi con artisti e critici, i bozzetti e tutti gli altri materiali del suo Archivio. Oggi che le visite al Labirinto non sono possibili e i laboratori didattici sono sospesi, la Fondazione e il suo Dipartimento educativo portano comunque avanti la loro missione in una direzione nuova ma coerente, offrendo un’occasione “virtuale” per sperimentare in prima persona come nasce un’idea e come un’ispirazione possa diventare un’opera d’arte.

IL DIGITAL TOUR

L’esperienza multisensoriale ALLA SCOPERTA DEL LABIRINTO DI ARNALDO POMODORO prevede una visita virtuale nel Labirinto di Pomodoro, alla quale seguono alcune attività educative e interattive dedicate a differenti argomenti e divise per grado di difficoltà, pensate per essere accessibili ai più piccoli come agli adulti. Un viaggio che fa leva sulla fantasia e sulla creatività.

Il progetto – curato da Paola Boccaletti, coordinatrice del Dipartimento educativo della Fondazione – nasce da diverse esperienze di divulgazione dell’opera del Maestro intraprese negli scorsi anni, in particolare dal libro per bambini “Il Labirinto di Arnaldo Pomodoro”, edito da Corraini e realizzato grazie a un contributo di Fondazione Cariplo, e da “Labyr-Into”, ricostruzione in VR dell’opera Ingresso nel labirinto, realizzata da Oliver Pavicevic e Steve Piccolo, prodotta dalla Fondazione Arnaldo Pomodoro grazie al contributo di TSS (The Secular Society, Virginia, USA).

 

Ottieni il link per accedere al digital tour: clicca qui

 

 

IL CONCORSO PER LE SCUOLE

Con lo scopo di mantenere vivo il dialogo con la scuola e accorciare la distanza in questo momento di trasformazione, a partire dal digital tour la Fondazione Arnaldo Pomodoro ha inoltre ideato un Concorso dedicato alle scuole primarie e secondarie di primo grado sul tema della 'gita scolastica nel Labirinto di Arnaldo Pomodoro'.

Tutte le classi che si iscriveranno al Concorso riceveranno in omaggio – per la biblioteca della propria scuola – il libro per bambini “Il Labirinto di Arnaldo Pomodoro”.

Le classi che parteciperanno alla visita virtuale e invieranno i materiali ritenuti maggiormente significativi rispetto alla comprensione e interpretazione del labirinto vinceranno un buono omaggio per una visita guidata reale nel Labirinto di via Solari 35 a Milano, non appena sarà possibile.

Il concorso ha inizio martedì 12 maggio e i materiali prodotti dovranno essere inviati alla mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo." target="_blank" moz-do-not-send="true">Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. entro e non oltre il 30 giugno 2020.

 

 

 mascarilla

Silvia Giambrone, Nobody's room, 2015

MASCARILLA 19 – Codes of Domestic Violence 8 film d’artista prodotti al tempo della pandemia

Mascarilla 19 dà il titolo a un nuovo progetto commissionato e prodotto da In Between Art Film, casa di produzione di Beatrice Bulgari.

Mascarilla 19 è la parola in codice che in Spagna viene usata dalle donne vittime di violenza domestica per denunciare gli abusi subiti. Otto gli artisti invitati a confrontarsi con questa “emergenza nell’emergenza”: Iván Argote, Silvia Giambrone, Eva Giolo, Basir Mahmood, MASBEDO, Elena Mazzi, Adrian Paci, Janis Rafa. I curatori del progetto sono Leonardo Bigazzi, Alessandro Rabottini e Paola Ugolini.

Mascarilla 19 – Codes of Domestic Violence è il nuovo progetto di In Between Art Film, la casa di produzione cinematografica fondata da Beatrice Bulgari per esplorare ed espandere i confini tra le arti visive, il cinema, la performance e i linguaggi dell’immagine in movimento. Attraverso la produzione di 8 film d’artista, tre curatori – Leonardo Bigazzi, Alessandro Rabottini e Paola Ugolini – e otto artisti – Iván Argote (Colombia/Francia, 1983), Silvia Giambrone (Italia/Inghilterra, 1981), Eva Giolo (Belgio, 1991), Basir Mahmood (Pakistan/Paesi Bassi, 1985), MASBEDO (Italia, Nicolò Massazza, 1973 e Iacopo Bedogni, 1970), Elena Mazzi (Italia, 1984), Adrian Paci (Albania/Italia, 1969), Janis Rafa (Grecia, 1984) – sono stati invitati a confrontarsi sul tema drammatico e quanto mai attuale della violenza sulle donne e il suo acuirsi nel contesto attuale della pandemia e delle conseguenti misure di contenimento sociale.

Il nuovo progetto di In Between Art Film risponde a un duplice impulso: da un lato richiamare l’attenzione su un’emergenza globale – come quella della violenza di genere resa ancora più urgente dal confinamento in cui gran parte del mondo si trova attualmente – dall’altro fornire stimolo e sostegno alla produzione artistica, in un momento storico come questo, caratterizzato da sospensione e incertezza.

Inaugurando una nuova fase produttiva e un’inedita formula di commissione rispetto al proprio operato, per la prima volta In Between Art Film invita una serie di artisti a rispondere creativamente a un progetto originale sviluppato in risposta a una situazione transnazionale e quanto mai attuale.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la violenza sulle donne tende ad aumentare nelle situazioni di crisi, come disastri naturali, guerre o epidemie. Dall’inizio della Pandemia da Covid-19, stando a dati dell’ONU, le denunce di violenza domestica a livello globale sono triplicate, senza considerare i moltissimi casi “invisibili”, in cui le donne non hanno nemmeno la possibilità di chiedere aiuto.

Mascarilla 19 (Mascherina 19) è il nome della campagna lanciata dal premier spagnolo Pedro Sanchez, che non solo accoglie l’appello del Segretario Generale dell’ONU Antonio Gutierrez, ma dà conto dello spaventoso aumento di richieste di aiuto arrivate da donne vittime di abusi nel corso delle prime settimane dell’epidemia, quando molte di loro si sono ritrovate prigioniere delle mura domestiche. In un mondo fisicamente isolato e digitalmente iper-connesso, infatti, le vittime di violenze domestiche si trovano in una situazione di “isolamento nell’isolamento” perché private della possibilità di comunicare con l’esterno per richiedere aiuto. È nato così un S.O.S. segreto, una parola in codice che le vittime di violenza possono comunicare al personale di tutte le farmacie in Spagna, permettendo così l’avvio di un protocollo d’emergenza.

In Between Art Film ha voluto fare un richiamo diretto a questa campagna nello scegliere il titolo del suo nuovo progetto, Mascarilla 19 – Codes of Domestic Violence, che prevede la produzione di 8 film d’artista monocanale commissionati ad altrettanti artisti internazionali, ciascuno invitato con il proprio linguaggio e la propria sensibilità a toccare un argomento tanto delicato quanto urgente.

Attraverso una selezione di artisti appartenenti a diverse generazioni e provenienti da differenti contesti culturali, Mascarilla 19 desidera esplorare una molteplicità di significati umani, sociali e linguistici legati all’isolamento psicologico e alla violenza fisica, alla privazione della possibilità di comunicare, alla trasformazione della casa da luogo di protezione a teatro di sopruso.

Inoltre, Mascarilla 19 è anche un interrogativo sui cambiamenti in atto per quanto riguarda la produzione e la distribuzione delle immagini in movimento in un contesto come quello attuale, fatto anche di limitazioni espressive oltre che di movimento.

“Interrogando le visioni degli artisti, attraverso il loro lavoro, intendo aprire uno spazio di riflessione sui concetti di libertà e di limitazione, sul silenzio come spazio di violenza e sulla responsabilità che sento in prima persona, nel fronteggiare l’emergenza culturale anche attraverso il sostegno agli artisti” (Beatrice Bulgari)

La produzione delle nuove opere, già operativa a livello concettuale, sarà realizzata dagli artisti non appena verranno allentate le restrizioni adottate nei vari Paesi di residenza per contenere il diffondersi della pandemia.

Il ciclo completo di Mascarilla 19 – Codes of Domestic Violence sarà presentato in anteprima da In Between Art Film nell’autunno 2020 attraverso una rete di collaborazioni istituzionali, sia in Italia che all’estero, esplicitando la natura profondamente collaborativa di questo progetto anche a livello di distribuzione.