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Gilberto Cavagna fonda lo studio legale BIPART - Beyond Intellectual Property and ART law

 

Con BIPART esperienza e passione per la creatività si fondono per dare vita a una realtà in grado di seguire da vicino le diverse esigenze di imprese, professionisti, privati, associazioni, fondazioni, istituzioni e non solo.

Nasce “BIPART”, studio specializzato in diritto della proprietà intellettuale e diritto dell’arte che, come si evince dal nome, acronimo di “Beyond Intellectual Property and ART law“, vuole essere parte e dalla parte delle persone e delle società che assiste.

Lo studio è fondato da Gilberto Cavagna, avvocato cassazionista specializzato nella valorizzazione e protezione dei diritti di proprietà intellettuale e dell’arte, in particolare in relazione a marchi, nomi a dominio, design, brevetti e know-how, diritto d’autore e software, diritto dell’arte e dei beni culturali, diritto della pubblicità, dei media e dello sport, con una vasta esperienza nell’assistenza legale a clienti italiani e stranieri maturata in questi anni in importanti studi legali, sia nazionali che internazionali, oltre che in Expo 2015 S.p.A. dove si è occupato degli aspetti riguardanti la proprietà intellettuale e le sponsorizzazioni legate all’esposizione universale.

L’avv. Cavagna assiste regolarmente società e persone attive nel mondo della moda, del design, dell’organizzazione di eventi artistici e sportivi, della creatività e dell’editoria, fornendo alla clientela assistenza nella negoziazione dei contratti aventi ad oggetto i propri assets di proprietà intellettuale e nella loro tutela.

Da sempre appassionato e cultore attento della proprietà intellettuale e dell’arte, l’avv. Gilberto Cavagna svolge attività di docenza e tiene regolarmente conferenze, workshop e seminari, anche presso università e master, è autore di testi monografici e scrive su quotidiani, riviste e newsletter, nazionali e internazionali, su argomenti legati a queste tematiche, oltre a curare «TIP TAP -Thoughts on Intellectual Property and Art Protection», un blog specializzato su Linkedin e Facebook.

In BIPART collabora anche Sofia Kaufmann, giovane ma già valente specializzanda in diritto della proprietà intellettuale e dell’arte con focus sulla tutela dei segni distintivi e dei beni artistici.

BIPART nasce dalla passione e dalla determinazione di assistere al meglio i clienti nella tutela e valorizzazione di marchi, design, diritto d’autore e software, media e pubblicità, brevetti e know-how, nomi a dominio, e-commerce, protezione e valorizzazione di beni culturali e di opere d’arte, nonché organizzazione di eventi, culturali e sportivi e promozione della loro immagine e diritti, con quella attenzione, disponibilità e flessibilità che un piccolo studio – ma che pensa in grande - può dare, anche avvalendosi di solide collaborazioni internazionali.

Con BIPART esperienza e passione per la creatività si fondono per dare vita a una realtà in grado di seguire da vicino le diverse esigenze di imprese, professionisti, privati, associazioni, fondazioni, istituzioni e non solo. Una nuova realtà, un colpo di colore nel mondo del diritto della proprietà intellettuale e dell’arte.

Sono felice di questa nuova avventura – ha dichiarato l’avv. Gilberto Cavagna – nella quale ci buttiamo con entusiasmo, passione e dedizione, con il presupposto e la finalità di essere veramente parte e della parte dei nostri clienti, come dichiariamo fin dal nome dello studio, per aiutarli nella valorizzazione dei loro diritti e a crescere su solide basi giuridiche”.

Lo studio ha sede a Milano, in via Aurelio Saffi n. 25, ed un desk operativo presso DP IUS in via Durini n. 25.

Lo studio ha sito Internet (www.bipartlaw.com) e account sui principali profili  (LinkedinInstagramFacebook e Twitter)

 



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Fondazione Arnaldo Pomodoro presenta Una giornata di appuntamenti in occasione dell’ArtWeek 2022

 

Un ricco palinsesto di attività per confermare il proprio ruolo di osservatorio dedicato alla creatività contemporanea. 

Sabato 2 aprile la Fondazione Arnaldo Pomodoro propone in occasione dell'ArtWeek 2022, un ricco palinsesto di attività, non soltanto per promuovere il patrimonio artistico e culturale del Maestro, ma anche per confermare il proprio ruolo di osservatorio dedicato alla creatività contemporanea.

Primo appuntamento alle ore 11:30 presso lo Studio di Arnaldo Pomodoro, dove la Fondazione ospita un doppio evento su invito legato alla VI edizione del Premio Arnaldo Pomodoro per la Scultura: la proclamazione del vincitore di questa edizione seguita dal talk Cos'è scultura oggi? con Pavel Pys curatore del Walker Art Center di Minneapolis e membro del Comitato di selezione del Premio, moderato da Lorenzo Respi (Direttore di produzione della FMAV – Fondazione Modena Arti Visive) e Andrea Viliani (Direttore del Museo delle Civiltà di Roma e Responsabile e Curatore del CRRI – Centro di Ricerca Castello di Rivoli), entrambi membri del Comitato Scientifico della Fondazione.

Il talk sarà anche l’occasione per presentare il vincitore/la vincitrice del Premio, cui la Fondazione dedicherà una mostra il prossimo autunno negli spazi della GAM - Galleria d'Arte Moderna di Milano.

Il Premio Arnaldo Pomodoro per la Scultura, che in occasione della scorsa edizione è stato rinnovato nella struttura e rafforzato nella vocazione internazionale, è una delle attività dedicate dalla Fondazione ai giovani artisti “che intendono perfezionare ed estendere gli aspetti sperimentali di un nuovo lavoro sul linguaggio espressivo o intellettuale”.

Sabato 2 aprile, inoltre, la Fondazione apre gratuitamente la mostra L'inizio del tempo. Le ricerche spazialiste di Arnaldo Pomodoro, primo appuntamento del nuovo ciclo di OpenStudio, allestimenti temporanei nello Studio dell’artista che approfondiscono temi e periodi poco noti della ricerca di Arnaldo Pomodoro. Prenotando sul sito della Fondazione una delle tre fasce di visita – alle ore 14:00, 15:00 e 16:00 – sarà possibile visitare l’esposizione, che vede protagonista il grande bassorilievo L’inizio del tempo n. 2 (1958 – 230 × 270 cm), accanto a un gruppo di sculture, disegni e studi progettuali – alcuni in prestito dallo CSAC di Parma – e numerosi materiali d’archivio che raccontano il periodo di attività tra il 1957 e il 1964, fino ad arrivare alla realizzazione del Grande omaggio alla civiltà tecnologica (1960-1964 – 24 × 8 m) per la facciata dell’Università Popolare di Colonia, prima prova dell’interesse e dell’impegno sul piano architettonico e urbano dell’artista.

Tra sabato 2 e domenica 3 aprile sarà inoltre possibile visitare la Project Room di Pamela Diamante, nello spazio espositivo di Via Vigevano 9, il Labirinto di Arnaldo Pomodoro, in Via Solari 35, e partecipare ai workshop e alle visite guidate nello Studio di Arnaldo Pomodoro, in via Vigevano 3.

Stato di flusso di Pamela Diamante (Bari, 1985) è il primo appuntamento del ciclo 2022 delle Project Room, il progetto “osservatorio” dedicato dalla Fondazione ai più recenti sviluppi del panorama artistico internazionale, affidato quest'anno alle curatrici Chiara Pirozzi e Alessandra Troncone.

Stato di Flusso è un progetto inedito, un’installazione ambientale immersiva dal forte impatto percettivo, risultato di un processo relazionale innescato dall’artista con un gruppo di persone. Affiancata da professioniste nei campi del teatro e della psicoanalisi, Diamante ha invitato alcune persone a compiere un percorso di autoanalisi e di riflessione sulla propria condizione esistenziale, e ha realizzato 6 video in cui questi soggetti sono fermi, distesi ad occhi chiusi, intenti a compiere l’azione più naturale e vitale possibile: respirare.

Il Labirinto di Arnaldo Pomodoro è un environment di 170mq custodito nei sotterranei dell'ex Riva-Calzoni di Via Solari 35, un'opera ispirata all'Epopea di Gilgamesh, che rimanda ai temi della scrittura e del viaggio come metafora della vita, e che l'artista ha descritto come "un invito nei meandri di un percorso, dove il tempo è trasformato in spazio e lo spazio a sua volta diventa tempo".

Per il weekend del 2-3 aprile, il programma di workshop e visite guidate della Fondazione prevede: visite guidate per adulti e per famiglie con bambini 4-11 anni nel Labirinto; visite libere e guidate alla mostra OpenStudio #1 nello Studio di Arnaldo Pomodoro; workshop di stampa a rilievo per adulti e per famiglie con bambini 5-11 anni nello Studio di Arnaldo Pomodoro.

 



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 Jannis Kounellis gli anni sessanta, installation view, ML Fine Art di Matteo Lampertico, 2022

 

ML FINE ART presenta JANNIS KOUNELLIS: GLI ANNI SESSANTA

 

Il progetto espositivo pensato per la prossima primavera presso ML Fine Art si concentra su un momento cruciale del percorso artistico di Jannis Kounellis. 

Il progetto espositivo pensato per la prossima primavera presso ML Fine Art, visibile dal 23 marzo al 27 maggio 2022, si concentra su un momento cruciale del percorso artistico di Jannis Kounellis (Il Pireo 1936 – Roma 2017), uno tra i più importanti esponenti dell’Arte povera.

Artista di origine greca, Kounellis si trasferisce a vent’anni a Roma per studiare presso l’Accademia di belle arti. Smarcandosi dalle ultime derivazioni dell’arte informale, Kounellis elabora presto una pratica artistica subito tesa al superamento dei limiti tradizionali del quadro.

Attraverso alcune opere di assoluta qualità, la mostra intende raccontare quel momento, a cavallo tra 1961 e 1967, in cui l’artista transitò dalla stagione folgorante dei cosiddetti Alfabeti - opere caratterizzate da composizioni di lettere e numeri su fondo bianco, di grande forza costruttiva e comunicativa - verso un graduale recupero di forme più articolate di rappresentazione.

Una formidabile tela del 1961 ben illustra la serie degli Alfabeti. Resi in questo modo indecifrabili, i segni perdono la loro valenza semantica e, ricomposti in una struttura, emergono con forza dalla superficie dell’opera. Una tela del 1963, in cui campeggia la sagoma di un arcobaleno, è invece uno splendido esempio di quel ristretto gruppo di opere - che prelude alla serie delle Rose del 1966-67 - in cui l’artista mostra un rinnovato interesse per la figurazione e la pittura. Costituita da dipinti meno noti, ma molto significativi, quella stagione segna la riappropriazione diretta, da parte di Kounellis, di elementi di realtà, che vengono rielaborati nel campo della pittura, in modi che si allontanano dalle tendenze dell’arte pop americana allora emergente.

Attraverso una selezione di opere raramente esposte in passato e con l’apporto di una ricerca scientifica condotta da Francesco Guzzetti (Università degli Studi di Firenze), la mostra vuole dunque rivelare al pubblico una stagione in cui l’artista seppe confrontarsi e anticipare le tendenze della nuova avanguardia, imprimendo la propria cifra espressiva su un intero periodo della storia dell’arte a cavallo tra anni Cinquanta e Sessanta.

La mostra è in collaborazione con Rizziero Di Sabatino.

 



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"NFT: opportunità e criticità per il mondo dell'arte"

 

Un incontro rivolto a tutti gli operatori dell’arte nonchè agli appassionati che vogliano approfondire il tema con la guida dell’avvocato Riccardo Di Santo e del dott. Roberto Castaldo.

Siamo lieti di annunciare un nuovo appuntamento con lo studio legale CBM & Partners in collaborazione con INarte.it

Il 7 aprile, dalle ore 14:30 alle 16:30, si terrà un nuovo seminario online sulla piattaforma Zoom dal titolo “NFT: opportunità e criticità per il mondo dell’arte”, rivolto a tutti gli operatori dell’arte nonchè agli appassionati che vogliano approfondire il tema con la guida dell’avvocato Riccardo Di Santo e del dott. Roberto Castaldo.

Nato nel 2018, il mercato della crypto arte ha conquistato l’attenzione globale nel 2021, raggiungendo un valore globale di ben 5 miliardi di dollari, complice anche la vendita record di Everydays: The First 5000 Days di Mike Winkelmann, in arte Beeple.

Durante il webinar andremo ad analizzare che cosa sono gli NFT, come funzionano e quale sia il loro possibile inquadramento giuridico nel contesto attuale.

HUB/ART, come operatore nel settore dell’arte contemporanea, consapevole del ruolo sociale, culturale ed economico rivestito dall’arte sostiene l’evento in collaborazione con CBM & Partners e INarte.it con il fine di rendere effettivo il dialogo tra arte e diritto.


Programma del workshop

7 aprile 2022

  • 14:30 Introduzione
  • 14:45-15:30: NFT, Blockchain e Digital Wallet: che cosa sono e come funzionano
  • 15:30-16:15: Aspetti legali legati alla vendita e all’acquisto di NFT
  • 16:15-16:30: Question time

L’evento, a numero chiuso per un massimo di 50 partecipanti, è gratuito.

Per partecipare è necessario iscriversi entro il 5 aprile 2022, cliccando sul bottone Iscriviti e compilando il form.

 



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 Gianmarco Taietti, Giovanna, Sale con lantico abito tradizionale di Lula. Preziosissimo viene conservato nelle famiglie come una reliquia ed esposto durante le manifestazioni importanti.

 

Fondazione Luciana Matalon di Milano inaugura la mostra “Incontri a Lula – Adzovios a Luvula”

 

Un viaggio fotografico compiuto da Nello e Gianmarco Taietti nella comunità e nei dintorni di Lula, nella regione aspra e selvaggia della Barbagia, diventata emblema della resistenza allo spopolamento e al rischio di estinzione.

Inaugura il 26 marzo alla Fondazione Luciana Matalon di Milano la mostra “Incontri a Lula – Adzovios a Luvula”, un viaggio fotografico compiuto da Nello e Gianmarco Taietti nella comunità e nei dintorni di Lula, nella regione aspra e selvaggia della Barbagia, diventata emblema della resistenza allo spopolamento e al rischio di estinzione.
L’esposizione curata da Mariangela Dui, che resterà aperta fino al 23 aprile 2022, presenta circa 100 fotografie di medio e grande formato, in bianco e nero e a colori, che restituiscono il carattere e la quotidianità di un territorio dalle forti radici che, seppur tra molte difficoltà, si proietta energicamente verso il futuro.
La mostra si avvale del patrocinio della Regione Sardegna, del Comune di Lula, del Centro Sociale Culturale Sardo e della Federazione Associazioni Sarde in Italia. 
 
Il progetto fotografico presenta i lavori che padre e figlio Taietti hanno realizzato in un territorio da loro particolarmente amato. Di questi luoghi, Nello conosce ogni pietra e in questa occasione ha condiviso le sue conoscenze con il figlio Gianmarco, viaggiatore appassionato. Ognuno ha realizzato le sue immagini e le ha poste in dialogo con quelle dell’altro, sottolineando l’intensità dell’incontro con il territorio, così vero e così forte.
L’esigenza di comunicarlo al mondo è avvertita, seppure in modi espressivamente differenti, da entrambi: se Nello sceglie di darne conto attraverso il ritratto e la fotografia in bianco e nero, come a porsi in linea con la documentazione fotografica già esistente dai primi del Novecento, Gianmarco preferisce adottare un approccio da street photographer ritraendo la quotidianità della vita del paese in tutta la sua spontaneità.
“Nello Taietti entra in relazione con i suoi soggetti con grande umanità – spiega Angela Madesani nel suo testo critico – cercando di cogliere nei loro sguardi le storie e i percorsi esistenziali. Esse sono spesso frutto di rapporti dialettici, di confronto. Gianmarco è più portato all’indagine sociale, le sue sono fotografie narrative, in cui emergono le tradizioni, le abitudini, la peculiarità dei luoghi”.

L’identità e la storia di Lula sono così forti che il passo da diario personale a racconto antropologico è breve: la raccolta fotografica diventa narrazione di un luogo, della sua gente e della sua cultura.
“Gli scatti di Nello e Gianmarco Taietti esplorano quello che, con un neologismo, viene chiamata ‘paesitudine’ – commenta la curatrice Mariangela Dui –, quella capacità cioè di resistenza e di resilienza di alcune piccole comunità, che consente loro di sopravvivere puntando sulle proprie radici per orientarsi nella contemporaneità”.
 
Territorio che per anni ha potuto contare sull’attività estrattiva, dismessa poi negli anni Ottanta, Lula diviene in seguito oggetto di interesse scientifico. In corsa, insieme ai Paesi Bassi, come sede per l’allestimento del più grande telescopio al mondo per lo studio delle onde gravitazionali, l’Einstein Telescope, ospita dal 2010 un laboratorio per lo studio del peso del vuoto.
Proiettati nel futuro, gli abitanti di Lula sanno però bene che la loro forza sta nella loro storia e nel loro patrimonio, in particolare quello paesaggistico. Sin dagli anni Settanta si sono dunque impegnati nella salvaguardia del patrimonio ambientale, scontrandosi anche con gli industriali del petrolchimico e costringendoli a dirigere altrove i propri interessi.
Lula ha vissuto sin dal secolo scorso il proprio impegno politico e sociale in favore dei diritti non solo delle persone ma anche dell’ambiente, ben prima che questo rappresentasse una “tendenza”.
 
Accompagna la mostra un catalogo con i testi di Mariangela Dui e Angela Madesani.

 



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MITRA DIVSHALI. Vermicelli Persiani in Studio SALES di Norberto Ruggeri, Roma

 

Una mostra che rende omaggio alla memoria dello scrittore iraniano Sadegh Hedayat e attraverso la sua storia riflette sul tragico destino di un Paese intero.

Con Vermicelli Persiani, a cura di Laura Cherubini, Studio SALES di Norberto Ruggeri presenta nei suoi spazi il lavoro dell’artista iraniana Mitra Divshali, con una mostra che trae ispirazione dalla figura dello scrittore connazionale Sadegh Hedayat (Tehran 1903 – Parigi 1951).

Dal 22 marzo al 20 maggio 2022 il progetto espositivo rende omaggio a uno dei più letti e discussi scrittori iraniani del Ventesimo Secolo, autore di La civetta cieca (1930) – pietra miliare della letteratura persiana moderna nonché di quella surrealista – sottoposto a censura in Iran come la maggior parte dei testi dell’autore, alcuni ancora oggi proibiti.

Questo progetto di Mitra Divshali – spiega Laura Cherubinitrae ispirazione dalla vicenda esistenziale e letteraria di Sadegh Hedayat. Attraverso la testimonianza dei gesti estremi dello scrittore quali l’autoesiliarsi ed infine il suicidio, Mitra Divshali rappresenta la dicotomia Oriente / Occidente. L’omaggio nasce da una serie di lettere scritte da Sadegh Hedayat all’amico Hassan Chahid-Nourai. In queste lettere l’artista ha letto in filigrana il tragico destino dell’Iran.

Per Vermicelli Persiani Mitra trae infatti ispirazione dalle 82 lettere che Hedayat inviò tra il 1946 e il 1950 al suo amico Hassan Chahid-Nourai e che rimasero nascoste per un lungo periodo nella soffitta di Parigi dove Chahid-Nourai viveva e dove Hedayat trascorse i suoi ultimi mesi di vita in auto-esilio.

I figli di Chahid-Nourai, che non conoscevano la scrittura persiana, diedero a questi scritti ereditati dal padre il nome di Vermicelli Persiani, locuzione evocativa che l’artista ha deciso di mantenere come titolo del suo progetto espositivo.

Oltre agli avvenimenti drammatici dell’Iran di quegli anni – i tumulti interni degli indipendentisti dell’Azerbajan Iraniano, dei Curdi e delle varie tribù del centro-ovest e del sud, la maggior parte dei quali furono soggiogati dalle potenze internazionali come l’Unione Sovietica e i paesi membri del Patto Atlantico – le lettere rivelano l’ambiente sociale e politico a lui ostile e descrivono la sua vita a Tehran.

“Le lettere di Hedayat – afferma l’artista – mi hanno mostrato un tragico tapis roulant da cui l’Iran sembra non riuscire a venir fuori. Ma di fronte a queste lettere ho sentito anche quell’energia, e persino quella gioia, che solo un grande scrittore sa trasmettere quando, nonostante il suo pessimismo, trasforma l’orrore in sublime lasciandoci intravedere la luce nella oscurità circostante. E così nella mia immaginazione le parole di Hedayat si sono colorate, tagliate e incollate sulle tele. Le parole si sono trasformate nelle forme indecifrabili, nei Vermicelli Persiani.

Mitra ha realizzato una serie di quadri in tecnica mista che rappresentano l’epistolario di Hedayat, in cui le lettere vengono colorate e tagliate in forme che – come nella tradizione della miniatura persiana – ricordano elementi della natura e trasmettono una sensazione di gioia, in contrapposizione con il loro contenuto.

L’installazione di Mitra si completa con un lavoro in neon e alluminio che rappresenta il percorso del viaggio da Tehran a Parigi dello scrittore e con Interferences, un video originale – prodotto da Beatrice Bulgari, fondatrice e Presidente della Fondazione In Between Art Film – strutturato in cinque capitoli e realizzato in bianco e nero, denso di riferimenti incrociati alla vita e, soprattutto, al pensiero di Hedayat e alla complessa realtà del suo Paese.

La mostra sarà accompagnata da un catalogo pubblicato da Maretti Editore con testo critico di Laura Cherubini.

Mitra Divshali nasce a Teheran, Iran.

Studia al Goldsmiths College, University of London, e al Centro Sperimentale di Cinematografia, Roma. È regista di La pittura naive religiosa iraniana, documentario 35' – NIRT, 1976, Vampire, fiction 30' - CSC, 1980, e Iran il ponte interroto, documentario 90' - RAI 1981. È inoltre uno dei co-sceneggiatori di The Lack, regia di Masbedo, In Between Art and Film 2014. Lavora in teatro con Leo de Berardinis tra il 1983 e il 1984. Dal 1984 in poi i suoi disegni umoristici vengono pubblicati su numerosi giornali e riviste culturali italiane (Rinascita, L'unità, la Repubblica, Corriere della Sera, Diario della Settimana, Linus, tra gli altri). Lavora anche come art director, grafica e cover designer dal 2000 al 2016.

Tra le esposizioni di Mitra:

Humorous Drawings, personale presso, S. Maria a Gradillo, Ravello, Italia, 1995. Finché c'é morte c'é speranza, Pio Monti Arte Contemporanea, Roma e Trevi Flash Art Museum, Trevi, Italia, 1999. Paesaggi, personale presso il Polittico, Roma, Italia, 1999. Harem di Mitra, Pio Monti Arte Contemporanea, Roma, Italia, 2000. Interpretando la psicoanalisi, Accademia di Romania, Roma, Italia, 2001. 20 x Ettore Majorana, Catania, Italia, Luglio-Agosto 2012. Tio Ilar V e VI Athens, Giugno, 2012 e 2013. XXXIX, XL e XLV International Art Competition, Sulmona, Italia, settembre/ottobre 2012/ 2013/ 2018. It's Only a Paper Moon, personale presso Pio Monti Arte Contemporanea, Roma, Ottobre 2012.