MOSTRE
 
 
 

QM Logo 

 

 

 

raccolta senza veli invito

 

 

La Raccolta Senza Veli collettiva presso il MuSa

Punto focale è il corpo, il quale si svela al pubblico nelle sue molteplici sfaccettature.

La rappresentazione del corpo ha origini nella Preistoria e percorre l’arte figurativa per secoli fino all’epoca contemporanea, attraversando plurimi generi artistici. Dal 22 settembre all’8 dicembre il MuSa ospiterà “La Raccolta Senza Veli”, curata da Anna Lisa Ghirardi: una selezione di trentasei carte più due sculture, tra cui opere inedite acquisite di recente nella collezione della Civica Raccolta del Disegno di Salò. 

Punto focale è il corpo, il quale si svela al pubblico nelle sue molteplici sfaccettature. Tra gli artisti in mostra, alcuni protagonisti dell’arte italiana del Novecento oltre ad artisti contemporanei attivi nel panorama nazionale ed internazionale.

Gli artisti in esposizione: Alghisi, Arrivabene, Bonomi, Bottarelli, Broggini, Ceretti, Ciarrocchi, De Pisis, Di Prata, Francese, Greco, Guffanti, Guttuso, Licini, Manenti, Manzù, Morlotti, Mucchi, Panno, Pasetto, Peverelli, Romagnoni, Rosa, Rotella, Sabatti Bassini, Sarri, Scarpella, Schinetti, Senoner, Spattini, Tamburi, Tentolini, Zancanaro, Zoppis.

Inaugurazione domenica 22 alle ore 17.00, ingresso libero. Per l’occasione biglietto scontato per la visita al museo e alla mostra Contemplazioni, a cura di Vittorio Sgarbi.

 

 

 

 

history ogr

 

THE FUTURE IS HISTORY

Le OGR di Torino si preparano a compiere due anni e annunciano un 2020 all’insegna del consolidamento, tra eccellenze locali e sinergie internazionali.

Sabato 28 settembre 2019 si celebrano la conclusione della Biennale dell’Immagine in Movimentoe l’inizio di una nuova stagione artistica, con visite speciali, performance inedite e i concerti serali di Fatima Al Qadiri, Ninos Du Brasil, DJ Nigga Fox e Kode 9. 

Nel 2020 e 2021 inaugureranno quattro grandi mostre site-specific, che grazie alle opere di artisti internazionali come Trevor Paglen, Jessica Stockholder, Magdalena Abakanowicz e Giuseppe Gabellone continuano il processo di costante trasformazione del Binario 1 delle OGR.
Il Binario 2 conferma invece la propria natura di laboratorio attraverso la combinazione di format espositivi sperimentali – la seconda edizione di Dancing is what we make of fallingin primavera e un inedito intervento dei MASBEDO in autunno – e progettualità più divulgative, come la mostra interattiva New Urban Body e il percorso immersivo Moon & Beyond.

Si rafforzano inoltre le partnership con Artissima, Club To Club e AMACI, e si avviano nuove e significative collaborazioni internazionali con la Tate Modern di Londra, il British Council, “la Caixa” Foundation di Barcellona, e il Pushkin Museum XXI di Mosca, il nuovo Dipartimento del Museo Pushkin dedicato al contemporaneo che inaugurerà ufficialmente la sua sede nel 2021.

A quasi due anni dalla riapertura, resa possibile dall'investimento della Fondazione CRT, le OGR – Officine Grandi Riparazioni di Torino presentano il calendario 2019-2020 delle OGR Cult, la manica dedicata ai progetti espositivi, agli spettacoli dal vivo e ai programmi di education.

Sotto la guida del Presidente Fulvio Gianaria, del Direttore Generale Massimo Lapucci e del Direttore Artistico Nicola Ricciardi, in questi primi due anni di attività le OGR Cult hanno accolto oltre 500.000 visitatori, coinvolto oltre 200 artisti e musicisti commissionando 20 tra mostre e interventi site-specific, organizzato 70 concerti e dato vita a oltre 90 appuntamenti del Public Program, affermandosi come un centro di produzione e sperimentazione culturale tra i più prolifici e dinamici a livello europeo.

I PRIMI DUE ANNI DI OGR

Per festeggiare i traguardi raggiunti, dal 26 al 29 settembre 2019 prenderanno il via i Wonderful Days: 4 giorni di festa organizzati da OGR Torino e Snodo, l’area delle OGR dedicata all’enogastronomia. Sabato 28, in particolare, sarà dedicato a ends & beginnigs, un fitto programma di iniziative che rispecchiano passato, presente e futuro delle OGR Cult. 

Dal mattino il pubblico potrà visitare gratuitamente la Biennale dell'Immagine in Movimento – nell'ultimo weekend di apertura – avendo curatori e Direttore Artistico come guide d’eccezione. Sarà inoltre possibile assistere all’inedita performance del duo MASBEDO, che presenterà all'interno del Duomo delle OGR il progetto Esercizi di violenza, in collaborazione con Davide Tomat e G.U.P. Alcaro. La performance, il cui tema principale è la rappresentazione della rabbia nell'arte e nel cinema contemporaneo, è concepita come uno studio preliminare della grande mostra che li vedrà coinvolti presso le OGR nell’autunno 2020. 

Nel pomeriggio si susseguiranno una serie di incontri, tra cui la presentazione del volume Museums at the Post-Digital Turn, realizzato da OGR in collaborazione con AMACI – Associazione dei Musei d'arte Contemporanea Italiani. Protagonista della serata sarà invece la musica: i quattro show curati da OGR in collaborazione con il festival avant-pop Club To Club e il Centre d'Art Contemporain di Ginevra consolidano la volontà delle ex Officine Grandi Riparazioni di farsi promotrici di nuovi ponti tra eccellenze locali e partner internazionali. Per l'occasione si alterneranno sul palco della Sala Fucine Fatima Al Qadiri e Ninos Du Brasil, entrambi con live show, DJ Nigga Fox e Kode 9, con due dj set fino a tarda notte.

Il programma dettagliato è disponibile in cartella stampa e all’indirizzo www.ogrtorino.it


LA SETTIMANA DELL’ARTE 2019

A fine ottobre 2019, per la settimana dell’arte torinese, le OGR torneranno a essere uno dei punti di riferimento della città. Grazie a due nuove grandi mostre personali e al rinnovo delle collaborazioni con Artissima e Club To Club avviate gli anni precedenti.

Il Binario 1 ospiterà la mostra personale di Monica Bonvicini, una nuova installazione pensata per le OGR, attraverso la quale l’artista prosegue la sua indagine sulle interrelazioni tra architettura e potere, dinamiche di genere, controllo e sorveglianza. Come di consueto le sue opere, asciutte e dirette, intrise di riferimenti storici, politici e sociali, si relazionano criticamente con lo spazio espositivo.

Il Binario 2 ospiterà invece la prima personale in Italia del fotografo brasiliano Mauro Restiffe, un'installazione che sottolinea l'importanza della connessione tra fotografia e architettura, in particolare quella relativa al periodo modernista che è per lui, da sempre, fonte di ispirazione. Per questa occasione Restiffe ha fotografato Torino e l’Italia, raccontando alcuni tra i progetti dei nostri più celebri architetti, come Carlo Mollino, Piero Portaluppi, Franco Albini e Carlo Scarpa. 

In continuità con l’indagine sul suono iniziata lo scorso anno con la sezione Sound, la fiera d’arte di Torino inaugurerà Artissima Telephone, un progetto espositivo pensato per il Duomo delle OGR e nato dalla collaborazione tra le due istituzioni torinesi. Ideata da Ilaria Bonacossa e curata da Vittoria Martini, la mostra offrirà una ricognizione sul telefono come mezzo espressivo, attraverso una selezione di lavori di artisti delle gallerie partecipanti alla fiera: opere “telefoniche” o presentate al telefono, che usano il suono per evocare l’intimità del dialogo a due, caratteristica di questo medium. 

 Infine, la Sala Fucine ospiterà nuovamente il festival Club To Club, il più importante appuntamento italiano con la musica avant-pop, giunto alla diciannovesima edizione. Come sempre la proposta sarà unica e articolata, muovendosi tra generi, linguaggi e sperimentazioni ibride. Il 30 ottobre il rapper slowthai si esibirà in esclusiva italiana alle OGR: la sua musica, inequivocabilmente britannica, vive nell’area liminale tra grime, rap, dubstep e garage. Anche Red Bull conferma la partnership con Club To Club, per il settimo anno consecutivo: insieme porteranno sul palco della Sala Fucine il 31 ottobre, nell’ambito di OGR SoundSystem, Holly Herndon, uno dei nomi più interessanti e innovativi del panorama internazionale, che arriverà per la prima volta in Italia per presentare PROTO, l’album nato dalla collaborazione tra la musicista americana e un’intelligenza artificiale. 

IL BINARIO 1 NEL 2020 E NEL 2021: PAGLEN, STOCKHOLDER, ABAKANOWICZ, GABELLONE

Nel 2020 e 2021 inaugureranno quattro grandi mostre site-specific che, grazie ai lavori di artisti internazionali, continuano il processo di costante trasformazione del Binario 1 delle OGR. 

Dal 12 marzo al 31 maggio 2020

Trevor Paglen

A cura di Ilaria Bonacossa con Valentina Lacinio
Trevor Paglen ha creato una serie di satelliti non funzionali che sono sia esperimenti scultorei, sia dispositivi evocativi del nostro rapporto con lo Spazio e la politica che ne governa la colonizzazione. Sviluppati in collaborazione con ingegneri aerospaziali, i Satelliti sono sculture pronte per lo Spazio: piccoli e leggeri possono espandersi per diventare grandi strutture altamente riflettenti. Se collocati in orbita, questi oggetti possono trasformarsi in sculture nel cielo notturno, visibili dalla terra dopo il tramonto e prima dell'alba come stelle luminose che si muovono lentamente. La ricerca sulla forma di queste opere è una possibile risposta a come l'ingegneria aerospaziale potrebbe evolvere se i suoi metodi fossero dissociati dagli interessi militari. La mostra alle OGR presenta una risposta ai quesiti di Paglen sull'indagine spaziale, mettendo in discussione il rapporto tra arte contemporanea e scienza e spingendo il pubblico a re-immaginare lo Spazio come un luogo di possibilità.

Dal 19 giugno al 27 settembre 2020

Jessica Stockholder

In collaborazione con “la Caixa” Foundation, Barcellona, e Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT

Dagli anni Ottanta "la Caixa" Foundation organizza mostre concentrandosi sulla contemporaneità e portando avanti una continua analisi dei linguaggi artistici del XX secolo. Nel 1985 la Fondazione inizia una propria collezione che si caratterizza come multi-disciplinare, spaziando dalla pittura al disegno, dalla scultura alla fotografia, comprendendo video, film, opere sonore e installazioni ambientali. Alla base delle attività della Collezione c’è un’attenzione particolare al ruolo dell'arte nella società, e l’impegno a superare le barriere tra grande pubblico e arte contemporanea. Accostando opere de “la Caixa” con opere della Collezione CRT, le OGR hanno invitato l’artista Jessica Stockholder a curare una mostra che indaghi limiti e potenzialità del medium pittorico, inteso nella sua accezione più ampia, e a realizzare per gli spazi delle OGR una nuova commissione site-specific.

Autunno 2020

Magdalena Abakanowicz

A cura di Ann Cox e Mary Jane Jacob

In collaborazione con Tate Modern, Londra, e la Fondazione Toms Pauli al Museo cantonale delle Belle Arti di Losanna

Negli anni Sessanta e Settanta, l'artista polacca Magdalena Abakanowicz ha lavorato con fibre vegetali intrecciate per creare imponenti lavori sospesi, che hanno contribuito ad ampliare radicalmente ciò che chiamiamo scultura: gli Abakan. Raramente esposti insieme, gli Abakan più significativi saranno riuniti per occupare la navata del Binario 1 delle OGR. La mostra esplora le relazioni tra gli Abakan e una serie di altre opere chiave, tra cui War Games: sculture in legno e ferro che incorporano tronchi di alberi abbattuti. Completano la mostra una selezione della sua poco conosciuta produzione di disegni e alcuni lavori tessili giovanili. La mostra è organizzata dalla Tate Modern di Londra in collaborazione con OGR Torino e la Fondazione Toms Pauli al Museo cantonale delle Belle Arti di Losanna.

2021

Giuseppe Gabellone

A cura di Nicola Ricciardi e Lisa Parola

Per gli spazi delle OGR Giuseppe Gabellone ha immaginato un lavoro di grandi dimensioni che immerge il visitatore nell’ingombro della materia, anche attraverso i suoi aspetti più immateriali. Fin dagli esordi Gabellone indaga i confini del fare scultura, in forme diverse: dall’analisi del rapporto tra scultura e fotografia, alla continua ricerca sui differenti materiali, con la costante attenzione alla relazione con gli spazi nei quali le opere sono ospitate, il lavoro dell’artista si interroga sull’idea di forma, in dialogo con la storia dell'arte e l'esistente. Giuseppe Gabellone vive e lavora a Parigi ma è stato tra i protagonisti del gruppo di Via Fiuggi, artisti italiani nati negli anni Settanta, che dagli anni Novanta, utilizzando come fonti di ispirazione echi dell'arte Povera e la scultura post-minimalista, hanno ridefinito i linguaggi dell'arte contemporanea in Italia. 

IL BINARIO 2 NEL 2020: ESPERIMENTI E DIVULGAZIONE

Il Binario 2 confermerà la propria natura di laboratorio attraverso la combinazione di format espositivi sperimentali – incentrati in particolare su corpi e immagini in movimento – con progettualità più divulgative, interattive e pop.

Dal 10 gennaio al 9 febbraio 2020

NUB: New Urban Body

Un progetto di Fondazione Housing Sociale

Dopo Milano, Roma, Palermo e Genova, NUB arriva a Torino. La mostra è un progetto di Fondazione Housing Sociale, co-prodotto da Lacittàintorno di Fondazione Cariplo e da numerosi altri investitori, grazie alla collaborazione di CDP Investimenti SGR (Gruppo Cassa depositi e prestiti). NUB a Torino è realizzata con il sostegno della Fondazione Sviluppo e Crescita CRT e della Compagnia di San Paolo. Il concetto di abitare si sta rapidamente evolvendo: sempre più si diffonde l’attitudine a vivere il tempo, lo spazio e il concetto di proprietà in modo fluido e strategico, in sintonia con gli impegni quotidiani. Queste nuove modalità di abitare, lavorare, incontrarsi e fruire dei servizi si riflettono in un'evoluzione della città: sempre più spesso ci troviamo di fronte a new urban bodies, organismi urbani multifunzionali che, come parti autonome di un unico corpo, sono in grado di rispondere in modo flessibile e adattivo all’esigenza di ognuno di costruire il proprio palinsesto quotidiano, che può essere organizzato secondo tempi e modi dinamici, usufruendo di volta in volta di tutto quello che la città può offrire.

Dal 21 febbraio al 15 marzo 2020

Dancing is what we make of falling 2

A cura di Samuele Piazza e Valentina Lacinio

In collaborazione con British Council

Dancing is what we make of falling 2 prosegue il format di mostra sperimentato nel 2018, in cui video si susseguono unendosi a interventi performativi serali, uno a settimana, grazie alla collaborazione di ricercatori e artisti. Ogni evento vuole essere un’occasione di incontro e riflessione condivisa con i partecipanti, trasformando lo spazio di mostra in un luogo di ritrovo e dibattito critico. In un mondo che vede crescere a dismisura le disparità economiche e sociali, in cui si erigono muri fisici e metaforici, in cui ondate sempre più violente di “espulsioni” e rampanti rigurgiti di razzismo dominano lo scenario politico e sociale, il lavoro degli artisti rimane fondamentale nella sua creazione di nuovi immaginari. I curatori stanno attualmente lavorando con il British Council, l'organizzazione di relazioni culturali internazionali del Regno Unito, al fine di concentrare la propria attenzione su artisti e percorsi di ricerca made in UK.

Primavera 2020

Moon & Beyond 

Un progetto di Crossmedia Group

Nel 2019, in occasione del 50° anniversario dell’allunaggio, Crossmedia Group ha inaugurato il progetto Moon & Beyond: un percorso multimediale dedicato all’evoluzione del rapporto tra il genere umano e il satellite terrestre, dalle civiltà preistoriche al XXI secolo, che nel 2020 approderà anche alle OGR. Attraverso ambienti immersivi il progetto porta lo spettatore in uno spettacolare viaggio nell’Universo, per poi ripercorrere la storia dei viaggi nello spazio partendo dagli scienziati visionari di inizio Novecento fino ad arrivare all'ipotetico, ma forse vicino, futuro di viaggi e vita su Marte. Moon & Beyond è stata prodotta in collaborazione con un team scientifico che ha lavorato per oltre 15 anni con la NASA e collabora con la con la CNSA (China National Space Administration).

Autunno 2020 

MASBEDO

A cura di Alessandro Rabottini con Valentina Lacinio

In collaborazione con Pushkin Museum XXI, Mosca
Il tema principale della mostra personale del duo di artisti italiani sarà la rappresentazione della rabbia e della violenza nell’arte e nel cinema contemporaneo. La nuova commissione prende le mosse da Esercizi di Violenza, performance che gli artisti realizzeranno all’interno del Duomo in occasione del secondo compleanno delle OGR. Al centro della ricerca rimane il rapporto di complicità tra attrazione/fascinazione della violenza e le nozioni di sguardo, visione e spettacolo. La performance si configura come un laboratorio aperto di produzione di immagini nel quale si dimostra quanto l’estetica contemporanea sia dominata da un preciso codice inconsciamente condiviso, per cui dietro un’apparente bellezza si nascondono sentimenti ostili e visioni di un futuro catastrofico. Questa estetica condivisa può essere ritrovata nei film, nelle serie televisive, nei videoclip, nella moda, nell’arte e nel teatro contemporaneo.

OGR IS MORE: TALKS, SIMPOSI, PUBBLICAZIONI E ATTIVITÀ DIDATTICHE

Le OGR Cult proseguono inoltre nella loro vocazione di andare a di là dell’arte e della musica come semplici categorie e si spingono oltre, grazie a una serie di progetti ibridi e multidisciplinari che durano nel tempo e che si sono dimostrati capaci di allargare il proprio raggio d’azione e cercare nuovi significati – dal Future Park realizzato assieme a teamLab, al Transliteral Shop disegnato da Marti Guixè, a com’era com’è, l’area dedicata al racconto della storia delle Officine. Nei primi due anni di attività delle OGR, la Fondazione CRT per l’Arte Moderna e Contemporanea ha sviluppato e sostenuto un intenso programma di attività, incontri gratuiti e serali pensati per offrire momenti di approfondimento nei diversi campi del sapere. 

Per la nuova stagione ci sarà un nuovo ciclo di OGR Public Program, e parallelamente proseguirà il progetto OGR YOU, inaugurato nel 2018 e dedicato agli young adults con l’obiettivo di attivare nuovi meccanismi di fruizione delle arti contemporanee da parte del pubblico giovane, per stimolarne la curiosità, la partecipazione e le energie. 

Il 2019 è stato l’anno di esordio del dipartimento educazione delle OGR che a partire dall’anno scolastico 2019/2020 proporrà per scuole di ogni ordine e grado un ricco programma legato alle mostre e ai molteplici contenuti che attraversano le Officine, grazie alle numerose collaborazioni con il territorio. 

Il 20 e 21 giugno 2020 si terrà invece il secondo simposio di Museo Ventuno, la piattaforma di ricerca ideata da AMACI – Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani per raccontare le trasformazioni dei musei attraverso l’analisi dei diversi ambiti di azione e interazione. Dopo l’edizione del 2018, sempre sviluppata in collaborazione con OGR e dedicata alla svolta post-digitale, il secondo appuntamento del ciclo indagherà il rapporto tra giornalismo, critica d’arte e musei. Attraverso il contributo di autorevoli relatori internazionali – tra direttori di testate, giornalisti e critici d’arte – il convegno proverà a dare risposta ad alcune domande stringenti: Quale narrazione dell’arte contemporanea è in atto oggi sui media? Quali rapporti di interesse legano il giornalismo, l’arte contemporanea e le istituzioni museali? Un’indipendenza della critica è ancora possibile? Come sta cambiando la scrittura? E quale ruolo giocano i social media in questo nuovo contesto? 

I contributi del primo simposio OGR-AMACI verranno presentati alle OGR in occasione del secondo compleanno, il 28 settembre. Questo passaggio farà da preludio a una serie di lanci di pubblicazioni inedite realizzate da OGR – tutte edite da Corraini Edizioni – che si succederanno nel corso dell’autunno 2019.  Tra queste, il libro curato da Catherine Wood per raccontare il progetto Carousel di Pablo Bronstein, che verrà presentato in anteprima presso il bookshop della Tate Modern di Londra l’8 ottobre 2019. Seguiranno i cataloghi delle mostre Come una Falena alla Fiamma, L’Atteso di Mike Nelson, e Tacet / In Concert di Ari Bejamin Meyers, che verranno presentati in occasione di Artissima 2019. Sempre durante la fiera, verrà infine lanciata in anteprima anche la pubblicazione realizzata da OGR e dal Centre d’Art Contemporain Genève per raccontare l’esperienza della Biennale de l’Image en Mouvement 2018. Quest’ultimo libro verrà inoltre presentato a dicembre 2019 al Teatrino di Palazzo Grassi a Venezia e presso la Casa Encendida di Madrid. 


 

 

human

William Wegman, Newsworthy, 2004, Polaroid a colori, Proprietà dell’artista © William Wegman.


William Wegman - Being Human

Il MASI, in collaborazione con la Foundation for the Exhibition of Photography, presenta una mostra dedicata al celebre fotografo americano William Wegman.

Il MASI, in collaborazione con la Foundation for the Exhibition of Photography, presenta una mostra dedicata al celebre fotografo americano William Wegman. Wegman, che occupa una posizione particolare nell’arte contemporanea, ha sviluppato il suo linguaggio fotografico sul rapporto con i suoi cani Weimaraner, abbinando allo sguardo documentaristico un’attenta scenografia e un sottile senso umoristico. L'allestimento visibile dal 8 settembre al 6 gennaio conta un centinaio di opere che mostrano l’abilità del fotografo a creare immagini che sono allo stesso tempo divertenti, impressionanti e surrealiste.

William Wegman, eclettico maestro dell’arte contemporanea americana, è un rinomato e versatile artista, capace di destreggiarsi abilmente tra pittura, disegno, fotografia, film, video, libri e performances. Wegman è diventato noto nel panorama artistico mondiale per le serie di immagini con protagonisti i suoi cani. A partire dagli anni Settanta, dall’incontro con il suo primo Weimaraner – Man Ray -, il fotografo ha fatto degli esemplari di questa razza il soggetto principale dei suoi scatti, rappresentando – attraverso queste muse sui generis – personaggi, tendenze di moda e movimenti della storia dell’arte con ingegno e ironia.

Man Ray, Fay Ray, Penny, Bobbin, Chip, Chundo, Crooky e diverse generazioni di loro cuccioli sono gli assoluti protagonisti di Polaroid di grande formato: istantanee in un unico esemplare, non ritoccate, che esaltano tanto la spontaneità dei soggetti, quanto l’abilità del fotografo e permettono di apprezzare l’eccezionale sintonia fra l’artista e i suoi cani. Ogni scatto si può considerare il risultato di una collaborazione, prima ancora che la creazione di un unico artefice. Being Human ripercorre l’evoluzione di questa singolare relazione artistica lunga trent’anni, mettendo in scena una sorta di specchio della natura umana.

Il percorso espositivo si compone di novanta Polaroid e una decina di stampe ai pigmenti selezionate da William A. Ewing, curatore della mostra e già direttore del Musée de l’Elysée di Losanna, in stretta collaborazione con l’artista e si suddivide in capitoli, ognuno dei quali raccoglie opere di soggetti affini o collegate da allusioni visive analoghe. Organizzata dalla Foundation for Exhibition of Photography, Minneapolis/New York/Paris/Lausanne, la mostra ha inaugurato ai "Rencontres d'Arles" nell'estate 2018, evento che ha segnato l'inizio di un tour di quattro anni che comprende tappe in Australia, Nuova Zelanda, Asia ed Europa. La mostra a Lugano è la prima tappa europea.

L'artista
William Wegman nasce nel 1943 a Holyoke, Massachusetts. Dopo aver terminato gli studi in pittura, a partire dalla fine degli anni Sessanta, intraprende una carriera di artista concettuale partecipando ad alcune fra le più significative esposizioni di quegli anni come When Attitudes Become Form (1969) e Documenta V (1972). Il lavoro di Wegman è stato esposto in musei e gallerie di livello internazionale tra cui, tra i molti, Walker Art Center, Minneapolis; Kunstmuseum Luzern, Lucerna; Centre Pompidou, Parigi; Whitney Museum of American Art, New York; Metropolitan Museum of Art, New York; Brooklyn Museum of Art, Brooklyn; Kunsthalle Bern, Berna. È inoltre regolarmente presentato in riviste come Interfunktionen, Artforum e Avalanche.

Nel corso degli anni Wegman ha realizzato video e film per Saturday Night Live e Nickelodeon e i suoi video per Sesame Street sono apparsi regolarmente a partire dal 1989. Nel 1995, il film The Hardly Boys è stato proiettato al Sundance Film Festival. Wegman è stato inoltre incaricato di creare immagini per una vasta gamma di progetti tra cui una campagna di moda per Acne, banner per il Metropolitan Opera e copertine di numerose riviste tra cui The New Yorker e, più recentemente, Wallpaper. È infine apparso su The Tonight Show, David Letterman Show e Colbert Report. William Wegman vive a New York e nel Maine e continua a dipingere, disegnare, girare video e fotografare i suoi cani Flo e Topper.

Il catalogo
Nell'autunno 2017 Chronicle/Thames e Hudson pubblica Being Human, una raccolta fotografica su larga scala da cui prende ispirazione la mostra. L'antologia, a cura di William A. Ewing, è disponibile in edizione inglese (Chronicle / Thames e Hudson), francese (Textuel) e tedesca (Schirmel). 

  

 

 

Giuseppe Uncini Cementoarmato n.31 1962. Collezione Permanente MACTE

Giuseppe Uncini Cementoarmato n.31, 1962. Collezione Permanente MACTE. Courtesy MACTE.

GIUSEPPE UNCINI - TERMOLI 2019  a cura di Arianna Rosica e Gianluca Riccio

Primo progetto espositivo della programmazione per il biennio 2019 – 2020 del neonato museo molisano, inaugurato lo scorso aprile con un nuovo allestimento curato da Laura Cherubini e Arianna Rosica della collezione dello storico Premio Termoli.

Dal 2 agosto 2019 al 12 gennaio 2020 il MACTE – Museo di Arte Contemporanea di Termoli presenta la mostra Giuseppe Uncini / Termoli 2019, a cura di Arianna Rosica e Gianluca Riccio.
Si tratta del primo progetto espositivo della programmazione per il biennio 2019 – 2020 del neonato museo molisano, inaugurato lo scorso aprile con un nuovo allestimento curato da Laura Cherubini e Arianna Rosica della collezione dello storico Premio Termoli.
 
In continuità con il progetto di riscoperta e rilettura scientifica delle oltre 470 opere appartenenti al patrimonio del Premio Termoli avviato dal MACTE al momento della sua apertura, la mostra dedicata a Giuseppe Uncini (Fabriano, 1929 – Trevi, 2008) si configura come la prima di una serie di esposizioni personali dedicate ai principali esponenti della ricerca artistica italiana che nel corso del tempo hanno partecipato al Premio – istituito nel 1955 – generando opere che sono entrate a far parte del patrimonio del Comune molisano. Seguendo tali linee guida, l’obiettivo che il MACTE intende perseguire a partire dalla mostra Giuseppe Uncini / Termoli 2019 è quello di valorizzare la storia del Premio Termoli, rendendo la Collezione Permanente del Museo luogo e punto di partenza per un dialogo e un confronto tra artisti di diverse generazioni, grazie a un programma espositivo che, accanto agli approfondimenti sui maestri dell’arte italiana degli anni Sessanta e Settanta, contempli la realizzazione di una serie di mostre dedicate ad artisti contemporanei, aperte a linguaggi differenti, dal design all’architettura, dalla video arte alla fotografia.    
 
La mostra Giuseppe Uncini / Termoli 2019 raccoglie undici opere appartenenti ai diversi periodi della ricerca del maestro marchigiano, dalle sperimentazioni dei primi anni Sessanta, caratterizzate dall’uso del cemento armato come elemento centrale della sua scultura, alla parentesi pittorica connessa alla riflessione sulle strutture primarie e sull’ombra della metà degli anni Settanta, sino alle soluzioni più mature degli anni a cavallo tra Novanta e Duemila, in cui il rapporto con l’architettura e con lo spazio – espositivo e ambientale – è andato definendosi come fulcro della sua produzione.
 
Le opere di Uncini selezionate dai due curatori, di diverse dimensioni e tecniche – dalle grandi sculture appartenenti al ciclo degli Spazi-ferro e degli Spazi-cemento, alle inedite e originali sculture in ceramica e ferro dei primi anni Duemila – saranno distribuite all’interno della grande sala centrale del MACTE in un percorso espositivo circolare progettato dal designer Andrea Anastasio che, oltre a proporsi come un tragitto punteggiato da opere emblematiche dei diversi cicli di ricerca dell’artista di Fabriano, sarà in grado di restituire allo spettatore tutta la duttilità creativa di Uncini assieme alla sua capacità di adottare, all’interno di una continuità formale e poetica, soluzioni linguistiche e materiali continuamente differenti.
 
In occasione della mostra verrà pubblicato un catalogo, a cura di Arianna Rosica e Gianluca Riccio. La pubblicazione verrà presentata in autunno all’interno del programma di appuntamenti MACTE incontri, che con cadenza mensile animeranno la mostra per tutta la sua durata.

 

 

nanda

Nanda Vigo, Trigger of the Space (2018), ph Marco Poma

 

Nanda Vigo. Light Project a Palazzo Reale

La mostra esplora nella programmazione estiva l’arte contemporanea, approfondendo e valorizzando il lavoro di maestri dell’arte italiana dal secondo dopoguerra ad oggi.

Dal 23 luglio al 29 settembre 2019, al primo piano di Palazzo Reale a Milano, apre al pubblico la mostra Nanda Vigo. Light Project, a cura di Marco Meneguzzo.

Promossa dal Comune di Milano | Cultura, Palazzo Reale, in collaborazione con l’Archivio Nanda Vigo e Donatella Volonté, la mostra si inserisce nel percorso con il quale Palazzo Reale, per il quarto anno consecutivo, esplora nella programmazione estiva l’arte contemporanea, approfondendo e valorizzando il lavoro di maestri dell’arte italiana dal secondo dopoguerra ad oggi e il rapporto che hanno avuto con la città di Milano dove hanno vissuto, creato ed elaborato la propria ricerca, come nel caso specifico di Nanda Vigo.
Light Project è infatti la prima retrospettiva antologica dedicata da un’istituzione italiana a questa artista e architetto milanese che ha influenzato la scena artistica italiana ed europea degli ultimi cinquant’anni: attraverso l’esposizione di circa ottanta opere - tra progetti, sculture e installazioni - la mostra racconta l’eccezionale percorso di ricerca di una figura di assoluto rilievo nel panorama europeo, dagli esordi alla fine degli anni Cinquanta sino alle esperienze più attuali.

Protagonista del clima culturale milanese degli anni Sessanta, Nanda Vigo (Milano, 1936) inizia a realizzare i suoi Cronotopi dal 1962, in sintonia con lo spirito di ZERO, gruppo transnazionale di artisti tedeschi, olandesi, francesi, belgi, svizzeri e italiani al quale prese parte.

Partecipe delle avanguardie e dei gruppi dei primi anni Sessanta, Nanda Vigo elabora una personale ricerca incentrata sulla luce, la trasparenza, l’immaterialità, che devono costituire l’opera e lo stesso ambiente abitato dall’essere umano, e di cui i “cronotopi” sono la concretizzazione artistica. Uno chassis metallico racchiude vetri industriali, talvolta illuminati da neon, attraverso i quali la luce penetra e si manifesta allo sguardo, metafora della leggerezza, della mutazione, dell’immaterialità spirituale dell’arte e della sua percezione. Presto prendono le forme di veri e propri ambienti (alcuni realizzati in collaborazione con Lucio Fontana) e di specchi inclinati e tagliati in modo da riflettere una impensata visione della realtà, mentre continua il lavoro di progettazione di design e di architettura (famosa la sua collaborazione con Gio Ponti per la Casa sotto la foglia, a Malo, del 1965, e la realizzazione del Museo Remo Brindisi a Lido di Spina del 1967).
Gli anni Ottanta sono caratterizzati dall’adesione ai concetti del Postmodernismo, mentre la produzione successiva torna alla seducente algidità del neon, delle luci radianti e diffuse, delle forme semplici e dinamiche.

In mostra saranno esposte opere e progetti che abbracciano l’intero arco di produzione dell’artista: fulcro del percorso espositivo sarà un affascinante ambiente cronotopico, che occuperà l’intera stanza degli specchi.
Questo ambiente, in particolare, esprime la quintessenza del modo di intendere l’arte di Nanda Vigo: una situazione esistenziale che consenta di vivere esperienze trascendenti, andando oltre la materialità del quotidiano per riuscire a percepire fisicamente - per quanto possibile - una realtà più alta, una sintonia universale attraverso la contemplazione, la smaterializzazione, la comunione con il “tutto”.

In occasione della mostra sarà pubblicata una monografia sull’opera di Nanda Vigo, a cura di Marco Meneguzzo, edita da Silvana Editoriale, che raccoglierà la più esaustiva antologia critica sull’artista realizzata fino a ora.