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Premio Arte: Sostantivo Femminile 2022 XIV edizione

 

Il premio giunge alla sua quattordicesima edizione e celebra l’impegno, la creatività e l’estro di otto donne che hanno saputo arricchire il panorama artistico e culturale del nostro paese.

La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea torna ad ospitare l’appuntamento dedicato alle donne e al loro prezioso contributo in molteplici discipline.

Il Premio Arte: Sostantivo Femminile, promosso dalla Presidente dell’Associazione A3M - Amici dell'Arte Moderna a Valle Giulia Maddalena Santeroni e dalla Direttrice della Galleria Nazionale Cristiana Collu, giunge alla sua quattordicesima edizione e celebra l’impegno, la creatività e l’estro di otto donne che hanno saputo arricchire il panorama artistico e culturale del nostro paese.

Liliana Segre

Senatrice

Ilaria Capua

Accademica

Francesca Mannocchi

Giornalista

Francesca Dego

Violinista

Francesca Montinaro

Scenografa

Dacia Maraini

Scrittrice

Liliana Moro

Artista

Laura Delli Colli

Giornalista

La cerimonia di premiazione si svolgerà nella Sala delle Colonne martedì 21 giugno alle ore 18.00 alla presenza del giornalista e saggista Marco Damilano, l'attore Alessandro Preziosi, lo storico dell’arte e saggista Costantino D’Orazio,  la Presidente di Acea Spa Michaela Castelli, e Francesco Carderi, Ufficio Stampa Terna Spa, insieme a molti altri esponenti della cultura e della divulgazione italiana.

La Galleria Nazionale, per l’occasione, prevede l’apertura serale straordinaria fino alle ore 22.00, con l’ultimo ingresso alle ore 21.15.

Sarà possibile visitare le mostre in corso: INTERTWINGLED The Role of the Rug in Arts, Crafts and Design, a cura di Martí Guixé e Inga Knölke, che espone in un suggestivo dialogo oltre 80 opere di pittura, fotografia, design e artigianato; la mostra VASCO BENDINI. OMBRE PRIME, a cura di Bruno Corà, che rende omaggio un protagonista della pittura informale italiana nel centenario dalla nascita; Chiara Bettazzi. Surplace, a cura di Saretto Cincinelli, che presenta per la prima volta sotto forma di unica e inedita installazione le opere fotografiche dell’artista, nella sua personale rilettura della “natura morta”; il progetto espositivo di Antonello ViolaAperto confine sulla Gorgone di Sartorio, corpus di opere nato dal confronto dell’artista con il capolavoro La Gorgone e gli Eroi di Giulio Aristide Sartorio; l’installazione site specific realizzata per la Galleria dal titolo Roberto Almagno. Plasmare il disegno, rappresentativa del lavoro di trasformazione operato sui materiali naturali che l’artista conduce da anni.

 



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Stephen Kent, WILTED VASE I (COCKTAIL HOUR), 2021, gesso, resina, pigmenti, acrilico, 51 x 41 x 4 cm, foto Jens Ziehe.

 

"Texture of the Contemporary" Veronika Hapchenko, Stephen Kent, Shinoh Nam, Lena Valenzuela

 

Nata dall’esigenza di esplorare nuovi linguaggi guardando al lavoro di un gruppo di giovani artisti internazionali, la mostra presenta un’inedita selezione di dipinti, sculture ed installazioni site-specific in rapporto allo spazio della galleria.

A day, a livelong day, is not one thing but many. It changes not only in growing light toward zenith and decline again, but in texture and mood, in tone and meaning, warped by a thousand factors of season, of heat or cold, of still or multi winds (..)

La galleria Renata Fabbri arte contemporanea è lieta di presentare Textures of the Contemporary dal 22 giugno al  17 settembre 2022, una mostra collettiva a cura di Marlene A. Schenk e Valeria Schäfer che riunisce per la prima volta in Italia i lavori di quattro artisti: Veronika Hapchenko (Kyiv, 1995), Stephen Kent (Harrisburg, Pennsylvania, 1985), Shinoh Nam (Seoul, 1993) e Lena Valenzuela (Amburgo, 1989). Nata dall’esigenza di esplorare nuovi linguaggi guardando al lavoro di un gruppo di giovani artisti internazionali, la mostra presenta un’inedita selezione di dipinti, sculture ed installazioni site-specific in rapporto allo spazio della galleria.

Textures of the Contemporary si interroga sul concetto di adattamento, dell’“adattare” e dell’“adattarsi”, attraverso l’osservazione di forme che mutano e che invadono gli spazi. Partendo dalla definizione di texture – da leggere come aspetto, trama, consistenza di una superficie o di una sostanza – le opere esposte in mostra indagano le molteplici declinazioni di questo concetto, mettendolo in relazione con lo spazio espositivo. L’intento è di creare un’allusione, anche in senso fisico, a quegli istanti onirici che caratterizzano la nostra esistenza, fatta di momenti fugaci e inafferrabili.

Proprio come questi attimi, le opere in mostra dialogano con lo spazio sfidando ciò che è noto e familiare, integrandosi nell’ambiente oppure modificandolo. Attraverso l’utilizzo di molteplici media e linguaggi espressivi, esse ambiscono a interrompere strutture discorsive consolidate, offrendo all’osservatore punti di vista differenti, mai scontati e alternativi. Negli spazi della galleria, i lavori di Veronika Hapchenko, Stephen Kent, Shinoh Nam e Lena Valenzuela mostrano il loro potenziale nel rappresentare una visione in continua evoluzione, introducendo nuovi ambienti in spazi familiari.

(…) And as a day changes so do its subjects, bugs and birds, cats, dogs, butterflies, and people. John Steinbeck: The Winter of Our Discontent (1961)

Stephen Kent (Harrisburg, Pennsylvania, 1985) vive e lavora a Berlino. Ha conseguito il Master in Fine Arts presso la Cranbrook Academy of Art di Detroit e il Bachelor in Fine Arts presso la Pennsylvania State University. Ha recentemente esposto presso: Elephant Kunsthall (Norvegia), Good Weather Gallery (USA), galleria LVL 3 (Chicago), Haverkampf Leistenschneider Galerie (Berlino), galleria Szydlowski (Varsavia) e Die Brücke Museum (Berlino). I suoi mosaici sono stati pubblicati sui quotidiani “Der Tagespiegel” e “Chicago Tribune”.

Shinoh Nam (Seoul, Corea del Sud, 1993) vive e lavora fra Düsseldorf e Berlino. Sta terminando gli studi in Fine Arts presso l’Universität der Künste di Berlino, dove è allievo di Monica Bonvicini, con uno studio in Architettura presso la Kunstakademie di Düsseldorf con l’architetta Donatella Fioretti. Ha precedentemente conseguito la laurea in Photography & Visual Media presso la Sangmung University di Seoul. Le sue opere sono state esposte presso: Sejong Center, Seoul; Gallery Einstosz, Düsseldorf; Arts Centre Dresden - Schimmel project; Gallery 062, Chicago; Open White Gallery, Berlino; Bloom, Düsseldorf; Gallery Reinraum e.V, Düsseldorf; Artspace SOMA, Berlino; KARMA International, Zurigo; Nadan, Berlino; presso il dipartimento culturale dell'ambasciata della Repubblica di Corea a Berlino e presso Neue Kunstverein, Dessau.

Veronika Hapchenko (Kyiv, 1995) vive e lavora a Cracovia. Ha conseguito il Master in Fine Arts all’Accademia di Belle Arti di Cracovia dopo aver studiato scenografia alla National University of Cinema and Television di Kyiv. Ha esposto in mostre personali presso: Import Export (Varsavia); Nanazenit (Varsavia); i gallery (Cracovia), Baszta Gallery, Dworek Białoprądnicki Cultural Center (Cracovia). Tra le mostre collettive: Fondazione Gierowski (Varsavia); Galleria Krupa (Breslavia); Rundgang, Accademia di Belle Arti di Vienna; Cracow Art Week KRAKERS (Cracovia) e Galeria Atelier II (Cracovia).

Lena Valenzuela (Amburgo, 1989) vive e lavora a Berlino. Attualmente frequenta il Master in Fine Arts presso l’Universität der Künste di Berlino. Ha precedentemente conseguito la laurea in Design presso l’Hochschule für Künste Bremen di Brema. Tra le mostre collettive: MISA, König Galerie (Berlino, 2022); Fasting of My Fantasies, ACUD Galerie (Berlino, 2002); Emergency Gathering. Brave for love and the people fleeing Ukraine by P.L.U.R, ACUD MACHT NEU (Berlino, 2022); Rebound, Künstlerhaus Sootbörn, (Amburgo, 2021); Let's See if This Works, Zirkus Schatzinsel (Berlino, 2021); Mit Haut und Haaren, Raum für Sichtbarkeit (Berlino, 2021). Animation of Dead Material, Künstlerhaus Bethanien (Berlino, 2020).

 



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La Nona edizione del Premio Cramum si sposta al Mercato Centrale Milano 

 

Annunciati i nomi dei 10 artisti finalisti, i premi e le date.

Cramum, in collaborazione con Mercato Centrale Milano, presenta la 9° edizione del Premio Cramum per l'arte contemporanea in Italia con i nomi dei dieci finalisti, che saranno in mostra dal 9 al 17 settembre negli spazi di Mercato Centrale (in via Giovanni Battista Sammartini 2),  al fianco di altrettanti artisti di fama internazionale. Chi vince potrà intraprendere un percorso di mostre e riceverà il “cubo”, simbolo del premio, quest'anno realizzato dalla Marini Marmi in Ceppo di Gré. Grazie alla nuova collaborazione con ArtBite verrà assegnato anche il Premio Speciale Bite&Go&Cramum.  

Cramum e Mercato Centrale Milano annunciano l'avvio di una nuova collaborazione che renderà possibile ai clienti e ai viaggiatori in transito per la Stazione Centrale di Milano di scoprire, oltre ai prodotti degli artigiani del cibo, anche la migliore arte contemporanea, protagonista a settembre della Nona edizione del Premio Cramum.

Il Direttore del Premio Sabino Maria Frassà ha introdotto così la collaborazione: "Cramum da anni sostiene con partner di livello le eccellenze artistiche italiane. L'obiettivo è avvicinare il grande pubblico alle avanguardie dell'arte contemporanea e dare la possibilità ai migliori giovani artisti di far conoscere il proprio lavoro. La scelta di collaborare con Mercato Centrale Milano va in questa direzione: uno spazio di 4.500 mq distribuiti su due piani all'interno della monumentale Stazione Centrale di Milano. Una piazza ideale delle meraviglie del nostro paese in cui il cibo di qualità e la cultura da oggi riusciranno ancora di più a dialogare a tutti i livelli”.
 
Domenico Montano, Direttore Generale di Mercato Centrale, commenta: "La nostra collaborazione si colloca nel quadro di un progetto che caratterizza fin dall’inizio l’attività del Mercato Centrale e che parte dall’idea, molto semplice, che i luoghi della vita e i luoghi dell’arte non devono più rimanere separati. Nel nostro tempo, l’arte non è un’esperienza privilegiata, a cui si accede nei recinti protetti dei musei e delle gallerie, ma è una scoperta che viene a cercarci, vuole raggiungerci nei luoghi sociali, ci chiede di essere pronti e aperti in ogni momento a un dialogo con le forme, le immagini, le situazioni che possono introdurre nella nostra vita di lavoro, di svago e di relazioni, il fermento di un pensiero critico, lo stimolo di una percezione diversa".

La presentazione della nuova collaborazione è anche l'occasione per annunciare i nomi dei dieci artisti finalisti del Premio, protagonisti dal 9 al 17 settembre della mostra LA CADUTA che si terrà al Mercato Centrale di Milano curata dal direttore del Premio Sabino Maria Frassà.
I dieci artisti finalisti, tutti under 40, sono: Marta Abbott (Repubblica Ceca), Anouk Chambaz (Svizzera), Benedetto Ferraro, Gaetano Frigo, Simone Giai, Rossana La Verde, Giovanni Longo, Martina Merlini, Giulia Nelli, Lucrezia Zaffarano.
Al fianco di questi giovani finalisti anche dieci artisti fuori concorso di fama internazionale: Letizia Cariello, Stefano Cescon (vincitore premio Cramum precedente edizione), Franco Fontana, Franco Guerzoni, Peggy Kliafa (Grecia), H.H. Lim (Cina), Franco Mazzucchelli, Fulvio Morella, Luca Pignatelli e Francesca Piovesan.

Al vincitore/vincitrice va: un percorso di mostre, che culminerà con la mostra personale allo Studio Museo Francesco Messina, oltre al “Cubo Cramum”, simbolo del premio, quest'anno realizzato dalla Marini Marmi in Ceppo di Gré. Grazie alla nuova collaborazione con ArtBite verrà assegnato anche il Premio Speciale Bite&Go&Cramum.

Constatato l'elevato numero di iscrizioni e l'elevata qualità dei progetti proposti, Cramum ha voluto nominare, come da bando, anche dieci "Artisti in Evidenza", che si sono distinti per l'innovatività formale e sostanziale del progetto artistico proposto. Le loro opere, anche se non in mostra, saranno pubblicate all'interno del libro del Premio Cramum 2022.
I dieci "Artisti in Evidenza Cramum 2022" sono: Francesco Angioloni, Rossella Barbante, Gabriele Biondi, Nicolò Bruno, Mattia Ferretti, Deborah Graziano, Maria Palena, Vale Palmi, Mila Sambre, Andrea Schifano. 

Il Comitato Scientifico, cuore della giuria del Premio Cramum, decreterà il vincitore/la vincitrice il giorno dell'inaugurazione della Mostra il 9 settembre 2022. Oltre agli artisti fuori concorso fanno parte del Comitato noti galleristi, giornalisti, collezionisti e intellettuali: Marzia Apice, Valentina Ardia, Elsa Barbieri, Loredana Barillaro, Giorgia Basili, Giulia Biafore, Ettore Buganza, Cristiana Campanini, Valeria Cerabolini, Jacqueline Ceresoli, Carolina Conforti, Stefano Contini, Camilla Delpero, Riccardo Fausone, Chiara Ferella Falda, Raffaella Ferrari, Antonio Frassà, Maria Fratelli, Rosella Ghezzi, Pier Luigi Gibelli, Luca Gibello, Luca Gracis, Riccarda Grasselli Contini, Alice Ioffrida, Maddalena Labricciosa, Angela Madesani, Achille Mauri, Marco Miglio, Fabio Muggia, Annapaola Negri-Clementi, Antonella Palladino, Arianna Panarella, Rischa Paterlini, Ilenia e Bruno Paneghini, Federico Pazzagli, Fulvia Ramogida, Iolanda Ratti, Francois-Laurent Renet, Giulia Ronchi, Elisabetta Roncati, Nicoletta Rusconi, Alessandro Scarano, Massimiliano Tonelli, Carolina Trabattoni, Francesca Tribò, Patrizia Varone, Valeria Vaselli, Nicla Vassallo, Giorgio Zanchetti, Emanuela Zanon. Il direttore del Premio presiede e coordina il Comitato senza possibilità di voto.

Questa edizione del Premio Cramum è resa possibile grazie alla collaborazione di Cramum con: Mercato Centralanche, Istituto Confucio dell'Università degli Studi di Milano, Associazione Marmisti della Regione Lombardia, Marini Marmi Srl, Studio Museo Francesco Messina, The Art Talk, ArtBite, Cantina Giacinto Gallina e Ama Nutri Cresci.

CRAMUM
CRAMUM è un progetto non profit che dal 2012 sostiene le eccellenze artistiche in Italia e nel Mondo. Il nome è stato scelto proprio perché significa “crema” la parte migliore (del latte) in latino, lingua da cui deriva l’italiano e su cui si è plasmata la nostra cultura. Cramum promuove attivamente mostre e progetti culturali volti a valorizzare Maestri dell’arte contemporanea non ancora noti al grande pubblico, sebbene affermati nel mondo dell’arte. Dal 2013 promuove l'omonimo premio vinto negli anni anche da Daniele Salvalai, Francesca Piovesan, Matteo Fato e Giulia Manfredi.
Dal 2014, sotto la direzione artistica di Sabino Maria Frassà, Cramum intraprende con successo un piano di sviluppo di progetti di Corporate Social Responsibility in ambito artistico, ottenendo numerosi riconoscimenti, tra cui la Medaglia del Presidente della Repubblica Italiana nel 2015.

IL MERCATO CENTRALE           
Il Mercato Centrale, ideato da Umberto Montano con il gruppo Human Company guidato da Claudio Cardini e la sua famiglia, nasce come un nuovo modo di comunicare, sentire e vivere il cibo. Il progetto ha saputo generare a Firenze, a Roma, a Torino e a Milano un nuovo linguaggio che fa della semplicità il suo punto di forza. Gli artigiani con le loro botteghe sono il cuore del progetto: nessuno sa raccontare meglio ogni singolo prodotto e ne conosce alla perfezione le qualità e i punti di forza.

 

 



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The rooom ospiterà la presentazione della rivista digitale ArtOnWorld

 

L’evento è un’occasione per conoscere la produzione di cataloghi digitali a carattere internazionale e della rivista ArtOnWorld. 

Giovedì 16 giugno alle ore 18 the rooom (Palazzo Aldrovandi Montanari, Bologna) ospiterà la presentazione della rivista digitale ArtOnWorld alla presenza di Carmela Brunetti, Editore e Direttore Responsabile della testata Artonworld.com, di Marco Tina, CEO di the rooom, di Giorgia Sarti, socia e Cultural Curator di the rooom, il Docente universitario e Avvocato dell’Arte Giulio Volpe e l’artista e arte terapeuta internazionale Mona Lisa Tina.

Sono presenti, fra gli ospiti, noti artisti internazionali come l’israeliana Inbal Kristin, e le artiste italiane Federica Nobili, Rita Vitali Rosati, Maria Chiara Zarabini, il docente di Storia dell’Arte Contemporanea Andrea Del Guercio e l’esperta di Marketing Sensoriale Marina Montalto da Milano.

La sede di the rooom, all’interno dello storico Palazzo Aldrovandi Montanari, ospita la presentazione sia della rivista artonworld.com sia del libro Dalla Naftalina alla luna scritto dall’artista e scrittrice marchigiana Rita Vitali Rosati, edito da Affinità Elettive. Il libro sarà presentato sempre il 16 giugno alle ore 18,30 con la partecipazione dell’autrice.

L’evento è un’occasione per conoscere la produzione di cataloghi digitali a carattere internazionale e della rivista ArtOnWorld. Gli invitati possono inoltre ammirare la mostra fotografica dell’artista Gianluca Chiodi, intitolata “HEARTH”, presentata l’11 maggio 2022 in occasione di ArteFiera e aperta fino al 30 giugno 2022. La mostra rientra nel progetto culturale sulla sostenibilità di cui the rooom, società benefit, si fa promotore.

Media partner della rivista e dell’evento l’ufficio stampa Culturalia diretto da Norma Waltmann.

Note informative sull’azienda the rooom 

THE ROOOM, concept agency con sede nell’affascinante cornice di Palazzo Aldrovandi Montanari, offre servizi di comunicazione alle imprese sui temi legati alla sostenibilità ambientale, all’innovazione e alla responsabilità sociale. THE ROOOM è uno spazio di contaminazione tra sfere economiche e creative che prende vita attraverso una programmazione di iniziative multidisciplinari ed eventi sui temi della sostenibilità. Incontri aperti alla partecipazione attiva e alla condivisione di innovazione in cui le persone e le imprese possono trovare ispirazione creativa e consapevolezza.

Note informative su ArtonWorld 

ArtOnWorld è una nuova casa editrice multimediale e digitale nata a Roma nel 2020, fondata e diretta dalla storica dell’arte e giornalista Carmela Brunetti, già direttrice responsabile della rivista cartacea Arte Contemporanea News di Roma. Oggi la Brunetti riesce a portare avanti questa azienda, che si identifica nel settore dell’editoria indipendente e sostenibile, grazie alla collaborazione di professionisti e docenti universitari: Giulio Volpe avvocato dell’arte, Roberto Anchisi esperto del comportamento umano e psicoterapeuta, Luca Ticini neuroscienziato, Maria Ernesta Leone Neurologa scrittrice, Andrea Del Guercio docente di arte contemporanea a Brera, la storica dell’arte Francesca Boschetti dei Musei Vaticani, Meeleng da Singapore artista e gallerista, Bill Claxton esperto di certificati digitali, l’artista e arte terapeuta Mona Lisa Tina, Noemi Adabbo Digital Marketing, e uffici stampa internazionali come Culturalia, Nadine Dinter da Berlino e molti altri.

ArtonWorld realizza cataloghi per tutte le ricerche artistiche, monografie di artisti, e cataloghi di design, architettura, scienze e finanza. Ogni tre mesi è pubblicata online la rivista internazionale di arte e finanza artonworld.com, che conta più di 10.000 visualizzazioni al giorno nel mondo, presentando ai lettori il giornalismo indipendente e approfondito: elemento fondamentale che può aiutare una società a crescere libera da pregiudizi e onestà intellettuale. All’interno della rivista si trattano gli argomenti più importanti del nostro tempo e si raccontano storie che altrimenti non sarebbero raccontate. L’obiettivo finale è quello di raggiungere sempre più lettori inquinando il meno possibile.

 



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BECAUSE OF MANY SUNS Premio Acquisizione Collezione Taurisano 

 

Il Premio "Because of Many Suns" che quest'anno giunge alla sua seconda edizione.

Giunge alla sua seconda edizione “Because of Many Suns”, il Premio Acquisizione di CollezioneTaurisano, una delle maggiori collezioni italiane di arte contemporanea guidata dai giovani collezionisti Francesco e Sveva Taurisano.
Il vincitore, il cui nome sarà reso noto il 25 agosto 2022, sarà selezionato tra le proposte delle gallerie partecipanti alla fiera d’arte internazionale Art-o-rama di Marsiglia.
A decretarlo, la giuria del Premio, composta dalla collezionista Sveva Taurisano, dalla curatrice del Premio Carolina Ciuti, dal curatore Joseph Awuah-Darko e dal Comitato del FRAC (Fonds Régional d'Art Contemporain) della regione Provence-Alpes-Côte d'Azur, collezione pubblica regionale di arte contemporanea finanziata dalle regioni, dal Ministero della Cultura francese e dai comuni, con il quale, dopo un complesso iter, CollezioneTaurisano ha stretto una collaborazione.

CollezioneTaurisano: condivisione, circolarità, sostenibilità 
CollezioneTaurisano nasce a metà degli anni Settanta per volere di Paolo Taurisano, in una Napoli in cui converge tutto il mondo dell’arte contemporanea.
 
Nel 2017, circa quarant’anni e 200 opere dopo, è Francesco Taurisano, figlio di Paolo, a raccoglierne l’eredità insieme alla moglie Sveva D’Antonio (che oggi hanno rispettivamente 38 e 32 anni) dando vita a un “nuovo corso” della Collezione, frutto delle esperienze maturate in giro per il mondo alla ricerca – nei grandi musei come negli studi d’artista, nelle fiere internazionali come nelle piccole gallerie – delle opere più significative e degli artisti più talentuosi del nostro tempo.   
La dedizione di Francesco e Sveva porta la Collezione a raddoppiare in cinque anni il numero delle proprie opere – che oggi ne conta oltre 400, di cui circa il 60% firmate da artiste donne – e a focalizzarsi su artisti viventi, internazionali, che affrontano in molti casi tematiche legate all’attualità.
 
Oltre a un’imprescindibile passione, una nuova visione li accompagna: un collezionismo d’arte che non è solo possesso e accumulo, ma soprattutto condivisione e scambio, in una circolarità che li spinge ad accrescere e restituire il valore dell’arte con cui vengono in contatto generando nuovi processi creativi che partono dalle loro acquisizioni e si sviluppano in molteplici direzioni.
 
Nasce con loro un collezionismo 3.0, un collezionismo sostenibile, in cui il ruolo del collezionista non è più quello di mero proprietario ma di “custode” delle opere d’arte, come loro stessi amano definirsi.
“Mi piacerebbe redigere un Manifesto del Collezionismo – racconta Sveva Taurisano –, un insieme di “buone pratiche” che da un lato tutelino il lavoro dell’artista e dell’altro trasformino i collezionisti in veicolatori attenti del messaggio artistico che scelgono di rappresentare”.
 
È per questo che Francesco e Sveva sono coaudiuvati da un team che li supporta nelle diverse attività di valorizzazione delle opere: prestiti a importanti musei del mondo, come la Kunsthall di Trondheim in Norvegia, il Museo Madre di Napoli e Appleton di Lisbona; un periodico ri-allestimento dei lavori esposti nella loro casa di Napoli che diventa vera e propria sede espositiva, luogo di scambio di idee e visioni; un profilo Instagram (@collezionetaurisano) che vive del dialogo con i maggiori artisti contemporanei; e, dal 2020, il Premio Acquisizione “Because of Many Suns” in cui un’opera selezionata da una giuria internazionale viene acquisita per essere donata a un’istituzione pubblica.

Il Premio "Because of Many Suns"
In linea con l'impegno di CollezioneTaurisano nei confronti di quell'arte che favorisce il dialogo tra le persone e fornisce gli strumenti per immaginare nuovi modi possibili di (co)abitare il nostro pianeta, il Premio intende dare un riconoscimento a quegli artisti la cui pratica fornisce una profonda comprensione del tempo in cui viviamo.
Contrariamente a quanto accade con gli altri premi-acquisto, l’opera selezionata non verrà solo acquisita, ma contestualmente donata all’ente pubblico prescelto, il FRAC, in modo non solo da aumentarne la visibilità, ma anche da attribuirle una cornice istituzionale e concettuale.
L’intento del Premio infatti non è solo quello di fornire un sostegno economico, ma di attivare una concreta valorizzazione e promozione del lavoro selezionato.
 
La scelta di affiancarsi alla fiera Art-o-rama di Marsiglia è stata dettata dal rigore e dall’attenzione con cui essa conduce il lavoro di selezione delle gallerie partecipanti: il suo format intimo e la qualità della curatela la rendono un evento unico.
Lo scorso anno la giuria ha individuato i seguenti lavori: lo striscione stampato “Giving Space to Confusion” (2017) dell'artista catalana Anna Dot, presentata da Bombon projects (Barcellona); il pezzo sonoro “Blush Response” (2021) dell'artista sudafricana Mary Hurrell, presentata da Nicoletti (Londra). Da prospettive molto diverse, entrambe le opere esplorano la nozione di linguaggio come strumento di comunicazione o manipolazione.
 
Istituito durante il primo lockdown del 2020 “Because of Many Suns” aveva allora un duplice significato: sostenere gli artisti e le loro gallerie in una congiuntura particolarmente delicata per il comparto dell’arte e creare uno spazio condiviso di riflessione.
Il titolo del premio è stato ideato dal collettivo artistico transdisciplinare Apparatus 22 traendolo da "Suprainfinit (inno n.3)", una poesia in cui il collettivo riflette sui concetti di generosità, cura e vitalità intensificati a un livello "superinfinito".
“Because of Many Suns” si riferisce quindi al premio come a un raggio di sole che nutre le giovani pratiche artistiche, mentre rivendica la costruzione di un ambiente più favorevole alle arti.   
La veste grafica è stata ideata dagli stessi Apparatus 22 in collaborazione con l’art-director Otilia Fiastru.

 

 



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CENTRALE FIES Centro di ricerca per le pratiche performative contemporanee presenta apap – FEMINIST FUTURES

 

La programmazione dedicata all’attuale progetto quadriennale di apap_advancing performing art project, la più longeva rete europea di centri e festival di arte performativa. 

Dal 17 al 19 giugno Centrale Fies riporta nei suoi spazi apap - Feminist Futures: la programmazione dedicata all’attuale progetto quadriennale di apap_advancing performing art project, la più longeva rete europea di centri e festival di arte performativa.

FEMINIST FUTURES, nuovo progetto della rete, ha tra i suoi obiettivi principali quello di sperimentare pratiche volte a contrastare le disuguaglianze nelle arti performative contemporanee ispirandosi ai concetti di femminismo Intersezionale per trovare risposte strutturali concrete e sensibilizzare l’opinione pubblica: apap immagina futuri ripensando i corpi; i nostri, gli altri, quelli più fragili, quelli animali, quelli vegetali e anche quelli che dimentichiamo esserlo come l’aria, l’acqua o la terra stessa.

Curato da Barbara Boninsegna con Filippo Andreatta, artista e curatore, il programma include un’ampia selezione di performance e installazioni ma anche dibattiti e incontri tenuti da artiste e artisti internazionali prodotti e sostenuti dalla rete apap ma non solo: Chiara Bersani, buren, Silvia Calderoni/Ilenia Caleo, Naomi Velissariou, Muna Mussie, Selma Selman, BABA ELECTRONICA.

Durante le tre giorni, legata alla visione della programmazione performativa e da quest’anno aperta al pubblico, avrà luogo la Feminist Futures School, condotta da ricercatrici ambientali, sociologhe del lavoro, artiste e artisti, tra cui Angela YT Chan, Florinda Saieva / Farm Cultural Park, Muna Mussie, Harun Morrison e OHT: una serie di incontri pensati per favorire uno scambio costante di pratiche e conoscenze.

*Centrale Fies è un centro di ricerca delle pratiche performative contemporanee situato all’interno di una centrale idroelettrica di inizio novecento, in parte ancora attiva, proprietà di Hydro Dolomiti Energia.

Il progetto, avviato nel 1999 da Barbara Boninsegna e Dino Sommadossi con la Cooperativa il Gaviale sull'esperienza del festival drodesera (nato nel 1981), è di fatto una vera e propria impresa culturale la cui attività è connotata da un modello di sostenibilità ibrido, cui concorrono contributi pubblici e privati. Sede di Live Works - Free School of Performance, esempio pioniere di rigenerazione industriale a fini culturali e attivatore di progetti e public program atti a potenziarne ulteriormente le pratiche, gli assi, le politiche e le filosofie. Centrale Fies mette a disposizione di artisti e artiste, di un territorio e di una politica culturale in continua evoluzione, una board curatoriale fluida composta da curatori e curatrici, sociologhe/i, artiste/i, ricercatrici/i. Centrale Fies è il primo esempio in Italia di recupero di archeologia industriale a fini artistici e culturali all’interno del quale si rinnovano le sperimentazioni su pratiche, modalità e processi produttivi legati alle residenze artistiche (anche family friendly!) e alle arti performative.

CENTRALE FIES

Centro di ricerca per le pratiche performative contemporanee

Centrale Fies apre dal 26 maggio al 3 luglio 2022

fino al 3 luglio

KAS

mostra collettiva di natura performativa/ 3° episodio di “Trilogia anti-moderna”

17 - 19 giugno

apap FEMINIST FUTURES

1 - 3 luglio

LIVE WORKS SUMMIT

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