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CIRCUITO OFF torna a invadere la città con 200 mostre ed eventi, nuove collaborazioni, premi, eventi, workshop, call e un’intera notte dedicata

 

Il 7 maggio l’off festeggia con concerti, negozi aperti, tortellata di beneficenza e tanti eventi per tornare a vivere insieme lo spazio cittadino.

Sono tantissimi i progetti arrivati all’indirizzo del Circuito OFF per questa diciassettesima edizione di Fotografia Europea, l’evento collettivo che richiama professionisti e amatori, veterani delle mostre OFF e nuove leve che per la prima volta si misurano con lo spazio vuoto di una parete, pronti a farsi notare nel momento più partecipato e gioioso della città. Quasi 150 le mostre che saranno allestite a Reggio Emilia, disseminate tra il centro e la periferia - in negozi, uffici, bar, gallerie d’arte, ristoranti, sedi storiche, cortili e case private - e a queste si aggiungono 30 progetti che verranno esposti nella provincia e 25 nelle tante scuole che aderiscono all’OFF@School.

“Il circuito OFF di Fotografia Europea - afferma l’assessora alla cultura e al marketing territoriale Annalisa Rabitti - è una grandissima ricchezza del nostro festival che in molti ci invidiano. Il numero delle adesioni e delle proposte di mostre, ma anche di incontri, progetti, installazioni, in continua crescita, è incredibile ed è sintomo della vivacità culturale del nostro territorio. Ringrazio di cuore tutti i partecipanti perché sono loro che riescono a creare intorno al festival questo movimento: la nostra ossessione fotografica che trasforma in galleria d’arte ogni luogo a Reggio Emilia, anche il più nascosto e rende Fotografia Europea una importante opportunità culturale per i cittadini reggiani, ma anche per i tanti visitatori provenienti da tutta Italia e dall’estero”.

Un’iniziativa libera e indipendente, che nasce proprio dalla volontà dei cittadini di partecipare alla kermesse e che anno dopo anno ha saputo rinnovarsi e organizzarsi sempre meglio e che continua a farlo in questa edizione, grazie a nuove collaborazioni ed eventi collettivi che spingono sempre più il Circuito OFF di Reggio Emilia in un contesto nazionale.

È il caso di A.M.I. - Archivio Mobile Italiano – il progetto a cura di Simone Cerio e Sara Munari che attraverserà l'Italia e che, grazie al coinvolgimento di festival, associazioni fotografiche e circoli, costruirà un unico e ricco archivio di immagini che verrà conservato al Museo di fotografia Contemporanea (MUFOCO). Il 6, 7, 8 maggio A.M.I. farà tappa anche a Reggio Emilia; venerdì 6 con la presentazione del progetto, mentre sabato 7 e domenica 8 con un workshop condotto da Cerio e Munari. A conclusione di questo primo anno in giro per lo stivale, tra tutti i partecipanti alle selezioni di A.M.I., verrà individuato un progetto che vincerà l’AMI PRIZE, un premio in denaro per la realizzazione di una mostra nell’ambito del Circuito OFF di Fotografia Europea 2023.

Altra opportunità, dedicata ai giovani fotografi fra i 18 e i 25 anni, è il Photo Contest 2022 di Panathlon International, dedicato ai temi dell'Olimpismo. Far conoscere il Panathlon e promuovere i valori dell'ideale sportivo sono gli scopi di questa iniziativa promossa dalla Fondazione Domenico Chiesa - Panathlon club Reggio Emilia - Fondazione dello Sport del Comune di Reggio Emilia e Circuito OFF di Fotografia Europea e che permetterà ai migliori progetti partecipanti, di vincere numerosi premi.

Strettamente incentrato sul concept di questa edizione - “Un’invincibile estate” dalla celebre frase di Albert Camus – ma declinato su temi dell’ecologia è Invernario, il contest organizzato da "Le officine - Spazio dedicato" per focalizzare l’attenzione su quei progetti di arte visiva che si pongono domande sul futuro del Pianeta Terra, sulla possibilità che anche lei possa vivere “un’invincibile estate” e su quale mondo la generazione attuale sta consegnando alle successive. I progetti che meglio sapranno interpretare queste domande e immaginarne le risposte, saranno presentati all’evento Invernario che si terrà a Reggio Emilia dal 2 al 5 giugno 2022 negli spazi di “Millennium” in viale Ramazzini.

Anche per l’edizione 2022 il Circuito OFF rinnova la sezione rivolta alle scuole di ogni ordine e grado di Reggio Emilia e Provincia.

Quest’anno sono quasi 30 le scuole che hanno aderito al Circuito con progetti esposti all’interno degli Istituti ma anche in sedi dedicate in giro per la città. Dopo il successo dello scorso anno, verrà riproposta la campagna di affissioni per gli Istituti secondari di II grado che partecipano ad OFF@School; tra maggio e giugno sarà possibile imbattersi in città nei progetti realizzati da studenti e studentesse in alcuni spazi di affissione selezionati.

Oltre a partecipare all'OFF@School con progetti pensati e allestiti dai ragazzi, alcune scuole di Reggio Emilia (come l'Istituto Comprensivo Pertini 1) sono state coinvolte nel progetto “L’arte a scuola_The Faces of innocence”, promosso in collaborazione con l’Amministrazione Comunale e la Fondazione Besharat Art, tramite l’artista Donatella Violi. L’obiettivo è quello di portare i suggestivi scatti del fotografo internazionale Steve McCurry nei luoghi frequentati ogni giorno dagli alunni affinché diventino spunti di riflessione per nuovi percorsi di osservazione.

Torna anche lo Speciale Samuela Solfitti, grazie alla collaborazione con il Servizio Officina Educativa del Comune di Reggio Emilia, U.O.C. Partecipazione giovanile e Benessere. Giunto alla sua undicesima edizione, il concorso -legato alla memoria di Samuela Solfitti, coordinatrice pedagogica del Comune di Reggio Emilia- si rivolge alle classi delle scuole secondarie di II grado iscritte all’OFF@School. Dalle immagini presentate in fase di iscrizione verranno selezionate 24 immagini che saranno esposte in una mostra allestita ai Chiostri della Ghiara durante il Festival Fotografia Europea 2022.

NOTTE OFF: IL PROGRAMMA

Tutti i protagonisti del Circuito OFF tra collaboratori, espositori, fotografi, organizzatori e cittadini, avranno modo di incontrarsi e festeggiare la NOTTE OFF del 7 maggio, serata interamente dedicata alla rete costruita intorno alla kermesse istituzionale di Fotografia Europea. A partire dal primo pomeriggio, da via dei due Gobbi, sede di una storica residenza di artisti -reggiani e non, tutti impegnati nella diffusione della cultura fotografica- partiranno eventi, performance, workshop che accompagneranno fino a sera, quando alle 18,30 ai Chiostri di San Pietro verrà premiato il vincitore del Circuito OFF. Una giuria specializzata, presieduta dal direttore artistico Walter Guadagnini, selezionerà i tre lavori più interessanti del Circuito e aggiudicherà al progetto -personale o collettivo- più meritevole, il premio Max Sperafico (in memoria dello storico collaboratore del Festival). A premiare con un contributo di 1.000€ sarà il referente del locale Comitato Giovani Soci di Emil Banca. La Banca di Credito Cooperativo, che da sempre è vicina al territorio emiliano e al festival in particolare, quest’anno, su proposta del Comitato Giovani Soci, ha deciso di affiancare il Circuito OFF come sponsor esclusivo. Con il premio ricevuto il vincitore sarà invitato a sviluppare una nuova mostra ed esporla, durante la prossima edizione del Circuito Off di Fotografia Europea, nel 2023. Dopo la premiazione, sempre ai Chiostri, la serata continuerà con una tortellata aperta a tutti negli spazi di Pause, la caffetteria dei Chiostri, il cui ricavato sarà devoluto in beneficenza a favore dell’Ucraina.

La serata si chiude in musica con il concerto di ELASI, cantautrice, compositrice e producer alessandrina, che viaggia per mondi reali e immaginari. ELASI nel suo sound fa esplodere stroboscopiche matrioske di stili, metropoli di sintetizzatori sfavillanti ed esotiche sonorità scovate in paesi lontanissimi grazie alla collaborazione sviluppate in remoto con musicisti etnici da tutto il mondo, creando un sound dai confini geografici e stilistici variopinti. La tappa del 7 maggio per la Notte OFF si inserisce nel tour XXL in cui ELASI porta tutta la sua energia dal vivo.

Il Circuito OFF è un patrimonio importante di Fotografia Europea, un progetto partecipato e autogestito che finalmente in questa edizione 2022 potrà festeggiare con gioia il ritorno alla normalità nel segno della convivialità, dell’energia vitale e dell’attitudine all’incontro, che da sempre caratterizzano la città di Reggio Emilia.

 

 



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L’artista olandese Larissa Ambachtsheer firma l’immagine coordinata di MIA Fair 2022

 

MIA Fair – Milan Image Art Fair ritorna nella sua consueta collocazione primaverile: dal 28 aprile al 1° maggio 2022.

Importanti conferme e grandi novità caratterizzeranno la XI edizione della più prestigiosa fiera italiana, interamente dedicata all’immagine fotografica.

Sarà ancora SUPERSTUDIO MAXI a Milano (via Moncucco 35), in zona Famagosta a essere la casa di MIA Fair: oltre 7.000 m² capaci di accogliere in totale sicurezza espositori italiani e internazionali che porteranno a Milano quanto di meglio il mondo della fotografia è in grado di proporre; uno spazio per approfondire e ampliare ulteriormente i campi disciplinari di MIA Fair, concentrandosi sulla ricerca e sulla trasversalità dei linguaggi artistici contemporanei.

Tra le novità più importanti di questa edizione si segnala l’entrata di MIA Fair nel gruppo Fiere di Parma.

L’amministratore delegato di Fiere di Parma, Antonio Cellie, dichiara – “questa alleanza fieristica conferma la nostra stima nella famiglia Castelli e la fiducia nel loro progetto che, insieme, faremo crescere ulteriormente, facendo leva anche sul nostro network internazionale di buyers e collezionisti costruito in 30 anni di Mercanteinfiera. L’obiettivo comune è quello di proiettare il salone milanese tra le prime fiere al mondo del settore grazie alla straordinaria e vivace contemporaneità dell’evento e dei suoi espositori”.

“MIA Milan Image Art Fair e Fiere di Parma – sottolineano Fabio Castelli e Lorenza Castelli, ideatori di MIA Fair – uniscono le proprie forze con l’obiettivo di dare ulteriore impulso al mercato della fotografia, e di attrarre gli investimenti non solo dei collezionisti e dei buyer internazionali, ma anche per stimolare l’interesse del pubblico appassionato d’arte e, in particolare, di fotografia”.

L’artista olandese Larissa Ambachtsheer(1993) firmerà l’immagine coordinata di MIA Fair, con opere tratte dalla serie You Choose, I seduce(2017), in cui indaga il comportamento umano attraverso sperimentazioni varie creando set e messe in scena, per realizzare nature morte di frutta e verdura, interrogandosi sul ruolo del colore nel cibo e su come lo si possa utilizzare come strumento di manipolazione per interagire con il pubblico.

Il mosaico di MIA Fair si compone di numerose tessere. La più rilevante, il cuore dell’intera fiera, è rappresentata dalla Main section che accoglierà un panel di espositori, selezionato dal comitato scientifico della fiera.

Tra le altre sezioni, si segnala la conferma di Beyond Photography– Dialogue, curata da Domenico de Chirico, riservata alle gallerie che promuovono le generazioni più recenti di artisti internazionali, e la cui idea espositiva, pensata ad hoc per MIA Fair, si pone come un dialogo tra fotografia e una sola opera realizzata con altri linguaggi(scultura, installazione, pittura e video); per la prima volta, Unexpected, a cura di Micaela Flenda, propone opere dove il medium fotografico esplora la trasformazione dei processi culturali contemporanei su temi quali la diversità, la percezione del corpo e l’identità e si combina con altri mezzi, come video e animazioni in 3D, per riflettere sull’attuale stato dell’arte.

MIA Fair può contare su un affezionato gruppo di sponsor.

Per l’undicesimo anno consecutivo, BNL Gruppo BNP Paribas è partner di MIA Fair nel ruolo di Main Sponsor, promuovendo il Premio BNL Gruppo BNP Paribas, quello di maggior rilievo della manifestazione, assegnato da una giuria ad artisti che prendono parte alla fiera, esponendo con le proprie gallerie di riferimento.

Il riconoscimento sottolinea il forte interesse di BNL Gruppo BNP Paribas nello sviluppo della cultura e nella ricerca dell’arte contemporanea in Italia. L’opera vincitrice sarà acquisita da BNL Gruppo BNP Paribas e l’artista entrerà a far parte della collezione della banca, che a oggi conta oltre 5.000 lavori.

Confermato anche il supporto di Eberhard & Co., che accompagna MIA Fair da 10 anni e che si concretizza in un nuovo progetto per la divulgazione di una parte dell’archivio di Adriano Scoffone (1891-1980) contenente circa 40.000 lastre e pellicole realizzate dal fotografo piemontese, nonché la contestuale digitalizzazione in una banca dati consultabile online.

A MIA Fair, si terrà la mostra Quei temerari delle strade bianche. Nuvolari, Varzi, Campari e altri eroi alla Cuneo – Colle della Maddalena, a cura di Giosuè Boetto Cohen, con il sostegno di Eberhard & Co., che racconterà, attraverso una selezione di 40 immagini, la sfida automobilistica Cuneo-Colle della Maddalena, tra il 1925 e il 1930, considerata per difficoltà e lunghezza come una delle corse più pericolose dell’epoca. Personaggio fondamentale delle foto in esposizione è Tazio Nuvolari, uno dei più grandi nomi dell’automobilismo mondiale, a cui, da oltre 30 anni, Eberhard & Co. dedica una speciale collezione.

Fin dalla prima edizione, MIA Fair si è contraddistinta per la qualità e la varietà delle proposte e dei premi, frutto di preziose collaborazioni con diverse istituzioni e partner culturali.

Grazie alla neonata partnership con Fiere di Parma, BDC, il polo culturale di Parma (acronimo della coppia di collezionisti parmigiani Lucia Bonanni e Mauro Del Rio e ‘C’ di Catalog) promuove la prima edizione di La Nuova Scelta Italiana, che mira a valorizzare il lavoro di tre fotografi che si ritiene possano diventare, in previsione futura, gli eredi dei grandi maestri della fotografia italiana. Gli artisti vincitori, oltre a un premio in denaro, esporranno le loro opere a MIA Fair 2022in uno spazio dedicato e, in autunno, nella sede di BDC, a Parma.

Fiere di Parma ha istituito un fondo di € 20.000 da impiegare per l’acquisto di opere, selezionate durante i giorni di MIA Fair, da una commissione composta da Fabio Castelli e da esponenti dello CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma, fondato da Carlo Arturo Quintavalle, che entreranno a far parte della collezione Fiere di Parma.

Nell’edizione 2022, torna anche il Premio New Post Photography organizzato da MIA Fair e curato da Gigliola Foschi, giunto alla terza edizione, che si rivolge alla promozione delle tendenze più creative e alle ricerche artistiche del mondo della fotografia contemporanea.

Un altro fiore all’occhiello di MIA Fair è il programma culturale che, nei giorni di apertura della manifestazione, organizzerà incontri, conferenze, talk su alcuni dei temi più attuali nel campo dell’arte e della fotografia. Tra questi, si segnala l’approfondimento sulle opere d’arte realizzate attraverso la tecnologia NFT.

MIA Fair – Milan Image Art Fair gode del patrocinio della Regione Lombardia, della Città Metropolitana di Milano e del Comune di Milano.

Note biografiche

Larissa Ambachtsheer (1993) vive e lavora a L’Aia (Olanda), si è diplomata nel 2017 alla Royal Academy of Visual Arts de L’Aia.

Il suo lavoro si concentra su temi legati al comportamento umano come la consapevolezza, lo stile di vita minimalista e la sostenibilità. Osserva ciò che accade nella vita quotidiana e lo trasforma nella sua realtà. Ciò si traduce in nature morte, creazioni di moda e serie di immagini fotografiche. Con questi lavori, Larissa Ambachtsheer pone in evidenza i meccanismi manipolatori, sociali e automatici che spesso controllano il rapporto con noi stessi e le nostre vite.

 



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Marzio Cialdi, Comunicazioni interrotte, 2021, rame e ottone, dimensioni variabili.

 

MARZIO CIALDI con GLOBAL WARMING a Pavia

 

La ricerca espressiva dell’artista si confronta con le emergenze e i cambiamenti del mondo contemporaneo.

Prosegue fino al 12 giugno 2022 la mostra di Marzio Cialdi dal titolo “Global Warming” in cui la ricerca espressiva dell’artista si confronta con le emergenze e i cambiamenti del mondo contemporaneo.

Curata da Valerio Dehò, l’esposizione è articolata in tre sedi nel centro storico di Pavia – la Chiesa di Santa Maria Gualtieri, Piazza della Vittoria, lo Spazio Arti Contemporanee e il cortile del Broletto – e presenta circa quindici opere – tra installazioni ambientali, sculture anche di grandi dimensioni e video – di grande impatto, per sensibilizzare il pubblico verso il problema del riscaldamento globale e del cambiamento climatico.

Marzio Cialdi ha realizzato le opere in mostra negli ultimi tre anni: un lavoro vasto e articolato che utilizza linguaggi e materiali differenti – dalla ceramica all’acciaio corten, dal vetro alla lamiera stampata – che riconducono a uno stile unitario e a una riflessione coerente. 

Con un approccio divulgativo che mira a raggiungere il pubblico in maniera immediata, “Global Warming” vuole rappresentare un mondo distopico, immaginando un universo modificato dalle alte temperature, un mondo deformato in cui i materiali più solidi vengono aggrediti dal clima sempre più incontrollabile. Nell’installazione dal titolo “Pompei”, per esempio, l’osservatore sembra assistere a una scoperta archeologica, frammenti di un passato che affiorano dopo la catastrofe. Anche la serie di opere raccolte sotto il titolo “Movimenti meccanici” danno l’idea di una forza che trascina verso una soluzione negativa, cingoli di acciaio che spingono metaforicamente gli eventi verso un cambio climatico inevitabile. Ma vi sono anche opere poetiche, che evocano momenti di riflessione, come “Kafa”, scultura in cui appaiono divinità sconosciute di un mondo a venire. 

Lo sguardo di Cialdi abbraccia l’uomo contemporaneo nelle sue problematiche, lancia segnali di allarme per un futuro che è già cominciato. Nella Chiesa di S. Maria Gualtieri il video che documenta la sofferenza della natura e l’aggressione all’ecosistema, è lo sfondo di vetri collassati, di un “Disco del tempo” che raccoglie frammenti di civiltà disperse. 

«Recentemente per un tipo di arte “impegnata” su temi diffusi e umanitari è stato usato il termine “Artivismo”, un mix tra l’arte e attivismo sociale – spiega il curatore –. La visione dell’artista è un grido d’allarme che si associa a quanti nella società si battono per il clima e la prevenzione di una catastrofe che sembra annunciarsi nel pianeta. Anche l’arte contribuisce a creare una coscienza critica dell’incontrollato sviluppo industriale che minaccia sempre di più il pianeta Terra».

La mostra è accompagnata da un catalogo edito da NFC Edizioni, con un testo critico di Valerio Dehò.

 

Scheda della mostra

Titolo Marzio Cialdi. Global Warming

A cura di Valerio Dehò

Promossa da Comune di Pavia

Sedi Pavia, Santa Maria Gualtieri, Piazza della Vittoria, Spazio Arti Contemporanee e cortile del Broletto

Date 12 marzo - 12 giugno 2022

Orari lunedì-mercoledì e giovedì, h. 14 - 18 / venerdì-sabato e domenica, h. 11 – 19. Chiuso il martedì.
Tutti i giorni (escluso il martedì) anche al mattino su prenotazione per gruppi e scolaresche.

Ingresso libero (con green pass)
Info al pubblico Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.; tel. 0382.399.424/.770

Catalogo edito da NFC Edizioni, con testo di Valerio Dehò

 



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Cosa resterà di questi anni ’80? L’arte di Keith Haring nell’epoca dell’innocenza

 

Con Luca Beatrice critico, curatore d'arte e accademico italiano.

Gli ’80, i migliori anni della nostra vita, li abbiamo attraversati come stelle comete luminosissime ma destinate a cadere in fretta. Keith Haring, Jean-Michel Basquiat, Robert Mapplethorpe, Freddie Mercury, Pier Vittorio Tondelli sono tra coloro che ci hanno lasciati troppo presto, portando con loro il mito dell’eterna giovinezza. E noi, che avevamo 20 anni allora e 18 adesso, come disegnò Andrea Pazienza, non siamo ancora (o mai) usciti vivi dagli anni ‘80.

  • 8 Aprile 2022 17:30 - 19:30

In auditorium e in diretta streaming dal sito web e dalla pagina Facebook di Palazzo Blu.

 



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Il MACTE – Museo di Arte Contemporanea di Termoli presenta IO CANTO E LA MONTAGNA BALLA

 

Incontro online parte del public program della mostra LE 3 ECOLOGIE dedicato al rapporto tra corpo e territori per rileggere la crisi ecologica con sguardi trasversali.

All’interno del public program della mostra Le 3 Ecologie, curata da Caterina Riva e in corso al MACTE – Museo di Arte Contemporanea di Termoli fino al 15 maggio 2022 - che propone una riflessione sull’ecologia dal punto di vista ambientale, sociale e mentale -mercoledì 13 aprile dalle 18 alle 20, il museo presenta IO CANTO E LA MONTAGNA BALLA una conversazione online a più voci.

L’incontro moderato da Marta Federici assistente curatrice del MACTE, è accessibile al pubblico tramite la piattaforma Zoom (Mercoledì 13 aprile 2022, dalle 18.00 alle 20.00 - iscrizioni al link: https://forms.gle/oXJVpcUKHuYBQAcD6 ) e prende la forma di una conversazione tra la filosofa e curatrice Ilaria Bussoni, le ricercatrici e attiviste Ilenia Iengo e Miriam Tola, le architette Ilaria Mazzoleni - fondatrice del progetto NAHR Nature Art Habitat - e Rita Elvira Adamo parte del collettivo La Rivoluzione delle Seppie. Le relatrici sono invitate a condividere le proprie esperienze e percorsi di ricerca, per riflettere insieme sul legame tra corpi e territori e sui molteplici significati e implicazioni delle trame di interdipendenze che ci legano.

Io canto e la montagna balla è un romanzo della scrittrice Irene Solà (Blackie Edizioni, 2020) che propone la narrazione corale di un piccolo paese sui Pirenei: nel racconto non sono solo donne e uomini a prendere la parola, ma anche un capriolo, le nuvole, i fantasmi, la montagna.

L’incontro online si propone di moltiplicare le prospettive d’osservazione e allargare lo sguardo oltre l’umano, per tentare di mettere a fuoco alcuni concetti e parole chiave – quali quelli di giustizia ambientale, cura, riparazione – che possano aiutare a rileggere la crisi ecologica con sguardi trasversali.

Le altre iniziative del public program di Le 3 Ecologie comprendono: la stesura di una bibliografia collettiva con il contributo delle diverse persone coinvolte nel progetto, e tre testi commissionati a Simona Squadrito, Elvira Vannini e The Forest Curriculum che saranno resi disponibili sulla piattaforma MACTE Digital.

 



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La Cortesi Gallery di Lugano apre agli NFT

 

Redefining Space, mostra in collaborazione con The Cryptonomist che riunisce le opere di tre importanti e innovativi artisti contemporanei: Leo Caillard, Matteo Mauro ed Emanuele Dascanio.  

Dal 7 aprile al 13 maggio sarà visitabile negli spazi di Lugano di via Nassa Redefining Space, mostra in collaborazione con The Cryptonomist che riunisce le opere di tre importanti e innovativi artisti contemporanei: Leo Caillard, Matteo Mauro ed Emanuele Dascanio. 

Un percorso tra sette opere fisiche e sei NFT il cui obiettivo è quello di volgere lo sguardo all’arte del presente per instaurare un interessante dialogo tra classico e contemporaneo. I lavori presentati rinnovano il concetto tradizionale di spazio, ancorato alla dimensione fisica e materica del reale, per estenderlo oltre sé stesso nella sfera virtuale del mondo odierno. È la mitologia di una nuova dimensione, dall’arte materica a quella digitale, dal classico all’ipercontemporaneo. Nascono le nozioni di universo, multiverso e metaverso, concetti antropocentrici che ambiscono a cancellare i limiti del movimento e dell’esistenza nello spazio fisico per permetterci di intravedere un nuovo strato di realtà.

Leo Caillard (Parigi, 1985) nella sua produzione gioca sul proficuo contrasto tra classicità e modernità, prendendo come punto di partenza il concetto di tempo. Nelle sue opere rivivono i miti dell’antica Grecia ma acquistano un nuovo significato: essi sono interpretati dall’artista come metafore del presente che permettono di ripensare il futuro dell’arte. Grazie all’anacronistico accostamento di figure classiche a oggetti e atmosfere appartenenti al XXI secolo, l’artista libera l’arte dalla sua finitezza, riunendo passato e presente in una temporalità circolare che rende possibile lo scambio tra mondo reale e dimensione virtuale.

Anche Matteo Mauro (Catania, 1992) intuisce le infinite possibilità di espansione dello spazio, ponendo la sua attenzione sul concetto di volume che risulta centrale sia nelle sue sculture sia nei suoi NFT. Nel primo caso l’artista evidenzia lo spazio in senso negativo utilizzando i vuoti che si distinguono per materiali diversi, in contrasto con i volumi cubici. Nelle opere digitali, invece, è preminente la dimensione ambientale, lo spazio è reinventato dall’artista seguendo un’ispirazione barocca che, come una furia, si appropria di ogni centimetro disponibile, espandendosi fino al digitale. Qui volumi antropomorfici si fondono con dettagli ispirati ai quattro elementi naturali, creando un nuovo universo, il Metaverso.

Emanuele Dascanio (Garbagnate Milanese, 1983) è forse l’artista più tradizionale perché utilizza la tecnica del disegno chiaroscuro come base per la creazione dei suoi NFT. Troviamo immagini popolate da figure suggestive provenienti dal mondo religioso, rappresentate in maniera iperrealistica con atmosfere classicheggianti, rese ancora più drammatiche grazie al contrasto del bianco e nero. Qui la storia dell’arte è trasformata in un mondo fantastico, la finitezza dell’uomo viene espressa e negata attraverso la trasformazione delle forme in caratteri infiniti, grazie al movimento e al suono. Tra le sue opere in mostra alla Cortesi Gallery da non perdere l’esclusiva Praise of Idleness che, dopo Lugano, raggiungerà la Biennale di Venezia nello stand dedicato agli NFT.

L’esposizione, curata dagli artisti e da Lorenzo Cortesi, formalizza l’inizio di una nuova avventura per la Cortesi Gallery. La mostra, infatti, non è che il primo passo di un’operazione pensata a lungo termine, che vedrà susseguirsi indagini nel mondo della crypto arte come in quella dell’arte generativa. Una vera e propria sezione della Cortesi Gallery che prenderà il nome di C-VERSO.

«C-VERSO – spiega il giovane Lorenzo Cortesi - è nata dal desiderio di fornire supporto ai collezionisti interessati agli NFT e , allo stesso tempo, di far parte di questa nuova community artistica in continuo fermento. L’obiettivo della nostra galleria con C-VERSO è proprio quello di  fare da ponte tra questi due mondi». Secondo Lorenzo Cortesi, che da tempo si occupa di digitale, la crypto art non può essere considerata solo

un movimento artistico, ma piuttosto un movimento culturale.  Nell’ultimo anno l’interesse di molte gallerie internazionali si è concentrato nelle nuove possibilità dell’arte digitale, ma in pochi, pochissimi, hanno concretizzato la loro attenzione. La scelta di Cortesi Gallery rappresenta dunque un’assoluta novità e, anche, una presa di posizione ben definita, specialmente se pensiamo alla nativa specializzazione della galleria, cioè l’arte dal Secondo Dopo Guerra. La Galleria Cortesi, nata nel 2013, con sede a Lugano e Milano, da anni frequenta le maggiori fiere italiane e internazionali (il Brafa a Bruxelles, Montecarlo, Armory NY, MiArt, ArteFiera). Con C- VERSO si apre dunque a un nuovo mondo.  «L’arte digitale – afferma Lorenzo Cortesi - sarà sempre più presente e verrà considerata arte contemporanea senza distinzioni, la nostra sfida è quella di concentrarci sul valore artistico di queste opere d’arte digitali; gli NFT sono l’innovazione tecnologica che ci aiuta a veicolare questo tipo di arte».

 

REDEFINING SPACE

ARTISTI:  Leo Caillard, Matteo Mauro ed Emanuele Dascanio

OPENING: 7 aprile 2022 dalle 18 alle 20

PERIODO MOSTRA: 8 aprile – 13 maggio dalle 10 alle 18

LUOGO MOSTRA: Cortesi Gallery Lugano, Via Nassa 62, 6900, Lugano

CURATORI: Lorenzo Cortesi, Leo Caillard, Matteo Mauro ed Emanuele Dascanio

IN COLLABORAZIONE CON The Cryptonomist